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Il vangelo secondo Gesù

By Jose Saramago

(197)

| Hardcover | 9788845219696

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Book Description

839 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Anticlericale, se non proprio miscredente, ma mai irriverente.
    Questa riesegesi della storia di Gesù Cristo ne descrive il lato più umano della persona. La trama differisce da quella nota ed è stupendo il legame che unisce Gesù e Maria di Magdala, l' ...(continue)

    Anticlericale, se non proprio miscredente, ma mai irriverente.
    Questa riesegesi della storia di Gesù Cristo ne descrive il lato più umano della persona. La trama differisce da quella nota ed è stupendo il legame che unisce Gesù e Maria di Magdala, l'unico approdo sicuro della sua vita.

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    Daria49 said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scrivere un commento su questo libro è una delle cose più difficili che un lettore possa fare, poiché si rischia di ricadere nel banale togliendo di conseguenza a questo capolavoro tutto il suo valore intrinseco. Spero di non rientrare in questa cate ...(continue)

    Scrivere un commento su questo libro è una delle cose più difficili che un lettore possa fare, poiché si rischia di ricadere nel banale togliendo di conseguenza a questo capolavoro tutto il suo valore intrinseco. Spero di non rientrare in questa categoria.
    Questa è la prima opera che leggo di Saramago e devo dire che mi ha colpito molto, non solo per l'argomento trattato in sé e per sé (che già da solo sarebbe capace di creare scalpore e sgomento, nonché meraviglia o disappunto), ma soprattutto per lo stile dell'autore, così insolito e particolare, una scrittura fuori da qualsiasi schema: Saramago si arroga il diritto della licenza poetica utilizzando la punteggiatura a suo piacimento, plasmandola e disgregandola in ogni frase in un modo sempre nuovo e inaspettato; è capace di unire dialogo diretto e indiretto abolendo la punteggiatura superflua e segnando l'inizio di una battuta semplicemente con la maiuscola. Saramago è uno dei pochi autori capace di scrivere periodi lunghi anche una pagina senza far perdere il filo del discorso.
    Per quanto riguarda il tema affrontato, si tratta di un argomento decisamente delicato, capace di provocare dissenso a prescindere da ciò che è scritto nel libro: Gesù Cristo e la sua vita da uomo figlio di Giuseppe e da Uomo figlio di Dio. È da apprezzare, in primo luogo, il modo in cui Saramago approccia tale discorso: lo scrittore è ateo, quindi non avrebbe problemi a sparare a zero sull'esistenza e la vita di Gesù, tuttavia è capace di parlare in maniera sì distaccata, ma nello stesso tempo rispettosa nei confronti dei credenti. Più di una volta si scorgono frasi durante la narrazione di come questa non sia un'offesa nei confronti di cattolici credenti e praticanti, invita a leggere questo libro come uno dei tanti vangeli apocrifi, come una semplice descrizione degli eventi susseguitisi durante la vita di Gesù come homo. Infatti ciò che fa Saramago è semplicemente riportare come in una biografia, ma con più sentimento e coinvolgimento, le vicissitudini di un normalissimo bambino, ragazzo e uomo nato e vissuto in Galilea, povero tra i poveri. Come qualunque uomo la sua vita è costellata di gioie, dolori, risentimento, dubbi, passioni ed è proprio questo che ho apprezzato di più, l'umanità che descrive e accompagna Gesù fino alla croce nel momento della sua morte. Questo, tra l'altro è uno dei motivi per cui il lettore è invogliato ad esplorare questo lavoro: la vita di Gesù la conoscono tutti, ma chi ha mai descritto o semplicemente ipotizzato i suoi sentimenti mentre compiva le sue opere?
    Ma questo libro non parla solo di Gesù. Ci sono altre figure importanti ed essenziali allo svolgimento: la madre di Gesù, Maria, con la quale il figlio ha un rapporto normale comparabile a quello che può essere ritrovato nella famiglie di oggi; Maria di Magdala, sua compagna carnale e spirituale che lo segue e lo sostiene in tutte le sue decisioni; Pastore, unico compagno di Gesù per buona parte della sua adolescenza che successivamente si scoprirà essere molto più che un semplice allevatore di capre e pecore; Dio, che fa le sue rare apparizioni ma sempre d'effetto e con rivelazioni non indifferenti.
    È un libro che non deve essere letto, deve essere gustato, fonte di riflessione e analisi di credenti o meno.

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    valina91 said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Ho immaginato o forse desiderato una casa con pochissimi oggetti indispensabili, due o tre abiti e dieci libri necessari compreso questo. Chi ha dei pregiudizi su questo autore e sul contenuto di questo libro, penso che non abbia modo apprezzare nea ...(continue)

    Ho immaginato o forse desiderato una casa con pochissimi oggetti indispensabili, due o tre abiti e dieci libri necessari compreso questo. Chi ha dei pregiudizi su questo autore e sul contenuto di questo libro, penso che non abbia modo apprezzare neanche altri grandi scrittori messi all'indice dai censori del momento.

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    Patty said on Jun 10, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un grande libro, peccato per la parte finale un pó affrettata.

    Il mio primo libro di Saramago, e mi ritrovo subito tra le pagine di un capolavoro. Una tecnica di scrittura particolare, ricca, in movimento, densa di presagi e aforismi bellissimi.
    Una rivisitazione di un personaggio leggendario o storico, non potr ...(continue)

    Il mio primo libro di Saramago, e mi ritrovo subito tra le pagine di un capolavoro. Una tecnica di scrittura particolare, ricca, in movimento, densa di presagi e aforismi bellissimi.
    Una rivisitazione di un personaggio leggendario o storico, non potremo mai saperlo veramente, qual é stata la figura di Cristo per i cristiani.
    Sembra di leggere un vangelo apocrifo, non viene ovviamente rispettata la figura di Cristo nel Vangelo ma quella di un uomo che é costretto a immolarsi nel nome di tutto ció ched era giáq scritto nel nome di un dio crudele, e da ció che ne trarrá vantaggio Satana.
    Peccato per l´ultima parte del libro un pó affrettata, ma forse ci puó anche stare.

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    DeadChannel said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    La tragedia del bene e del male

    Gesù è un uomo normale di 2000 anni fa, alle prese con una famiglia normale e una vita normale; la sua è la storia di un uomo qualsiasi che si scopre pedina di un gioco molto più grande, gestito dal dio padre, che lo ha destinato al sacrificio in cro ...(continue)

    Gesù è un uomo normale di 2000 anni fa, alle prese con una famiglia normale e una vita normale; la sua è la storia di un uomo qualsiasi che si scopre pedina di un gioco molto più grande, gestito dal dio padre, che lo ha destinato al sacrificio in croce.
    La scelta di rappresentare Cristo come un uomo permette a Saramago di raccontare genialmente la storia di ognuno di noi, alle prese col dolore e con il contrasto col mondo che ci circonda e che spesso non vogliamo accettare. E già questo basterebbe per creare un gran bel libro, ma c'è di più. La storia, che scorre splendidamente per tutto il libro viene interrotta dal culmine di tutte le trame: il dialogo sulla barca, il momento della verità.
    Qui Saramago si scatena mostrando un dio legato al potere e desideroso di ampliare il proprio dominio e per questo pronto ad accettare guerre e omicidi in suo onore, tanto da raccontare tutta la storia che seguirà a Gesù, vedendola con uno sguardo totalmente diverso dal nostro.
    Un dio calcolatore, pronto a negoziare con il figlio seppur conscio della sua superiorità e del suo potere, ma soprattutto un dio legato a doppio taglio con l'incredibile figura di Pastore, il Diavolo, uno dei personaggi più interessanti di tutto il romanzo: un essere malvagio che discute con dio e, per evitare le migliaia di morti inutili, per salvare delle vite, propone di convertirsi.
    È il paradosso inconcepibile del male che si offre al bene e dio stesso lo alimenta rifiutando l'offerta incredibile, perché senza il peccato e la malvagità non esisterebbe più il suo Bene.
    Il diavolo però è più che un essere malvagio ravvedutosi, è un personaggio importante e contraddittorio, l'unico a educare Gesù e a provare a introdurlo a sentimenti positivi come l'amore, sia per il proprio lavoro sia per un animale quale il capretto.
    Inoltre è Maria Maddalena, la prostituta che tutti disprezzano e che incarna idealmente la sporcizia umana a mostrare e a vivere con Gesù l’amore per una persona, sia carnale sia spirituale; anche Giuda, il corrotto per eccellenza, diventa l'amico che compie più a fondo di tutti la volontà di Gesù, nonostante non riesca poi a reggerne il peso.
    È una situazione che mostra in modo lampante e lancinante come bene e male siano due facce della stessa medaglia: Dio e il Diavolo/Pastore sono parte di ogni uomo, fusi così profondamente che in ognuno dei due esiste parte dell'altro.
    Ed è così che il diavolo esce vincitore dal confronto indiretto, perché in lui emerge quella parte si negativa, ma disposta a cambiare, mentre dio è un essere superiore che ha come semplice scopo perseguire i propri piani lontani e, in un certo senso, quasi malvagi.
    È la stessa lezione della parabola dell’adultera, raccontata sia nel libro sia nei Vangeli: solo chi non ha mai peccato può giudicare gli altri, solo chi può ammettere di non avere in sé quella parte di errore, di malvagità, può permettersi di togliere la vita a qualcuno in base al peccato.

    Padre, allontana da me questo calice” “Che tu lo beva è condizione per il mio potere e per la tua gloria” “Non desidero questa gloria” “Ma io voglio questo potere”

    Gesù è costretto a portare sulle spalle il peso di centinaia di migliaia di morti, quindi sceglie di tentare un'incredibile battaglia contro il destino: la sua storia e con lui quella dell'uomo diventa una grandissima tragedia greca, il bene contro il male, l'uomo contro la divinità, la libertà contro la predestinazione.
    Ma non c'è possibilità di sfuggire al Fato divino.

    "Uomini, perdonatelo perché non sa quello che ha fatto"

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    Davide said on May 25, 2014 | Add your feedback

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