Il valzer degli addii

Di

Editore: Bompiani (I Grandi)

3.9
(2113)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 884521589X | Isbn-13: 9788845215896 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Serena Vitale ; Curatore: Alessandra Mura

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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    Una storiella agrodolce, che vive dei suoi personaggi dalla moralità, personalità e carattere ciascuno unico, disegnati a grandi linee, ma linee marcate, indelebili che descrivono, ancorché senza rice ...continua

    Una storiella agrodolce, che vive dei suoi personaggi dalla moralità, personalità e carattere ciascuno unico, disegnati a grandi linee, ma linee marcate, indelebili che descrivono, ancorché senza ricercatezze, maschere indimenticabili. Di queste si nutrono gli eventi narrati, che procedono incredibilmente leggeri nonostante le invidiabili digressioni in temi maiscoli...si gioca all'"insostenibile leggerezza".
    La cosa mirabolante resta (ma forse è giudizio che dipende dalle ultime letture non proprio esaltanti...), l'indiscutibile coerenza tra azione, narrazione e descrizione dei personaggi: da questo punto di vista, lettura stupenda.
    In ogni caso, la classe non è acqua.

    ha scritto il 

  • 4

    Tante disgressioni filosofiche e una trama avvincente.

    Il romanzo narra gli intrecci delle storie, nell'arco di soli cinque giorni, di otto personaggi che soggiornano in una tranquilla e amena località termale poco lontana da Praga.
    Le consuete disgressio ...continua

    Il romanzo narra gli intrecci delle storie, nell'arco di soli cinque giorni, di otto personaggi che soggiornano in una tranquilla e amena località termale poco lontana da Praga.
    Le consuete disgressioni filosofiche, a cui ci ha abituato Milan Kundera, anche in questo romanzo abbondano unite però questa volta ad una trama ben strutturata avvincente e ricca di colpi di scena.
    E' il miglior romanzo che ho letto di Kundera dopo l'insostenibile leggerezza dell'essere.

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo Il valzer degli addii, restituisce una idea esatta della struttura di questo romanzo: un valzer a più voci in cui la vita di un gruppo di personaggi si intreccia per coincidenze fortuite ...continua

    Il titolo Il valzer degli addii, restituisce una idea esatta della struttura di questo romanzo: un valzer a più voci in cui la vita di un gruppo di personaggi si intreccia per coincidenze fortuite e non, in una alternanza di incontri, di quiproquo, di amicizie di volteggi di amori cominciati, abbandonati, ripresi.

    Abbiamo un medico ginecologo provvisto di delirio di onnipotenza che si dedica con ardore alla cura di donne con difficoltà procreative, spendendo se stesso in prima persona tanto da mettere a disposizione, per amor di scienza e all’insaputa di tutti, il proprio seme candidamente inoculato durante le visite alle ignare pazienti, c’è un politico dissidente arido da un punto di vista affettivo che inquadra ogni evento della sua esistenza in una categoria politica prossimo a lasciare la propria patria, c’è una infermiera incinta senza avere la certezza di chi, che oscilla indecisa se interrompere o continuare la gravidanza, c’è un trombettista bello e famoso implicato con la giovane infermiera, vittima della gelosia pervicace della propria moglie la quale vede fantasmi dove però effettivamente ci sono, e poi c’è un facoltoso uomo d’affari americano, malato di cuore che professa ad un tempo un pieno entusiasmo per la vita, una religiosità pura non disgiunta da un certo libertinaggio innanzi l’età che avanza.

    Tutto si svolge in una stazione termale boema un po’ decadente e triste come lo sono tutti i sanatori in genere, (noto come i sanatori siano topoi molto amati dagli scrittori), la storia segue lo spazio temporale di quattro giorni.

    Amo Milan Kundera da tempo non tornavo a lui, l’ho adorato ne L’insostenibile leggerezza dell’essere, qui siamo piuttosto distanti da quei vertici di bellezza è infatti un Kundera in tono minore, anche se la capacità di mescolare sapientemente il suo afflato filosofico con la narrazione tout court non viene mai meno, in più in questo romanzo c’è un elemento direi quasi inconsueto, come una tensione, seppur molto blanda, che incita a voler conoscere l’epilogo della storia.

    Tra le pillole filosofiche sparse nel libro, una mi ha colpito molto: privilegiati sono coloro che leggono libri o coloro che possiedono un cane, (chi ha i due requisiti allora è un privilegiatissimo).
    Bello che qualcuno a volte ci ricordi motivi per cui essere felici, spesso tendiamo a dimenticarli o a non volerli vedere.

    ha scritto il 

  • 0

    "Era entrata nella stanza come un miracolo. Era veramente inspiegabile, ma proprio per questo parve tanto più reale a Ruzena, perchè le cose più elementari di questo mondo non hanno spiegazione né mot ...continua

    "Era entrata nella stanza come un miracolo. Era veramente inspiegabile, ma proprio per questo parve tanto più reale a Ruzena, perchè le cose più elementari di questo mondo non hanno spiegazione né motivo, hanno in sé stesse la loro ragione d'essere"

    ha scritto il 

  • 2

    Una bella opera, divertente ed intrigante con personaggi buffi ma dai ratti drammatici. Il modo in cui si annodano rapporti amorosi e di amicizia, incuriosiscono il lettore che avidamente vuole arriv ...continua

    Una bella opera, divertente ed intrigante con personaggi buffi ma dai ratti drammatici. Il modo in cui si annodano rapporti amorosi e di amicizia, incuriosiscono il lettore che avidamente vuole arrivare alla fine. Fa riflettere su diverse prospettive in cui capita di vedere la vita, tuttavia non si trovano quelle profonde digressioni che Kundera rivela in altre sue opere.

    ha scritto il 

  • 5

    ... dove i destini delle persone si intrecciano seguendo le leggi della vita, che ci meravigliano sempre per la loro bellezza e casualità ma che ci lasciano sempre soli nelle nostre "coscienze" ...continua

    ... dove i destini delle persone si intrecciano seguendo le leggi della vita, che ci meravigliano sempre per la loro bellezza e casualità ma che ci lasciano sempre soli nelle nostre "coscienze"

    ha scritto il 

  • 4

    "E se la bellezza significasse più della verità?"

    Ogni volta che inserisco un libro su anobii non posso fare a meno di scorrere i commenti lasciati dai lettori che mi hanno preceduto: a volte si rivela un'ottima idea, in altri casi sarebbe stato megl ...continua

    Ogni volta che inserisco un libro su anobii non posso fare a meno di scorrere i commenti lasciati dai lettori che mi hanno preceduto: a volte si rivela un'ottima idea, in altri casi sarebbe stato meglio sorvolare, come per Il valzer degli addii, per l'appunto.
    Leggo di lettrici indignate per il maschilismo di Kundera e di lettori che lo accusano di aver costruito la trama soltanto per dimostrare certe sue convinzioni esistenziali. Alle lettrici dico che poco importa se Kundera sia misogino perché questo non altera di una virgola la sua capacità di scendere nel profondo della psiche umana, sia maschile che femminile. Ai lettori, invece, dico che sì, è così: Kundera è un tipetto che ha studiato molto e ha fatto i compiti, e ogni suo romanzo ha una struttura e un contenuto progettati nei minimi dettagli.

    Kundera definisce Il valzer degli addii come un "vaudeville in cinque atti" (di solito sono sette!) e conferma di averlo scritto più in fretta degli altri, ma anche con più piacere: si percepisce proprio che si è divertito a costruire le vicende di questo drappello di sfigati, ognuno a modo suo, riuniti in una cittadina termale della Boemia (mai della Cecoslovacchia: a Kundera non piace la parola, sa troppo di nuovo!).

    C'è l'infermiera Ruzena, prigioniera della sua triste vita, che scopre di essere incinta e pensa bene di "appioppare" la colpa al trombettista Klima, bello ricco e famoso, scartando a priori la possibilità che il figlio sia del sempliciotto che la ama alla follia, ma che non ha un soldo né tantomento un briciolo di fascino.
    Ruzena l'avrei presa a schiaffi a partire dalla prima pagina, ma - come al solito - credo sia perché le sue insicurezze, la sua necessità di avere un uomo premuroso e forte accanto, mi ricordano le mie.
    Sul trombettista Klima non ho molto da dire: é un farfallone che crede davvero di amare sua moglie Kamila, che, dal canto suo, soffre amaramente delle scappatelle del marito, avvelenandosi l'esistenza appresso alle sue continue bugie.
    Il dottore è un pazzo furioso megalomane, il meno realistico forse del set di personaggi che compongono l'allegra combriccola termale, ma così divertente da non essere mai rimpianto: padre di una stirpe anonima ma potenzialmente infinita e figlio adottivo degli USA wannabe.
    Jakub, invece, sembra l'eroe della storia, quello che ce l'ha fatta a scappare da un paese che lo opprime e gli impedisce di vivere la vita che vorrebbe; peccato che Jakub sia fuori posto ovunque, come chi con la vita ci ha litigato da un pezzo.
    Olga, pupilla di Jakub, è quella che mi ha stupito di più: da timida e inutile comparsa sullo sfondo a protagonista fredda e anaffettiva.

    Continuo a chiedermelo, qual è il tema di questo romanzo?
    La vita.
    La nuova vita che Ruzena porta in grembo; le nuove vite generate dal folle piano del dottore; la vita - quella vera, che Jakub si appresta a vivere una volta varcato il confine.
    La forza della vita, quella che affluisce nelle vene di Klima ogni volta che tradisce la moglie per poi tornare da lei; la vita - in cui la bellezza finalmente trionfa sulla giustizia, anche per Kamila che finalmente si decide a vedere.
    La vita, quella nuova e splendente che Bertlef offre alla triste Ruzena. La vita di Olga, che prende finalmente le redini della sua indifferenza. La vita, quella inquinata dall'ordine costante - sintomo di morte, che scorre sullo sfondo, con i suoi siparietti grotteschi e paradossali.

    Come ogni romanzo che sia degno di questo nome, questo valzer degli addii ci parla della vita, delle sue bassezze e delle sue vette magnifiche, ognuna illusoria e soggettiva, come il riflesso di un viso sull'acqua.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro che non so perchà ma definisco "allegro" e che è, soprattuto, molto scorrevole in cui si intrecciano la vita di personaggi che l'autore caratterizza molto simpaticamente. La storia si svolge all ...continua

    Libro che non so perchà ma definisco "allegro" e che è, soprattuto, molto scorrevole in cui si intrecciano la vita di personaggi che l'autore caratterizza molto simpaticamente. La storia si svolge all'interno di una struttura alberghiera con anesse terme i cui ospiti essenzialmente sono donne con problemi di concepimento. Ripeto lettura sicuramente gradevole ma che, nel complesso, non mi ha esaltato.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho addirittura preferito a "L'insostenibile leggerezza dell'essere". Un intreccio di persone e amori infelici. Senza possibilità. Un destino già scritto.
    Psicologico. Intenso.

    ha scritto il 

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