Il vino della solitudine

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 569)

3.9
(858)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8845925668 | Isbn-13: 9788845925665 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Frausin Guarino

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Alla vigilia della morte, stendendo l’elenco delle sue opere sul retro del quaderno di Suite francese, accanto al Vino della solitudine l’autrice scriveva: «Di Irène Némirovsky per Irène Némirovsky». Non sarà difficile, in effetti, riconoscere nella piccola Hélène – che all’inizio del romanzo siede a tavola dritta e composta per evitare gli aspri rimproveri della madre – la stessa Irène; e nella bella donna dall’aria annoiata – che a cena sfoglia le riviste di moda appena arrivate da Parigi in quella lontana provincia dell’Impero russo, che si occupa di sé e del giovane amante ignorando la figlia – quella Fanny Némirovsky, che ha fatto dell’infanzia di Irène un deserto senza amore. Hélène detesta la madre con tutte le sue forze («doveva baciare quel volto odioso ... posare la sua bocca su quella guancia che avrebbe voluto lacerare con le unghie»), al punto da sostituirne il nome, nelle preghiere serali, con quello dell’amata istitutrice («con una vaga speranza omicida»). Verrà un giorno, però, in cui la madre sarà vecchia, ed Hélène avrà diciott’anni: accadrà a Parigi, dove la famiglia si è stabilita dopo la guerra (che ha consentito al padre di accumulare un’immensa ricchezza) e la rivoluzione d’Ottobre (in cui hanno rischiato di perdere ogni cosa) e la fuga attraverso le vaste pianure gelate della Finlandia, durante la quale l’adolescente ha avuto per la prima volta «la consapevolezza del suo potere di donna». Sembra giunto il momento della vendetta: «Aspetta e vedrai! Ti farò piangere come tu hai fatto piangere me!». Ma quando Hélène scoprirà in sé lo stesso demone che abita la madre – quello «della civetteria, della crudeltà, del piacere di giocare con l’amore di un uomo» –, si allontanerà, scegliendo una vita diversa: «Sono sola, ma la mia solitudine è amara e inebriante». Se è vero che da un’infanzia infelice non si guarisce mai, pochi hanno saputo raccontare quell’infelicità come Irène Némirovsky.
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  • 4

    "E poi, Lili, l'intelligenza... non ti rende migliore, né più felice. Bisogna essere buoni e coraggiosi. Non per fare cose straordinarie: tu sei solo una bambina come tutte le altre."

    Questo romanzo è la rappresentazione della triste e solitaria infanzia dell'autrice. Attraverso il personaggio di Hélène la Némirovsky ritrae la propria distante, capricciosa ed egoista madre alla qua ...continua

    Questo romanzo è la rappresentazione della triste e solitaria infanzia dell'autrice. Attraverso il personaggio di Hélène la Némirovsky ritrae la propria distante, capricciosa ed egoista madre alla quale ella preferiva la sua affezionata governante francese, Mademoiselle Rose nel testo, che lei sostituiva alla madre nelle preghiere serali. I Karol vivono tra l'altro le stesse peregrinazioni dei Némirovsky (dall'Ucraina a Pietroburgo alla Finlandia alla Francia passando per la Svezia) e l'adolescente Hélène non ha il tempo di abituarsi a nulla, non vale nemmeno la pena dare un tocco personale alle abitazioni che contengono sempre mobili appartenuti ad altri, a nobili decaduti, acquistati poi alle aste. Hélène è estranea a casa propria. Ama suo padre ma lui è troppo assorbito dagli affari, dalle speculazioni, dalla borsa (milioni... milioni... milioni... Sente ripetere sempre Hélène) e non si accorge del disperato bisogno di affetto di sua figlia.
    Hélène capisce che non si libererà mai di un' infanzia infelice e, anche se non riesce a perdonare sua madre, trova il modo di riscattarsi non attraverso la vendetta, come aveva progettato, ma scegliendo per se stessa una vita diversa.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere la Nemirovsky e' sempre una esperienza. Scrive benissimo e anche se nella prima parte la lettura risulta un po' lenta e faticosa, segue la consapevolezza di se stessa e la volontà di un'altra ...continua

    Leggere la Nemirovsky e' sempre una esperienza. Scrive benissimo e anche se nella prima parte la lettura risulta un po' lenta e faticosa, segue la consapevolezza di se stessa e la volontà di un'altra vita e questo spezza il cinismo e la solitudine atavica. Lo sfondo di una classe sociale decadente nel il contesto storico che travolgerà l'Europa e po il mondo intero. Non è il più bello dei suoi romanzi ma sempre di qualità

    ha scritto il 

  • 2

    Al di là della struggente e tragica vicenda biografica, in parte trasposta in questo romanzo, un autrice per me sconosciuta come ai più fino a pochi anni fa e che sembra letterariamente apparire alla ...continua

    Al di là della struggente e tragica vicenda biografica, in parte trasposta in questo romanzo, un autrice per me sconosciuta come ai più fino a pochi anni fa e che sembra letterariamente apparire alla ribalta più per frutto di strombazzamenti editoriali vari che per qualità letterarie intrinseche. Temi dolorosi e universali benchè trattati con dovizia poco più che cronachistica, non fa per me

    ha scritto il 

  • 4

    Amore, odio, vendetta.
    In questi tre sentimenti si racchiude tutto il senso della storia..
    Helene ama suo padre e odia sua madre, che a sua volta a modo suo odia il marito per adorare l'amante.
    Un int ...continua

    Amore, odio, vendetta.
    In questi tre sentimenti si racchiude tutto il senso della storia..
    Helene ama suo padre e odia sua madre, che a sua volta a modo suo odia il marito per adorare l'amante.
    Un intreccio di sentimenti nascosti e palesi che si intrecciano fino a raggiungere lo scopo ultimo della vita di Helene: il distacco dalla madre e l'agognata libertà.
    Un libro intimo e personale che finisce per rapirti anche dopo averti deluso.
    Il carattere di Helene conquista, la sua determinazione nel raggiungere i suoi obiettivi fanno di una ragazzina dall'aspetto fragile, una vera icona della forza di volontà.

    ha scritto il 

  • 4

    Senso di marginalità e inappartenenza scaturiscono pagina dopo pagina attraverso una straordinaria intensità narrativa che, com'è noto, descrive situazioni e luoghi realmente vissuti. In apparenza, un ...continua

    Senso di marginalità e inappartenenza scaturiscono pagina dopo pagina attraverso una straordinaria intensità narrativa che, com'è noto, descrive situazioni e luoghi realmente vissuti. In apparenza, un romanzo che come tanti altri descrive le incomprensioni e i drammi familiari della protagonista, Hélène/Irène, fino all'età adulta. In realtà, non c'è tregua. L'aridità affettiva rivoltale dalla madre è inesorabile e incessante. La scrittura è il punto di forza del libro, riscatta pagine e storie già lette, appassionando il lettore, conducendolo vicino al cuore della piccola Hélène, quel "cuore pesante, e colmo di un dolore complicato, strano e indecifrabile."
    Non si tratta sicuramente di uno dei capolavori della letteratura, e nemmeno dell'opera meglio riuscita di questa eccellente scrittrice, ma lo ritengo essere uno di quei piccoli gioielli che senza ombra di dubbio meritano parte del nostro tempo.

    ha scritto il 

  • 0

    E' un romanzo molto crudo, ma a mio parere descrive molto bene come una bambina molto sensibile puo' trasformare il dolore in desiderio di vendetta attraverso la turbolenza dell'adolescenza. I traumi ...continua

    E' un romanzo molto crudo, ma a mio parere descrive molto bene come una bambina molto sensibile puo' trasformare il dolore in desiderio di vendetta attraverso la turbolenza dell'adolescenza. I traumi infantili si possono dimenticare o rimuovere, oppure chiudere fermamente nel cuore fino a farli diventare materia sulfurea e velenosa. Dobbiamo sperare che le famiglie terribili come quella Karol, descritta magistralmente dall'autrice, siano veramente una rara eccezione. Forse e' un libro un po' disturbante per il comune sentire.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho trovato molto crudo. Sapendo che il romanzo è ispirato alle reali esperienze dell'Autrice mi ha generato molta inquietudine: la Nemirowsky deve aver sofferto moltissimo ed aver accumulato molto r ...continua

    L'ho trovato molto crudo. Sapendo che il romanzo è ispirato alle reali esperienze dell'Autrice mi ha generato molta inquietudine: la Nemirowsky deve aver sofferto moltissimo ed aver accumulato molto rancore.
    Il racconto si snoda lungo dieci anni di vita di Helene, dagli otto ai diciotto anni, fanciullezza, adolescenza e maturità. La protagonista è una bimba fuori dal comune, che pensa come un adulto, pur con comportamenti tipici della fanciullezza e dell'adolescenza. Cova lungo questi anni un desiderio di vendetta insaziabile, che - terribilmente - sconvolge anche la sua spiritualità: sa che è male, ma il desiderio di vendicarsi della madre che non l'ha mai amata e che tradiva suo padre con una specie di amante molto più giovane, è più forte del timore di Dio, con una consapevolezza dolorosa e rassegnata. Helene ammette di non essere meglio di sua madre, di suo padre, insaziabile di denaro, e perciò geneticamente è portata alla cattiveria, alla vendetta, che cresce a dismisura dopo la morte dell'amata governante Rose, unica figura buona, causata anche questa dalla madre e dopo la morte del padre amato tantissimo da Helene, ma che non sapeva ricambiare la figlia.
    È un affresco spietato della borghesia ebraica russa, che ha saputo trarre dal flagello della Grande Guerra immense fortune: bellezza e rovina di un popolo. È veramente impressionante la solitudine lucida ed amarissima di Helene, il suo cinismo, la sua capacità di aspettare per attuare una vendetta fredda e dolorosa.
    La vendetta messa in atto porterà Helene alla solitudine totale, ma inebriante come il vino.
    Straordinaria come sempre la capacità descrittiva dell'Autrice: sentimenti, paesaggi, atmosfere si materializzano attraverso le parole magiche della Nemirowsky.

    ha scritto il 

  • 3

    Un feroce romanzo autobiografico in cui, come ne "il ballo", traspaiono i sentimenti che l'autrice prova verso i componenti della propria famiglia allargata: l'odio verso una madre narcisista ed avida ...continua

    Un feroce romanzo autobiografico in cui, come ne "il ballo", traspaiono i sentimenti che l'autrice prova verso i componenti della propria famiglia allargata: l'odio verso una madre narcisista ed avida; l'amore verso un padre ricco, assente, marito innamorato che, in virtù di questo amore, tollera tradimenti che avvengono alla luce del sole e che solo lui non vede e non vuol vedere; la riconoscenza verso una educatrice che sopperisce alla mancanza di amore genitoriale; l'antipatia verso il giovane amante della madre, membro di questa famiglia allargata che gira l'Europa in periodo di guerra. Ci penserà la figlia a vendicare se stessa ed il padre, con una mossa a lungo meditata, meno appariscente rispetto a quella de "il ballo" ma non meno strategica e perfida. Stavolta, però, si fermerà un attimo prima, sul ciglio del burrone, non andrà oltre, non persevererà malgrado il vassoio d'argento che ha apparecchiato nel tempo sia ormai li, pronto per lei. Si accontenterà' di una vendetta a metà, per salvaguardare se stessa ed il proprio futuro. Non andrà sino in fondo perché sa di essere figlia di cotanta madre, e' consapevole di essere come lei ma, allo stesso tempo, non vuole assomigliarle totalmente.
    Certo, la vendetta genererà conseguenze inizialmente inimmaginabili, segnando tragicamente la vita del padre. Tutto sommato però l'epilogo e' positivo, rammenta che c'è sempre una speranza, una possibilità di essere migliori dei genitori, di riuscire ad andare oltre un destino già segnato, di ripartire - sebbene soli, senza le certezze di una famiglia (anche se "sbagliata") e senza le consuete agiatezze - da zero per la realizzazione del proprio futuro.
    In questo sta l'ebbrezza trasmessa dal vino della solitudine.

    ha scritto il 

  • 1

    L'unico merito che ha questo libro è quello di avermi fatto conoscere questa brava autrice e la sua triste storia (quella vera). Il suo modo di scrivere è nelle mie corde, ma il romanzo il cui filo c ...continua

    L'unico merito che ha questo libro è quello di avermi fatto conoscere questa brava autrice e la sua triste storia (quella vera). Il suo modo di scrivere è nelle mie corde, ma il romanzo il cui filo conduttore unico è il profondo rancore verso la madre e la premeditata e sottile vendetta con cui si conclude, non mi ha lasciato dentro nulla, o forse sì, solo il sapore vuoto della solitudine, proprio come ne anticipava il titolo (tra l'altro molto bello, il titolo).

    PS: Il confronto con Lo scherzo di Kundera in me sorge spontaneo. Anche Milan Kundera affronta la stessa tematica - rancore e obiettivo unico la vendetta - ma la lettura anziché svuotarti ti riempie, lasciandoti alla fine appagata da un profondo insegnamento.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un romanzo pervaso di amarezza e disincanto, come tutti gli altri scritti della Nemirowsky. In questo però c'è tutta la crudeltà della vita vissuta senza affetti, aspra, vuota. Non è uno dei miglio ...continua

    E' un romanzo pervaso di amarezza e disincanto, come tutti gli altri scritti della Nemirowsky. In questo però c'è tutta la crudeltà della vita vissuta senza affetti, aspra, vuota. Non è uno dei migliori romanzi di questa scrittrice, tra quelli che ho letto, ma è sicuramente il più significativo del suo genere e della sua personalità. Forse perchè il romanzo è autobiografico, ho trovato la protagonista un pò scolorita, rispetto agli altri tre personaggi chiave della storia: se veramente l'autrice ha vissuto quello che ha cercato di raccontare, immagino che non sia stato facile farlo senza mettere in gioco i propri sentimenti

    ha scritto il 

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