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Il viaggio immobile

Di

Editore: Meridiano zero

3.5
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8882372448 | Isbn-13: 9788882372446 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Leonella Prato Caruso

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Tredici racconti che hanno come protagonisti personaggi sradicati e grotteschi ai margini dell'amore. Proprio questi magnifici miserabili costituiscono il centro narrativo di Vautrin: sia che si tratti del marito che, scientemente, entra nella nevrosi della moglie sterile e accetta di diventare padre di una bambola, sia che si tratti di una donna ormai vecchia che rivendica ancora il piacere sessuale o del bambino superdotato che lo rivendica già, sia infine che si tratti dell'amante appassionato che ammazza la sua compagna per poterla fotografare morta. Tutti questi personaggi sono terribili, spesso comici e sempre tragici. Tutti sono al limite delle loro risorse, sul bordo del precipizio. Vautrin è dolorosamente affascinato dalle persone in arrivo da o in cammino verso l'inferno, colte nel momento più vicino all'esplosione, in cui tutto vacilla, tutto è possibile. "Diffido dei momenti di calma", ci spiega l'autore. "La felicità serve solo a rassicurare, il che significa arrestarsi, divenire un'istituzione. Solo l'inquietudine, lo stare sul chi vive garantiscono l'attenzione, quindi la creazione".
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  • 4

    Dare una valutazione complessiva a questa raccolta è difficile, perché la maggior parte dei racconti a mio avviso non sono granché. Però ce n'è uno strepitoso, che ricorderò, ed è quello che dà il titolo al libro. Parla di un fotografo che ogni giorno fotografa la moglie nella stessa posizione, c ...continua

    Dare una valutazione complessiva a questa raccolta è difficile, perché la maggior parte dei racconti a mio avviso non sono granché. Però ce n'è uno strepitoso, che ricorderò, ed è quello che dà il titolo al libro. Parla di un fotografo che ogni giorno fotografa la moglie nella stessa posizione, con lo stesso abito e la stessa pettinatura, davanti a un fondale dipinto con una veduta del Bosforo, per tutti i giorni della loro vita (e anche dopo che lei è morta), allo scopo di montare alla fine le immagini per realizzare quello che, se qualcuno lo facesse veramente, sarebbe il più terrificante film horror mai girato.

    aggiunta: il fotografo Noah Kalina sta provando a farlo davvero. Risultato non affascinante come quello suggerito nel racconto (cambiano abiti, pettinatura, sfondo) ma sicuramente impressionante:
    http://flowingdata.com/2012/09/05/man-takes-picture-of-himself-every-day-for-12-5-years/

    ha scritto il 

  • 3

    Questa volta, ho voluto lasciare la trama della casa editrice, cosa che non mi succede mai. Questo perché è davvero un romanzo che mi ha "spiazzata", nel vero senso della parola..
    Ho ancora in mente qualcuno che anni fa sostenne che, tranne E.A. Poe e Stephen King, nessun altro sarebbe stat ...continua

    Questa volta, ho voluto lasciare la trama della casa editrice, cosa che non mi succede mai. Questo perché è davvero un romanzo che mi ha "spiazzata", nel vero senso della parola..
    Ho ancora in mente qualcuno che anni fa sostenne che, tranne E.A. Poe e Stephen King, nessun altro sarebbe stato in grado di interessare particolarmente con dei racconti . Ma, ragazzi, questi di Vautrin sono davvero unici. Solo una mente deviata può scrivere tredici racconti di questa portata.(..)
    http://contornidinoir.blogspot.de/2012/07/jean-vautrin-il-viaggio-immobile.html

    ha scritto il 

  • 4

    Recensito per Mangialibri

    http://www.mangialibri.com/node/10700


    Da quando Tracy si è infilata un cuscino sotto il vestito sostenendo di essere incinta, per Duncan è incominciato l'inferno. Sono tre anni oramai che Tracy è in analisi da Fenimore Altman-Granger, lo psicoterapeuta che ha rivoltato la vita dei coniugi ...continua

    http://www.mangialibri.com/node/10700

    Da quando Tracy si è infilata un cuscino sotto il vestito sostenendo di essere incinta, per Duncan è incominciato l'inferno. Sono tre anni oramai che Tracy è in analisi da Fenimore Altman-Granger, lo psicoterapeuta che ha rivoltato la vita dei coniugi Morrisson come un calzino, provando di tutto pur di ricostruire eventuali blocchi psicologici alla base della sterilità di Tracy. Ma quando Duncan durante l'ennesima seduta ha finito per prendere a calci l'analista, è parso chiaro a tutti che la strada da intraprendere doveva necessariamente essere un'altra. “Signor Morrisson, - ha chiesto Altman-Granger – conosce i babycavoli?”... Quando le luci del palazzetto dello sport di Clermont-Ferrand si sono spente all'improvviso, l'uomo ha immediatamente tentato di reagire alzando i guantoni e provando un uno, due, schivando con il capo e roteando il corpo. Con l'occhio sinistro, quello che ancora più o meno funzionava, ha visto delle ombre chine su di sé e immediatamente ha capito di aver fatto la figura del coglione, essendo già stato riportato negli spogliatoi da chissà quanto. Il pugile tornerà a vedere la luce solo un mese dopo ma al risveglio l'uomo si accorge di non sapere troppo bene chi sia. Solo sei mesi dopo, e superando mille difficoltà, l'uomo ha faticosamente riacquistato coscienza di essere un peso medio. Così, quando il primario lo ha sorpreso a cercare il paradenti sotto il letto, ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo...
    Jean Vautrin – vero nome Jean Herman – sceneggiatore (è stato aiuto regista di Rossellini), regista, e scrittore, torna in libreria grazie alla rinnovata Meridiano Zero che dà alle stampe questa raccolta di racconti già pubblicata da Feltrinelli nel 1998 con il titolo di Baby Boom. L'autore francese mette in scena tredici piccole-grandi storie di ordinaria follia. Tredici affreschi capolavoro, scritti e diretti magistralmente dove si viaggia sempre sul sottilissimo filo della follia. I personaggi vivono tutti situazioni al limite del dolorosamente paradossale, ma alle stesse Vautrin, come un bravo cuoco sa sempre aggiungere la giusta dose di tragica e grottesca ironia, sì da evitare sia il melodramma che il macchiettistico. Una banda di tredici magnifici miserabili, a cui spesso l'amore – dato, tolto, vagheggiato – fa da detonatore per la follia, perché come lo stesso autore è solito dichiarare: “Diffido dei momenti di calma. […] Solo l'inquietudine, lo stare sul chi vive garantiscono l'attenzione, quindi la creazione”.

    ha scritto il 

  • 3

    13 racconti allucinanti

    Un insieme di racconti, uno più allucinante dell'altro, ci fa conoscere una serie di personaggi folli, per lo più delle classi sociali più umili. Lo stile è molto moderno, frammentato, quasi caotico. I personaggi sono tutti terribili, a volte comici, ma sempre disperati e tragici. Alcuni racconti ...continua

    Un insieme di racconti, uno più allucinante dell'altro, ci fa conoscere una serie di personaggi folli, per lo più delle classi sociali più umili. Lo stile è molto moderno, frammentato, quasi caotico. I personaggi sono tutti terribili, a volte comici, ma sempre disperati e tragici. Alcuni racconti sono degni di nota, altri meno. Ed è forse tale mancanza di omogeneità che rende questo libro non un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    "Dovete capirmi. Diffido della felicità, soprattutto di quella medio mediocre. Perchè è stasi e simmetria. Patatrac della soddisfazione di sè. Statu quo e niente più. Preferisco coloro che rischiano. ... Tutto il mistero degli esseri umani consiste nell'amarli."

    ha scritto il