Il vento dell'odio

Voto medio di 89
| 25 contributi totali di cui 18 recensioni , 7 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Giulia Moresco e Cristiano Costantini,i protagonisti de Il vento dell’odio, appartengono a quella generazione che visse l’infanzia nell’euforia collettiva dei primi anni Sessanta, in un paese che coltivava l’illusione di avere saldato i
Ha scritto il 14/01/13
Romanzo interessante che intreccia una storia inventata a fatti veri degli anni di piombo. La lettura è un po' pesante perché non ci sono quasi dialoghi, è tutto un monologo interiore dei due personaggi principali. L'alternarsi dei capitoli, ...Continua
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Ha scritto il 13/03/11
doro cotroneo, però...
forse esagera.il prologo sembra scimmiottare borges, il libro vuole recuperare forse l'epopea del romanzo storico, salvo poi inscenare soluzioni fantapolitiche. teoricamente non è da Cotroneo, troppo macchinoso. ma poi se si scrostano un po' di ...Continua
Ha scritto il 12/06/10
Una sera di luglio, in un ristorante di Roma a piazza Mattei, uno scrittore attende di cenare. Roma è deserta: la nazionale stasera gioca contro la Germania. Nella atmosfera già irreale di per sé, con i camerieri intenti a fissare la telecronaca ...Continua
Ha scritto il 09/11/09
In forma narrativa, l'abisso terroristico degli anni '70, i suoi intrecci con l'eterna e onnipervasiva struttura occulta internazionale, le sue conseguenze sulla vita di due personaggi.Suggestivo per una sua parte, alla fine lascia un po' perplessi. ...Continua
Ha scritto il 25/06/09
Ahi ahi ahi... partita bene e incuriosita di vedere come un romanziere trattasse un periodo così controverso, quello degli anni di piombo, lontano dal trovare una seria trattazione storiografica, l'entusiasmo poi è piano piano calato per arrivare ...Continua
  • 2 commenti

Ha scritto il Jan 23, 2009, 11:22
Si chiama odio, mi disse, lo riconosci soltanto quando lo hai dentro di te.
Pag. 30
Ha scritto il Jan 23, 2009, 11:21
(..) fu una generazione perduta, nel senso autentico del termine.
Perduta in un vuoto che quando ce l'hai dentro non ti abbandona più.
Pag. 27
Ha scritto il Jan 23, 2009, 11:21
Le nostre non erano eutopie, ma outopie, ovvero non buon luogo, ma nessun luogo.Non eravamo in alcun luogo: tutti utopisti della solitudine, del vuoto.Una generazione del nessun luogo, dell'outopia. E nell'outopia c'è anche la morte, l'eliminazione ...Continua
Pag. 26
Ha scritto il Jan 22, 2009, 20:53
Tutto questo ha a che fare con un'immagine che ho dentro la testa, di quelle immagini che non sai perchè stanno lì, intarsiate nel dolore più crudo che l'esistenza può restituirti.
Pag. 25
Ha scritto il Jan 22, 2009, 20:51
Scappare senza essere inseguiti è un modo per toccare con mano la propria solitudine, quella vera: se non ti cercano non ci sei più.
Pag. 21

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