Il viaggiatore del giorno dei morti

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 376)

4.0
(427)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 884591464X | Isbn-13: 9788845914645 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Frausin Guarino

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
Con un cappotto troppo lungo e un berretto di pelliccia sulla testa, il voltopallido e febbrile, un giovane sconosciuto sbarca un grigio mattino a LaRochelle da un cargo. Scoprirà di essere l'erede del vasto patrimonio dellozio, un uomo a lui ignoto, che è vissuto in una feroce solitudine. E scopriràanche che suo zio teneva in pugno tutti i ricchi notabili del luogo, riunitiin un sinistro sindacato. Teneva i loro segreti in una cassaforte di cuinessuno ora conosce la combinazione. Comincia così una partita mortale tra ilgiovane straniero e i vari potenti del luogo.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ci sono due romanzi di Simenon che richiamano alla memoria il grande Balzac, e sono “Il testamento Donadieu” e “Il viaggiatore del giorno dei morti”, entrambi ambientati a La Rochelle. Il viaggiatore ...continua

    Ci sono due romanzi di Simenon che richiamano alla memoria il grande Balzac, e sono “Il testamento Donadieu” e “Il viaggiatore del giorno dei morti”, entrambi ambientati a La Rochelle. Il viaggiatore del giorno dei morti, è quasi un noir appena accennato (alcuni lo hanno definito come un quadro impressionista), lieve nonostante la drammaticità, scritto con uno stile scorrevole, affascinante, che immerge il lettore nella borghesia della provincia francese tema ricorrente dell’autore. Come Balzac egli ha uno sguardo lucido e impietoso verso le umane meschinità, ma al tempo stesso trapela la profonda pietas di Simenon, egli non prende posizione a favore o contro i suoi personaggi, non formula giudizi o condanne, espone e basta. Gilles, il protagonista, è un giovane ingenuo che dopo aver perso entrambi i genitori in una fatale disgrazia, si mette in viaggio per raggiungere i familiari che non ha mai conosciuto se non attraverso i racconti dei suoi genitori, che giovanissimi scapparono innamorati per potersi sposare e che finirono per fare gli artisti girovaghi. Gilles è cresciuto in camere d’albergo sempre le stesse tutte uguali, dietro le quinte dei teatri, fra saltimbanchi e impresari di ogni genere, è privo di malizia e abituato alla semplicità anche nelle relazioni. Alla Rochelle troverà ad attenderlo un’atmosfera greve, piena di sospetti e di malcelata ostilità, lo zio, fratello del padre, ricchissimo e potente è appena morto lasciando questo nipote erede universale di tutte le sue proprietà. Non solo, in eredità gli lascia anche la giovane vedova, Colette, che può percepire un vitalizio solo e unicamente se continuerà a vivere in quella casa, un ricatto vero e proprio, e non è l’unico, nella cassaforte sono custoditi i documenti con cui il defunto zio teneva tutti sotto scacco … Gilles commetterà inizialmente un errore dietro l’altro, fino a quando sorprenderà tutti e capovolgerà la situazione con un finale inaspettato e sorprendente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il viaggiatore del giorno dei morti

    Quattro stelle e mezzo.
    Alla morte dei suoi genitori, il giovane Gilles Mauvoisin torna in Francia, a La Rochelle. Qui si scopre erede dell'immensa fortuna del fratello del padre che, pur essendo nato ...continua

    Quattro stelle e mezzo.
    Alla morte dei suoi genitori, il giovane Gilles Mauvoisin torna in Francia, a La Rochelle. Qui si scopre erede dell'immensa fortuna del fratello del padre che, pur essendo nato povero, è riuscito a diventare l'uomo più potente e importante della zona.
    Il giovane Gilles si trova al centro degli intrighi degli altri potenti, che lo zio teneva in pugno grazie ad alcune carte compromettenti, ma riesce a reagire in maniera sorprendente, rifiutando di farsi condizionare dagli altri e proseguendo per la sua strada.
    Un ottimo romanzo di Simenon: sul potere e sulle sue magagne, ma anche sulla psicologia di un giovane che si trova in un mondo che gli è estraneo e in fondo ostile e che reagisce alle aspettative che si hanno su di lui.
    Un po' di delusione forse sul finale.
    Non capisco, poi perché l'originale "Toussaint" sia stato reso con "Il giorno dei morti"

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un buon Simenon, letto con

    vero piacere. Un po' insolito anche, la trama a volte è decisamente da libro giallo ma le atmosfere cui l'autore belga ci ha abituati restano. Lo rovina parecchio il finale, affrettato, non credibile ...continua

    vero piacere. Un po' insolito anche, la trama a volte è decisamente da libro giallo ma le atmosfere cui l'autore belga ci ha abituati restano. Lo rovina parecchio il finale, affrettato, non credibile, dissonante.

    ha scritto il 

  • 5

    Ancora una volta Simenon dà il meglio di se stesso. Massima attenzione alle atmosfere e all'ambientazione, alla descrizione impeccabile dei personaggi, primo fra tutti il protagonista, che si troverà ...continua

    Ancora una volta Simenon dà il meglio di se stesso. Massima attenzione alle atmosfere e all'ambientazione, alla descrizione impeccabile dei personaggi, primo fra tutti il protagonista, che si troverà invischiato in situazioni a volte più grandi di lui; questo lo farà cambiare e lottare contro l'ordine prestabilito delle cose fino a una conclusione non scontata.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa è l’acqua in cui Simenon sguazza felice!

    Lui è un maestro nel descrivere le lotte di potere, conosce tutti i meandri dell’animo umano, tutte le sue bassezze e sa dove affondare, sa come parlare ...continua

    Questa è l’acqua in cui Simenon sguazza felice!

    Lui è un maestro nel descrivere le lotte di potere, conosce tutti i meandri dell’animo umano, tutte le sue bassezze e sa dove affondare, sa come parlare di avidità, di cupidigia, di immoralità tutte componenti appunto del potere.

    Quando scrive “questi” romanzi è un grande.

    Se poi li ambienta in Normandia o in Bretagna dove anche il clima, il cibo, l’ambiente, la cultura, rendono perfetta la situazione, è magistrale.

    Gilles Mauvoisin sbarca a La Rochelle proveniente dalla Norvegia dove è rimasto orfano di entrambi i genitori, per ricongiungersi a quel che resta di una famiglia sconosciuta e si ritrova inaspettatamente erede universale del patrimonio inestimabile di uno zio che mai ha visto.
    Attorno a quest’uomo si muovevano una serie di personaggi legati da interessi ed affari più o meno leciti che si trovano ora in balia di Gilles che ha ereditato oltre al denaro, dei documenti segreti contenuti in una cassaforte della quale deve indovinare la combinazione.
    Condizione posta dallo zio nel testamento, che egli viva con la ex moglie, una donna giovane che da tempo e apertamente lo tradiva con un altro uomo e che instaura con il “nipote” un rapporto particolare.

    Questo ciò che troviamo all’aprirsi delle quinte.

    Da qui in poi, Simenon con la sua arte ci porta a spasso per i corridoi e i salotti dove si annida il potere e dove potere, denaro e “amore” sono sempre indissolubilmente legati.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Simenon è sempre un Simenon, ma questo è un Simenon insolito. Il protagonista, Gilles Mauvoisin, per cominciare: non un uomo avanti con gli anni e ormai privo di illusioni, ma un orfano diciannoven ...continua

    Un Simenon è sempre un Simenon, ma questo è un Simenon insolito. Il protagonista, Gilles Mauvoisin, per cominciare: non un uomo avanti con gli anni e ormai privo di illusioni, ma un orfano diciannovenne, che, sbarcato senza un soldo alla Rochelle, si scopre erede di una fortuna e al centro di un groviglio affaristico e criminale. L’ambiente è invece quello tipico: una città nebbiosa, sonnolenta in superficie, in realtà attraversata da conflitti feroci, in cui alla scarsa visibilità esterna corrisponde una patologica opacità nei rapporti fra persone. In un posto così, inevitabile che ci siano pregiudizi, segreti inconfessabili e alleanze ambigue; che ci siano carnefici e vittime e complici, spesso difficili da distinguere; e che a Mauvoisin riesca sempre più difficile mantenere la libertà di pensiero a cui si tiene aggrappato. Ci sono descrizioni di sorprendente bellezza, come questa: Mentre Gilles infilava la chiave nella serratura, si alzò il vento, la marea cambiò, le navi, nell’avamporto, presero a girare lentamente intorno all’ancora, e lui venne investito da una raffica di pioggia che lo inzuppò dalla testa ai piedi. E c’è un finale sorprendente, in cui Simenon si conferma maestro nell’indurci ad aspettarci qualcosa che non succederà.

    ha scritto il 

  • 4

    Un vaso di coccio che tenta di diventare di ferro

    Simenon tratteggia con la solita maestria le vicende di un giovane uomo, inesperto degli affanni della vita e poco pronto a lottare contro i notabili del paese in cui torna dopo tanto tempo.
    Si ritrov ...continua

    Simenon tratteggia con la solita maestria le vicende di un giovane uomo, inesperto degli affanni della vita e poco pronto a lottare contro i notabili del paese in cui torna dopo tanto tempo.
    Si ritrova erede unico dello zio, uomo d'affari ricchissimo e temutissimo, da tutto il paese ritenuto una vera canaglia.
    Si ritroverà a gestire una nutrita serie di personaggi che tentano di fargli le scarpe e due donne, una che sposerà, l'altra che di cui poi si innamora che lo faranno uscire dal suo bozzolo e scoprire il vero destino della sua esistenza.
    Simenon con il solito tratto gentile e rigoroso ci porta nella squallida e movimentata borghesia francese, in cui le lotte di potere sono all'ordine del giorno. Un mondo di bei modi apparenti e velenose trame sotterranee di cui il povero protagonista sarà prima vittima e poi carnefice, riuscendo a trovare il suo giusto compromesso.
    Il finale sembra a lieto fine ma in realtà non lo è, tanto è radicale e piena di insidie la decisione del giovane. Un altro piccolo ritratto della media borghesia che Simenon ha così bene espresso nella sua carriera, senza mai essere ripetitivo e prolisso. Molto godibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di formazione. Protagonista e comprimari maschili tratteggiati alla perfezione.
    Ambientazione impeccabile, che mescola con sapienza luci e ombre.
    Le figure muliebri sono votate al sacrificio, a ...continua

    Storia di formazione. Protagonista e comprimari maschili tratteggiati alla perfezione.
    Ambientazione impeccabile, che mescola con sapienza luci e ombre.
    Le figure muliebri sono votate al sacrificio, alla vacuità o alla meschineria.
    Quelle nubili, nubende o neomaritate, come usuale in Simenon, sono l'icona della bêtise.
    Disarmante ingenuità da scribacchino la velocità con cui oggetti del desiderio si trasformano in cliché dell'immaginario maschile.

    ha scritto il