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Il valzer degli addii

By Milan Kundera

(655)

| Others | 9788845906831

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Book Description

135 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    il paesino termale dell'ambientazione rende il libro quasi sinestetico. Ma tutto il resto è noia

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    Bianca Catartica said on Sep 5, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    "E se la bellezza significasse più della verità?"

    Ogni volta che inserisco un libro su anobii non posso fare a meno di scorrere i commenti lasciati dai lettori che mi hanno preceduto: a volte si rivela un'ottima idea, in altri casi sarebbe stato meglio sorvolare, come per Il valzer degli addii ...(continue)

    Ogni volta che inserisco un libro su anobii non posso fare a meno di scorrere i commenti lasciati dai lettori che mi hanno preceduto: a volte si rivela un'ottima idea, in altri casi sarebbe stato meglio sorvolare, come per Il valzer degli addii, per l'appunto.
    Leggo di lettrici indignate per il maschilismo di Kundera e di lettori che lo accusano di aver costruito la trama soltanto per dimostrare certe sue convinzioni esistenziali. Alle lettrici dico che poco importa se Kundera sia misogino perché questo non altera di una virgola la sua capacità di scendere nel profondo della psiche umana, sia maschile che femminile. Ai lettori, invece, dico che sì, è così: Kundera è un tipetto che ha studiato molto e ha fatto i compiti, e ogni suo romanzo ha una struttura e un contenuto progettati nei minimi dettagli.

    Kundera definisce Il valzer degli addii come un "vaudeville in cinque atti" (di solito sono sette!) e conferma di averlo scritto più in fretta degli altri, ma anche con più piacere: si percepisce proprio che si è divertito a costruire le vicende di questo drappello di sfigati, ognuno a modo suo, riuniti in una cittadina termale della Boemia (mai della Cecoslovacchia: a Kundera non piace la parola, sa troppo di nuovo!).

    C'è l'infermiera Ruzena, prigioniera della sua triste vita, che scopre di essere incinta e pensa bene di "appioppare" la colpa al trombettista Klima, bello ricco e famoso, scartando a priori la possibilità che il figlio sia del sempliciotto che la ama alla follia, ma che non ha un soldo né tantomento un briciolo di fascino.
    Ruzena l'avrei presa a schiaffi a partire dalla prima pagina, ma - come al solito - credo sia perché le sue insicurezze, la sua necessità di avere un uomo premuroso e forte accanto, mi ricordano le mie.
    Sul trombettista Klima non ho molto da dire: é un farfallone che crede davvero di amare sua moglie Kamila, che, dal canto suo, soffre amaramente delle scappatelle del marito, avvelenandosi l'esistenza appresso alle sue continue bugie.
    Il dottore è un pazzo furioso megalomane, il meno realistico forse del set di personaggi che compongono l'allegra combriccola termale, ma così divertente da non essere mai rimpianto: padre di una stirpe anonima ma potenzialmente infinita e figlio adottivo degli USA wannabe.
    Jakub, invece, sembra l'eroe della storia, quello che ce l'ha fatta a scappare da un paese che lo opprime e gli impedisce di vivere la vita che vorrebbe; peccato che Jakub sia fuori posto ovunque, come chi con la vita ci ha litigato da un pezzo.
    Olga, pupilla di Jakub, è quella che mi ha stupito di più: da timida e inutile comparsa sullo sfondo a protagonista fredda e anaffettiva.

    Continuo a chiedermelo, qual è il tema di questo romanzo?
    La vita.
    La nuova vita che Ruzena porta in grembo; le nuove vite generate dal folle piano del dottore; la vita - quella vera, che Jakub si appresta a vivere una volta varcato il confine.
    La forza della vita, quella che affluisce nelle vene di Klima ogni volta che tradisce la moglie per poi tornare da lei; la vita - in cui la bellezza finalmente trionfa sulla giustizia, anche per Kamila che finalmente si decide a vedere.
    La vita, quella nuova e splendente che Bertlef offre alla triste Ruzena. La vita di Olga, che prende finalmente le redini della sua indifferenza. La vita, quella inquinata dall'ordine costante - sintomo di morte, che scorre sullo sfondo, con i suoi siparietti grotteschi e paradossali.

    Come ogni romanzo che sia degno di questo nome, questo valzer degli addii ci parla della vita, delle sue bassezze e delle sue vette magnifiche, ognuna illusoria e soggettiva, come il riflesso di un viso sull'acqua.

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    MartinaViola said on Jul 1, 2014 | 4 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Libro che non so perchà ma definisco "allegro" e che è, soprattuto, molto scorrevole in cui si intrecciano la vita di personaggi che l'autore caratterizza molto simpaticamente. La storia si svolge all'interno di una struttura alberghiera con anesse t ...(continue)

    Libro che non so perchà ma definisco "allegro" e che è, soprattuto, molto scorrevole in cui si intrecciano la vita di personaggi che l'autore caratterizza molto simpaticamente. La storia si svolge all'interno di una struttura alberghiera con anesse terme i cui ospiti essenzialmente sono donne con problemi di concepimento. Ripeto lettura sicuramente gradevole ma che, nel complesso, non mi ha esaltato.

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    oBiond78 said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ho addirittura preferito a "L'insostenibile leggerezza dell'essere". Un intreccio di persone e amori infelici. Senza possibilità. Un destino già scritto.
    Psicologico. Intenso.

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    Ledaula said on Mar 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se di un libro non ricordi assolutamente nulla forse non è stato un successo.

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    Ellerslie said on Mar 1, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Citazione

    La gelosia ha lo straordinario potere di illuminare con raggi intensi quell'unico essere e di mantenere la folla degli altri in una totale oscurità.

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    Miss Kamala said on Jan 6, 2014 | Add your feedback

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