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Il ventre di Parigi

Di

Editore: Garzanti Libri

4.2
(579)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8811581338 | Isbn-13: 9788811581338 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Teresa Nessi ; Contributi: Lanfranco Binni

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Cooking, Food & Wine , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il romanzo è il terzo del ciclo dei "Rougon-Macquart". La storia è semplice;si svolge durante il Secondo Impero nel quartiere delle Halles. Siamo nel1858. Florent, insorto contro il colpo di stato del 2 dicembre 1852, è statodeportato in Guyana, ma riesce a fuggire dal bagno penale e a ritornare inFrancia. E' accolto dal fratello Quenu, proprietario di una salumeria in rueRambuteau. Lisa Macquart, moglie di Quenu, accetta malvolentieri il nuovovenuto. In un primo momento comunque tutto procede bene. Ben presto peròFlorent si lascia trascinare di nuovo dalla passione per la politica, divenendo il capo di una congiura repubblicana contro l'imperatore. Alla fine vienearrestato dalla polizia col consenso dei benpensanti, la bella Lisa in testa.
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  • 4

    Il ventre di Parigi è il gigantesco mercato de Les Halles, abbellito dai padiglioni di acciaio e vetro, antesignani dei moderni centri commerciali di tutto il mondo. E per la verità, Les Halles molto ...continua

    Il ventre di Parigi è il gigantesco mercato de Les Halles, abbellito dai padiglioni di acciaio e vetro, antesignani dei moderni centri commerciali di tutto il mondo. E per la verità, Les Halles molto somigliano al Paese di Bengodi; e utto il romanzo insiste, analizza, si dilunga all'infinito sulle prelibate leccornie di tutti i tipi, dal burro alla frutta, dal pesce ai salumi, alla carne, al pane, ai cartocci di patate fritte, ai polli fumanti, ai dolciumi. Ma queste leccornie non sono per tutti, naturalmente; solo che qui ogni ansia di giustizia sociale, ogni ideale viene schiacciato da una valanga di cibo, nascosto tra un sanguinaccio e una lingua in salmì, messo sottovetro dall'aspic e dalle galantine, nascosto insomma sotto il grembiule perfettamente candido e inamiadto della grossa, grassa e soddisfatta ipocrisia borghese, che dopo aver letteralmente spaccato la testa ad un povero demente nei fetidi sotterranei del mercato non esita poi ad andare a fare un giro a testa alta nella vicina chiesa di Saint-Eustache, ornata come dal migliore dei gioielli della propria specchiata reputazione di persona onesta.

    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/08/04/ceci-tuera-cela-notre-dame-e-saint-eustache/

    ha scritto il 

  • 5

    Terzo libro dei Rougon-Macquart, segna un nettissimo scarto in avanti rispetto ai precedenti. La storia narra di Florent, populista dall'animo buono, rientrato in segreto a Parigi dopo otto anni di in ...continua

    Terzo libro dei Rougon-Macquart, segna un nettissimo scarto in avanti rispetto ai precedenti. La storia narra di Florent, populista dall'animo buono, rientrato in segreto a Parigi dopo otto anni di ingiusto esilio alla Caienna tra fame, zanzare, fame, sole, fame, e del ripudio che costui, magro, indolente, senza alcun interesse per la pecunia, induce nel popolino frenetico e laborioso del grande mercato alimentare di Parigi. Lo stile di Emile si sposa stupendamente con il senso del romanzo: pagine e pagine di frutta, verdura, formaggi, carni, pesci, davanti agli occhi dello scheletrico fuggiasco che tenta una pur misera rivincita nei confronti di chi, dopo avergli sottratto anni e speranze, si addormenta grasso e felice nella propria flaccida opulenza. Ovviamente finirà male: l'elefante lascia che la mosca gli ronzi davanti alla faccia per un po', ma poi, quando questa si fa eccessivamente insistente, basta un colpetto e saluti a tutti. Da leggere e rileggere le pagine del racconto di Florent alla nipote della sua prigionia, al caldo della salumeria del fratello, mentre intorno si preparano cotechini, salami, sanguinacci.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' (pochino) deludente

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola ...continua

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola è sempre lui quando racconta l'alba nella quale si dispongono i cesti di verdure, il disfacimento delle calde giornate estive nel puzzo dei polli, l'orrore delle carni macellate, l'untuosità avvolgente della salumeria dove lavorano fratello e cognata in un placido e schifosetto benessere borghese.
    In certi momenti sentivo quasi la nausea per tutto quel cibo ammassato e per quel brulicare di gente che cammina in mezzo ai liquami che le merci lasciano colare.

    Tre e mezzo, vai.

    ha scritto il 

  • 3

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un gio ...continua

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un giovane, fin troppo dal cuore tenero, finisce ingiustamente alla Cayenna - nella Francia di Napoleone III - per poi fortunosamente ritornare a Parigi, dove trova un Paese talmente ricco, obeso, grasso di lardo di ogni tipo di carne, pesce, puzzolente di ogni sorta di formaggio stagionato, così legato alle piccole beghe di ogni giorno, e piacevolmente adagiato negli affari e nel commercio che finità per espellerlo come un pericoloso microbo. Nonostante la sua totale innocuità, quest'uomo e le sue idee ingenue su una rivoluzione sociale finirà per essere oggetto dell'odio viscerale di una - solo apparentemente conflittuale - ciurma di donne-orto-frutti-pescivendole e commercianti che - terrorizzate all'idea che qualcosa possa turbare l'accumulazione di denaro e sazietà, lo 'venderanno' all'autorità con la molle accondiscendenza dei loro mariti, figli e fratelli.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Zola. Scritto magistralmente! Le descrizioni dei mercati e dell'opulenza del cibo e del benessere borghese mi è rimasto dentro come se l'avessi vissuto i ...continua

    Il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Zola. Scritto magistralmente! Le descrizioni dei mercati e dell'opulenza del cibo e del benessere borghese mi è rimasto dentro come se l'avessi vissuto in prima persona. Inoltre, il messaggio del libro, ovvero la gabbia dorata della società del benessere e l'assenza di scrupoli dei borghesi per mantenere i propri beni, è ancora attuale. "Che canaglia, la gente onesta!"
    Gran bel libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura non troppo coinvolgente, a tratti ripetitiva (è un romanzo che potrebbe benissimo essere snellito di almeno un terzo, senza essere stravolto). Un'opera più debole di altre di Zola, personalmen ...continua

    Lettura non troppo coinvolgente, a tratti ripetitiva (è un romanzo che potrebbe benissimo essere snellito di almeno un terzo, senza essere stravolto). Un'opera più debole di altre di Zola, personalmente meno apprezzata, anche per la fittissima (e pesantissima) serie di descrizioni belliche, che non mi è stato facile seguire (sia per la specificità di certi contenuti tattico/tecnici, sia per mie mancanze mnemoniche relative alla storia della battaglia di Sedan e della Comune parigina).
    Nonostante questo, certi passaggi e certi episodi sono assolutamente efficaci e indimenticabili, esemplari nella loro atrocità. La prima parte, che narra l'estenuante attesa della battaglia da parte dei protagonisti e una serie di ritirate inspiegabili, mi è parsa quasi un "Deserto dei tartari" ante litteram.

    ha scritto il 

  • 4

    La barriga llena

    Me ha gustado mucho aunque no tanto como Germinal la otra novela que he leído de Zola. Mientras que la entrega de los mineros me entusiasmó de principio a fin, en esta del mercado y las tiendas de ali ...continua

    Me ha gustado mucho aunque no tanto como Germinal la otra novela que he leído de Zola. Mientras que la entrega de los mineros me entusiasmó de principio a fin, en esta del mercado y las tiendas de alimentación he tenido mas altibajos de interés. Me han resultado algo pesadas y aburridas tantas descripciones de alimentos. Reconozco que son excelentes (la mejor, la de los quesos), pero tanta comida me ha causado una sensación de hartazgo, no como la que tiene alguien que ha comido demasiado sino como la que siente uno que tiene delante una mesa tan atiborrada y un plato tan lleno que pierde el apetito.
    Lo que mas me ha gustado son los personajes. Están tan bien descritos, son tan diferentes entre si, son tan creíbles sus actos que no puedo dejar de admirar el genio de Zola

    ha scritto il 

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