A parte i pellegrinaggi religiosi o le Crociate, nell'immaginario comune il Medioevo è sempre stato visto come un lungo periodo d'immobilità, chiuso in sé e lontano tanto dallo spirito d'avventura dell'Odissea omerica o quello più storico dei Fenici, quanto dalla sete di scoperte del Rinascimento, cContinue
A parte i pellegrinaggi religiosi o le Crociate, nell'immaginario comune il Medioevo è sempre stato visto come un lungo periodo d'immobilità, chiuso in sé e lontano tanto dallo spirito d'avventura dell'Odissea omerica o quello più storico dei Fenici, quanto dalla sete di scoperte del Rinascimento, con i suoi grandi esploratori. Nulla di più riduttivo. Malgrado la paura, il brigantaggio, le difficoltà di ogni genere, gli uomini di quel tempo, per noi affascinante e arcano, si muovevano moltissimo. L'autore, che precedentemente ha illustrato il variegato mondo del piacere e della notte del Medioevo, qui prende in esame il viaggio: le sue modalità e gli ardui percorsi, sia per terra che per mare; i mezzi di trasporto più diffusi; poi gli ambienti, le foreste ostili e impenetrabili, i luoghi di sosta dove i viaggiatori alloggiavano e i modi di pagamento; infine, le conoscenze geografiche che la gente d'allora possedeva. La seconda parte del testo ci descrive le ragioni, diplomatiche, militari o religiose, degli "spostamenti" dell'epoca e i suoi protagonisti: dai grandi sovrani ai diplomatici, dai corrieri postali ai soldati, dai religiosi dei pellegrinaggi e delle Crociate ai clerici vaganti, dai mercanti agli artigiani. Così, i secoli medievali sono tutt'altro che un tempo immobile, nonostante gran parte della popolazione per tutta la vita restasse confinata nei chiusi orizzonti di un borgo legato al passare delle stagioni.