Il ventre di Parigi

Di

Editore: Newton & Compton

4.2
(623)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8881836297 | Isbn-13: 9788881836291 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Collodi

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook , Copertina rigida

Genere: Cucina, Cibo & Vini , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Una penosa storia di ordinaria miseria si consuma nello scenario caotico eassordante dei mercati generali parigini. Evaso dalle prigioni politiche dellaGuyana francese e ritornato nella Parigi del Secondo Impero, Florent organizzauna cospirazione piuttosto ingenua contro il regime di Napoleone III. Il pianofallirà miseramente e Florent tornerà alla Cayenne.
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  • 2

    "Il ventre di Parigi" mi aveva incuriosito,inizialmente, per una bellissima descrizione. Così ho deciso di leggerlo. È un'opera, forse la principale, del naturalismo francese. Ricchissima di descrizio ...continua

    "Il ventre di Parigi" mi aveva incuriosito,inizialmente, per una bellissima descrizione. Così ho deciso di leggerlo. È un'opera, forse la principale, del naturalismo francese. Ricchissima di descrizioni che, a mio avviso, sfociano poi nell'essere pesanti e ripetitive: pagine e pagine ove si descrivono frutta e verdura in mezzo alla bolgia chiassosa dei mercati di Parigi. I personaggi sono molto molto ben caratterizzati, e si evince tutta la psicologia con i drammi, le piccole vittorie, vendette, passioni e tradimenti della Parigi popolana. Il testo mantiene una sorta di calma fin quasi all'epilogo della vicenda, che potrebbe essere in realtà riassunta in pochi capitoli. Soltanto nelle ultime pagine si susseguono azioni più che descrizioni.
    Decisamente un libro per un pubblico di nicchia.

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    “Quando ogni lume fu spento all’interno, ed i mercati furono inondati dalla luce del giorno, apparvero quadrati, uniformi, come una macchina moderna e smisurata, che so, un’enorme macchina a vapore, u ...continua

    “Quando ogni lume fu spento all’interno, ed i mercati furono inondati dalla luce del giorno, apparvero quadrati, uniformi, come una macchina moderna e smisurata, che so, un’enorme macchina a vapore, una caldaia che dovesse servire alla digestione di un popolo, un ventre gigantesco, bullonato, ribadito, fatto di legno, di vetro e di ferro, di una eleganza, di una potenza da motore meccanico azionato dal calore del combustibile, e dalla furia fremente e vertiginosa delle ruote.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2016/02/26/il-ventre-di-parigi-emile-zola/

    ha scritto il 

  • 5

    Nel cuore di Parigi

    Emile Zola non mi delude mai. Le descrizioni dettagliate permettono al lettore di immergersi benissimo nel contesto, tanto da riuscire quasi a vedere le montagne di cibo, ascoltare i rumori e sentire ...continua

    Emile Zola non mi delude mai. Le descrizioni dettagliate permettono al lettore di immergersi benissimo nel contesto, tanto da riuscire quasi a vedere le montagne di cibo, ascoltare i rumori e sentire gli odori penetranti delle Halles. Un viaggio tra colori, odori, sapori, un percorso vivo, traboccante, grasso e tremendamente vero. Un cuore pulsante che lo scrittore chiama “ventre”, termine che si fonde con la rotondità delle donne.

    ha scritto il 

  • 4

    Il ventre di Parigi è il gigantesco mercato de Les Halles, abbellito dai padiglioni di acciaio e vetro, antesignani dei moderni centri commerciali di tutto il mondo. E per la verità, Les Halles molto ...continua

    Il ventre di Parigi è il gigantesco mercato de Les Halles, abbellito dai padiglioni di acciaio e vetro, antesignani dei moderni centri commerciali di tutto il mondo. E per la verità, Les Halles molto somigliano al Paese di Bengodi; e utto il romanzo insiste, analizza, si dilunga all'infinito sulle prelibate leccornie di tutti i tipi, dal burro alla frutta, dal pesce ai salumi, alla carne, al pane, ai cartocci di patate fritte, ai polli fumanti, ai dolciumi. Ma queste leccornie non sono per tutti, naturalmente; solo che qui ogni ansia di giustizia sociale, ogni ideale viene schiacciato da una valanga di cibo, nascosto tra un sanguinaccio e una lingua in salmì, messo sottovetro dall'aspic e dalle galantine, nascosto insomma sotto il grembiule perfettamente candido e inamiadto della grossa, grassa e soddisfatta ipocrisia borghese, che dopo aver letteralmente spaccato la testa ad un povero demente nei fetidi sotterranei del mercato non esita poi ad andare a fare un giro a testa alta nella vicina chiesa di Saint-Eustache, ornata come dal migliore dei gioielli della propria specchiata reputazione di persona onesta.

    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/08/04/ceci-tuera-cela-notre-dame-e-saint-eustache/

    ha scritto il 

  • 5

    Terzo libro dei Rougon-Macquart, segna un nettissimo scarto in avanti rispetto ai precedenti. La storia narra di Florent, populista dall'animo buono, rientrato in segreto a Parigi dopo otto anni di in ...continua

    Terzo libro dei Rougon-Macquart, segna un nettissimo scarto in avanti rispetto ai precedenti. La storia narra di Florent, populista dall'animo buono, rientrato in segreto a Parigi dopo otto anni di ingiusto esilio alla Caienna tra fame, zanzare, fame, sole, fame, e del ripudio che costui, magro, indolente, senza alcun interesse per la pecunia, induce nel popolino frenetico e laborioso del grande mercato alimentare di Parigi. Lo stile di Emile si sposa stupendamente con il senso del romanzo: pagine e pagine di frutta, verdura, formaggi, carni, pesci, davanti agli occhi dello scheletrico fuggiasco che tenta una pur misera rivincita nei confronti di chi, dopo avergli sottratto anni e speranze, si addormenta grasso e felice nella propria flaccida opulenza. Ovviamente finirà male: l'elefante lascia che la mosca gli ronzi davanti alla faccia per un po', ma poi, quando questa si fa eccessivamente insistente, basta un colpetto e saluti a tutti. Da leggere e rileggere le pagine del racconto di Florent alla nipote della sua prigionia, al caldo della salumeria del fratello, mentre intorno si preparano cotechini, salami, sanguinacci.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' (pochino) deludente

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola ...continua

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola è sempre lui quando racconta l'alba nella quale si dispongono i cesti di verdure, il disfacimento delle calde giornate estive nel puzzo dei polli, l'orrore delle carni macellate, l'untuosità avvolgente della salumeria dove lavorano fratello e cognata in un placido e schifosetto benessere borghese.
    In certi momenti sentivo quasi la nausea per tutto quel cibo ammassato e per quel brulicare di gente che cammina in mezzo ai liquami che le merci lasciano colare.

    Tre e mezzo, vai.

    ha scritto il 

  • 3

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un gio ...continua

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un giovane, fin troppo dal cuore tenero, finisce ingiustamente alla Cayenna - nella Francia di Napoleone III - per poi fortunosamente ritornare a Parigi, dove trova un Paese talmente ricco, obeso, grasso di lardo di ogni tipo di carne, pesce, puzzolente di ogni sorta di formaggio stagionato, così legato alle piccole beghe di ogni giorno, e piacevolmente adagiato negli affari e nel commercio che finità per espellerlo come un pericoloso microbo. Nonostante la sua totale innocuità, quest'uomo e le sue idee ingenue su una rivoluzione sociale finirà per essere oggetto dell'odio viscerale di una - solo apparentemente conflittuale - ciurma di donne-orto-frutti-pescivendole e commercianti che - terrorizzate all'idea che qualcosa possa turbare l'accumulazione di denaro e sazietà, lo 'venderanno' all'autorità con la molle accondiscendenza dei loro mariti, figli e fratelli.

    ha scritto il 

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