Il vecchio e il mare

Di

Editore: CDE (su licenza Mondadori)

4.0
(16548)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Catalano , Spagnolo , Galego , Portoghese , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Giapponese

Isbn-10: A000024351 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago vice, nel suo villaggio e nei confronti di sé stesso, la condizione di isolamento di chi è stato colpito da una maledizione. Solo la solidarietà del giovane Manolo e il mitico esempio di Joe Di Maggio, imbattibile giocatore di baseball, gli permetteranno di trovare la forza di riprendere il mare per una pesca che rinnova il suo apprendistato di pescatore e ne sigilla la simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi, nella lotta, quasi letteralmente a mani nude, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione sconfitta, Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura e, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.
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  • 2

    Ho letto questo libro incuriosito dalla sua grande fama e l'ho trovato lento, lentissimo, addirittura estenuante, nonostante le sole 94 pagine di cui é composto. Non vedevo l'ora che finisse, ma la fi ...continua

    Ho letto questo libro incuriosito dalla sua grande fama e l'ho trovato lento, lentissimo, addirittura estenuante, nonostante le sole 94 pagine di cui é composto. Non vedevo l'ora che finisse, ma la fine non arrivava mai. Ora l'ho finito e me lo scorderò in un lampo. Che delusione.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto a spezzoni, poche pagine alla volta, compagno di qualche viaggio in autobus casa/lavoro. Molto bello come Hemingway riesca a catturare l'attenzione in maniera totale, fino a sentirsi davvero in ...continua

    Letto a spezzoni, poche pagine alla volta, compagno di qualche viaggio in autobus casa/lavoro. Molto bello come Hemingway riesca a catturare l'attenzione in maniera totale, fino a sentirsi davvero in compagnia di Santiago, sperduti in un pezzo di Oceano Atlantico. E' un racconto che ispira silenzio. Una storia di un uomo che non vuole arrendersi, una lotta tra uomo e pesce non brutale, ma all'insegna del più assoluto rispetto. Al tempo stesso è anche un manuale di pesca e questo è forse il suo unico difetto. O magari anche no.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi piacerebbe vederlo.Mi piacerebbe vederlo un momento per sapere contro che cosa devo combattere.

    Avevo letto questo romanzo quando ero un ragazzo. L’avevo trovato buono ma un po ruffiano, decisamente inferiore ai racconti di Hemingway. Poi l’ho ripreso adesso, dopo una trentina d’ anni, e l’ho tr ...continua

    Avevo letto questo romanzo quando ero un ragazzo. L’avevo trovato buono ma un po ruffiano, decisamente inferiore ai racconti di Hemingway. Poi l’ho ripreso adesso, dopo una trentina d’ anni, e l’ho trovato incredibilmente toccante. Forse perché l’età ti insegna un sacco di cose. E il tempo passa e ci porta via persone che non potremo mai sostituire. Ma non puoi fermarti, devi rischiare come qualsiasi uomo o pesce o uccello. O come il vecchio, infuriato contro la notte, quasi alla fine dei suoi giorni che combatte contro la natura, il tempo, la morte, il dolore, il pesce. In alto mare. Alla fine non è riuscito, almeno non nel modo che egli aveva previsto, di tornare in porto con il pesce. In un modo inimitabile viene vinto. Le parole sono costruite in modo tale che io visualizzo tutta la storia come se fossi uno spettatore invisibile. Amo le descrizioni delle mani del vecchio, e l’intera storia è narrata con incredibile dettaglio. E poi questa scrittura è ingannevolmente semplice ma splendidamente tagliente. Il vecchio non ha ucciso il marlin per mostrare ad altri il suo valore ma solo a se stesso. E’ il suo ultimo atto per dimostrarsi il suo valore come pescatore e come uomo. E’ una storia di coraggio dove un uomo può essere distrutto ma non sconfitto. La bellezza è nella semplicità. L’economia della lingua rende il simbolismo infinitamente complesso ed allo stesso tempo facile da riconoscere. In fondo è solo un libro su di un vecchio, un grosso pesce ed il mare.

    ha scritto il 

  • 4

    Da ri-leggere

    Gran bella storia senza dubbio. Ma di difficile interpretazione oserei dire. L'ho letto in poco tempo, è un racconto che però richiede attenzione e disponibilità, l'ho iniziato più volte ma l'ho abban ...continua

    Gran bella storia senza dubbio. Ma di difficile interpretazione oserei dire. L'ho letto in poco tempo, è un racconto che però richiede attenzione e disponibilità, l'ho iniziato più volte ma l'ho abbandonato, poi mi sono deciso e in un paio di ore l'ho finito. Un buon libro, sembra quasi che Hemingway (appassionato di pesca) racconti una storia ad un amico, intorno ad un fuoco, in una sera d'estate...è certamente da rileggere, perchè il significato forse mi è sfuggito, ma la storia e la sua scrittura sono ineccepibili.

    A saper scrivere in questo modo....

    ha scritto il 

  • 4

    Il pomeriggio conosce cose che il mattino nemmeno sospettava...

    L’avevo già letto attorno ai venticinque anni. Ricordavo l’incipit proverbiale e il finale triste.
    Riletto da vecchi ti entra di più in circolo. Lo senti più tuo. Perché capisci la stanchezza, la test ...continua

    L’avevo già letto attorno ai venticinque anni. Ricordavo l’incipit proverbiale e il finale triste.
    Riletto da vecchi ti entra di più in circolo. Lo senti più tuo. Perché capisci la stanchezza, la testardaggine ma anche la vicinanza ai tuoi simili: siano essi uomini, gatti, pesci, ragni, carpini o roverelle. Da vecchio puoi capire la gioventù, ma non viceversa. Potrei osare una cosa: affermare che “Il vecchio e il mare” lo puoi apprezzare solo ad una certa età. Ma essendo io vecchio non mi crederebbe nessuno.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2016/09/il-vecchio-e-il-mare.html

    Santiago è un vecchio pescatore che da tempo, però, non riesce a portare a casa un pe ...continua

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2016/09/il-vecchio-e-il-mare.html

    Santiago è un vecchio pescatore che da tempo, però, non riesce a portare a casa un pescato come si deve. Manolin, il ragazzo suo aiutante, è costretto dalla famiglia a cercarsi un altro peschereccio dove poter imparare il mestiere.
    Santiago allora decide di andare al largo e provare, per l'ultima volta, ad affrontare il mare. La fortuna questa volta è dalla sua parte: all'amo abboccherà un enorme pesce vela, molto più lungo della barca stessa, che lo trascinerà per giorni in mezzo alle onde agitate. Avuta la meglio sul pesce, Santiago dovrà però poi fare i conti con gli squali, richiamati dall'odore del sangue: ingaggerà quindi una lotta impari, che terminerà solo con il rientro in porto.

    Preparatevi: l'inizio di questo romanzo è di una lentezza assurda, tanto da far sembrare le poco più di 100 pagine praticamente infinite.
    I termini tecnici usati nelle descrizioni delle barche, nelle spiegazioni della pesca e nei dialoghi corti non aiutano certo la lettura.
    Ma.
    C'è un ma, almeno personalmente parlando.
    Dall'incontro col pesce la lettura cambia completamente ritmo, e ci si ritrova immersi nelle onde e trascinati dalla furia dell'animale.

    Perchè, lo possiamo ben immaginare, questo incontro è una metafora completa della vita.
    L'eterna lotta contro le avversità, in cui ognuno di noi dovrebbe imparare a non abbattersi, a lottare con tutti noi stessi per farci largo tra gli altri, a credere in noi stessi lasciandoci scivolare addosso le dicerie altrui.
    Il pesce rappresenta il problema, quell'elemento di disturbo che ci pone davanti ad una scelta: abbassare la testa e subire o posizionarsi il petto in fuori e combattere.
    Gli squali successivi sono le coincidenze, il tutto o niente, la sfortuna e la fortuna, il destino segnato di ognuno di noi. Tutti elementi che qualcuno crede immodificabili ma che io invece sono convinta che siano creati esclusivamente dal nostro essere, dal nostro reagire, dal nostro vivere.

    Ecco, che poi questo romanzo sia ambientato ad Acciaroli piuttosto che a Cuba poco importa.
    L'importante è credere in noi stessi.
    Sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    magistrale Hamingway

    Lui al suo amo non aveva attaccato un'esca, se l'era calato giù in gola e l'aveva agganciato al proprio cuore!

    Grazie Ernest. Sei stato ispirazione pura.

    ha scritto il 

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