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Il valletto di de Sade

Di

Editore: TEA

3.0
(92)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850207174 | Isbn-13: 9788850207176 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandra Pertici

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Si chiama Martin Latour Quiros e viene da un porto della Normandia. È ossessionato dal dolore, anche perché è insensibile al male fisico, vuole scoprirne il segreto. Emarginato fin dalla nascita a causa del suo aspetto deforme, ha trovato rifugio da un impagliatore di animali che gli ha insegnato il mestiere e lo ha iniziato all'anatomia. Ma Latour non si è fermato, ha continuato la sua ricerca, oltre ogni limite, fino all'incontro con il marchese de Sade, di cui è diventato il valletto, lo scrivano, l'interlocutore, il doppio. Fra realtà e finzione, racconto mitico e ritratto psicologico, questo romanzo esplora il cuore della sofferenza e della crudeltà, offrendo una sottile riflessione sul confine tra bene e male.
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    Latour è un ragazzo brutto dagli inquietanti occhi blu freddi, è intelligente e con grande memoria ma soprattutto ha una particolarità che è anche la sua maledizione, non può provare ...continua

    Latour è un ragazzo brutto dagli inquietanti occhi blu freddi, è intelligente e con grande memoria ma soprattutto ha una particolarità che è anche la sua maledizione, non può provare dolore. Alla morte della madre usuraia, il ritrovamento di un foglio con segnati otto nomi lo convincono che si sia trattato di un omicidio, decide così di andare alla ricerca dei colpevoli dell'elenco per vendicarsi. Sfruttando le conoscenze di anatomia acquisite commette gli omicidi indagando contemporaneamente sull'origine fisica del dolore.

    Thriller quasi fotocopia del più famoso “Il profumo” di Suskind: stessa ambientazione, stesso percorso di iniziazione/crescita dell'assassino, stessa caratteristica distintiva del protagonista(l'uno non ha odore l'altro non prova dolore) e conseguente ricerca delle cause(uno diventa profumiere l'altro anatomista). La figura di De Sade viene inserita a forza nella storia e non si discosta troppo dalla tradizionale visione, più mitologica che storicamente attendibile, del decadente nobile depravato sessuale. Rimane comunque personaggio più sfaccettato ed interessante dell'anonimo protagonista.

    Romanzo breve e scorrevole ma assolutamente insignificante. In copertina la scrittura di Frobenius viene definita “Uno stile lucido e tagliente”, come se i due aggettivi possano essere accostati alla scrittura senza ulteriori chiarimenti, allora perché non “Uno stile ematico e doloroso”?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    E' un romanzo che si fa leggere anche se poi lascia un senso di vuoto e di incompiutezza; ma vediamola come deve essere...il libro è la storia di un valletto, Latour-Quiros Martin, che non si può ...continua

    E' un romanzo che si fa leggere anche se poi lascia un senso di vuoto e di incompiutezza; ma vediamola come deve essere...il libro è la storia di un valletto, Latour-Quiros Martin, che non si può dire un bel pezzo di manzo ma anzi..una ciofeca che viaggia su due gambe. Brutto, ambiguo, e con un aura negativa, ha solo un vantaggio estetico: due paia di occhi blu che hanno il potere di placare le sensazioni infauste che causa la sua presenza. Nasce con una mancanza, il senso del dolore, non lo prova e per tutto il romanzo si leggerà la sua determinata caccia a questa sensazione che ne farà un serial killer. Leggendo 'Il valletto di De Sade' mi è venuto in mente un'altro libro che lessi diverso tempo fa, 'Il profumo'; ha parecchie analogie e non credo siano casuali. Mi sembra che l'autore abbia voluto ripercorrere un pò la falsariga di quest'opera dove invece di avere una manchevolezza, il protagonista di 'Il profumo' aveva un dono, molto acutizzato, l'olfatto e questo particolare aveva portato anche lui ad una serie di delitti. Il racconto è narrato benissimo, mi è piaciuta specialmente la prima parte, dove la nascita e la crescita di Latour sono significative e formeranno l'impalcatura dell'anima e delle inclinazioni del ragazzo allora ancora adolescente. Più tediosa invece la parte dove incontra il marchese De Sade, e dove l'autore cita (purtroppo) alcuni particolari del libro 'Le 120 giornate di Sodoma'; sicuramente è cosa dovuta, d'altra parte non si parla qui di un De Sade dedito ad ogni forma di lascivia e sadismo sessuale?! Particolari alquanto sgradevoli ma che daranno modo a Latour di conoscere meglio il suo padrone. Le elucubrazioni mentali del valletto e i rapporti con la famiglia del marchese si rivelano, in questa parte del libro, alquanto faticosi da seguire e da digerire. La lettura qui è stata pesante, mi sono proprio dovuta fare violenza per non cedere al sonno, e sono arrivata finalmente al finale dove un Latour ormai diventato vecchio nell'anima e nel corpo, riesce a sperimentare il dolore ed a capirne il senso. Il senso di incompiutezza deriva dal fatto che arrivati a fondo pagina si rimane con una domanda: "e quindi?". Cosa voleva essere...Un romanzo di narrativa? Un giallo con la caccia al colpevole? Non si riesce a dare una definizione esatta del contenuto, ecco perchè lascia quella percezione di insoddisfazione. Se a mente fredda si fa una piccola analisi si arriva a capire che il libro è semplicemente quello che è: la storia di un valletto estremamente intelligente, interiormente gravemente disturbato da quella grave mancanza che è il dolore e che percorrerà tutta la sua esistenza a cercarlo, seminando dietro di se la morte.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente thriller storico dove la vera tensione consiste nel capire come abbiano potuto essere scritte certe sperticate recensioni positive. Senza capo ne' coda, scritto in maniera a dir poco ...continua

    Deludente thriller storico dove la vera tensione consiste nel capire come abbiano potuto essere scritte certe sperticate recensioni positive. Senza capo ne' coda, scritto in maniera a dir poco deludente, non trasmette nemmeno l'ombra di un'emozione, una sorpresa. I personaggi sono scolpiti con l'accetta e hanno le stesse sfumature di un faro da 100.000 watt. Unica eccezione la madre del personaggio principale, figura che ha forse smosso qualcosa nel pigro autore e che regala qualche accenno di originalita' e interesse.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Dal titolo davvero intrigante, Il Valletto di de Sade, di Nikolaj Frobenius, racconta la storia di Latour-Martin Quiros, uomo dalla bruttezza deforme, ma dallo sguardo magnetico, che ha una qualità ...continua

    Dal titolo davvero intrigante, Il Valletto di de Sade, di Nikolaj Frobenius, racconta la storia di Latour-Martin Quiros, uomo dalla bruttezza deforme, ma dallo sguardo magnetico, che ha una qualità peculiare: non può provare dolore fisico. Ossessionato dall’idea del dolore, vuole scoprirne i misteri, e, per farlo, diventa dapprima aiutante di un impagliatore, quindi assistente di un celebre anatomista – esperto nello studio delle zone del cervello preposte a specifiche sensazioni – per poi imbattersi nel divin marchese, diventandone valletto.

    Trama che poteva essere sicuramente interessante... http://www.indie-blog.com/il-valletto-di-de-sade-nikolaj-frobenius-2000/

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto il libro in breve tempo, riconosco che è ben scritto, ma ad un certo punto non ho davvero capito dove volesse andare a parare lo scrittore. Ho infatti avuto la sensazione che lo scopo ...continua

    Ho letto il libro in breve tempo, riconosco che è ben scritto, ma ad un certo punto non ho davvero capito dove volesse andare a parare lo scrittore. Ho infatti avuto la sensazione che lo scopo fosse l'elogio dello splatter. Un libro che non consiglierei assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Morphiumspritze

    Lo leggi con la pancia e ti rovescia lo stomaco: è un libro viscerale. Tetro, terribile, gratuito, ma scritto benissimo. Ho orrore di me stessa nel dirlo, perché quest'opera è un prolungato ...continua

    Lo leggi con la pancia e ti rovescia lo stomaco: è un libro viscerale. Tetro, terribile, gratuito, ma scritto benissimo. Ho orrore di me stessa nel dirlo, perché quest'opera è un prolungato esercizio di sadismo, ma sono rimasta incollata dalla prima all'ultima pagina. Per una storia che mira a sfibrare il nervo, insidioso come morfina.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah…Sinceramente non ho capito il senso di questo libro. Non ho capito dove va a parare. Il protagonista va alla ricerca dell’organo del dolore, dato che lui non prova dolore, ma alla fine della ...continua

    Mah…Sinceramente non ho capito il senso di questo libro. Non ho capito dove va a parare. Il protagonista va alla ricerca dell’organo del dolore, dato che lui non prova dolore, ma alla fine della fiera non lo trova (nonostante abbia ucciso un po’ di persone per trovarlo e conservato chissà dove i loro cervelli). Gli incontri sono strani…surreali perché troppo casuali. Gli omicidi banali…Mah…Buh…Non so cosa pensare. Comunque io sto dalla parte della tigre ù.ù

    ha scritto il