Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il vecchio e il mare

Di

Editore: CDE (su licenza Mondadori)

4.0
(15790)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Catalano , Spagnolo , Galego , Portoghese , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Giapponese

Isbn-10: A000024351 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Sports, Outdoors & Adventure

Ti piace Il vecchio e il mare?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago vice, nel suo villaggio e nei confronti di sé stesso, la condizione di isolamento di chi è stato colpito da una maledizione. Solo la solidarietà del giovane Manolo e il mitico esempio di Joe Di Maggio, imbattibile giocatore di baseball, gli permetteranno di trovare la forza di riprendere il mare per una pesca che rinnova il suo apprendistato di pescatore e ne sigilla la simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi, nella lotta, quasi letteralmente a mani nude, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione sconfitta, Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura e, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.
Ordina per
  • 2

    La disperazione toccata con mano

    Questo libro mi ha fatta piangere, lo ammetto. Ma non di commozione, né per il lirismo: per rabbia, dolore e impotenza.
    La reazione istintiva è stata di profonda ripugnanza, che mi ha portato inizialm ...continua

    Questo libro mi ha fatta piangere, lo ammetto. Ma non di commozione, né per il lirismo: per rabbia, dolore e impotenza.
    La reazione istintiva è stata di profonda ripugnanza, che mi ha portato inizialmente a scrivere il laconico commento:

    La storia noiosa di un patetico vecchio rincoglionito.
    Un condensato delirante di rara bruttezza.

    Lo penso ancora, il libro mi ha annoiata, ed è esattamente la storia di un vecchio patetico, una figura che continuo a credere un personaggio affatto positivo, uno sciocco col botto che demolisce se stesso (altro che ritrovarlo) in un anelito di autodistruzione che ai suoi occhi pare il guizzo di vita di una sfida, ai miei solo vanagloria, un vacuo senso d'orgoglio, un distillato di disperazione. Come se, nella febbre del desiderio del sentire e del vivere, ci si buttasse su una scogliera di massi appuntiti.
    Non ho provato alcuna empatia per lui, né immedesimazione, né comprensione per i suoi deliri di fraternità con il “pesce suo fratello che quindi deve uccidere”.
    L'unica positività l'ho trovata in Manolito, anche lui scosso dalla pietà per il pescatore, nonostante i suoi deliri e la sua anziana ottusità. Una pena di cui ho sentito tutto il peso.

    Viste le recensioni mi chiedo se io ed altre persone abbiamo letto lo stesso libro. Ciò che meno ci riconosco è uno sprone alla lotta: non puoi sempre farcela, non puoi sempre lottare per vincere, perche' per uno che vince ne muoiono cento, dal momento non hanno coscienza delle loro possibilità. Non vedo come il pescatore nella lotta possa trovare se stesso: mi sembra tutta una perdita. È solo una perdita.
    Ho biasimato il povero Manolito per l'affetto provato per quella figura penosa, ho provato la stessa rabbia che si prova a trattare coi pazzi sapendo che non ti ascolteranno perché sono pazzi. Ma io sarei diversa dal ragazzo? L'umana pietà vuole che io non possa nemmeno abbandonare quei pazzi al loro folle destino di morte, ma dio solo sa quanto vorrei farlo. Però non posso.

    Qualche lettore ha parlato di delicatezza, di malinconia di fondo, di tenerezza, e io non capisco. Questo libro mi ha squassata tanto da desiderare di non averlo mai letto. Disperazione, pena ed impotenza.

    Stilisticamente mi ha annoiata, e comunque, nonostante forse la bravura di questo scrittore di cui penso di aver toccato con mano il profondo male di vivere, rifiuto questo libro come fosse un mostro uscito dal mio grembo. Non ce la faccio, per lo stesso motivo per cui non riuscirei ad andare a visitare una mostra di Munch, col terrore di trovarmi di fronte ad una bambina malata, una madre morta e a tutte quelle altre rappresentazioni della disperazione che era tanto bravo a dipingere. O per lo stesso motivo per il quale non mi piacciono i calci in faccia.

    P.S.
    Perché un voto così basso?
    Perché l'impatto con l'opera è stato talmente forte che emotivamente mi ha devastata, e non so come interpretare la sensazione: so che non lo vorrei mai rileggere. Se l'intento dell'autore era stimolare queste sensazioni egli è stato magistrale, ma la lettura dell'opera per me ha rappresentato un maledettissimo viaggio nell'abisso che non ci tenevo a intraprendere.

    ha scritto il 

  • 5

    Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.

    Da leggere in rigorosa solitudine, per poter sentire l'odore del mare. In queste poche pagine c'è tutta la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura piacevole

    Bellissima storia di un vecchio pescatore e del suo rapporto con la vita, il mare e tutte le creature che lo abitano..libro piacevole e leggero. Consigliato a chi vuole leggere qualcosa di tranquillo ...continua

    Bellissima storia di un vecchio pescatore e del suo rapporto con la vita, il mare e tutte le creature che lo abitano..libro piacevole e leggero. Consigliato a chi vuole leggere qualcosa di tranquillo dopo una serie di letture impegnative.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Tanta roba in poche pagine

    Un concentrato di passione (per il mare e per il proprio lavoro), perseveranza (la lotta contro il pesce), rispetto (nei confronti del pesce anche se rappresenta il suo nemico), vittoria (sul pesce), ...continua

    Un concentrato di passione (per il mare e per il proprio lavoro), perseveranza (la lotta contro il pesce), rispetto (nei confronti del pesce anche se rappresenta il suo nemico), vittoria (sul pesce), sconfitta (i pescecani) e di forza (di ricominciare a pescare e di tramandare i consigli al ragazzo).

    Mi pare che non manchi niente.

    ha scritto il 

  • 5

    L'importanza di chiamarsi Ernest

    Bello, scritto bene, non un capolavoro forse, ma sicuramente un'opera fondamentale della letteratura del XX secolo.
    Un libricino di 169 pagine che condensa in sé, la vita di un uomo, consunto, arrivat ...continua

    Bello, scritto bene, non un capolavoro forse, ma sicuramente un'opera fondamentale della letteratura del XX secolo.
    Un libricino di 169 pagine che condensa in sé, la vita di un uomo, consunto, arrivato forse al capolinea della propria esistenza, che nella sua semplicità, nella sua disperazione, a contatto con la natura più pura, trova se stesso.
    Se Hemingway è considerato una delle pietre miliari della letteratura del '900 questo libro ne è la riprova.

    ha scritto il 

  • 4

    In alcuni punti immaginavo Hemingway che scriveva (il che significa che il suo stile mi sa di costruito e non mi piace), però devo ammettere che i personaggi mi sono piaciuti e mi ci sono affezionata. ...continua

    In alcuni punti immaginavo Hemingway che scriveva (il che significa che il suo stile mi sa di costruito e non mi piace), però devo ammettere che i personaggi mi sono piaciuti e mi ci sono affezionata.

    ha scritto il 

Ordina per