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Il viaggiatore del giorno dei morti

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 376)

4.0
(397)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 884591464X | Isbn-13: 9788845914645 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Frausin Guarino

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Con un cappotto troppo lungo e un berretto di pelliccia sulla testa, il voltopallido e febbrile, un giovane sconosciuto sbarca un grigio mattino a LaRochelle da un cargo. Scoprirà di essere l'erede del vasto patrimonio dellozio, un uomo a lui ignoto, che è vissuto in una feroce solitudine. E scopriràanche che suo zio teneva in pugno tutti i ricchi notabili del luogo, riunitiin un sinistro sindacato. Teneva i loro segreti in una cassaforte di cuinessuno ora conosce la combinazione. Comincia così una partita mortale tra ilgiovane straniero e i vari potenti del luogo.
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  • 4

    Questa è l’acqua in cui Simenon sguazza felice!


    Lui è un maestro nel descrivere le lotte di potere, conosce tutti i meandri dell’animo umano, tutte le sue bassezze e sa dove affondare, sa come parlare di avidità, di cupidigia, di immoralità tutte componenti appunto del potere.


    Quand ...continua

    Questa è l’acqua in cui Simenon sguazza felice!

    Lui è un maestro nel descrivere le lotte di potere, conosce tutti i meandri dell’animo umano, tutte le sue bassezze e sa dove affondare, sa come parlare di avidità, di cupidigia, di immoralità tutte componenti appunto del potere.

    Quando scrive “questi” romanzi è un grande.

    Se poi li ambienta in Normandia o in Bretagna dove anche il clima, il cibo, l’ambiente, la cultura, rendono perfetta la situazione, è magistrale.

    Gilles Mauvoisin sbarca a La Rochelle proveniente dalla Norvegia dove è rimasto orfano di entrambi i genitori, per ricongiungersi a quel che resta di una famiglia sconosciuta e si ritrova inaspettatamente erede universale del patrimonio inestimabile di uno zio che mai ha visto.
    Attorno a quest’uomo si muovevano una serie di personaggi legati da interessi ed affari più o meno leciti che si trovano ora in balia di Gilles che ha ereditato oltre al denaro, dei documenti segreti contenuti in una cassaforte della quale deve indovinare la combinazione.
    Condizione posta dallo zio nel testamento, che egli viva con la ex moglie, una donna giovane che da tempo e apertamente lo tradiva con un altro uomo e che instaura con il “nipote” un rapporto particolare.

    Questo ciò che troviamo all’aprirsi delle quinte.

    Da qui in poi, Simenon con la sua arte ci porta a spasso per i corridoi e i salotti dove si annida il potere e dove potere, denaro e “amore” sono sempre indissolubilmente legati.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Simenon è sempre un Simenon, ma questo è un Simenon insolito. Il protagonista, Gilles Mauvoisin, per cominciare: non un uomo avanti con gli anni e ormai privo di illusioni, ma un orfano diciannovenne, che, sbarcato senza un soldo alla Rochelle, si scopre erede di una fortuna e al centro di un ...continua

    Un Simenon è sempre un Simenon, ma questo è un Simenon insolito. Il protagonista, Gilles Mauvoisin, per cominciare: non un uomo avanti con gli anni e ormai privo di illusioni, ma un orfano diciannovenne, che, sbarcato senza un soldo alla Rochelle, si scopre erede di una fortuna e al centro di un groviglio affaristico e criminale. L’ambiente è invece quello tipico: una città nebbiosa, sonnolenta in superficie, in realtà attraversata da conflitti feroci, in cui alla scarsa visibilità esterna corrisponde una patologica opacità nei rapporti fra persone. In un posto così, inevitabile che ci siano pregiudizi, segreti inconfessabili e alleanze ambigue; che ci siano carnefici e vittime e complici, spesso difficili da distinguere; e che a Mauvoisin riesca sempre più difficile mantenere la libertà di pensiero a cui si tiene aggrappato. Ci sono descrizioni di sorprendente bellezza, come questa: Mentre Gilles infilava la chiave nella serratura, si alzò il vento, la marea cambiò, le navi, nell’avamporto, presero a girare lentamente intorno all’ancora, e lui venne investito da una raffica di pioggia che lo inzuppò dalla testa ai piedi. E c’è un finale sorprendente, in cui Simenon si conferma maestro nell’indurci ad aspettarci qualcosa che non succederà.

    ha scritto il 

  • 4

    Un vaso di coccio che tenta di diventare di ferro

    Simenon tratteggia con la solita maestria le vicende di un giovane uomo, inesperto degli affanni della vita e poco pronto a lottare contro i notabili del paese in cui torna dopo tanto tempo.
    Si ritrova erede unico dello zio, uomo d'affari ricchissimo e temutissimo, da tutto il paese ritenut ...continua

    Simenon tratteggia con la solita maestria le vicende di un giovane uomo, inesperto degli affanni della vita e poco pronto a lottare contro i notabili del paese in cui torna dopo tanto tempo.
    Si ritrova erede unico dello zio, uomo d'affari ricchissimo e temutissimo, da tutto il paese ritenuto una vera canaglia.
    Si ritroverà a gestire una nutrita serie di personaggi che tentano di fargli le scarpe e due donne, una che sposerà, l'altra che di cui poi si innamora che lo faranno uscire dal suo bozzolo e scoprire il vero destino della sua esistenza.
    Simenon con il solito tratto gentile e rigoroso ci porta nella squallida e movimentata borghesia francese, in cui le lotte di potere sono all'ordine del giorno. Un mondo di bei modi apparenti e velenose trame sotterranee di cui il povero protagonista sarà prima vittima e poi carnefice, riuscendo a trovare il suo giusto compromesso.
    Il finale sembra a lieto fine ma in realtà non lo è, tanto è radicale e piena di insidie la decisione del giovane. Un altro piccolo ritratto della media borghesia che Simenon ha così bene espresso nella sua carriera, senza mai essere ripetitivo e prolisso. Molto godibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di formazione. Protagonista e comprimari maschili tratteggiati alla perfezione.
    Ambientazione impeccabile, che mescola con sapienza luci e ombre.
    Le figure muliebri sono votate al sacrificio, alla vacuità o alla meschineria.
    Quelle nubili, nubende o neomaritate, come usua ...continua

    Storia di formazione. Protagonista e comprimari maschili tratteggiati alla perfezione.
    Ambientazione impeccabile, che mescola con sapienza luci e ombre.
    Le figure muliebri sono votate al sacrificio, alla vacuità o alla meschineria.
    Quelle nubili, nubende o neomaritate, come usuale in Simenon, sono l'icona della bêtise.
    Disarmante ingenuità da scribacchino la velocità con cui oggetti del desiderio si trasformano in cliché dell'immaginario maschile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Non il massimo per Simenon

    Il romanzo è del 1941, quindi nella piena maturità dell'autore. Nonostante ciò la fine è un po' troppo rapida ed incline all'happy end.
    In compenso è benissimo descritto l'ambiente chiuso e provinciale di La Rochelle e l'evoluzione del protagonista, che riesce a diventare un uomo senza rinu ...continua

    Il romanzo è del 1941, quindi nella piena maturità dell'autore. Nonostante ciò la fine è un po' troppo rapida ed incline all'happy end.
    In compenso è benissimo descritto l'ambiente chiuso e provinciale di La Rochelle e l'evoluzione del protagonista, che riesce a diventare un uomo senza rinunciare ai propri desideri.
    Tre stelline e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Con Simenon viaggiamo sempre su livelli alti e certamente tre stelle non gli rendono del tutto giustizia ma era doveroso distinguere Il viaggiatore del giorno dei Morti da altri lavori che ho trovato più riusciti. Qui ci sono tutti i suoi elementi tipici più una trama quasi da giallo che c ...continua

    Con Simenon viaggiamo sempre su livelli alti e certamente tre stelle non gli rendono del tutto giustizia ma era doveroso distinguere Il viaggiatore del giorno dei Morti da altri lavori che ho trovato più riusciti. Qui ci sono tutti i suoi elementi tipici più una trama quasi da giallo che comunque incuriosisce eppure i meccanismi della trama mi sono apparsi poco oliati e il personaggio principale risulta poco più che abbozzato. Anche il finale non mi ha convinta in pieno.

    ha scritto il 

  • 3

    Come sempre Simenon descrive in maniera estremamente realista personaggi e soprattutto ambienti, comportamenti e sensazioni. La storia di un ragazzo che ha ereditato una fortuna da un parente temuto dalla gente del posto e custode di segreti che deve scoprire chi l’ha ucciso per salvare una perso ...continua

    Come sempre Simenon descrive in maniera estremamente realista personaggi e soprattutto ambienti, comportamenti e sensazioni. La storia di un ragazzo che ha ereditato una fortuna da un parente temuto dalla gente del posto e custode di segreti che deve scoprire chi l’ha ucciso per salvare una persona accusata ingiustamente. Se la prima metà del romanzo marcia a livelli alti la seconda rallenta vistosamente. Il protagonista piano piano si incupisce sempre di più, pervaso da malinconia, tristezza per poi trovare la felicità alla fine del romanzo…che lascia un po’ interdetti. Ci si chiede “hai fatto tutto per ottenere questo alla fine e l’hai dovuto scoprire pure lentamente?”. Troppo caratterizzato, troppo malinconico e grigio (seppur nella tradizione di Simenon), sembra un condensato della tristezza e dell’indecisione. Alla fine mi risultava particolarmente fastidioso e antipatico, incredibile! E’, secondo me, l’unico neo del libro che altrimenti (e con un finale un po’ diverso) sarebbe stato molto bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giovane timido ed inesperto eredita una fortuna e ciò che ad essa è collegato: potere, sfruttamento, corruzione e malaffare. Un personaggio che cresce in consapevolezza e determinazione, in capacità di amare e in desiderio di correggere storture ed errori che coinvolgono pericolosi notabili, l ...continua

    Un giovane timido ed inesperto eredita una fortuna e ciò che ad essa è collegato: potere, sfruttamento, corruzione e malaffare. Un personaggio che cresce in consapevolezza e determinazione, in capacità di amare e in desiderio di correggere storture ed errori che coinvolgono pericolosi notabili, la propria parentela ed un intero paese. Romanzo molto bello, ben orchestrato reso godibile e coinvolgente da una scrittura, come sempre, pulita ed essenziale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'altra grande prova di scrittura di Simenon, in questo caso racconta la veloce maturazione di un ragazzo che si trova, improvvisamente, padrone di una cittadina. Lui, di animo gentile, vorrebbe non dover usare la forza, ma alla fine è costretto a mostrare i muscoli e a diventare, suo malgrado, ...continua

    Un'altra grande prova di scrittura di Simenon, in questo caso racconta la veloce maturazione di un ragazzo che si trova, improvvisamente, padrone di una cittadina. Lui, di animo gentile, vorrebbe non dover usare la forza, ma alla fine è costretto a mostrare i muscoli e a diventare, suo malgrado, cinico!!! Il finale è inaspettato e molto bello!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    L'estraneo

    Francamente, non trovo difetti oggettivi in un artigiano della trama qual è Simenon. I suoi sono gialli (o noir) ad orologeria, per di più sorretti da uno stile calligrafico, c'è una linearità in qualche modo dissetante, necessaria.
    In questo Voyageur de la Toussaint (la festa dei Sa ...continua

    Francamente, non trovo difetti oggettivi in un artigiano della trama qual è Simenon. I suoi sono gialli (o noir) ad orologeria, per di più sorretti da uno stile calligrafico, c'è una linearità in qualche modo dissetante, necessaria.
    In questo Voyageur de la Toussaint (la festa dei Santi è l'1 novembre, l'editoria italiana ha scelto di spostarlo al 'giorno dei morti' immagino per fascinazione del titolo) il lettore indossa i panni del giovane Gilles Mauvoisin, un giovanotto allampanato e piuttosto timido che si trova improvvisamente a capo di una cospicua eredità in quel di La Rochelle.
    L'ambiente a lui estraneo gli sarà ostile, mentre scoprirà che le trame vengono intessute all'ombra di un fantomatico Sindacato. Gilles è il corpo estraneo anche perchè lui stesso ne sente l'esigenza; vuole essere l'occhio esterno che scruta e riflette, libero da convenzioni e legami, insensibile alla violenza come all'amore, cuore buono eppure incredibilmente freddo.
    L'epilogo, inteso come quell'appendice ulteriore al vero finale, non mi ha soddisfatto sebbene coerente con la scena conclusiva, il bacio più gelido della Storia del Romanzo.

    ha scritto il