Il viaggiatore del secolo

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Germania, XIX secolo. Nella sperduta cittadina di Wandernburgo approda una notte Hans, giovane traduttore giramondo. Quella che sembra una tappa nel suo viaggio si trasforma nella più inesorabile e splendida delle trappole: l'incontro con un circolo ...Continua
Blue Tango
Ha scritto il 11/01/19
DISAPPUNTO
Ho letto con entusiasmo, un paio di mesi fa, "Le cose che non facciamo" ed ho quindi deciso di approfondire la conoscenza di Andrés Neuman, andando a recuperare questo romanzo scritto tra il 2003 e il 2008 e pubblicato in Italia nel 2010 con grandi r...Continua
Facc8
Ha scritto il 18/05/17
Noioso e inutile
Pretenzioso, borioso e noioso. L'idea era di scrivere un romanzo oggi, ambientato nell'Ottocento, con la stessa struttura dei capolavori dell'epoca. Il risultato una menata noiosa e ripetitiva, che di Balzac e Flaubert mantiene solo un vago accenno....Continua
Ciucchino
Ha scritto il 16/07/15
Un libro bellissimo dove è facile perdersi vista la sua estrema complessità. C’è un paese dove le strade cambiano sempre di posto nella Germania del XIX secolo e un viaggiatore si ferma casualmente e non riesce più a ripartire: sembra che nessuno pos...Continua
Prisca Amaro
Ha scritto il 06/07/14
Una letteratura piena di accadimenti che richiama a sé altra letteratura dal titolo azzeccatissimo. L’assenza di quei dialoghi virgolettati messi come pensieri tra le righe del racconto, rendono ancora più piacevole la lettura: non sono quei botta e...Continua
Mara, je suis aNobii
Ha scritto il 07/11/13

In realtà non l'ho finito, ma avendone lette 280 pagine (su 480) posso permettermi di giudicare e di decidere di abbandonarlo. Noioso.


Ola
Ha scritto il Feb 27, 2011, 14:38
cercandosi nelle parole e leggendosi nei corpi... quanto più lavoravano insieme tanto più si rendevano conto delle similitudini tra l'amore e la traduzione, capire una persona e interpretare un testo, recitare una poesia in una lingua diversa e dare...Continua
Pag. 274
Ola
Ha scritto il Feb 27, 2011, 14:36
chi crede che il posto dov'è nato sia la sua patria, soffre. Chi crede che qualsiasi posto potrebbe essere la sua patria, soffre meno. E chi sa che nessun posto sarà mai la sua patria, è invulnerabile.
Pag. 113
Ola
Ha scritto il Feb 27, 2011, 14:35
...perchè viaggi tanto?...perchè non posso vivere diversamente. Credo che se sai dove stai andando e cosa farai, la cosa più probabile che accada è che alla fine non saprai più chi sei
Pag. 109
Ola
Ha scritto il Feb 27, 2011, 14:32
da quanti giorni sono qui? all'inizio tenevo il conto, ma adesso non sono più sicuro (e perchè ti preoccupi?disse il suonatore, cosa c'è di male a fermarsi?) non lo so, penso mi spaventi continuare a vedere Sophie e poi essere costretto ad andarmene,...Continua
Pag. 61
Luca Caldarelli
Ha scritto il Nov 09, 2010, 14:01
Hai ragione, i viaggiatori rifuggono la nostalgia. Quando si viaggia non c'è tempo per i ricordi. Gli occhi sono colmi. I muscoli, stanchi. Si hanno solo l'energia e l'attenzione sufficienti per continuare a spostarsi e basta. Fare una valigia non ti...Continua
Pag. 471

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