Il vangelo secondo Gesù

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili)

4.4
(4495)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Tedesco , Catalano , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8845224309 | Isbn-13: 9788845224300 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti ; Prefazione: Luciana Stegagno Picchio

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 4

    Riflessione su Il Vangelo di José Saramago

    Prima che venisse la Pasqua di questo anno (2016) ho deciso di leggere il libro di José Saramago Il Vangelo Secondo Gesù Cristo per avvicinarmi a questa Santa Figura ancora di più di quanto già la co ...continua

    Prima che venisse la Pasqua di questo anno (2016) ho deciso di leggere il libro di José Saramago Il Vangelo Secondo Gesù Cristo per avvicinarmi a questa Santa Figura ancora di più di quanto già la conoscessi. Mi ha colpito molto il lato umano che questo scrittore da Premio Nobel ha tirato fuori. Tra i suoi discorsi diretti non punteggiati e la sua narrativa fedelmente ispirata ai Vangeli mi ha colpito il suo andare avanti narrando di un uomo, seppur figlio di Dio. Ecco come mi appare questo libro, una visione sincera e antropomorfa dell’anima di Gesù, con le sue paure, i suoi dubbi, il suo incarnare l’uomo semplice e profondo al tempo stesso anche i quelli che potrebbero essere considerati “i peccati”. la figura che Saramnago delinea di Gesù è di un uomo buono e disilluso al tempo stesso, lungimirante, preoccupato, solo, che ama e viene amato per la sua sincerità e le sue azioni concrete, desiderate.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere Saramago è come camminare sempre in salita. Tutta salita, neanche una curva per rilassare le gambe. Ma si sa, la strada finisce e la ricompensa sarà un panorama mozzafiato. Con questo autore s ...continua

    Leggere Saramago è come camminare sempre in salita. Tutta salita, neanche una curva per rilassare le gambe. Ma si sa, la strada finisce e la ricompensa sarà un panorama mozzafiato. Con questo autore si ha la stessa soddisfazione. La scrittura è contorta, nessuna regola grammaticale, alle volte il senso del periodo sfugge. Ma alla fine ci si ritrova davanti ad un capolavoro. Forse non con questo libro, qui si è soffermato troppo nell'ESSERE umano di Gesù. Forse mi aspettavo qualche cosa d'altro o di diverso, forse la scrittura è troppo arzigogolata, forse perchè conoscevo il finale?

    ha scritto il 

  • 3

    Parte bene...

    ... con Maria e Giuseppe che fanno sesso, cominciando la demolizione della favoletta che ci hanno propinato per duemila anni.
    Continua discretamente con l'introspezione delle colpe del padre che egois ...continua

    ... con Maria e Giuseppe che fanno sesso, cominciando la demolizione della favoletta che ci hanno propinato per duemila anni.
    Continua discretamente con l'introspezione delle colpe del padre che egoisticamente salvava da Erode solo suo figlio, condannando con l'inazione un altro manipolo di neonati.
    Ma via via tutte queste letture altre rispetto al vangelo tramandato, vengono assorbite da un vangelo parallelo che man mano si sovrappone a quello ufficiale; una favoletta al posto di una favoletta.
    Se l'obiettivo è quello di dirci che le religioni si basano su favolette : grazie, ma lo sapevamo già.
    Il tutto con la difficoltà di lettura del Nobel, notoriamente ostico nella costruzione di frasi e dialoghi.
    Ho fatto fatica, non ne so di più, e quindi sono un pò deluso.
    O forse, semplicemente, non ho capito.

    ha scritto il 

  • 3

    impegnativo, impegnativo, impegnativo.

    ho aspettato il momento giusto per leggerlo. sapevo che la lettura sarebbe stata cosa ardua, e così è stata. lo stile è il suo: periodi lunghissimi, punteggiatura fatta quasi sempre con virgole e bast ...continua

    ho aspettato il momento giusto per leggerlo. sapevo che la lettura sarebbe stata cosa ardua, e così è stata. lo stile è il suo: periodi lunghissimi, punteggiatura fatta quasi sempre con virgole e basta, una fatica non perdere il filo. difficile commentarlo. non so bene nemmeno se mi sia piaciuto. a tratti è immenso, con quel suo tratteggiare il Gesù più umano che c'è, la sua " pietas" che lo fa struggere per l'agnello da sacrificare e che non sacrificherà, ma si vedrà poi costretto a sacrificare la pecora. Gesù pieno di tormenti, dubbi e domande. Gesù uomo che gode i piaceri dell'uomo rimanendo figlio di Dio.
    ma poi quel Dio, il dio di Saramago, quella entità crudele e spietata, irritante e impietosa, espressione del potere e dell'amore per se stesso, immaginato come gli dei dell'Olimpo, che riesce ad essere più spietato del diavolo. difficile accettarlo, inimmaginabile crederlo.
    la fede cristiana fatta a pezzi e ridicolizzata, sbattuta in faccia ai credenti nella sua realtà di sangue e orrori della storia.
    un boccone che a volte risulta troppo grosso da mangiare giù, troppo pesante sullo stomaco degli uomini burattini che non hanno scampo nelle mani di questo Dio sprezzante e crudele.
    difficile farselo piacere, e difficile abbandonarlo. e forse in questo sta la sua grandezza.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro bellissimo, sotto tutti i punti di vista.
    Saramago racconta la vita di Gesù-uomo, partendo da Giuseppe e Maria, normale coppia in una palestina di villaggi poveri, con stili di vita segnati d ...continua

    un libro bellissimo, sotto tutti i punti di vista.
    Saramago racconta la vita di Gesù-uomo, partendo da Giuseppe e Maria, normale coppia in una palestina di villaggi poveri, con stili di vita segnati da riti, usi, religione. Quindi sono descritti i rapporti marito-capo - moglie-sottomessa, i rapporti con i vicini, i viaggi a piedi da un villaggio all'altro, il poco da mangiare e l'unica tunica e l'unico paio di sandali che ciascuno aveva.
    la prima parte del libro ci da' il contesto in cui la storia si svolge, con una lucidità e una descrizione precisa, come leggere un saggio di storia o geografia.
    quando gesù diventa adolescente e vede il padre morire per opera dei romani e eredita da lui gli incubi, inizia a chiedere, a voler sapere cosa è successo a Betlemme. per questo litiga con la famiglia e lascia la madre e i numerosi fratelli per iniziare il proprio percorso.
    A questo punto Saramago da spazio ai dubbi di Gesù, che diventa sovversivo, a suo modo, sovversivo verso le regole della famiglia e della religione, Paga questo con la solitudine.
    finchè non incontra prima Dio e le sue pretese e poi l'amore con Maria di Magdala che gli sta vicino per tutto il periodo seguente, per tutto il periodo in cui lui ingaggia la sua guerra contro Dio.
    Fino alla fine Gesù cerca di sovvertire anche il volere di Dio, valgono da sole tutto il libro le pagine della conversazione a due tra Dio e Gesù, con il Diavolo presente ad ascoltare, in cui il contrasto è massimo.
    Dio è insopportabilmente ambizioso, egoista e estremamente cinico. un vero despota.
    Il finale del libro è il finale della vita di Gesù e non c'è spoiler se scrivo che finisce sulla croce, nello stesso tempo è un finale sorprendente, una conclusione geniale, da non svelare.

    E' un libro pieno di forti spunti per riflessioni filosofiche, etiche, storiche. E' un libro che colpisce la spiritualità di ciascuno.

    Lo stile è un altro punto di merito.
    i dialoghi nascosti nel testo, un uso sovversivo della punteggiatura, contribuiscono a rendonre il romanzo un capolavoro assoluto.

    ha scritto il 

  • 3

    ... Rimandato.

    Giudizio su Saramago: rimandato. La premessa è che non mi ero mai avvicinata a Saramago prima d'ora.
    Come ogni festività dell'ultimo paio di anni, ho deciso di fare anche per questa Pasqua una "lettur ...continua

    Giudizio su Saramago: rimandato. La premessa è che non mi ero mai avvicinata a Saramago prima d'ora.
    Come ogni festività dell'ultimo paio di anni, ho deciso di fare anche per questa Pasqua una "lettura a tema" (... letture a tema alternative), conclusasi proprio la notte di Pasqua. La scelta è ricaduta sul Vangelo di Saramago perché da tempo mi era stata consigliata la lettura di uno o più libri di José e finalmente i tempi erano maturi.
    Questo romanzo in particolare, però, mi lascia ancora titubante su cosa pensare di Saramago.
    Cominciando col dire che non avrei comunque dato un voto massimo già per il suo stile di scrittura - che a me personalmente non piace (sì, questo suo modo "anticonvenzionale" [cit.] di usare la punteggiatura io lo aborro) -, è stata comunque la tematica in sé a non avermi soddisfatto appieno.
    Conosco il rapporto di Saramago con la religione, il suo essere ateo e le sue polemiche con la chiesa cattolica, tutte cose che assolutamente non mi disturbano (specifichiamolo!) dato che io per prima non sono una credente modello/praticante e più volte mi sono interrogata circa la mia fede. Quindi, no, il mio giudizio non-eccellente non è dato da bigottismo, anzi, in verità, in verità vi dico che le scelte più criticate quali la presenza di fratelli di Gesù, la non-verginità di Maria, l'amore vero e proprio con la Maddalena a me non sono neppure dispiaciute, erano proprio carine.
    Se, tuttavia, tu sei ateo e vuoi scrivere un romanzo di parte fingendo una non-chalance artefatta e financo una certa oggettività, no, allora ti dico di no e mi tengo le mie considerazioni nonostante tu sia un affermato e lodato premio Nobel.
    Fosse stata una storia completamente "originale", forse a fine lettura sarei rimasta più soddisfatta; come "riscrittura" invece la trovo "tiepida" e mi porta a dire "Ho letto assolutamente di meglio".
    In primis, ho trovato la narrazione piatta, ma piatta. Piatta nel senso che, fino all'apparizione della Maddalena e a esclusione delle ultime pagine, la storia mi ha lasciato alquanto (molto) indifferente. Anche i personaggi ho trovato mancassero a volte di spessore; i più apprezzati forse Maria Maddalena, Giuseppe e in alcuni frangenti Gesù, ma neppure sempre, mentre in un certo qual senso esilaranti le figure di Giuda e del Pastore (ma dai).
    Dov'è il pathos che una storia del genere richiedeva? Per me personalmente, non pervenuto.
    Gesù è tormentato, ma io non ho visto carisma; a tratti ribelle, ma di una ribellione insipida e spesso infantile. Inconsistenti e "noiosi" le incompresioni e l'attrito con la madre (e con il ricordo di Giuseppe), che - suvvia! - potevano essere benissimo chiariti.
    In secundis, i tentativi degli atei di "convincere" gli altri ad accettare la loro visione minimizzando l'entità, il calibro del messaggio cristiano mi fanno sempre un po' sorridere. Il Dio spietato saramaghiano, egoista, scorretto, da Antico Testamento è completamente avulso dei tre perni fondanti del cristianesimo: fede, speranza e carità.
    Che Saramago voglia o meno, il messaggio ultimo delle religioni in generale è l'Amore e non si può non tenerne conto. Puoi credere o non credere, alla fin fine tanto i credenti quanto i non-credenti stanno facendo una scommessa con la vita, come diceva Pascal, ma non si può negare o snobbare o ridurre in questo modo il messaggio di base, messaggio di cui Gesù è stato gran predicatore, un uomo-storico che ha sconvolto i dogmi del suo tempo. Che poi, come sempre, esistano persone che affermano di parlare/agire in nome di Dio e poi son dei pezzi di melma, quello è un altro discorso.
    Ho trovato deboluccia anche la tematica del libero arbitrio, qui praticamente inesistente, e il fatto che, quando l'uomo soffre, è tutta colpa della cattiveria/indifferenza di Dio che non interviene per migliorare le cose. Non so, tutto troppo facile.
    In conclusione... José, ci rivedremo con Cecità e Caino, perché comunque, nonostante lo stile non mi piacesse, in realtà il libro scorreva e perché, ripeto, se non la guardo come una riscrittura di personaggi già famosi (che qui erano totalmente out of character), in fondo avrei apprezzato il tutto di più.

    ha scritto il 

  • 2

    Forzatamente saccente

    Va benissimo l'intento di voler mostrare le debolezze e le incongruenze del credo cattolico, ma da un Nobel per la Letteratura ci si aspetterebbe una critica ben più profonda e non che si attacchi a q ...continua

    Va benissimo l'intento di voler mostrare le debolezze e le incongruenze del credo cattolico, ma da un Nobel per la Letteratura ci si aspetterebbe una critica ben più profonda e non che si attacchi a quelle che sono chiaramente metafore solo per dimostrarne l'assurdità. Gioco troppo facile e scorretto.

    ha scritto il 

  • 5

    Polemica, poesia e bestemmia

    Se dovessi proprio scegliere il mio preferito nell'inesauribile miniera di capolavori di cui consta la bibliografia di questo inesausto artista, la corona (e non di spine) calerebbe sicuramente su que ...continua

    Se dovessi proprio scegliere il mio preferito nell'inesauribile miniera di capolavori di cui consta la bibliografia di questo inesausto artista, la corona (e non di spine) calerebbe sicuramente su quest'opera.

    Lo stile di Saramago è un limpido flusso torrenziale di virtuosismo che non accetta argini dalla punteggiatura al di fuori delle coadiuvanti virgole.
    Un ateo e anticlericale qualunque si sarebbe limitato a sbraitare con forbite confutazioni, magari in un testo saggistico-storico , contro le fondamenta di risapute contraddizioni su cui poggia il cristianesimo, lasciando poi il tempo che trova. Ma l'autore, oberato dal genio(mi si perdoni la deferenza), anziché prendere le distanze da quanto ingiuria e schernisce, vi si immerge corpo, mente e cuore.
    Il risultato è una magistrale opera di demistificazione tracciata con argutissima penna affilata, critica e impietosa, sebbene compassionevole, che, sgravata dai timori che imbavagliano la ragione, riscrive la sacra storia rimaneggiando vicende e personaggi a cui conferisce voci e pensieri stentorei che si scontrano a colpi di sublime favella; riabilita i disprezzati (Maddalena, Giuda, il Diavolo) e infanga i lustri (Maria, Pietro, Dio), ma soprattutto restituisce alla compagine di personaggi biblicamente piatti una dimensione squisitamente umana, in particolar modo a Gesù, a proprio agio nelle animali pulsioni, dubbioso, polemico, riottoso ma ineluttabilmente sottomesso alla suprema volontà che non fa sconti a nessuno, men che meno al figlio abbattuto come tassello propulsivo di un lungo domino fatto di cadaveri, la cui estensione placherà la sete di potere e gloria di un dio egocentrico e spietato. La sottigliezza di un intelletto eccelso unito alla potenza di una bestemmia in un'opera che coinvolge e tocca corde sensibili dell'animo (che si sia credenti o meno).

    Con Saramago la polemica assurge ad arte, senza che l'allegoria intralci e soverchi il processo creativo, anzi ne è il pretesto.

    ha scritto il 

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