Il vagabondo dello spazio

Urania 170

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.6
(129)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000096854 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Ecco un originalissimo romanzo di Fredric Brown, l'abile autore che dopo essersi fatto una fama come "giallista", è passato con grande successo alla fantascienza, apportandovi l'intero bagaglio della sua esperienza di scrittore. Niente da stupirsi quindi se le sue preferenze nella scelta dei protagonisti vanno a personaggi che vivono ai margini della legge. Tanto più se la legge, seguendo la corrente dei tempi, si è a sua volta corrotta come non ci auguriamo davvero che avvenga. In queste condizioni come non provare simpatia per Crag, il bandito, e non approvare il suo disgusto per la società e il suo desiderio di solitudine? Crag non ha amici perchè degli amici non si fida. Non ha una donna perchè quella che amava lo ha ingannato quando più lui aveva bisogno di sentirsela vicino. Non ha compagni perchè quando gli serviva il loro aiuto essi lo hanno lasciato solo... Ma Crag non è cosi cinico come vuole apparire, ed è molto migliore di quello che sembra. E soprattutto, sotto l'involucro del suo pessimismo che gli serve da protezione, non ha smesso di sperare. Quello che spera Crag lo speriamo, in fondo, un po' tutti. Lui, in fondo, vuole soltanto un mondo che gli piaccia. Un mondo fatto per lui. Su misura. Crag, testardo, sprezzante, cocciuto, ribelle, alla fine la spunta. Sarà così anche per noi?
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  • 3

    Invecchiato male

    Ci sono libri di fantascienza che invecchiano bene e quelli che invecchiano male. Questo è dei secondi. Nonostante questo, il libro scorre via facilmente, senza intoppi, leggero e divertente. Il final ...continua

    Ci sono libri di fantascienza che invecchiano bene e quelli che invecchiano male. Questo è dei secondi. Nonostante questo, il libro scorre via facilmente, senza intoppi, leggero e divertente. Il finale è assolutamente senza colpi di scena. Anzi, uno si chiede fino all’ultimo: ok, va a finire sicuramente così, ma quando si decide a finire sicuramente così? Nelle ultime righe, ovvio. (Mi riferisco all’unica cosa importante: la storia d’amore.)

    Di cosa parla? Di un criminale solitario alcolizzato, Crag, deluso dalla sua ex moglie e gran gentiluomo. Viene incastrato da un politico senza scrupoli e più delinquente di lui per realizzare un progetto a prima vista nobile, ma che si rivelerà folle (v. poi). Si racconta di un asteroide senziente. L’asteroide e Crag si incontreranno e faranno cose.

    Perché hanno dovuto fare una nuova traduzione e una riedizione italiana? Perché per gli anni ’50 italiani — la prima traduzione italiana è del 1958 — c’erano cose troppo forti: una pubblicità simil necrofila, voyerismo estremo e mode stravaganti, come unghie dei pieni maschili con smalto. (AAARGH!!) Esclusa l’ultima cosa, che mi ha procurato un brivido lungo la schiena, le altre oggi fanno solo sorridere.

    Perché è invecchiato male? Perché siamo nel XXIII secolo e ci sono ancora i dollari cartacei. Praticamente solo quelli. E un milione di dollari sono tanti soldi. L’inflazione e l’economia tutta si è fermata nel 1957. Venere è abitabile all’aria aperta. E Marte pure. Si vede che le sonde non erano ancora arrivate su questi pianeti. La politica è divisa in comunisti e capitalisti. Anche questa si è fermata al 1957. Le comunicazioni sono tutte anni ’50, nessuna novità. Ci sono schedari di carta e una pendola in infermeria. In compenso abbonda l’energia atomica.

    E poi alcune ingenuità: l’asteroide senziente e con i superpoteri ci sta. Ma non può essere che sta solo per miliardi di anni e all’improvviso sappia comunicare con Crag. Il linguaggio, e l’intelligenza, ha bisogno di relazioni e questo masso non ne ha mai avute. Perché avrebbe dovuto essere intelligente e parlare come se nulla fosse con Crag? Queste finezze sono cose che ci poniamo ora, ma nel 1957 non sembravano molto importanti, immagino.

    La cosa più fantascientifica di tutte: il politico corrotto cerca di convincere Crag a mettere in piedi un partito di centro. Il Mastella del XXIII secolo, il Casini dello Sistema Solare. Mi sono messo a ridere come un cretino sull’autobus. Il problema è che Crag non può dire di no. Fa finta di crederci, ma senza ridere. Ok, siamo decisamente nel futuro.

    Lettura consigliata solo agli appassionati del genere e dell’autore.

    ha scritto il 

  • 0

    Da non-lettore di fantascienza convertitosi a Philip K. Dick e convinto ugualmente che Dick non sia fantascienza ma sfugga a qualunque catalogazione, provo di tanto in tanto qualche incursione nel gen ...continua

    Da non-lettore di fantascienza convertitosi a Philip K. Dick e convinto ugualmente che Dick non sia fantascienza ma sfugga a qualunque catalogazione, provo di tanto in tanto qualche incursione nel genere pur non aspettandomi di trovare qualcosa di paragonabile a Dick.

    Mi sono rivolto a Brown, un altro degli scrittori culto, del resto anch’io, come tanti, conoscevo “La sentinella”.

    In questo romanzo breve ho trovato alcuni degli elementi che amo in Dick: sistema e antisistema pieni di ambiguità tanto da far cadere le categorie di “buoni” contro “cattivi”; l’alienazione; la possibilità per l’individuo di essere comunque padrone del proprio destino e di poter decidere liberamente anche in un mondo in cui non sembra esserci margine di manovra.

    Il lettore accompagna la vicenda del protagonista Craig, un outsider di cui conosciamo anche gli aspetti più oscuri, fino all’esito finale, che non cambia il mondo, non sconvolge l’ordine costituito, ma permette a un essere umano di potersi costruire una vita e di recuperare il senso dell’amore.

    ha scritto il 

  • 3

    Avvincente, utile sotto l'ombrellone, ma a tratti scontato.
    Il libro soffre di un significativo calo a partire dalla conclusione della prima fase di avventure di Crag. Da lì in poi sai già come andrà ...continua

    Avvincente, utile sotto l'ombrellone, ma a tratti scontato.
    Il libro soffre di un significativo calo a partire dalla conclusione della prima fase di avventure di Crag. Da lì in poi sai già come andrà a finire.

    ha scritto il 

  • 4

    In occasione della ristampa in versione integrale, oltre che con nuova traduzione di Lippi istesso (anche se alcune frasi mi sembrano parecchio strane, del tipo Se Marte fosse un pianeta su cui piove. ...continua

    In occasione della ristampa in versione integrale, oltre che con nuova traduzione di Lippi istesso (anche se alcune frasi mi sembrano parecchio strane, del tipo Se Marte fosse un pianeta su cui piove...), ho ripreso e riletto (dopo dodici anni) questo romanzetto di Brown. La traduzione integrale lascia basiti: malgrado sia stato scritto nel '57, dentro c'è di tutto, dalla pedofilia alla necrofilia. Ovviamente sono dei cenni, mai descrizioni di vere scene, però cribbio! Non c'è da meravigliarsi se finora era stato proposto solo a brani, edulcorato, censurato, e castrato. Alla luce di tutto questo inedito marcio, non mi meraviglio se il protagonista, per quando lazzarone di prima tacca, assassino, imbroglione, ladro, si senta disgustato dall'intero sistema solare.
    Bel romanzo. Ha un che di bibblico nel finale, ma è il coronamento di un gran bel carattere letterario.

    ha scritto il 

  • 4

    Gran classe e grande ironia

    Potremmo definire questo romanzo di F.Brown una sorta di noir ambientato nel futuro, se non fosse per la presenza di un elemento, presentato fin da subito, che fa pensare che i vagabondi spaziali sian ...continua

    Potremmo definire questo romanzo di F.Brown una sorta di noir ambientato nel futuro, se non fosse per la presenza di un elemento, presentato fin da subito, che fa pensare che i vagabondi spaziali siano due e non uno solo. Lo stile è quello classico di Brown, asciutto, preciso, sarcastico se serve, critico quanto basta. Il protagonista è perennemente in lotta: contro il sistema, che comunque non funziona, contro il proprio passato, che gli ha lasciato grosse cicatrici, e contro se stesso, alla perenne ricerca di un impossibile equilibrio. Come sempre in Brown, la trama avvincente non si limita alla superficie, ma scende in profondità nell'indagare il tormento di un singolo. Un classico, ma, letteralmente, solo fino a un certo punto. E con dettagli che nel 1957 avrebbero fatto alzare più di un sopracciglio... Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo di Brown, come altri e come i famosi racconti brevi, lo lessi quando ero ragazzino e mi affacciavo alla FS. Pertanto ho dato una valutazione secondo le emozioni che mi provocò all'epoca ...continua

    Questo romanzo di Brown, come altri e come i famosi racconti brevi, lo lessi quando ero ragazzino e mi affacciavo alla FS. Pertanto ho dato una valutazione secondo le emozioni che mi provocò all'epoca e la stessa cosa dovrebbe fare pure chi lo legge solo oggi. Considerare gli anni in cui fu scritto, immedesimarsi nel lettore di allora e valutare con cuore e animo meno malizioso. Ovvio che qui non stiamo parlando di un Manzoni con i suoi Promessi sposi (peraltro molto indigesto a generazioni di studenti) ma di un autore di "canzonette" atte a far passare un po di tempo in gaiezza al lettore ... ed in questo Brown è stato un maestro e merita alta valutazione anche se oggi, a parere di alcuni, non avrebbe facilità a trovare un editore.
    Fanta+scienza; in alcuni prevale la scienza in altri la fanta e raramente coesistono in perfetto equilibrio ma spesso sono specchi della società del tempo.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo del 1957 che ormai ha solo un valore storico, perché è assolutamente deludente per il lettore d'oggi (anche se, bisogna dirlo, anche all'epoca è stato accolto con varie critiche, soprattutto p ...continua

    Romanzo del 1957 che ormai ha solo un valore storico, perché è assolutamente deludente per il lettore d'oggi (anche se, bisogna dirlo, anche all'epoca è stato accolto con varie critiche, soprattutto per quanto riguarda la figura dell'asteroide).

    ha scritto il 

  • 3

    E' spesso difficile commentare un libro sci-fi d'epoca: nel '57 doveva essere di un'ironia non comune, toccava argomenti un po' scabrosi (corruzione, misoginia, pornografia, prostituzione, omosessuali ...continua

    E' spesso difficile commentare un libro sci-fi d'epoca: nel '57 doveva essere di un'ironia non comune, toccava argomenti un po' scabrosi (corruzione, misoginia, pornografia, prostituzione, omosessualità) e faceva una critica pesante al modello di sviluppo americano (in un momento storico in cui ci voleva vero coraggio per farlo, c'erano ancora gli strascichi del maccartismo).
    A leggerlo oggi è solo una storiella banalotta, prevedibile, dalla morale scontata. Meglio la prima parte della seconda.

    ha scritto il