Il viaggiatore alato

Storia e leggenda di Amedeo Modigliani

Di

Editore: Mondadori

4.1
(55)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804436468 | Isbn-13: 9788804436461 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La solitudine, gli amori, le trasgressioni dell'artista più geniale e piùamato del XX secolo. Il pittore che ha vissuto un'esistenza leggendaria,ancora avvolta nel mistero.
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    Iniziato quasi per caso, incuriosita da un artista di cui non sapevo praticamente niente, travolta dalla storia di un artista che non concede assolutamente niente di sé, se non le proprie opere (e non ...continua

    Iniziato quasi per caso, incuriosita da un artista di cui non sapevo praticamente niente, travolta dalla storia di un artista che non concede assolutamente niente di sé, se non le proprie opere (e non è poco). Augias descrive l’infanzia, le famiglie, i trascorsi a Livorno, gli anni parigini, la discesa nell’alcolismo e nelle droghe, il milieu artistico, le avventure e le conquiste sentimentali, con una partecipazione che sconfina nell’empatia, eppure di Modigliani sfugge la persona. E Augias lo ammette alla fine del libro: non ci sono che suoi rarissimi scritti, non ci sono sue testimonianze dirette, non c’è niente di Modigliani che parli di sé, se non le sue opere!
    In realtà, questa impossibilità di tracciare la storia dell’anima era stata dichiarata all’inizio della biografia, quando citando Proust “La sola realtà possibilie di un’opera è la sua verità intrinseca” e Lawrence “Non fidatevi dello scrittore, fidatevi della storia” Augias mette le mani avanti. E allora perché siamo così avidi di sapere i dettagli della vita degli artisti, come se la loro vita fosse un’opera d’arte?
    Nota: impossibile non provare un’antipatia subitanea per Picasso e il suo incredibile fiuto per il marketing, così distante da Modì, monolitico nella sua ricerca di un’espressione originale. Non conosco a sufficienza la storia dell’arte per decretare se valga di più l’uno o l’altro, ma Picasso è rimasto come un marchio di fabbrica delle varie correnti artistiche che ha abbracciato, fondato, cavalcato e che altri hanno a loro volta frequentato mentre à la Modigliani è un unicum (sarà per questo che il mio primo avatar su aNobii era proprio una mia foto à la Modì?)

    ha scritto il 

  • 4

    Poteva essere l’ennesimo pappone tragico e romanzato, e invece è una biografia analitica e dal taglio giornalistico e mi è piaciuta. Emergono però anche aspetti curiosi: il rapporto competitivo con Pi ...continua

    Poteva essere l’ennesimo pappone tragico e romanzato, e invece è una biografia analitica e dal taglio giornalistico e mi è piaciuta. Emergono però anche aspetti curiosi: il rapporto competitivo con Picasso – ma si sa che Pic amava e andava d’accordo solo con la sua immagine riflessa allo specchio – e quello passionale e violentissimo con Beatrice Hastings; quella che, tra le sue donne, a livello intellettuale e non solo è riuscita a tenergli testa maggiormente. Mi sembra di vederli, lei con una scarpa tacco 12 in una mano e un revolver nell’altra, urlare fuori dalla vetrata dell’osteria “ubriacòn! vieni fuori che ti faccio il culo a spicchi!” e lui, nascosto da una damigiana di vino, supplicare gli amici “Cachez-moi, c’est una vache…”. Poi c’è la Parigi dell’epoca, il fervore artistico, il connubio di personalità incredibili. Perché, se è pur vero che i protagonisti di “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, paragonati ai grandi nomi che ruotano attorno ad Amedeo in quegli anni, appaiono delle docili matricole, e che solo per un mistero della genetica non sono morti tutti di sifilide, c’è da dire che – se andavi a bere un rosso – potevi trovare riuniti allo stesso tavolo Brancusi, Utrillo, Anna Achmatova, Soutine, Rivera, Picasso, Max Jacob. Oggi, se sei fortunato, ti ritrovi tutt’al più a parlare delle bocce della Minetti e dell’indice Dow Jones.

    ha scritto il