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Il viaggio dell'assassino

By Robin Hobb

(669)

| Paperback | 9788834712801

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Book Description

Si conclude con questo volume la trilogia dei Lungavista e Fitz affronta il suo destino: la sorte del Regno dei Sei ducati è nelle sue mani... così come quella del mondo intero. Il re Sagace è morto per mano del figlio Regal. Anche Fitz è morto, o al Continue

Si conclude con questo volume la trilogia dei Lungavista e Fitz affronta il suo destino: la sorte del Regno dei Sei ducati è nelle sue mani... così come quella del mondo intero. Il re Sagace è morto per mano del figlio Regal. Anche Fitz è morto, o almeno così credono i suoi amici e nemici. Ma con l'aiuto dei suoi alleati e dello Spirito riemerge dalla tomba, segnato da una profonda cicatrice che gli solca il corpo e l'animo. Il regno è vicino alla rovina: Regal ha saccheggiato la capitale per poi abbandonarla, mentre il legittimo erede, il principe Veritas, è perso nella sua folle ricerca, forse destinato a morire. Solo il ritorno di Veritas, o la successione che spetta di diritto a sua moglie, potrà salvare i Sei Ducati. Ma Fitz non resterà a guardare.

149 Reviews

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    Allora. Ci sarebbe molto da dire su questo libro. Avevo allo stesso tempo frettissima di finirlo e nessuna voglia di separarmici. Per fortuna la Hobb ci ha regalato un mattoncino di 800 e passa pagine, così accontenta un po' tutti. Il punto di questo ...(continue)

    Allora. Ci sarebbe molto da dire su questo libro. Avevo allo stesso tempo frettissima di finirlo e nessuna voglia di separarmici. Per fortuna la Hobb ci ha regalato un mattoncino di 800 e passa pagine, così accontenta un po' tutti. Il punto di questo libro è proprio questo, è lunghiiiiiiiiiiissimo. Adoro l'attenzione della Hobb per i dettagli delle relazioni fra i suoi personaggi (mi viene in mente soprattutto il rapporto Fitz-Matto) ma a momenti li ho sentiti troppo pesanti. Una buona parte della narrazione consiste in un viaggio e l'ho sentito tutto, passo dopo passo, non vedevo l'ora che finisse. Per fortuna il finale mi ha fatta ricredere, come sempre per la Hobb un vero delirio, ma la amo per questo. Sono soddisfatta per com'è andata la storia in sé, e parlando più in generale di questa prima trilogia non credo avrei potuto immaginare di meglio. La Hobb è riuscita in qualche modo a gestire bene tutti i personaggi che aveva introdotto (nonostante fossero decisamente parecchi) e questo per quanto riguarda il mio gusto è quello che più mi piace in un bravo scrittore. Apprezzo come sempre il suo amore per i colpi di scena(anche i bluff!!) che riescono a catturare l'attenzione anche dopo centinaia di pagine di camminata. Che dire, mi è piaciuto, mi ha lasciato una bella sensazione e non credo di aver nulla di cui lamentarmi (a parte sì, quel viaggio infinito, ma glielo perdono). Decisamente da leggere, un buon fantasy che vale più di quanto voglia dare a vedere.

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    Svampi said on Feb 22, 2014 | Add your feedback

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    Ci sono un sacco di cose che potevano essere tagliate e magari ridurlo di 200 pagine non sarebbe stato male.
    Però, a parte, l'eccesso descrittivo è una conclusione interessante della trilogia.

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    ananke said on Feb 20, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Magone

    Il finale di questo libro è stato decisamente un duro groppone da mandar giù. Sono parole poco raffinate per descrivere l'opopea di Robin Hobb, ma la sensazione che ho provato una volta girata l'ultima pagina è assai difficile da descrivere.
    Che io r ...(continue)

    Il finale di questo libro è stato decisamente un duro groppone da mandar giù. Sono parole poco raffinate per descrivere l'opopea di Robin Hobb, ma la sensazione che ho provato una volta girata l'ultima pagina è assai difficile da descrivere.
    Che io ricordi, nemmeno i più bei classici che ho letto hanno saputo convogliare in un solo libro così tanti elementi di angoscia, tristezza, solitudine e tremenda realtà.
    Ovviamente non mi riferisco agli Antichi, la geniale invenzione dell'autrice. Ma quanto più al personaggio di Fitz Chevalier, colui che vince sempre e alla fine non vince mai. Porta la pace in ogni capanna in cui alloggia, eppure in lui resta questo magone impossibile da rimuovere. Quel magone, quella sensazione di continua sconfitta che il protagonista sembra condannato a portarsi avanti per l'eternità al fianco del dolce occhi-di-notte, dell'assistente Pasticcio e saltuariamente in compagnia della bellissima Stornella ( Sì, a me piace Stornella ), riesce a coinvolgere il lettore a tal punto da portarlo anch'Egli a sentirsi in colpa, a sentirsi vinto, ad aver fatto il proprio dovere eppure esser stato abbandonato.
    Tutto questo Robin Hobb è riuscita a svolgerlo nelle ultime 100 pagine, e per questo credevo che ne avrei parlato come un difetto dell'opera, e invece mi ritrovo e descriverlo come forse il colpo di genio di tutta la trilogia. Una tragedia senza fine, sempre con quel barlume di speranza e lo stretto confine che la separa dalla disperazione.
    L'unica critica che oso permettermi nei confronti dell'autrice è l'aver trascurato o lasciato in sospeso ( e so ahimè che la Hobb è così cattiva dall'averlo voluto ) figure come Miele, il vecchio Josh, o anche Rolf il nero, il quale viene recuperato solo nelle ultime righe.
    Ora vorrei solo abbracciare il cuscino e gettarmi a braccia aperte subito verso la Saga dell'uomo ambrato, ma so che prima devo fare un salto a Borgomago.
    Penso che sentirò terribilmente la mancanza del bastardo dei Lungavista.

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    Fiby said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

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    Da un lato ammiro l'autrice per l'attenzione con cui tratteggia i personaggi e le scelte originali e coraggiose sul destino dei protagonisti (spesso ben poco generose per i "buoni", aspetto che George R.R. Martin riprenderà con successo), però il ris ...(continue)

    Da un lato ammiro l'autrice per l'attenzione con cui tratteggia i personaggi e le scelte originali e coraggiose sul destino dei protagonisti (spesso ben poco generose per i "buoni", aspetto che George R.R. Martin riprenderà con successo), però il risultato finale non è convincente: troppo prolisso e ripetitivo (nella prima metà del libro il protagonista continua a essere catturato e fuggire). Inoltre se il modo in cui è concepita la magia inizialmente è interessante (con la differenziazione tra Arte e Spirito, la prima una forma elevata di conoscenza riservata alla dinastia reale, la seconda una sorta di empatia molto sviluppata con gli animali e giudicata una "mostruosità", con forti richiami alle superstizioni medievali sulla stregoneria) alla lunga le arzigogolate e insistite spiegazioni rendono questo aspetto troppo complesso e poco credibile.

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    Cane Fantasma said on Oct 13, 2013 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Alla ricerca di Veritas

    Alla ricerca di Veritas....

    Un libro corposo e fitto di significati, tuttavia ha alcune pecche per questo do solo 4 stelle.
    Fitz ha da poco lasciato il corpo del lupo per tornare a essere uomo. Sfortunatamente per Fitz essere uomo è molto più compli ...(continue)

    Alla ricerca di Veritas....

    Un libro corposo e fitto di significati, tuttavia ha alcune pecche per questo do solo 4 stelle.
    Fitz ha da poco lasciato il corpo del lupo per tornare a essere uomo. Sfortunatamente per Fitz essere uomo è molto più complicato a doloroso che essere un lupo.
    Tornare alla sua vecchia vita gli sarà impossibile senza finire imbrigliato nelle maglie del dovere.
    Umbra e Burrich, gli unici a sapere che è vivo, lo spingeranno a rimettersi al servizio del suo re lontano, l'autrice è bravissima a rendere questo... senso di ineluttabilità come se Fitz non potesse aspirare ad avere una vita normale come tutti gli altri. E, anche se il suo re è lontano, non può seguire il proprio volere e vendicarsi dell'odiato Regal.
    Regal è adesso il nuovo re ma è subito chiaro che ha deciso di spostarsi nei ducati dell'interno abbandonando a se stessi i ducati della costa lasciandoli completamente in balia delle Navi Rosse.

    Così, mentre Fitz e Occhi di notte cercano di raggiungere Guado dei Mercanti, i sogni dell'arte tormentano il ragazzo mostrandogli le crudeli aggressioni dei pirati ai danni dei poveri abitanti della costa. Inizialmente questo stratagemma di mostrare quello che succede nel Cervo tramite i sogni di Fitz è vincente, peccato che poi l'autrice l'accantoni...
    Ovviamente (non poteva mica morire a inizio libro) Fitz non riesce ad assassinare Regal e anzi Veritas gli impone tramite l'Arte il comando di raggiungerlo a qualsiasi costo.
    Da qui comincia la fuga di Fitz e Occhi di Notte dalle guardie di Regal e il difficile cammino per raggiungere il Regno delle Montagne e, di lì, cercare Veritas.
    Per fortuna Fitz incontra due donne lungo il viaggio: Stornella e Ciottola. La prima è una giovane cantastorie in cerca di una canzona che la faccia diventare celebre, la seconda una "pellegrina" che vuole raggiungere le montagne.
    Stornella è sveglia, dalla lingua pungente e curiosa. A volte un pò opportunista ma, sicuramente, non malvagia.
    Ciottola è una vecchietta enigmatica dai modi un pò bruschi che, palesemente, sa molto più di quanto sembri.
    Ovviamente non è che il viaggio poteva andar bene, Fitz viene catturato, pestato e poi salvato.
    Quando tutto sembra perduto e Fitz giace morente con una freccia nella schiena verrà soccorso dal personaggio più improbabile: il Matto.
    Adoro il Matto e il mistero che cela. I misteri sul conto del Matto/Profeta Bianco sono molti e non tutti vengono svelati nè mai lo saranno.
    Così, giunto finalmente nel regno delle Montagne, Fitz svela a Kettricken (nome per me impronunciabile) che suo marito Veritas è vivo. Amo molto la regina e l'idea di sovrano come Sacrificio per il popolo che la donna incarna.

    Prevedibilmente Kettricken, Fitz, Occhi di Notte, il Matto, Stornella e Ciottola partono alla ricerca di Veritas. L'autrice ha giocato col nome del personaggio trasformando la ricerca del principe in una ricerca più profonda della verità. Fitz cerca la verità su tutti, in primis su Ciottola: chi è davvero? Come fa a sapere tante cose sull'Arte?
    Ammetto che questa parte è quella che mi ha fatto dare 4 stelle, ok succede qualcosa mentre i personaggi percorrono la lunga strada dell'Arte ma, mentre leggevo, non potevo fare a meno di chiedermi: quando arrivano? Dov'è Veritas?
    Alla fine tra antiche città e qualche "incursione" da parte della confraternita di Regal (ho già scritto quanto odio Regal?) Fitz e co. arrivano ad un immensa cava dove Veritas sta scolpendo il suo drago. Ok che gli antichi fossero draghi mi è piaciuto moltissimo e anche tutto il processo per cui il "mago" scolpisce il proprio drago è geniale. Questa parte mi ha fatto davvero penare perchè Veritas non si ricorda di Kettricken ma solo di Fitz... poverina quando ha dovuto dirgli del loro bambino nato morto e lui non ha battuto ciglio... ;_;
    Non so mi è sembrato esagerato, tanta strada per trovarlo e poi?
    Amo Veritas è un personaggio così buono, leale e pronto a sacrificarsi per gli altri che non si può non amarlo. Del resto capisco il dolore di Fitz e il suo senso di inutilità quando si rende conto di non poter aiutare Veritas col drago.
    Comunque sia a Fitz ne capitano un pò troppe, deve rinunciare a Molly e alla loro figlioletta e, per quanto Molly non mi sia mai piaciuta, mi dispiace per Urtica... quanto meno l'autrice poteva davvero evitare di far finire Molly con Burrich! L'ho trovato di cattivo gusto.
    Sembra che Burrich sia in grado di innamorarsi solo di donne che erano promesse o innamorate di suoi amici. Prima Pazienza che era innamorata di Chevalier ora Molly che, per altro, potrebbe essere sua figlia...

    La fine di Regal non è stata proprio come me l'aspettavo però l'ho trovata... giusta. Decisamente giusto che lui abbia subito il "controllo dell'Arte" così come lui stesso l'aveva imposto a Fermo e al resto della confraternita. Regal sembra proprio un parassita, un vampiro che succhia l'Arte dalla sua stessa confraternita.
    Un finale positivo ma che lascia un pò l'amaro in bocca: Veritas trasformato in drago compie l'ultimo sacrificio per il suo popolo andando a combattere i pirati per poi addormentarsi per sempre nel giardino di pietra...

    La fine ci mostra un Fitz adulto che lavora come scrivano. Una vita isolata, solitaria, solo lui e Occhi di notte. Avrà più rivisto la regina? Si sarà palesato a Pazienza rivelandole di essere vivo? Ha mai visto, anche se da lontano, sua figlia? E Umbra?

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    Strega Del Crepuscolo said on Sep 30, 2013 | 2 feedbacks

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