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Il velo dipinto

Di

Editore: Mondadori, I libri del pavone

4.0
(1190)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: A000029161 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elio Vittorini

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Come può reagire un uomo nel primo Novecento di fronte al tradimento della moglie?
    Cosa prova la moglie traditrice?
    Che balle inventa l'amante?
    Bell'evoluzione che ha questo libro. Realistico, non buo ...continua

    Come può reagire un uomo nel primo Novecento di fronte al tradimento della moglie?
    Cosa prova la moglie traditrice?
    Che balle inventa l'amante?
    Bell'evoluzione che ha questo libro. Realistico, non buonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sollevare il velo dipinto che quelli che vivono chiamano vita. (Percy Bysshe Shelley)

    Malinconico, struggente. Il velo dipinto racconta di un’espiazione, quella di Kitty, ragazza della buona borghesia, non sciocca ma vanesia, sposata a un uomo che lei non riesce a comprendere, che tant ...continua

    Malinconico, struggente. Il velo dipinto racconta di un’espiazione, quella di Kitty, ragazza della buona borghesia, non sciocca ma vanesia, sposata a un uomo che lei non riesce a comprendere, che tanto meno può amare, nonostante tutti lo apprezzino. Non è un racconto allegro, è la storia di un amore che non può essere ricambiato, nonostante tutto l’impegno, perché al cuore non si comanda e ci si innamora anche di chi non è degno di amore. Mi è piaciuta Kitty, una donna come tante, che inciampa, si rialza e rinciampa nuovamente. Alla fine s’intravede la possibilità di un futuro migliore, perché Kitty pensa di aver finalmente capito in parte la Via da prendere, la via del Tao, forse, di cui le ha parlato Waddington . E a far da sfondo a questa vicenda c’è l’Oriente, ci sono le suore che partite dalla Francia sanno che non potranno mai tornarvi, ma non se ne rammaricano, e infine c’è l’epidemia di colera, apparentemente il grande nemico da combattere, ma in verità in questo romanzo i nemici sono all’interno dei protagonisti e non si possono sconfiggere, perché una volta sollevato il velo non si può più tornare indietro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Più complesso di quel che sembra

    Lui lei l'altro. Ma dipinti da Maugham, sullo sfondo della Hong-Kong coloniale, con la consueta precisione cinematografica, e la scrittura semplice e chiara. Un cliché all'interno del quale la capacit ...continua

    Lui lei l'altro. Ma dipinti da Maugham, sullo sfondo della Hong-Kong coloniale, con la consueta precisione cinematografica, e la scrittura semplice e chiara. Un cliché all'interno del quale la capacità di analisi, a tratti fredda, di Maugham si sbizzarrisce nel cogliere tutte le sfumature dei sentimenti in gioco. Romanzo di formazione, segue la trasformazione della protagonista Kitty da fatua ragazza a donna indipendente. C'è sotterraneo nel romanzo, o dietro al velo dipinto se si vuole, una continua domanda sulla ricerca di senso, alla quale Kitty sembra alla fine trovare confusamente una risposta.
    Come succede spesso in Maugham però anche qui nessuno si salva, nessun eroe e nessuna eroina: siamo tutti umani e fragili. Anche quando ci sembra di essere cambiati, o di aver fatto qualcosa di giusto e definitivo, non siamo al riparo dalla nostra vera natura.

    ha scritto il 

  • 4

    La caratteristica di questo autore, a mio parere, e’il saper rendere comprensibili , con una lettura semplice e arguta, gli stati d’animo e I tratti psicologici dei suoi personaggi. In questo racconto ...continua

    La caratteristica di questo autore, a mio parere, e’il saper rendere comprensibili , con una lettura semplice e arguta, gli stati d’animo e I tratti psicologici dei suoi personaggi. In questo racconto, la protagonista Kitty, all’inizio superficiale e disinteressata alla realta’ che la circonda, subisce una profonda trasformazione durante un suo soggiorno in una cittadina colpita dal colera al seguito del marito medico. Non e’ una storia d’amore nel senso classico del termine , ma e’ un’amore che nasce dalla conoscenza e dal sapersi apprezzare reciprocamente. Con tanto rispetto e poco orgoglio Kitty ritrova se stessa dando un senso alla sua vita. Molto bella l’atmosfera che si respira leggendo questo libro , sembra di essere circondati dai profumi e dai paesaggi orientali.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro di Maugham che leggo. Sebbene lo spunto narrativo sia abbastanza banale, l'autore riesce a cavarne una storia che avvince il lettore, probabilmente anche per merito di uno stile semplice m ...continua

    Primo libro di Maugham che leggo. Sebbene lo spunto narrativo sia abbastanza banale, l'autore riesce a cavarne una storia che avvince il lettore, probabilmente anche per merito di uno stile semplice ma raffinato. Molto belle le atmosfere orientali evocate con rapide e efficaci pennellate. Nel complesso il libro mi è piaciuto, nonostante il finale, un po' "spento" rispetto al complesso della narrazione. Comunque lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Tutti d’accordo, Maugham scrive molto bene, con stile limpido ed elegante; con pari talento e abilità tratteggia i personaggi e costruisce trame, intrecci e colpi di scena. Sa essere romantico eppure ...continua

    Tutti d’accordo, Maugham scrive molto bene, con stile limpido ed elegante; con pari talento e abilità tratteggia i personaggi e costruisce trame, intrecci e colpi di scena. Sa essere romantico eppure sempre ironico, sa parlare di frivolezze ma anche di cose serie, sa usare il pathos ma anche il distacco, con equilibrio perfetto. E ancora crea un’atmosfera, proprio come quel certo brandy; specialmente quando le sue storie hanno sfondi esotici, orientali, coloniali. Insomma, uno che conosce il mestiere e la sa lunga.
    Però un capolavoro non l’ha mai scritto. Gli manca sempre qualcosa, secondo me, per poterlo definire un Classico, un Imperdibile, un Grande. Mi viene sempre da pensare: quand’è che si mette in gioco, lui, Maugham in persona, anima e sangue?

    ha scritto il 

  • 0

    Una narrazione rapida eppure intensissima, i personaggi colti con pochi tratti ma in tutta la complessità delle loro psicologia e delle loro relazioni, una protagonista che - come la Mara de "La ragaz ...continua

    Una narrazione rapida eppure intensissima, i personaggi colti con pochi tratti ma in tutta la complessità delle loro psicologia e delle loro relazioni, una protagonista che - come la Mara de "La ragazza di Bube" - cresce sotto i nostri occhi, tacitamente, pagina dopo pagina.
    Molto bello (graze della dritta, Libero Marsell!)

    ha scritto il 

  • 3

    Bello l'inizio, carina la storia del libo, S.M era studente e durante le ferie pasquali venne in italia, Genova, Pisa e poi firenze. Prese in affitto una camera in via laura e di dedicò a visitare la ...continua

    Bello l'inizio, carina la storia del libo, S.M era studente e durante le ferie pasquali venne in italia, Genova, Pisa e poi firenze. Prese in affitto una camera in via laura e di dedicò a visitare la città e a studiare italiano con la figlia della proprietaria della casa, lesse Dante e quando arrivò alla storia di pia de' tolomei la vicenda gli ispirò questo libro.

    "Deh, quando tu sarai tornato al mondo, / e riposato de la lunga via," / seguitò ‘l terzo spirito al secondo, / "ricorditi di me, che son la Pia; / Siena mi fé, disfecemi Maremma: / salsi colui che ‘nnanellata pria / disposando m’avea con la sua gemma".

    A un certo punto del libro, quando Kitty viene via si guarda intorno e descrive questa sorta di fondale (velo dipinto)."Mei-tan-fu con le sue mura merlate era come la tela dipinta collocata sulla scena di un antico teatro per rappresentare una città. Le suore, Eaddington, la donna manciuù che lo amava erano personaggi fantastici di un intermezzo drammatico; e gli altri, la gente che scivolava per le vie tortuose e quelli che morivano, erano comparse senza nome..". Richiama Shakespeare... il conflitto fra realtà e finzione.

    E poi c'è questa citazione che SM mette in terza pagina, dopo il titolo: "Non sollevare il velo dipinto che quelli che vivono chiamano vita".
    E' l'inizio di un sonetto di shelley scritto alla fine del 1800 durante il soggiorno a napoli
    "Il velo dipinto non è che la "loathsome mask" che contraffà coi suoi colori tutto ciò che l'uomo crede e spera, ma che deve essere lacerato o infranto se l'uomo vuole essere libero e felice…" da un saggio su shelley A parte le citazioni un bel libro, affascinante per le ambientazioni esotiche e molto accurato nell'approfondimento psicologico. Da Leggere, è anche corto, il che non guasta.

    ha scritto il 

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