Il vento dell'odio

Voto medio di 88
| 28 contributi totali di cui 19 recensioni , 9 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Giulia Moresco e Cristiano Costantini,i protagonisti de Il vento dell’odio, appartengono a quella generazione che visse l’infanzia nell’euforia collettiva dei primi anni Sessanta, in un paese che coltivava l’illusione di avere saldato i ... Continua
Ha scritto il 14/01/13
Romanzo interessante che intreccia una storia inventata a fatti veri degli anni di piombo. La lettura è un po' pesante perché non ci sono quasi dialoghi, è tutto un monologo interiore dei due personaggi principali. L'alternarsi dei capitoli, ..." Continua...
  • 1 mi piace
  • Rispondi
Ha scritto il 13/03/11
doro cotroneo, però...
forse esagera.il prologo sembra scimmiottare borges, il libro vuole recuperare forse l'epopea del romanzo storico, salvo poi inscenare soluzioni fantapolitiche. teoricamente non è da Cotroneo, troppo macchinoso. ma poi se si scrostano un po' di ..." Continua...
  • Rispondi
Ha scritto il 12/06/10
Una sera di luglio, in un ristorante di Roma a piazza Mattei, uno scrittore attende di cenare. Roma è deserta: la nazionale stasera gioca contro la Germania. Nella atmosfera già irreale di per sé, con i camerieri intenti a fissare la telecronaca ..." Continua...
  • Rispondi
Ha scritto il 09/11/09
In forma narrativa, l'abisso terroristico degli anni '70, i suoi intrecci con l'eterna e onnipervasiva struttura occulta internazionale, le sue conseguenze sulla vita di due personaggi.Suggestivo per una sua parte, alla fine lascia un po' perplessi. ..." Continua...
  • Rispondi
Ha scritto il 25/06/09
Ahi ahi ahi... partita bene e incuriosita di vedere come un romanziere trattasse un periodo così controverso, quello degli anni di piombo, lontano dal trovare una seria trattazione storiografica, l'entusiasmo poi è piano piano calato per arrivare ..." Continua...
  • 2 commenti
  • Rispondi

Ha scritto il Jan 23, 2009, 11:22
Si chiama odio, mi disse, lo riconosci soltanto quando lo hai dentro di te.
Pag. 30
  • Rispondi
Ha scritto il Jan 23, 2009, 11:21
(..) fu una generazione perduta, nel senso autentico del termine.
Perduta in un vuoto che quando ce l'hai dentro non ti abbandona più.
Pag. 27
  • Rispondi
Ha scritto il Jan 23, 2009, 11:21
Le nostre non erano eutopie, ma outopie, ovvero non buon luogo, ma nessun luogo.Non eravamo in alcun luogo: tutti utopisti della solitudine, del vuoto.Una generazione del nessun luogo, dell'outopia. E nell'outopia c'è anche la morte, l'eliminazione ... Continua...
Pag. 26
  • Rispondi
Ha scritto il Jan 22, 2009, 20:53
Tutto questo ha a che fare con un'immagine che ho dentro la testa, di quelle immagini che non sai perchè stanno lì, intarsiate nel dolore più crudo che l'esistenza può restituirti.
Pag. 25
  • Rispondi
Ha scritto il Jan 22, 2009, 20:51
Scappare senza essere inseguiti è un modo per toccare con mano la propria solitudine, quella vera: se non ti cercano non ci sei più.
Pag. 21
  • Rispondi

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una immagine!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una nota!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo un video!

Lorem Ipsum Color sit Amet
di Nome Autore
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur Suspendisse varius consequat feugiat.
Scheda libro
Aggiungi