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Il ventre di Napoli

Aspetti e vicende della città popolare neo XIX secolo

By Giuliana D'Ambrosio

(42)

| Paperback | 9788881834006

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39 Reviews

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    L'autrice mette in mostra difetti (molti) e pregi (pochi) della città e l'unico pensiero che viene è che in 130 anni circa nulla sembra essere cambiato. Che gran peccato....

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    Zefiroxxx said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' un libro che tutti i napoletani dovrebbero leggere per conoscere di più la propria città e per capire che in fondo noi napoletani siamo gli stessi da sempre. E' un libro che sicuramente consulterò di nuovo quando vorrò sapere come si chiamava quel ...(continue)

    E' un libro che tutti i napoletani dovrebbero leggere per conoscere di più la propria città e per capire che in fondo noi napoletani siamo gli stessi da sempre. E' un libro che sicuramente consulterò di nuovo quando vorrò sapere come si chiamava quella pietanza che vendevano nei vicoli di Napoli e che ora non fanno più, quando avrò nostalgia della Napoli che fu. Che donna Matilde Serao!

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    Lucia Cl said on Jul 27, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo ammetto: pensavo si trattasse di un romanzo. E invece è una specie di inchiesta giornalistica, ma soprattutto un atto d'amore verso la sua città.
    "Che chiedo, io, se non l'applicazione della legge umana e sociale, trattar quelli come si trattano g ...(continue)

    Lo ammetto: pensavo si trattasse di un romanzo. E invece è una specie di inchiesta giornalistica, ma soprattutto un atto d'amore verso la sua città.
    "Che chiedo, io, se non l'applicazione della legge umana e sociale, trattar quelli come si trattano gli altri, dar loro quel che spetta loro, come esseri viventi, come cittadini di una grande città? Faccia il suo dovere chiunque, non altro che il suo dovere, verso il popolo napoletano dei quattro grandi quartieri, faccia il suo dovere come lo fa altrove, lo faccia con scrupolo, lo faccia con coscienza e, ogni giorno, lentamente, costantemente, si andrà verso la soluzione del grande problema, senza milioni, senza società, senza intraprese, ogni giorno si andrà migliorando, fino a chè tutto sarà trasformato, miracolosamente, fra lo stupore di tutti, sol perchè, chi doveva si è scosso dalla mancanza, dalla trascuranza, dall'inerzia, dall'ignavia e ha fatto quel che doveva."

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    Theut said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una donna non bella (grave difetto), di forte carattere, incapace di accettare gli stereotipi femminili dell’epoca, dalla penna sanguigna, dall’acuta osservazione dell’ambiente.

    Oh, sì è datata, la scrittura è ottocentesca senza risciacquature.

    Ma ...(continue)

    Una donna non bella (grave difetto), di forte carattere, incapace di accettare gli stereotipi femminili dell’epoca, dalla penna sanguigna, dall’acuta osservazione dell’ambiente.

    Oh, sì è datata, la scrittura è ottocentesca senza risciacquature.

    Ma è anche vitale, immediata, più da giornalista che da scrittrice. E’ sinceramente partecipe, scandalizzata, accusatrice di un governo cieco.
    E’ piena di quella cosa così imbarazzante e, a furia di abusi, un tantino fuori moda che è l’indignazione civile. Quella di chi vede e non può tacere. Quella che manca sui giornali di oggi e che riguarda le buone cause. Perché all’indignazione verrebbe data una coloritura politica, di cui le miserie non hanno bisogno.
    E’ un reportage che pubblicato oggi verrebbe da qualcuno criticato per la veemenza e per il prezzo pagato per poche pagine.

    La Napoli di allora non è proprio la Napoli di oggi, anche le vecchie case “sgarrupate” dei Quartieri Spagnoli sono ancora abitate.
    L’abbandono del Governo centrale si è mutato in altro: il proliferare della camorra, le connivenze con la politica centrale che di fronte al potere elettorale e a quello del denaro dimentica ascendenze nordiche e si fa “infame”.

    Curioso il capitolo sulla pizza, cibo di strada, cibo dei poveri, che un ad un primo tentativo di esportazione romana, fallì. Pensa te, oggi ci sono più pizzerie a Verona che a Napoli. Per non parlare del mondo intero.

    Tristemente attuale il capitolo sul lotto. Ha perso la sua napoletaneità, i numeri concordati in gruppo, rimbalzati per le strade, la botteguccia con lo scrivano che raccoglieva le giocate e i sogni dei giocatori, la rituale estrazione del sabato, e la continuazione del sogno dalla domenica in poi.
    I guadagni per lo Stato enormi, con pochissime spese di gestione.

    Da allora tutto è peggiorato: al banchetto sono aumentati i partecipanti e la fetta dello Stato, nella condivisione, non è più così grande. E soprattutto è diventato un gioco solitario.

    Giochi d’azzardo vari, con estrazioni trisettimanali e in certi casi continue, causa di quei piccoli pantani grigi sotto la mensola sulla quale si gratta e non si vince, hanno infettato tutta la penisola. Quei pensionati a cui non basta la pensione sono come gli squali: da 2 milioni di anni sempre uguali.

    E tristemente sempre lì, presente, anche se con apparenze diverse, il pegno e l’usura.

    Be’ Napoli non è più così. Ci mancherebbe, sono trascorsi 130 anni, ma grattando un poco molte vecchie magagne ci sono ancora.

    La seguente vignetta è a memoria.
    Mafalda in treno è seduta davanti ad un signore d’età, molto elegante e baffuto. Fuori dal finestrino una baracca circondata di spazzatura varia, una donna spettinata e miseramente vestita ha un bimbo in braccio e due piccoli vicini. Tutti un po’ lerci.
    Mafalda commenta: Com’è triste!
    E il signore: Pittoresco, cara, pittoresco.

    03.04.2014

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    Anina e "gambette di pollo" sotto i 5000 ... said on Apr 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    È gente umile, bonaria, che sarebbe felice per poco e invece non ha nulla per essere felice; che sopporta con dolcezza, con pazienza la miseria, la fame quotidiana, l'indifferenza di coloro che dovrebbero amarla, l'abbandono di coloro che dovrebbe ...(continue)

    È gente umile, bonaria, che sarebbe felice per poco e invece non ha nulla per essere felice; che sopporta con dolcezza, con pazienza la miseria, la fame quotidiana, l'indifferenza di coloro che dovrebbero amarla, l'abbandono di coloro che dovrebbero sollevarla.

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    Antonio Simonetti said on Oct 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    la prima parte è davvero molto interessante

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    Zeta Bau said on Oct 7, 2013 | Add your feedback

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