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Il viaggio di Felicia

Di

Editore: Guanda (Le fenici tascabili; 2)

3.6
(294)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 225 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8882461505 | Isbn-13: 9788882461508 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Pignatti ; Curatore: William Trevor

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il viaggio di Felicia è breve: deve attraversare il Mare d'Irlanda e inoltrarsi nelle Midlands inglesi. Molto più difficile è trovare Johnny, il giovane che ama e da cui aspetta un figlio. La sua inutile ricerca la mette invece in contatto con una quantità di persone singolari. C'è Miss Calligary, che ha fondato un'associazione religiosa; c'è gente che vive per strada, come Lena e George. C'è, soprattutto, il signor Hilditch, un uomo grassoccio, di una certa età, molto gentile e protettivo. Anche lui è in cerca di qualcuno, e quando vede la giovane Felicia capisce subito di averlo trovato. Hilditch ha già conosciuto altre ragazze e ha sempre saputo cosa fare di loro: all'inizio le ha scarrozzate sulla sua piccola auto, le ha aiutate, poi...
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  • 2

    Mai fidarsi del retro di copertina...

    Trevor sarà anche uno dei più grandi narratori del nostro tempo, come affermano sul retro della copertina a nome del Washington Post, ma per me è risultato di una noia mortale. Non rammento di ...continua

    Trevor sarà anche uno dei più grandi narratori del nostro tempo, come affermano sul retro della copertina a nome del Washington Post, ma per me è risultato di una noia mortale. Non rammento di altri libri che dopo poche pagine mi abbiano indotto così tanta sonnolenza. Sono arrivata a pagina 85 tra uno sbadiglio e mille interruzioni e poi mi sono detta: o lo abbandono o lo spizzico fino alla fine per vedere che succede. Ho optato per la seconda soluzione saltando i passaggi che mi sembravano più inutili (parecchi a dire il vero) e la conclusione è stata che ho fatto bene a non perderci altro tempo. Decisamente noioso.

    ha scritto il 

  • 0

    c’era una volta un regista di origine armena con un nome indimenticabile e un talento narrativo nuovo. [seppure indebitato con hitchcock, con wenders, con]. lo conobbi per caso, imbattendomi in un ...continua

    c’era una volta un regista di origine armena con un nome indimenticabile e un talento narrativo nuovo. [seppure indebitato con hitchcock, con wenders, con]. lo conobbi per caso, imbattendomi in un suo film che si intitolava exotica. questo regista raccontava prendendoti per mano, senza farti capire dove ti stava portando, cambiando strada, facendo inversioni di marcia, spostandosi nello spazio e nel tempo. fino all’ultima inquadratura, dove, come un sacerdote, rivelava il mistero. tutto era già scritto da principio eppure tutto era nascosto: ti mostrava i pezzi dell’intreccio senza metterli assieme che all’ultimo. una tecnica che se non avessi orrore del termine chiamerei raffinata. manco a dirlo, quel regista si innamorò di questa storia in apparenza tanto semplice. [e invece: la morale e il moralismo, la solitudine e la speranza, la fiducia e l’inganno, la disillusione e la paura, la rassegnazione e le piccole cose, le apparenze e le verità, i rimorsi e la necessità di imparare a convivere con essi. e charles perrault]. una storia in cui felicia sembra a lungo un contorno, una povera ragazza scialba e ingenua, lo specchio per riflettere il protagonista: il signor joseph ambrose hilditch. eppure. questo è quello che si è portati a credere fino agli ultimi capitoli. perché felicia, dopo essere restata a lungo ai margini di tutto, alla fine si riappropria della sua storia. [di sé]. e alla fine io, che ho letto questa storia terribile, ultimo libro ricevuto dalle mani dell’amato pusher, mi sento un disgraziato.

    “La dentista ha detto di non soffrire. La dentista ha votato la sua esistenza ai denti marci dei derelitti, alla loro puzza e sporcizia. La sua bontà è un mistero più grande della cattiveria che distorceva ogni parola e ogni gesto di un uomo”.

    gli esseri umani sono una grandissima schifezza, è cosa nota. e la prosa del signor trevor è bellissima.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah?!

    Secondo me la storia aveva un potenziale che non è stato sfruttato.

    Non mi è rimasto molto di questo libro anche se devo dire che l'autore non scrive male, però non c'è stato un solo momento in ...continua

    Secondo me la storia aveva un potenziale che non è stato sfruttato.

    Non mi è rimasto molto di questo libro anche se devo dire che l'autore non scrive male, però non c'è stato un solo momento in cui ho pensato "Oh, bene, adesso voglio proprio vedere cosa accade"...No, l'unica cosa a cui pensavo era che speravo di finirlo presto, causa noia...

    ha scritto il 

  • 4

    Emozioni in sospeso

    Bel libro, ben scritto.Mai banale si legge tutto d'un fiato in attesa di qualcosa che non succederà mai...Il finale perde tutta l'energia e forse delude anche un po'...

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di Felicia, brava e tranquilla ragazza irlandese che viene ingannata da un giovane, incinta e con pochissime informazioni si mette alla sua ricerca... incontrerà vari personaggi... tra cui un ...continua

    Storia di Felicia, brava e tranquilla ragazza irlandese che viene ingannata da un giovane, incinta e con pochissime informazioni si mette alla sua ricerca... incontrerà vari personaggi... tra cui un uomo all'apparenza mite, caritatevole... invece ... Si percepisce lo svolgersi della situazione e il finale sin dalle prime pagine... forse era l'intenzione dell'autore... personalmente non mi ha coinvolta più di tanto... se posso... piatto e noioso...

    ha scritto il