Il vecchio e il mare

Di

Editore: CDE (su licenza Mondadori)

4.0
(16244)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Catalano , Spagnolo , Galego , Portoghese , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Giapponese

Isbn-10: A000024351 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago vice, nel suo villaggio e nei confronti di sé stesso, la condizione di isolamento di chi è stato colpito da una maledizione. Solo la solidarietà del giovane Manolo e il mitico esempio di Joe Di Maggio, imbattibile giocatore di baseball, gli permetteranno di trovare la forza di riprendere il mare per una pesca che rinnova il suo apprendistato di pescatore e ne sigilla la simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi, nella lotta, quasi letteralmente a mani nude, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione sconfitta, Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura e, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.
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  • 2

    "Now is no time to think of what you do not have. Think of what you can do with what there is".

    Fosse stato possibile avrei messo due stelline e mezzo. Tre per non dare una delusione a Hemingway (a me tanto caro) che riteneva "Il vecchio e il mare" la cosa migliore che avesse mai scritto, come r ...continua

    Fosse stato possibile avrei messo due stelline e mezzo. Tre per non dare una delusione a Hemingway (a me tanto caro) che riteneva "Il vecchio e il mare" la cosa migliore che avesse mai scritto, come recita la prefazione, e due perché i racconti di mare e sul mare non sono il mio genere.
    Bisogna riconoscere, ad ogni modo, che qui lo stile paratattico e piano (nel senso di asciutto e facile da comprendere) del buon vecchio Hem raggiunge il suo culmine anche in termini di bellezza:
    "Non ho mai visto nulla di grande e bello e calmo e nobile come te, fratello."
    "Allora il pesce tornò in vita, recando in sé la sua morte, e si librò alto fuori dell'acqua mostrando la grande lunghezza e larghezza e tutta la sua forza e la sua bellezza."
    Senza dimenticare che sempre qui trovano posto due tra gli aforismi che preferisco in assoluto:
    Ogni giorno è un nuovo giorno.
    Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.
    Bella anche la maniera in cui l'autore passa con disinvoltura e senza scossoni dalla prima alla terza persona dialogando con il vecchio pescatore, un vero e proprio tocco di stile.
    Insomma, Hem, non temere hai fatto un buon lavoro e sicuramente ne è valsa la pena.

    ha scritto il 

  • 5

    Purtroppo in questo ultimo mese non ho avuto assolutamente tempo per la lettura, e mi è dispiaciuto relegare un titolo che avevo in lista da anni a quei pochi minuti accartocciati che riuscivo a tener ...continua

    Purtroppo in questo ultimo mese non ho avuto assolutamente tempo per la lettura, e mi è dispiaciuto relegare un titolo che avevo in lista da anni a quei pochi minuti accartocciati che riuscivo a tenermi liberi per leggere alla bell'e meglio. Tuttavia, ho trovato che la scelta di leggere Il vecchio e il mare proprio durante queste mie giornate frenetiche sia stata azzeccata: dopo ore e ore di lavoro e appuntamenti, trovarsi in una storia che invece è intrisa di silenzio e pazienza è stato benefico. Non avevo fretta di finire di leggere, e il vecchio non aveva fretta di tornare a riva senza il suo pesce. Ci siamo trovati in sintonia.
    Non sono però riuscita a scrollarmi di dosso l'inquietudine e il fatalismo che secondo me pervade questo libro, il timore che per quanto deciso e rassegnato il vecchio fosse stesse per succedere qualcosa. Non so qual è l'opinione dominante circa Il vecchio e il mare , ma credo di averci visto giusto.

    ha scritto il 

  • 2

    )

    Non mi è piaciuto.... qualche citazione degna di nota, Santiago ti ispira solidarietà ma ... non mi è piaciuto. Ho letto la critica entusiasta per la capacità dell'autore di raccontare una storia semp ...continua

    Non mi è piaciuto.... qualche citazione degna di nota, Santiago ti ispira solidarietà ma ... non mi è piaciuto. Ho letto la critica entusiasta per la capacità dell'autore di raccontare una storia semplice e veloce che in realtà toccherebbe buona parte delle pulsioni umane... ma, se così fosse (tendenzialmente non amo le interpretazioni eccessivamente espansive dell'arte in generale) non le ho colte o almeno non tutte e quelle che posso eventualmente intuire, solo dopo essere venuto a conoscenza di questo "messaggio nascosto", non con grande intensità... Perplesso. ;)

    ha scritto il 

  • 4

    Pagina 87

    Li odio, i crampi, pensò. Sono un tradimento del corpo. È umiliante in presenza di altri avere una diarrea o vomitare per via di un avvelenamento. Ma un crampo - lo pensò come calambre - umilia, speci ...continua

    Li odio, i crampi, pensò. Sono un tradimento del corpo. È umiliante in presenza di altri avere una diarrea o vomitare per via di un avvelenamento. Ma un crampo - lo pensò come calambre - umilia, specialmente quando si è soli.

    ha scritto il 

  • 3

    «Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.»

    Pubblicato per la prima volta in un numero unico nella rivista «Life» nel 1952, "The Old Man and the Sea" è un roman ...continua

    «Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.»

    Pubblicato per la prima volta in un numero unico nella rivista «Life» nel 1952, "The Old Man and the Sea" è un romanzo breve dello scrittore americano Ernest Hemingway, vincitore del Premio Pulitzer l'anno seguente e del Nobel nel 1954.
    Fu immediatamente un grande successo, tanto da vendere quasi cinque milioni e mezzo di copie in appena 48 ore.
    Dalla trama apparentemente banale (il pescatore cubano Santiago torna a riprendere il largo dopo mesi di sfortuna, quando il suo destino s'incrocerà con quello di un marlin, in una lotta che durerà tre giorni e tre notti), l'opera racchiude in sé significati profondi e intimamente legati alle esperienze dello scrittore stesso, concetti che Hemingway rifugí duramente:

    «Non c'è nessun simbolismo.
    Il mare è il mare. Il vecchio è il vecchio. Il ragazzo è il ragazzo e il pesce è il pesce.
    Gli squali sono tutti squali, né più né meno. Tutto il simbolismo che la gente dice è merda.
    Quello che va oltre è ciò che tu vedi al di là di quello che sai.»

    "Il Vecchio e il Mare" è un vero e proprio inno alla caparbietà, parabola dell'uomo che nonostante le avversità non demorde.
    Ma cos'è un vincitore? Cos'è uno sconfitto?
    Santiago, già molto anziano, torna dopo una dura battaglia che lo ha lasciato stremato: gli squali hanno mangiato il suo marlin e non ne rimane che lo scheletro, ma rivedendo Manolin non può che riaccendersi la speranza:

    «Ma l'uomo non è fatto per la sconfitta.» disse. «L'uomo può essere ucciso, ma non sconfitto.»

    Non solo coraggio, rispetto per il nemico, lo scontro contro le grandiose forze della natura, ma anche tanta malinconia, che pervade tutto il romanzo.
    La pesca, il baseball, i ricordi di viaggio.
    Il Santiago che chiude gli occhi e ritrova i maestosi paesaggi africani, quanto ci ricorda lo scrittore americano stesso?
    L'umanità, cosi cruda e commovente, spiazza l'affascinato lettore, ma la vicenda monotematica ne affatica la lettura.
    Dobbiamo lasciarci trasportare senza riserve in quel mare vasto, poderoso e struggete che è la poetica di Hemingway.

    «[...] ne parlavano come el mar al maschile [...] Ma il vecchio lo pensava sempre al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvagie era perché non poteva evitarle.»

    ha scritto il 

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