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Il ventre di Napoli

By Matilde Serao, Francesca Bianchi (Editor)

(197)

| Others | 9788877158550

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    cartolina ingiallita da napoli

    Quanto ci vuole a leggere un libricino di 70 pagine? a volte tanto perché ad ogni periodo associ un'immagine, un ricordo, un vespaio di cose dette, lette e viste sempre passare.
    Cosa strana... la Serao, nata a Patrasso, studiò all'istituto "Eleonora Pimentel Fonseca" e un legame estremo unisce ques ... (continue)

    Quanto ci vuole a leggere un libricino di 70 pagine? a volte tanto perché ad ogni periodo associ un'immagine, un ricordo, un vespaio di cose dette, lette e viste sempre passare.
    Cosa strana... la Serao, nata a Patrasso, studiò all'istituto "Eleonora Pimentel Fonseca" e un legame estremo unisce questi due personaggi antiborbonici in un poema di martirio quotidiano dove la vita di allora a molti concedeva un solo minuto di bellezza. una vita che il sabato si trasformava in numeri, la vera allegoria del sogno: il dover sfuggire da qualsiasi cosa fino anche alla fuga stessa in un linguaggio che arriva fino al novanta (la paura). pittoresco... ma napoli deve liberarsi dai suoi cliches. Scarfoglio considerava la Serao "pettegola del quotidiano", mentre invece proprio nel capitolo della pietà rivela un'anima in simbiosi col suo ambiente che riporta al senso dell'invettiva contro Agostino Depretis e i piani regolatori del sindaco Amore dove per sventrare bisogna conoscerne il ventre altrimenti si distrugge col sale sulle macerie.
    Il ventre di Napoli potrebbe sembrare profetico con gli attuali santoni della munnezza, ma dire che non si è risolto nulla è commento generoso ed inesatto per il "malammore" che si ingigantisce tutt'oggi. se la Serao produceva questa denuncia era il passato coleroso dei suoi tempi a farla gridare il suo sdegno. dopo più di cent'anni lo stato coleroso in cosa risiede? credo che ogni napoletano lo sappia.
    Un saluto ingiallito da una grande scrittrice

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    Vincap2002 said on Jan 25, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • E' il secondo libro che leggo riguardante la Napoli di un tempo e, in entrambe i casi, non posso fare a meno di notare quanto Napoli sia, ancora oggi, la stessa Napoli di un tempo. Ci sono usi e costumi caratteristici della napoletanità che, per quanto si vadano a scontrare con la modernità, sono co ... (continue)

    E' il secondo libro che leggo riguardante la Napoli di un tempo e, in entrambe i casi, non posso fare a meno di notare quanto Napoli sia, ancora oggi, la stessa Napoli di un tempo. Ci sono usi e costumi caratteristici della napoletanità che, per quanto si vadano a scontrare con la modernità, sono così radicati nell'animo napoletano che, secondo me, non riusciranno mai a scomparire. Se da un lato ciò rende il popolo napoletano caratteristico, lo rende, allo stesso tempo, secondo me, un popolo completamente a parte dal resto del popolo italiano.

    Mi vien da pensare che davvero i Napoletani siano qualcosa di diverso dal resto dell'Italia. E lo dico da "napoletana anomala", da napoletana che non rispecchia lo stereotipo del suo popolo e che ha da sempre cercato di allontanare da sé questa sorta di "marchio". Contemporaneamente, lo dico da napoletana che pian piano sta riscoprendo Napoli e sta veramente tentando di capire i modi di fare di questa città.

    Napoli è una splendida città. Me ne sto innamorando e forse ho iniziato tardi ad innamorarmi di Lei. Mi viene il nervoso quando la vedo sporca, quando vedo il degrado e la povertà. Mi viene il nervoso quando mi rendo conto che, per quanto ci si evolva, Napoli rimane sempre un passo indietro nella civiltà. Mi viene il nervoso perché ci sono tantissime potenzialità per la città ma una mentalità tutta particolare, tipica dello stereotipo napoletano, impedisce il fiorire di questa meravigliosa città.

    Quel che mi stupisce, leggendo questi libri, è il fatto che passino gli anni e Napoli rimane sempre Napoli e i napoletani sempre napoletani. Quel che, ancora, mi stupisce è il fatto che i napoletani dicono di AMARE NAPOLI e poi la strupano quotidianamente.

    Rispetto e legalità. Qui a Napoli ce n'è un concetto, per la maggiore, diverso.
    Spero che le prossime generazioni riusciranno a migliorarla, migliorandosi. Ma quel che penso è che per quanti possano pensarla come me, c'è una realtà che non verrà mai sdradicata. E' la realtà delle, chiamiamole, "favelas". Quei luoghi in cui l'illegalità e la povertà la fa da padrone, dove nascono la maggior parte dei bambini e dove "l'essere civili" è una priorità di pochi..

    Che mi resta da dire..
    "Io, speriamo che me la cavo..."

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    La Giusi said on Dec 31, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Libri Italiani
  • Others 85 Pages
  • ISBN-10: 8877158557
  • ISBN-13: 9788877158550
  • Publisher: Guerra Edizioni
  • Pub date: Jan 01, 2005
  • Also available as: Paperback and Boxset
  • In other languages:
    • Cover of 'Il Ventre Di Napoli'
      Il Ventre Di Napoli
      (English Books)
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