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Il viaggiatore maldestro

Le gaffe e i modi per evitarle

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

3.1
(69)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806199366 | Isbn-13: 9788806199364 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Montrucchio Alessandra

Genere: Mystery & Thrillers , Non-fiction , Travel

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Descrizione del libro
Mai passarsi sulla faccia il tovagliolo caldo offerto prima di un pasto in Giappone. Vietatissimo poi soffiarcisi il naso. Durante un brindisi in Cina, poi, è meglio non dire "cin cin". A meno di non voler indicare il "pisellino" del padrone di casa, e mettere tutti in grande imbarazzo. In compenso, a fine cena, le bacchette possono essere tranquillamente utilizzate come stuzzicadenti. A un invito a cena in Argentina o a Singapore, è consigliabile presentarsi con un'ora di ritardo perché la puntualità verrebbe presa per ingordigia. Un garofano nel simbolo di un partito politico thailandese, svedese, polacco o tedesco sarebbe masochista, a meno di non mirare ai voti dei defunti...
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  • 4

    Sì, certo: lo stile narrativo non è impeccabile e ci si imbatte in inevitabili semplificazioni quando si parla di "italiani","svedesi", "indiani"...
    Ma la lettura è stata molto piacevole e tornerei volentieri a gettarci un occhio prima di un lungo viaggio transculturale!

    Un consiglio ...continua

    Sì, certo: lo stile narrativo non è impeccabile e ci si imbatte in inevitabili semplificazioni quando si parla di "italiani","svedesi", "indiani"...
    Ma la lettura è stata molto piacevole e tornerei volentieri a gettarci un occhio prima di un lungo viaggio transculturale!

    Un consiglio a chi ha curato l'edizione italiana: sarebbe stato molto utile aggiungere un indice analitico (magari per nazione visitata) alla fine del testo.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro divertente pieno di curiosità in giro per il mondo, anche se sarebbe stato più interessante se si fosse focalizzato un po' meno sui viaggi d'affari. Il titolo in italiano è molto poco accattivante, almeno non quanto quello in inglese: "Going dutch in Beijing" che sarebbe come dire "Pagare i ...continua

    Libro divertente pieno di curiosità in giro per il mondo, anche se sarebbe stato più interessante se si fosse focalizzato un po' meno sui viaggi d'affari. Il titolo in italiano è molto poco accattivante, almeno non quanto quello in inglese: "Going dutch in Beijing" che sarebbe come dire "Pagare il conto alla romana a Pechino", salvo che "fare all'olandese" in inglese vuol dire proprio il contrario di fare alla romana, ossia vuol dire che ognuno paga per sé (gli olandesi sono notoriamente tirchi). E' curioso che quando fa riferimento ai costumi dell'Italia, non sempre noi italiani ci ritroviamo, visto che la stessa Italia è talmente diversa da nord a sud che di grandi differenze ce ne sono tante...

    ha scritto il 

  • 4

    Libricino carino per chi viaggia (in certe sezioni un po' noioso perchè molto didascalico). Alcune cose già mi erano note, altre mi hanno incuriosito. Peccato per l'approccio a volte più orientato ai viaggi d'affari che alle esplorazioni...culturali.

    ha scritto il 

  • 4

    una raccolta di regole e consigli riguardo usi e costumi di paesi lontani, ideale per evitare figuracce come infilzare con le bacchette la propria ciotola di riso a Tokyo oppure fare un regalo per un nascituro in centroafrica. molto interessante, ma la mole di informazioni è tale che alla fine de ...continua

    una raccolta di regole e consigli riguardo usi e costumi di paesi lontani, ideale per evitare figuracce come infilzare con le bacchette la propria ciotola di riso a Tokyo oppure fare un regalo per un nascituro in centroafrica. molto interessante, ma la mole di informazioni è tale che alla fine del libro si ricorda poco o niente. inoltre, da italiano, ho notato che le notizie riguardanti l'Italia contengono una importante percentuale di inesattezze, quindi non posso che ipotizzare che una tale o simile quantità di inesattezze sia presente anche in quelle su altri paesi. inoltre l'auotre, sembra aver trascurato (forse a causa delle sue origini) le usanze di area anglo americana. ciononostante è molto divertente e interessante, lo consiglio di sicuro.

    ha scritto il 

  • 4

    Doveva essere una sorta di guida per evitare le gaffe quando si è in viaggio, ma il risultato è stato un libro pieno di situazioni al limite del comico. Anche se sono presenti delle imprecisioni e stereotipi non sempre veritieri, lo apprezzo perché mi ha fatto sorridere e conoscere qualcosa in pi ...continua

    Doveva essere una sorta di guida per evitare le gaffe quando si è in viaggio, ma il risultato è stato un libro pieno di situazioni al limite del comico. Anche se sono presenti delle imprecisioni e stereotipi non sempre veritieri, lo apprezzo perché mi ha fatto sorridere e conoscere qualcosa in più sulle diverse culture in giro per il mondo.

    ha scritto il 

  • 1

    il viaggiatore banale

    al di là di qualche piccola trovata che fa sorridere, è un cumulo di banalità e luoghi comuni tipo italiani pizza mandolino mamma e viene da chiedersi se ci sia stato veramente nei posti di cui racconta...

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente. 222 pagine che si leggono tutte d'un fiato. E' un libro divertente perchè è pieno di curiosità sulle abitudini e sui costumi di un sacco di paesi in giro per il mondo ed è un libro utile a chi viaggia molto e non vuole fare troppe brutte figure.
    La diversa idea di puntualità dei ...continua

    Divertente. 222 pagine che si leggono tutte d'un fiato. E' un libro divertente perchè è pieno di curiosità sulle abitudini e sui costumi di un sacco di paesi in giro per il mondo ed è un libro utile a chi viaggia molto e non vuole fare troppe brutte figure.
    La diversa idea di puntualità dei messicani, le scivolosità tra l'inglese di Londra e quello di New York, cosa regalare o cosa non regalare mai in base alla nazionalità del festeggiato, in quali paesi non soffiarsi il naso in pubblico e su quale sedia accomodarsi a tavola durante una cena d'affari a Pechino.

    ha scritto il 

  • 3

    Non si fa!

    Anche se in quanto stranieri ci è concessa una sorta di “immunità” che rende accettabile, entro certi limiti, qualche nostra “stravaganza”, meglio cercare di conoscere abitudini e norme di comportamento quando si visitano paesi stranieri. Mentre le utili guide di “A Culture Shock” hanno un (util ...continua

    Anche se in quanto stranieri ci è concessa una sorta di “immunità” che rende accettabile, entro certi limiti, qualche nostra “stravaganza”, meglio cercare di conoscere abitudini e norme di comportamento quando si visitano paesi stranieri. Mentre le utili guide di “A Culture Shock” hanno un (utile) approccio per nazione, questo libro è organizzato per temi e quindi offre molti spunti interessanti. Consigliato a viaggiatori curiosi, indipendenti e attenti. E comunque alla fine non preoccupatevi troppo, il sorriso è e rimane un linguaggio universale!

    ha scritto il