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Il ventre di Napoli

Venti anni fa - Adesso - L'anima di Napoli

Di

Editore: Francesco Perrella Editore, Napoli

4.0
(280)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 0 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Edda Valsecchi ; Editore: Maria Mataluno ; Revisore: Claudio Paganelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Cofanetto

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Dall'800 con furore

    Pensavo di trovare un romanzo antico, e invece ho trovato una serie di invettive di taglio giornalistico che di romanzo non hanno niente. Matilde Serao denuncia con passione e vigore tutta una serie d ...continua

    Pensavo di trovare un romanzo antico, e invece ho trovato una serie di invettive di taglio giornalistico che di romanzo non hanno niente. Matilde Serao denuncia con passione e vigore tutta una serie di problematiche che attanagliavano la città di Napoli alla fine dell'800 e all'inizio del '900; lo sguardo è lucido, intelligente, la proprietà di linguaggio nell'esprimersi e nel focalizzare i problemi è sconcertante. Di antico questo libro ha solo il modo di scrivere, che ovviamente non può essere quello di un autore contemporaneo, per il resto vi si trova un'attualità di pensiero e di problematiche che lascia a bocca aperta. Chiaramente la città di Napoli oggi non vive le situazioni descritte dalla Serao ma credo che stia ancora pagando le conseguenze di ciò che era la vita nel periodo in cui questo libro è stato scritto. Soprattutto per quanto riguarda certi meccanismi umani e politici o certe questioni si può tranquillamente affermare che ciò che scriveva l'autrice può essere tutt'oggi ritenuto valido, e non mi riferisco a paesi sottosviluppati dove ad ora la realtà napoletana dell'800 è la norma, bensì alla stessa Italia, in cui alcuni modi di pensare e di agire continuano ad agire indisturbati e ad affossare sempre più le classi meno abbienti e disagiate.
    Leggendo i classici mi sto accorgendo sempre più che ci sono alcune cose che restano immutate nel tempo, che nonostante l'agire, l'arrabattarsi di chi ha buona volontà, alla fine il mondo gira e si rinnova senza mai cambiare profondamente, i cambiamenti sono apparenti, le migliorie arrivano ad un certo punto e poi si arrestano, come se fosse insito nell'umanità l'errore, come se l'uomo fosse destinato a non arrivare mai alla sua parte migliore bensì abbia la condanna di lottare coi mulini a vento nei secoli dei secoli.
    Continua su http://lemieletturecommentate.blogspot.it/2015/03/il-ventre-di-napoli-di-matilde-serao.html

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro che tutti i napoletani dovrebbero leggere per conoscere di più la propria città e per capire che in fondo noi napoletani siamo gli stessi da sempre. E' un libro che sicuramente consulterò ...continua

    E' un libro che tutti i napoletani dovrebbero leggere per conoscere di più la propria città e per capire che in fondo noi napoletani siamo gli stessi da sempre. E' un libro che sicuramente consulterò di nuovo quando vorrò sapere come si chiamava quella pietanza che vendevano nei vicoli di Napoli e che ora non fanno più, quando avrò nostalgia della Napoli che fu. Che donna Matilde Serao!

    ha scritto il 

  • 5

    Lo ammetto: pensavo si trattasse di un romanzo. E invece è una specie di inchiesta giornalistica, ma soprattutto un atto d'amore verso la sua città.
    "Che chiedo, io, se non l'applicazione della legge ...continua

    Lo ammetto: pensavo si trattasse di un romanzo. E invece è una specie di inchiesta giornalistica, ma soprattutto un atto d'amore verso la sua città.
    "Che chiedo, io, se non l'applicazione della legge umana e sociale, trattar quelli come si trattano gli altri, dar loro quel che spetta loro, come esseri viventi, come cittadini di una grande città? Faccia il suo dovere chiunque, non altro che il suo dovere, verso il popolo napoletano dei quattro grandi quartieri, faccia il suo dovere come lo fa altrove, lo faccia con scrupolo, lo faccia con coscienza e, ogni giorno, lentamente, costantemente, si andrà verso la soluzione del grande problema, senza milioni, senza società, senza intraprese, ogni giorno si andrà migliorando, fino a chè tutto sarà trasformato, miracolosamente, fra lo stupore di tutti, sol perchè, chi doveva si è scosso dalla mancanza, dalla trascuranza, dall'inerzia, dall'ignavia e ha fatto quel che doveva."

    ha scritto il 

  • 5

    Una donna non bella (grave difetto), di forte carattere, incapace di accettare gli stereotipi femminili dell’epoca, dalla penna sanguigna, dall’acuta osservazione dell’ambiente.

    Oh, sì è datata, la sc ...continua

    Una donna non bella (grave difetto), di forte carattere, incapace di accettare gli stereotipi femminili dell’epoca, dalla penna sanguigna, dall’acuta osservazione dell’ambiente.

    Oh, sì è datata, la scrittura è ottocentesca senza risciacquature.

    Ma è anche vitale, immediata, più da giornalista che da scrittrice. E’ sinceramente partecipe, scandalizzata, accusatrice di un governo cieco.
    E’ piena di quella cosa così imbarazzante e, a furia di abusi, un tantino fuori moda che è l’indignazione civile. Quella di chi vede e non può tacere. Quella che manca sui giornali di oggi e che riguarda le buone cause. Perché all’indignazione verrebbe data una coloritura politica, di cui le miserie non hanno bisogno.
    E’ un reportage che pubblicato oggi verrebbe da qualcuno criticato per la veemenza e per il prezzo pagato per poche pagine.

    La Napoli di allora non è proprio la Napoli di oggi, anche le vecchie case “sgarrupate” dei Quartieri Spagnoli sono ancora abitate.
    L’abbandono del Governo centrale si è mutato in altro: il proliferare della camorra, le connivenze con la politica centrale che di fronte al potere elettorale e a quello del denaro dimentica ascendenze nordiche e si fa “infame”.

    Curioso il capitolo sulla pizza, cibo di strada, cibo dei poveri, che un ad un primo tentativo di esportazione romana, fallì. Pensa te, oggi ci sono più pizzerie a Verona che a Napoli. Per non parlare del mondo intero.

    Tristemente attuale il capitolo sul lotto. Ha perso la sua napoletaneità, i numeri concordati in gruppo, rimbalzati per le strade, la botteguccia con lo scrivano che raccoglieva le giocate e i sogni dei giocatori, la rituale estrazione del sabato, e la continuazione del sogno dalla domenica in poi.
    I guadagni per lo Stato enormi, con pochissime spese di gestione.

    Da allora tutto è peggiorato: al banchetto sono aumentati i partecipanti e la fetta dello Stato, nella condivisione, non è più così grande. E soprattutto è diventato un gioco solitario.

    Giochi d’azzardo vari, con estrazioni trisettimanali e in certi casi continue, causa di quei piccoli pantani grigi sotto la mensola sulla quale si gratta e non si vince, hanno infettato tutta la penisola. Quei pensionati a cui non basta la pensione sono come gli squali: da 2 milioni di anni sempre uguali.

    E tristemente sempre lì, presente, anche se con apparenze diverse, il pegno e l’usura.

    Be’ Napoli non è più così. Ci mancherebbe, sono trascorsi 130 anni, ma grattando un poco molte vecchie magagne ci sono ancora.

    La seguente vignetta è a memoria.
    Mafalda in treno è seduta davanti ad un signore d’età, molto elegante e baffuto. Fuori dal finestrino una baracca circondata di spazzatura varia, una donna spettinata e miseramente vestita ha un bimbo in braccio e due piccoli vicini. Tutti un po’ lerci.
    Mafalda commenta: Com’è triste!
    E il signore: Pittoresco, cara, pittoresco.

    03.04.2014

    ha scritto il 

  • 5

    È gente umile, bonaria, che sarebbe felice per poco e invece non ha nulla per essere felice; che sopporta con dolcezza, con pazienza la miseria, la fame quotidiana, l'indifferenza di coloro che dovreb ...continua

    È gente umile, bonaria, che sarebbe felice per poco e invece non ha nulla per essere felice; che sopporta con dolcezza, con pazienza la miseria, la fame quotidiana, l'indifferenza di coloro che dovrebbero amarla, l'abbandono di coloro che dovrebbero sollevarla.

    ha scritto il 

  • 4

    Già memorabile l'esordio:
    "Efficace la frase. Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto perché voi siete il governo e il governo deve saper tutto...E se non servo ...continua

    Già memorabile l'esordio:
    "Efficace la frase. Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto perché voi siete il governo e il governo deve saper tutto...E se non servono a dirvi tutto, a cosa sono buoni tutti questi impiegati alti e bassi, a che questo immenso ingranaggio burocratico che ci costa tanto? E, se voi non siete la suprema intelligenza del paese che tutto conosce e a tutto provvede, perché siete ministro?"
    Dal colera, dalle polemiche divampate, dai piani di risanamento proposti, nasce questa serrata inchiesta giornalistica che è un viaggio nell'inferno urbanistico della città di fine Ottocento ma anche nei costumi e nelle miserie delle classi popolari che i borghesi concepivano ancora (e chissà oggi...) come un'altra Napoli fuori della storia e dei principi basilari di umanità, una PLEBE da compatire, sfruttare o blandire.
    La Serao affronta di petto la questione, discende nell'osservazione di stili di vita, di miserie, sembra avvicinarsi ai quadri consueti ma le sue pagine, anche patetiche e d'ambiente, sono anzitutto permeate da una reale sintonia con questo popolo e poi si rivelano funzionali a un progetto di ricostruzione della città, volto a creare condizioni vivibili, a partire dalla pulizia delle strade e dall'illuminazione pubblica (vi ricorda qualcosa?)
    La Serao domina la sua materia, nei toni patetici e in quelli di denuncia, e si rivela qui miglior narratrice che nei romanzi e nelle novelle, i suoi bozzetti non sono fine e se stesso, la rappresentazione viene subito ricondotta a un'idea che l'autrice vuole esprimere, la sua scrittura rudemente espressiva e indignata funziona alla perfezione.
    Andrebbe letto e discusso nelle scuole, è forse l'unico frutto maturo del verismo napoletano.

    ha scritto il