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Il vangelo secondo Gesù

Di

Editore: Bompiani (Le finestre)

4.4
(4326)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Tedesco , Catalano , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8845219690 | Isbn-13: 9788845219696 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Perdonatelo, perchè non sa quello che fa"

    Non lasciatevi dissuadere dall'impatto con la scrittura di Saramago (poca punteggiatura, poche pause, scriptio continua), dopo qualche pagina ci si abitua e la lettura diventa scorrevole e piacevole. ...continua

    Non lasciatevi dissuadere dall'impatto con la scrittura di Saramago (poca punteggiatura, poche pause, scriptio continua), dopo qualche pagina ci si abitua e la lettura diventa scorrevole e piacevole. Sul contenuto be'...mi sento quasi indegna di commentare un'opera del genere. Un testo immenso, con passaggi addirittura ironici, pagine forti forse difficili da digerire per un cristiano ma da punto di vista artistico e letterario di indubbia genialità. Superlativa la (lunga) conversazione in barca tra Gesù, Dio e il Demonio.

    ha scritto il 

  • 5

    “Padre, allontana da me questo calice, Che tu lo beva è la condizione per il mio potere e la tua gloria, Non desidero questa gloria, Ma io voglio questo potere”

    Questo vangelo comincia con la descrizione di un'incisione. Si tratta de “La Grande Crocifissione” di Albrecht Durer del 1498.
    Si entra poi in casa di Giuseppe e Maria, novelli sposi, sorpresi nei lor ...continua

    Questo vangelo comincia con la descrizione di un'incisione. Si tratta de “La Grande Crocifissione” di Albrecht Durer del 1498.
    Si entra poi in casa di Giuseppe e Maria, novelli sposi, sorpresi nei loro bisogni, sottomessi ai loro umori psicologici e corporali. Con queste immagini il lettore li sente più vicini. Giuseppe ha una buona dimestichezza nel parlare ma non è poi un gran falegname; Maria è una ragazza di soli sedici anni e non ha qualità che la distinguono da altre donne del villaggio. Fa quello che fanno tutte le altre: tacere, rimanere in un angolo, obbedire. Dunque un uomo ed una donna in un mondo di pari uomini e donne.
    E così questo vangelo si serve di più binari: un'amalgama ben equilibrata tra la verità del contesto storico, la fantasia che è permessa al romanziere, il mondo del possibile dato dalle notizie dei vangeli apocrifi.
    Se il Gesù dei vangeli canonici ha poter taumaturgici, il personaggio romanzato non è da meno ma è innanzitutto un uomo anzi, un ragazzo con impeti e pulsioni più che naturali alla sua giovane età.
    In particolare, è ribelle.
    I dialoghi tra Dio e Gesù sono piccole sceneggiature teatrali cariche di sarcasmo ed ironia che provocano un sorriso amaro.
    Di fronte ad un dio assetato di potere Gesù oppone un rifiuto alla prospettiva di un futuro di morte. Pagine e pagine elencano i martiri trucidati in modo orribile per difendere la propria fede. E la scia di sangue che si tradurrà in guerre senza confine provoca rabbia nel giovane Gesù che non vuole farsi portatore di un credo che tollera queste atrocità.
    Questo è il fulcro:
    E qual è il ruolo che mi hai destinato nel Tuo piano, Quello di martire, figlio mio, quello di vittima, quanto c’è di meglio per diffondere una dottrina e infervorare una fede. Le parole martire e vittima, a Dio uscirono dalla bocca come se la lingua all'interno fosse di latte e miele, ma un improvviso gelo fece rabbrividire le membra di Gesù, quasi la nebbia lo avesse avvolto

    A un martire si addice una morte dolorosa e, se possibile, infame perché l’atteggiamento dei credenti sia più facilmente disponibile, appassionato, emotivo

    Una riscrittura atea per chi rispetta la scelta di una fede ma non accetta chi per questa fede uccide.

    [ La mancanza di punteggiatura di Saramago che alcuni lettori vivono come un peso dovrebbe essere spunto di riflessione. Perchè un autore sceglie questo stile? Pigro? Ignorante? E se avesse voluto semplicemente avere dei lettori attivi ? Che si cerchino da sé le proprie pause, che trovino da soli la strada per la giusta intonazione!]

    ha scritto il 

  • 5

    Ho riletto, anzi ho di nuovo divorato, questa magnifica opera d'arte in pochi giorni e con il gusto di assaporare le parole che man mano andavano snocciolandosi sotto i miei occhi affamati. E' stata u ...continua

    Ho riletto, anzi ho di nuovo divorato, questa magnifica opera d'arte in pochi giorni e con il gusto di assaporare le parole che man mano andavano snocciolandosi sotto i miei occhi affamati. E' stata una rilettura magnifica di un libro che nel cuore mi era entrato tanto tempo fa e che mai ne era uscito. Mi è sembrato di incontrare un vecchio amico che era distante da me ma mai assente e con il quale riprendere in un momento a dissertare di vita e di storia, di religione e di uomo, come se mai ci fossimo separati. Il Vangelo di Saramago è un’esperienza che va vissuta, è un cammino che va intrapreso, è un percorso interiore che va sviluppato: i dubbi, le paure, le angosce sono quelle che abbiamo tutti quanti noi e non importa se è Gesù a viverli e non importa se è Dio che te l’impone: sono i tuoi dubbi. Le tue paure. Le tue angosce. Saramago conosce bene l’arte di parlarti direttamente, di aprirti il cuore: lo fa con maestria e con sapiente allegria. Tu ti senti quel Gesù che si ribella a Dio che lo vuole immolato ai suoi sogni di grandezza. Tu ti senti quell’uomo che ama e rispetta profondamente il suo vero padre, quello che lo ha tanto amato, che lo ha cresciuto nel rispetto della legge religiosa degli avi, quello di cui eredita la colpa e gli incubi. Tu ti senti quell’uomo che ama la sua donna, con semplicità e modernità, senza vergogna né pregiudizi. Senza dubbio questo è il libro più bello che abbia mai avuto l’onore di leggere e di amare.

    ha scritto il 

  • 0

    Avvicinarsi alla letteratura richiede capacità e sacrificio: quelli di spogliarsi di ogni apriorismo, di entrare in una dimensione di osmotica permeabilità. Interagire con il testo in un dialogo dove ...continua

    Avvicinarsi alla letteratura richiede capacità e sacrificio: quelli di spogliarsi di ogni apriorismo, di entrare in una dimensione di osmotica permeabilità. Interagire con il testo in un dialogo dove l'attenzione critica sia rivolta tanto ai concetti in esso contenuti quanto alle proprie convizioni.
    Letteratura, naturalmente, e non prosa di consumo, effimera per sua natura. Perchè un'opera letteraria è viva, non conoscerà mai la morte, si trasmetterà nel corso delle generazioni, fino al compimento della propria missione.
    "Il vangelo" di Saramago, sin dalle primissime righe, delineate da uno stile che è stato genialmente definito colata magmatica (Joyce non me ne volere ma il Portoghese ti ha surclassato), è espressione dell'Arte, quel medium che, quantomeno, consente di porre in discussione i propri (pre)giudizi.
    E qui ne vengono stuzzicati tanti, per l'argomento e ciò che pare il portato conclusivo.
    Sembra, infatti, che l'Autore voglia sardonicamente demistificare i cardini della teologia.
    In realtà si va oltre.
    A parte la considerazione che la scrittura romanzesca è, per sua natura, mendace - il che le permette di superare e trasformare la realtà creando il nuovo o dando voce all'oscuro - l'eresia contenuta in queste pagine è tutta profondamente umana poichè è il senso della nostra esistenza ad essere messo in dubbio.
    Gesù è un uomo, suo Padre una entità crudele, annoiata ed indifferente.
    Lui, come tutti, è costretto a sopravviere ed a combattere la miseria, il dolore, la mediocrità, nel corso di una esistenza che, priva di uno scopo finale - secondo la "ricostruzione" saramaghiana - appare insensata.
    Insomma lo scrittore sembra abilissimo nel decostruire ma inetto nel ri-costruire.
    Se ragioniamo in termini fideistici, e ci culliamo nel pensiero religioso.
    La capacità di Gesù di condurre una esistenza di sostanza, invece, dove coesistono rabbia, menzogna, desiderio, ribellione, ansie, paure, ci restituisce una figura assolutamente pura.
    Pur sottomessa allo schiacciante volere divino è libera ed eterna, nel perseguire quella natura che è caratteristica di sé e dei propri simili.
    In quest'ottica la morte sulla croce non è gesto d'amore e salvifico sacrificio ma testimonianza dell'immortalità delle idee del trucidato, con la sua straordinaria chiosa finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro discusso e discutibile certamente, ma non certamente per lo stile: la qualità della scrittura è senza dubbia l’aspetto più significativo. Le espressioni di Saramago non sono vuote, le sue paro ...continua

    Libro discusso e discutibile certamente, ma non certamente per lo stile: la qualità della scrittura è senza dubbia l’aspetto più significativo. Le espressioni di Saramago non sono vuote, le sue parole sono pesanti, occorrono tempo e pazienza per leggere ed entrare in sintonia con le sue frasi. Belle le descrizioni degli antichi paesaggi, della società di un tempo, direi anche storicamente attendibile, così superstiziosa e severa. Il punto di vista non è esterno, ma è quello interno della comunità in cui nacque e visse Gesù. E’ chiaro che in tal modo molti episodi narrati dalla tradizione vengono rivisti e rivisitati. Il Gesù di Saramago è perfettamente umano, con le sue debolezze, i suoi sentimenti, le sue passioni: uomo in mezzo agli uomini. Nulla mi sento di obiettare su questa scelta, nulla di strano! Ma la visione atea di Saramago che lo porta a negare il messaggio della religione cristiana, a negare la figura del Dio Padre del Nuovo Testamento, a vantaggio del Dio collerico e vendicatore dell’Antico, ad elencare tutti i misfatti della religione cristiana mi ha lasciata molto perplessa. Trovo molto discutibile dunque lo spirito che ha animato questa scrittura; molto più facile è dissacrare e distruggere ciò in cui non si crede, che si vede come avversario, piuttosto che cercare di capire magari anche in modo agnostico ciò che forse è al di sopra della nostra portata!

    ha scritto il 

  • 5

    All'inizio lo stile di Saramago lascia un po' perplessi. Ma poi ci si fa la mano ed acquista un suo fascino particolare.
    La storia, pur non allontanandosi troppo dai capisaldi dei vangeli canonici, re ...continua

    All'inizio lo stile di Saramago lascia un po' perplessi. Ma poi ci si fa la mano ed acquista un suo fascino particolare.
    La storia, pur non allontanandosi troppo dai capisaldi dei vangeli canonici, rende umano e simpatico questo ebreo travolto da un destino che come tutti non può controllare, neppure essendo il Figlio di Dio. Dio che per altro viene ben raccontato. Il vero Dio della Bibbia. Fantastico il brano dell'incontro a tre sul lago di Tiberiade, immersi nella nebbia. Drammatico e tuttavia storico l'elenco delle conseguenze della fine di Gesù, che anche qui muore sulla croce.
    Un libro da non perdere!

    ha scritto il 

  • 0

    Anche questo, ennesimo, tentativo di leggere Saramago è miseramente fallito. Proprio non ce la faccio a seguire un autore che, a mio parere, riesce solo a sfoggiare una erudizione che nasconde la man ...continua

    Anche questo, ennesimo, tentativo di leggere Saramago è miseramente fallito. Proprio non ce la faccio a seguire un autore che, a mio parere, riesce solo a sfoggiare una erudizione che nasconde la mancanza di contenuti.

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta di un libro di letteratura e come tale suscettibile di diverse interpretazioni anche considerando il tema religioso di cui tratta. Io però preferisco interpretarlo come una storia dell'Uomo ...continua

    Si tratta di un libro di letteratura e come tale suscettibile di diverse interpretazioni anche considerando il tema religioso di cui tratta. Io però preferisco interpretarlo come una storia dell'Uomo o degli uomini, come parabola delle vicissitudini che noi uomini attraversiamo nel corso della nostra vita e che il soggetto religioso usato dall' autore sia l'occasione per raccontarci la condizione umana.
    Bel libro.

    ha scritto il 

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