Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Di

Editore: Guanda (Le Fenici tascabili)

3.9
(6064)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Portoghese , Polacco , Greco , Tedesco

Isbn-10: 8882463958 | Isbn-13: 9788882463953 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ilide Carmignani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Scienza & Natura , Viaggi

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Descrizione del libro
Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonicaequadoriana. Antonio vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hannolasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fusua moglie, i ricordi di un'esperienza - finita male - di colono bianco ealcuni romanzi d'amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capannasulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuoreè custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall'aver vissuto "dentro"la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, unaccordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelicigringos saprà mai capire.
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  • 4

    Non un capolavoro ma un libro di cui consiglierò la lettura, soprattutto agli amici che amano la vita nella natura. Un bel racconto, che ci porta nel cuore della foresta Amazzonica e, allo stesso temp ...continua

    Non un capolavoro ma un libro di cui consiglierò la lettura, soprattutto agli amici che amano la vita nella natura. Un bel racconto, che ci porta nel cuore della foresta Amazzonica e, allo stesso tempo, ci porta poi a riflettere sul nostro mondo attuale

    ha scritto il 

  • 5

    Ho adorato il racconto che in poche ore si esaurisce ma che ti lascia, a fine lettura, quel odore di fango e sudore tipico della selva amazzonica. Luis Sepúlveda trae dalla sua esperienza, sette mesi ...continua

    Ho adorato il racconto che in poche ore si esaurisce ma che ti lascia, a fine lettura, quel odore di fango e sudore tipico della selva amazzonica. Luis Sepúlveda trae dalla sua esperienza, sette mesi con i shuar nella Amazzonia ecuadoriana, un breve romanzo in cui il protagonista Antonio José Bolívar Proaño mostra qualità ormai aliene agli uomini civilizzati. Il protagonista di questa storia è un uomo che vive nella selva, poco vicino a un piccolo centro civilizzato dal nome "El Idilio". Il nome non è una casualità. L'idillio è un componimento poetico breve con caratteristiche soggettive. Il nome deriva dal greco antico, il suo significato è diminutivo di immagine, e quindi quadretto o bozzetto. Ed effettivamente il nome pare molto affine alla tecnica di narrazione che utilizza Sepúlveda per raccontarci solo l'essenziale di questo straordinario personaggio. Infatti, già dal titolo il lettore si chiede:"Perché un vecchio dovrebbe leggere romanzi d'amore?". La risposta non arriverà quasi mai, per soffermarsi sempre in brevi dettagli della vita ed esperienze dell'anziano, un Bildungsroman molto fuori dai canoni occidentali, ben vicini invece all'istruzione che solo la selva amazzonica può impartire all'uomo. Il realismo macabro di Sepúlveda, molto affine a Quiroga, ci spiega un piccolo mondo fatto soprattutto di leggi naturali che contrastano lo Stato, sempre considerato lestofante, ingiusta e inutile; ma soprattutto ci raccontano di un protagonista con un codice d'onore molto diverso da quello della civilizzazione dell'Ecuador, più simpatizzanti quest'ultimi alle nefandezze dei gringos e cacciatori. Attraverso una tecnica narrativa che riesce a presentarci tutti i personaggi di un certo spicco ( il dentista, Nushino, Antonio José e il sindaco ) e una narrazione che per lo più scorre la memoria di Antonio José o nella Spannung più comprensibile dell'anziano, si sveglia nel lettore uno spirito compromesso, rispettoso e solitario verso il contesto selvaggio dell'Amazzonia; luogo che difficilmente si riesce a non apprezzare grazie alla ingegnosa narrazione che ci insegna e mostra tecniche shuar ma anche la vigliaccheria degli uomini inseriti in un contesto naturale come la selva.

    ha scritto il 

  • 2

    Scrivo questa recensione a qualche settimana di distanza dalla lettura... Quindi, vista la mia memoria fallace, già non mi ricordo molte delle parti che ho letto. Diciamo che non mi è rimasto nel cuor ...continua

    Scrivo questa recensione a qualche settimana di distanza dalla lettura... Quindi, vista la mia memoria fallace, già non mi ricordo molte delle parti che ho letto. Diciamo che non mi è rimasto nel cuore..

    ha scritto il 

  • 4

    Splendido racconto che indaga l’animo di un uomo solo e solitario, ma ancora capace di amare e ricordare. Le immagini che Sepulveda crea sono degli splendidi affreschi della vita amazzonica, ma il mer ...continua

    Splendido racconto che indaga l’animo di un uomo solo e solitario, ma ancora capace di amare e ricordare. Le immagini che Sepulveda crea sono degli splendidi affreschi della vita amazzonica, ma il merito va anche all'ottima traduzione in italiano. Consigliatissimo per passare qualche ora immersi in lettura d’alta qualità.

    ha scritto il 

  • 4

    Un racconto intenso e coinvolgente.
    Una narrazione semplice, fluida e scorrevole, nel caratteristico stile di Sepulveda.
    La vita del vecchio Antonio Josè Bolivar Proano è una autentica avventura, v ...continua

    Un racconto intenso e coinvolgente.
    Una narrazione semplice, fluida e scorrevole, nel caratteristico stile di Sepulveda.
    La vita del vecchio Antonio Josè Bolivar Proano è una autentica avventura, vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana... era un colono bianco... aveva una moglie... ha vissuto nella foresta con gli indios shuaed... ha un rapporto intimo e profondo con la natura... ed una grande passione per i romanzi d'amore...
    Una storia che rivela contraddizioni e contrasti; i ricordi del passato ed il presente, lo splendore della natura e la sua durezza, la stupidità dell’uomo e la sua sapienza …
    Il vecchio che leggeva romanzi d'amore è un libro capace di regalare immagini intense, come dipinte su tela; la natura selvaggia, gli uomini che l' attraversano a piedi scalzi, la poltrona del dentista su una zattera...

    ha scritto il 

  • 3

    Sapeva leggere. Fu la cosa più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l'antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia.

    < < Il poeta del cuore umano che potrebbe fare per te a cui hai dato un arrivederci molti anni fa >>, mi dissi quando arrivai fra le pagine di Il vecchio che leggeva romanzi d'amore. Favola che esalt ...continua

    < < Il poeta del cuore umano che potrebbe fare per te a cui hai dato un arrivederci molti anni fa >>, mi dissi quando arrivai fra le pagine di Il vecchio che leggeva romanzi d'amore. Favola che esalta l'amore, la vita, la rinascita i cui i libri sono un bellissimo surrogato alla sopravvivenza umana: alleviano i dolori alla temibile bestia della solitudine. Amici di lunga data che tramandano miriade di storie e avventure, destinati a nessuno in particolare, fermi al fermo posta di una libreria forse troppo luminosa per i nostri occhi stanchi.
    Non potevo più aspettare e i libri, la lettura, i romanzi che esaltano il piacere della lettura, dopotutto, sono quasi sempre un buon antidoto contro la tristezza. I mali dai quali è quasi sempre affetta la mia povera anima. Un documento intrappolato in una finestra virtuale dalla luce vaporosa, uno scambio di letture, la scoperta di una realtà non proprio simile alla nostra ma che ci fa acquisire energia, forza, un appuntamento alla fine della mia prima tappa fra le vecchie mura di una solida cella che ha le fattezze di un istituto correzionale, posti e soprattutto esperienze di un uomo solo, ignaro del mondo e della realtà circostante, mi hanno condotta piuttosto lontana dall'obbiettivo iniziale, il piacere della lettura, ma che senza questo imprevedibile viaggio non mi sarebbero mai capitate.
    E' bastato un semplice invito, un passo per poter arrivare nel posto giusto - quello concepito nella mente dell'autore - e il resto venne da sé. O quasi. Il vecchio e simpatico Antonio José Bolívar Proaño non è diventato parte della mia vita ma, in pochissimi giorni, è stato il protagonista di una serie di eventi che si sono succeduti a quel presentarmi una sera alle dieci e mezzo nel piccolo studio di un dottore dalla calvizie incipiente, un quartiere non proprio pulito dell'America dal quale la gente sembrava essere stata risucchiata via e la cui quasi assenza, dipinta in diverse sfumature, mi fece venire l'angoscia al solo pensiero che uno potesse essere condannato a vivere in solitudine.
    Guardandomi attorno, vedendo il mondo così come lo ha descritto Sepúlveda, e facendo alcune considerazioni ho letto Il vecchio che leggeva romanzi d'amore con la sensazione che questa storia, questo mondo parallelo di cui non ne conoscevo nemmeno l'esistenza, mi avesse risucchiato senza che nemmeno io me ne accorgessi. Il mondo esterno, così indistinto, lontano da sé, nel romanzo di Sepúlveda mi è apparso come qualcosa a cui qualcuno è stato costretto a separarsene. Infinitamente più grande di lui, vulnerabile come un onda che, intimorito dalle barbarie degli uomini, sogna soltanto di essere più grosso, maestoso per non essere schiacciato dal peso crudele della realtà.
    Queste sono alcune delle considerazioni che mi hanno accompagnato durante la lettura, e con le quali è stata concepita la storia di Antonio José Bolívar Proaño che, come un viaggiatore proveniente da una dimensione lontana anni luce, mi ha raccontato la sua storia quasi come se stesse confidandosi con una vecchia amica. Una filosofia di vita non fondata da nessuno, se non dallo stesso autore, dalla sua saggezza, dall'esperienze che sedimentano nel suo animo, come uno strumento in cui si cerca la conoscenza di sé; la conoscenza della propria identità, e la felicità che procura una semplice pagina stampata.
    Estranea al passato disordinato di cui Antonio non ha voluto confidarmi, lasciando tuttavia aperti i pozzi della memoria per riempirli con gioie e tormenti di amori fuori dal tempo, nel romanzo di Sepúlveda ho finito involontariamente per restare con una limitata visione di ciò che riguarda il protagonista e tutto ciò che lo circonda, in quanto tutto ciò che la sua coscienza ha percepito è rimasta fuori dal suo Io. Esattamente come avviene al protagonista di Siddhartha, che vede se stesso come qualcosa di lontano e diverso da sé. Piccolo grande uomo cresciuto con un bagaglio di saggezza che lo guida nella direzione giusta dei ricordi, pur di non cadere nelle trappole che questi spesso gli tendono.
    Quella di Il vecchio che leggeva romanzi d'amore avrebbe dovuto essere un tentativo di evasione. Una sorta di allontanamento dalla routine, che avrebbe dovuto spezzare in due il filo del presente, che fuggendo in una realtà completamente diversa da quella che mi ero immaginata, avrebbe potuto essere una breve pausa nel tormentare senza posa il mio spirito. Un romanzo che non spicca per bellezza, ne per ricchezze conoscitive ma che ha oltrepassato quella barriera invalicabile della soddisfazione umana in cui ho potuto appropriarmi del cielo di un altro nel momento dell'abbandono.
    Con una serie di riflessioni che nascono dall'esperienza, dalla conoscenza del mondo, accompagnata dalla voce bassa quasi melodica di un uomo, sono stata catapultata fuori dal tempo e dallo spazio, con la conoscenza di un uomo solo e distrutto che imbocca la strada della conoscenza. Una storia che ho accolto con una sferzata di parole che sono appartenute a tutti, dopotutto, e che alla fine mi hanno dimostrato come sono appartenute anche alla sottoscritta che custodisce nel proprio cuore un amore indissolubile per i libri e la buona letteratura, dotato di una forza che spesso non immagino neppure. Basterebbe chiudere gli occhi per invertire il corso di una esistenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Una piacevolissima lettura da intraprendere magari tra un libro e l'altro, scorrevole, leggera, per uno di quei pomeriggio stile letto e coperte, cielo un po' grigio, totale assenza di voglia di uscir ...continua

    Una piacevolissima lettura da intraprendere magari tra un libro e l'altro, scorrevole, leggera, per uno di quei pomeriggio stile letto e coperte, cielo un po' grigio, totale assenza di voglia di uscire e leggera sonnolenza.

    ha scritto il 

  • 4

    L'affascinante apologo sulla lettura e sull'Amazzonia

    Bella storia. Bel protagonista.
    Riuscita la caratterizzazione degli altri personaggi, peraltro ben integrati nell'ambiente, la favolosa foresta amazzonica, che con la sua natura selvaggia refrattaria ...continua

    Bella storia. Bel protagonista.
    Riuscita la caratterizzazione degli altri personaggi, peraltro ben integrati nell'ambiente, la favolosa foresta amazzonica, che con la sua natura selvaggia refrattaria alla civilizzazione umana diventa la vera protagonista della vicenda. Da qui l'esemplare femminile di tigrello, cioè il gatto-tigre, intorno a cui ruotano gli eventi narrati. Fino alla sua inevitabile morte cui Sepulveda dedica un toccante epilogo.
    Sepulveda il più grande scrittore della sua generazione, quella venuta dopo il leggendario maestro: Gabriel García Marquez.

    ha scritto il 

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