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Il valzer lento delle tartarughe

Di

Editore: Dalai

3.7
(830)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 597 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8866200603 | Isbn-13: 9788866200604 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    Come nel primo libro si viene coinvolti dai tanti eventi e dalle storie dei personaggi: alcune vicende sono assurde e poco reali ma anche per questo il libro è divertente ed ironico. Consigliato

    ha scritto il 

  • 3

    Tienes más actividad que el primero de la trilogía, pero algunas de las tramas resultan previsibles desde el principio. En algún momento, ofrece soluciones poco elaboradas, que no encajan demasiado. Otras veces se deja llevar. Demasiada espiritualidad para mi gusto. A pesar de todo entretenido. U ...continua

    Tienes más actividad que el primero de la trilogía, pero algunas de las tramas resultan previsibles desde el principio. En algún momento, ofrece soluciones poco elaboradas, que no encajan demasiado. Otras veces se deja llevar. Demasiada espiritualidad para mi gusto. A pesar de todo entretenido. Una lectura cómoda.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Utopia portami via

    Ho già detto in qualche recensione che ho problemi di occhiali femministi.
    Capitemi, ci ho messo tanto a prendere coscienza, mi sono fatta usare e gettare come uno straccio da un sacco di inutili, e ogni volta avevo l’autostima distrutta, mi facevo quelle amabili domande tipo “Ma perché tutte a ...continua

    Ho già detto in qualche recensione che ho problemi di occhiali femministi. Capitemi, ci ho messo tanto a prendere coscienza, mi sono fatta usare e gettare come uno straccio da un sacco di inutili, e ogni volta avevo l’autostima distrutta, mi facevo quelle amabili domande tipo “Ma perché tutte a meeeee, sono sbagliata, non mi merito di essere felice..” blablabla. Poi un giorno, senza che ci fossero preavvisi, mi sveglio e penso: basta, io non starò più male. Così, semplicemente. Allora ho iniziato a guardare tutti i meccanismi con cui noi donne sappiamo così bene impastoiarci, tutte quelle trappoline sparse qua e là che minano la nostra sicurezza; ho letto tanto, pensato altrettanto. Non è facile comunque vivere senza cadere negli stereotipi, anche una volta che si è posto fine al circolo vizioso degli uomini maltrattanti; però questo cambio di rotta nella mia vita è una delle cose di cui vado più fiera (dopo la gran rinuncia alle sigarette, ahimè).

    E tutto questo sproloquio per dire che: io sto libro l’ho letto d’un fiato, è sicuramente meglio del primo, è scorrevole, avvincente, perfetto per l’evasione. Però santo cielo, ma perché ci sono protagoniste così … clichè??? Ok che la Josephine rappresenta il riscatto dell’imbranata (che poi, riscatto… si fa seghe mentali che in una quasi 50enne definirei patologiche), però non si può giungere a tali livelli di stucchevolezza. L’amore-passione, l’amore-struggente è il suo unico pensiero: dopo aver passato un intero libro ad affannarsi per i soldi, qui la nostra riesce a dire: pfff, mi importa assai di essere seduta sul deposito dello zio Paperone! Darei qualsiasi cosa per un po’ di llllove! Ma va bene, per carità, nessuno dice che stare da sole (ma anche soli) sia una passeggiata, però un po’ più di autostima e compiacimento per le mete raggiunte ci stava! Iris poi, raggiunge l’apoteosi della stupidità in questo libro: ma come, uno ti prende e ti chiude a chiave in casa, ti ordina di pulire non leggere non pensare non respirare e tu sei felice???? E la Shirley alla fine del libro che dice: ebbè sì, anche a me è successo, è una situazione veramente intrigante… Oh, ma ragassi!!! Ma così veramente sembra che noi donne siamo rimaste delle cavernicole, che bramano solo una clava in testa!

    Io voglio una protagonista di chick-lit col cervello, voglio una donna senza la gonna, voglio un amore Steve e Miranda, ecco! E' chiedere troppo? ;)

    ha scritto il 

  • 4

    La trilogia perd gas. El llibre en la seva majoria és molt pla. La història continua navegant sense girs inesperats, sense sorpreses. Tens la sensació una mica de que t’hagin connectat morfina i tot et passi bé. Com que està escrit per passar bé i la trama és mínimament interessant segueixes enda ...continua

    La trilogia perd gas. El llibre en la seva majoria és molt pla. La història continua navegant sense girs inesperats, sense sorpreses. Tens la sensació una mica de que t’hagin connectat morfina i tot et passi bé. Com que està escrit per passar bé i la trama és mínimament interessant segueixes endavant, no empengut per una emoció forta sinó més aviat per la mateixa inèrcia que fa que els somnàmbols es llevin a les nits.

    La història només remonta en el terç final, amb una punta en la trama que trenca la monotonia atordidora de tot el llibre. I surts del teu son i penses: fantàstic! I llavors reflexiones: perquè no ho has fet abans, perquè m’has tingut en un estat de letàrgia continguda llegint com un zoombie? Sentiments ambivalents... I curiosament després d’aquesta punta torna a caure en explicacions innecessàries de l’unica part emocionant del llibre que et porten a una desesperació en busca del final abans no se’t creuin els cables i llancis el llibre per la finestra. D’aquí dedueixo que l’autora no porta gaire bé la gestió de la tensió dels llibres i els recursos que fa servir són sempre els mateixos i al final cansa.

    Els personatges no evolucionen. Les situacions es comencen a fer repetitives i el cos et demana saber més de tots ells, però amb substància, amb contingut.

    La conclusió de tot plegat. Potser ens havíem d’haver quedat amb la primera novel·la i prou, no? Estava prevista la història com una trilogia? És que ja comença a ser habitual allargar les coses per calers i per fer-ho se n’ha de saber. Jo crec que la resposta és no, no estava previst. I se li veu el llautó quan veus que la història en alguns personatges és una espiral que no porta enlloc, ni endavant ni endarrere i també quan arribes al final i et dóna la sensació d’haver-te mogut molt poc de la posició inicial.

    Em fa por el tercer llibre, perquè ja començo a ensumar de què anirà.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile della Pancol è anche in questo secondo libro molto scorrevole, semplice, ma coinvolgente. Ho apprezzato il ritmo della narrazione, gli eventi si succedono mantenendo sempre desta l'attenzione del lettore. I personaggi sono ben caratterizzati e ci si affeziona proprio a Josephine.

    ha scritto il 

  • 4

    Una scrittura e dei personaggi che si amano già dalle prime pagine, con il loro essere caricaturali, ma mai immobili. Casomai lenti come tartarughe, come ogni evoluzione dovrebbe essere.
    E la storia si evolve e si svolge a poco a poco, in un valzer che porta al finale, inatteso, ma non imprevedi ...continua

    Una scrittura e dei personaggi che si amano già dalle prime pagine, con il loro essere caricaturali, ma mai immobili. Casomai lenti come tartarughe, come ogni evoluzione dovrebbe essere. E la storia si evolve e si svolge a poco a poco, in un valzer che porta al finale, inatteso, ma non imprevedibile. Spiace averlo finito.

    ha scritto il 

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