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Il vangelo della scimmia

By Christopher Wilson

(73)

| Softcover | 9788882371913

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Book Description

Diciottesimo secolo. Un'isoletta al largo dell'Inghilterra, avvolta dalle brume del nord, così remota che nessuno straniero vi approda da generazioni. Una nave da guerra dove i marinai tengono una scimmia come portafortuna, libera come uno spiritello Continue

Diciottesimo secolo. Un'isoletta al largo dell'Inghilterra, avvolta dalle brume del nord, così remota che nessuno straniero vi approda da generazioni. Una nave da guerra dove i marinai tengono una scimmia come portafortuna, libera come uno spiritello e vezzeggiata da tutti. Quando una violenta tempesta fa naufragare la nave, la scimmia approda fortunosamente sulle rive dell'isola. Qui gli abitanti hanno ormai cristallizzato le classi, i costumi e le leggi, forti di una ferrea quanto originale interpretazione delle Scritture. Per loro la scimmia è uno straniero, che storpia il linguaggio facendo rotolare le parole come sassi, con suoni indecifrabili. La scimmia diventa il perno delle aspettative dell'intera comunità. Il mercante Hogg si affanna a organizzare il matrimonio dello straniero con sua figlia, Vera la pazza vuole farlo diventare l'amante delle sue notti solitarie. Ma i grugniti incomprensibili dello straniero, le sue pose oscene, il suo ciondolare dagli alberi anziché camminare sulla terra, e tutti i suoi comportamenti promettono peccati tanto orribili da precipitare ogni sicurezza nel caos. Il diverso deve essere sacrificato, perché in una società così autoreferenziale è importante che nulla possa cambiare. Christopher Wilson è il genere di scrittore in grado di fare satira radicale, profonda, divertente. Ne "Il vangelo della scimmia" si respira l'aria dei viaggi di Gulliver e, insieme all'ironia, il lascito di Kafka.

5 Reviews

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  • 6 people find this helpful

    Credevo di aver comprato un volumetto "semplicemente" divertente. Mi sono ritrovata tra le mani un capolavoro. Christopher Wilson (che per il resto potremmo anche chiederci chi è, almeno qui in Italia) ci regala 150 pagine di humor grottesco che si f ...(continue)

    Credevo di aver comprato un volumetto "semplicemente" divertente. Mi sono ritrovata tra le mani un capolavoro. Christopher Wilson (che per il resto potremmo anche chiederci chi è, almeno qui in Italia) ci regala 150 pagine di humor grottesco che si fa via via sempre più graffiante e violento, fino alla schiaffo finale che ci indigna e ci commuove allo stesso tempo. La piccola isola di Iffe è la perfetta rappresentazione in scala dell'umanità civile, evoluta, timorata di Dio, che si scontra con la bestia nella sua accezione più "naturale", una piccola scimmia (non a caso l'animale più vicino all'uomo per fattezze e atteggiamenti). La bestia, la tenebra, la vergogna dell'istinto versus l'uomo, la creatura prediletta del creato, la luce, il signore posto da Dio sul mondo. Ma quello che ne consegue non illustra esattamente la superiorità, in termini morali, della nostra tanto decantata civiltà, mette in luce semmai quanto la bestia uomo più spesso scelga il male volontariamente e stupidamente, e poi lo ammanti di parole senza senso, di ributtante, mediocre e ipocrita filosofia e schiacci infine tutto nel suo violento senso di superiorità.
    Come forse avrete già letto altrove, in questo romanzo c'è tanto Swift e tanto Kafka. Ma c'è anche un senso di rifiuto per le ingiustizie e per l'ipocrisia dei "sepolcri imbiancati" che è estremamente contemporaneo. L'isola di Iffe è con noi ogni giorno. Grazie Wilson per avercelo ricordato.

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    Fatamorgana said on Jun 12, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    7+

    "Jahvè ha posto i maiali al di sopra dei polli, e i cavalli al di sopra dei maiali. A ciascuno ha assegnato una posizione nell'ordine del creato... A ogni gruppo ha dato un sovrano che lo governi. Jahvè ha deciso che l'aquila fosse il signore ...(continue)

    "Jahvè ha posto i maiali al di sopra dei polli, e i cavalli al di sopra dei maiali. A ciascuno ha assegnato una posizione nell'ordine del creato... A ogni gruppo ha dato un sovrano che lo governi. Jahvè ha deciso che l'aquila fosse il signore degli uccelli, che la balena fosse il re dei pesci, che il leone fosse il dominatore delle bestie. Ma al di sopra degli animali ha collocato la donna, e sopra di essa ha messo l'uomo, così come l'aquila è al di sopra dei passeri. Jahvè ha voluto che ci fossero lord e braccianti: resti pertanto ognuno al suo posto e se ne accontenti”.
    Ironico, divertente e grottesco. Sono solo alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente per descrivere questo libricino che di piccolo ha solo il formato. Sto parlando de Il vangelo della scimmia, di Christopher Wilson edito da Meridiano Zero, casa editrice che non finisce mai di regalarmi letture fantastiche. Siamo su un’isoletta inglese, Iffe per la precisione, ed è il diciottesimo secolo.
    Gli abitanti di quest’isola sono arretrati, ignari di tutto quello che succede nel mondo, succubi di leggi, schemi e credenze conservatrici e al limite del paradossale. Una piccola comunità che invoca l’aiuto e il sostegno di Jahvè ascoltando i sermoni del reverendo Lovegrave. C’è Hogg il mercante, Gallimauf il dottore, Thomas Hooker il balivo e poi c’è Lord Iffe, il Signore dell’isola. Ognuno di loro ha in chiesa il posto che gli spetta in base ad un giusto ordine di autorità e privilegio voluto da Jahvè. Uomini e donne naturalmente separati. E fuori dalla chiesa c’è Vera, la pazza del villaggio, lei non può entrare. Un bel giorno a disturbare la quiete dell’isola arriva una scimmia. Nessuno sa chi è ma tutti sono incuriositi da lei, anzi la credono un uomo e siccome è un po' “strano” si convincono che sia francese. “Dicono che i francesi siano una razza pelosa e incivile, e che abbiano una grande ossessione per le protuberanze deputate alla generazione, che sono le dita del diavolo...”
    Tutti cercano di entrare nelle grazie dello stravagante straniero, qualcuno gli propone in sposa la propria figlia, sognando ricchezze e notorietà. Solo che all’improvviso il diverso cessa di essere una novità e comincia ad esser visto come un destabilizzatore.
    A dire il vero questo non è un genere che solitamente mi appassiona, le storie troppo fantastiche non mi entusiasmano più di tanto, però sarà che la storia è molto breve e perciò non si corre il rischio di annoiarsi, sarà che è di un assurdo disarmante, ma mi sono veramente divertita leggendolo.
    La prima edizione di Gallimauf's Gospel, questo il titolo originale del libro, è del 1986. in Italia come al solito bisogna sempre dover aspettare un po' per godere di questi piccoli gioiellini che spesso sfuggono ai più perché non rientrano tra le cosiddette letture di massa.
    Straconsigliato!

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    Mari said on Jun 3, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    recensito per Mangialibri

    http://www.mangialibri.com/node/8277 Il londinese Christopher Wilson con Il vangelo della scimmia - in realtà scritto nell'86 ma solo ora editato in Italia – costruisce con uno stile umoristico e cinico al tempo stesso un mondo fittizio e fantasioso ...(continue)

    http://www.mangialibri.com/node/8277
    Il londinese Christopher Wilson con Il vangelo della scimmia - in realtà scritto nell'86 ma solo ora editato in Italia – costruisce con uno stile umoristico e cinico al tempo stesso un mondo fittizio e fantasioso che assomiglia terribilmente a quello vero. L'Isola di Iffe ha tutti i peggior difetti della nostra società moderna...

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    Raffaello Ferrante said on Apr 4, 2011 | Add your feedback

  • 32 people find this helpful

    Tra Swift e Ballard (per non parlare di Kafka)

    Una satira che distilla intelligenza e umorismo, “Il Vangelo della scimmia” raggiunge il lettore attraverso un’ironia sottile, un filo teso che attraversa l’intero racconto. Il titolo del primo capitolo acquista il suo senso a metà del romanzo (che è ...(continue)

    Una satira che distilla intelligenza e umorismo, “Il Vangelo della scimmia” raggiunge il lettore attraverso un’ironia sottile, un filo teso che attraversa l’intero racconto. Il titolo del primo capitolo acquista il suo senso a metà del romanzo (che è breve), molti pezzi del puzzle iniziano a ricomporsi. L’intermezzo dell’assurdo universo giuridico di Jarvie (un chiaro richiamo a Kafka) chiarisce cosa sia l’isola di Iffe. Spero che i lettori abbiano l’intelligenza di cercare i nessi, di capire l’allegoria e gustare l’elegante bellezza dell’opera di Christopher Wilson.

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    Enzo B said on Mar 6, 2011 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (73)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Softcover 158 Pages
  • ISBN-10: 8882371913
  • ISBN-13: 9788882371913
  • Publisher: Meridiano Zero (Primo parallelo)
  • Publish date: 2011-01-01
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