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Il violino nero

Di

Editore: Bompiani (asSaggi di narrativa)

3.8
(1167)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 143 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845249719 | Isbn-13: 9788845249716 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Genere: Fiction & Literature , Musica , Philosophy

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Descrizione del libro
È la fine del XVII secolo. Johannes, genio musicale precoce, rimane feritonel corso della campagna napoleonica in Italia. Accolto e curato dal liutaioErasmus, il giovane apprende nuove notizie su Carla Farenzi, una misteriosadama fugacemente incontrata tempo prima. Il liutaio gli rivela poi il segretodi un violino nero, da lui stesso costruito, che canta con la voce suadente eincantatrice della donna. Dopo averlo sentito suonare la vita di Johannes,come uomo e come artista, resterà incatenata a quella di Carla Farenzi.
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  • 4

    "Eppure io so come rendere interessante la tua vita."
    "Ah sì? E come?"
    "Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto."
    "E dov'è questa parte di sogno?"
    "Un po' ovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te."

    ha scritto il 

  • 4

    Nero come una donna il suo violino

    Una storia di amore, passioni, di liquidi scambi di indentità tra persone, strumenti, musica, vita. La storia, seconda della trilogia dei colori dopo Neve, ne ricalca molto (troppo?) i ritmi, le atmosfere, la trama. Però rispetto alla prima è più centrata, più potente, più convincente. Meno prete ...continua

    Una storia di amore, passioni, di liquidi scambi di indentità tra persone, strumenti, musica, vita. La storia, seconda della trilogia dei colori dopo Neve, ne ricalca molto (troppo?) i ritmi, le atmosfere, la trama. Però rispetto alla prima è più centrata, più potente, più convincente. Meno pretenziosa anche se non rinuncia a dispensare "verità pazzesche" qui e là, ma lo fa in maniera più fluida, meno stridente. Al di là dei paragoni con l'altra storia, le vicende hanno un bel magnetismo, tengono legati il lettore alla lettura. Lo lasciano andare via un po' troppo velocemente: c'è un po' di fretta di concludere. Si respira comunque una piacevole atmosfera, magica e dannata.

    ha scritto il 

  • 5

    meraviglioso!
    meravigliosamente malinconico e struggente:
    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e mi riferisco all'amore vero, al grande amore - fai di tutto per dimenticartene. ...continua

    meraviglioso!
    meravigliosamente malinconico e struggente:
    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e mi riferisco all'amore vero, al grande amore - fai di tutto per dimenticartene. Non c'è niente di peggio che esser stati felici una volta nella vita. Da quel momento in poi tutto il resto ti rende infelice, anche le cose più insignificanti."

    ha scritto il 

  • 4

    Tra magia, sogno e realtà

    E' il terzo libro che leggo di Fermine, e neanche questa volta sono stata delusa, anzi. E' un racconto breve, che forse lascia qualcosa di troppo in sospeso, ma che fa riflettere sul connubio tra vita, amore, la musica e le emozioni che tutte e tre danno all'uomo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma proprio nero 'sto violino!

    Pur essendo una grande amante della musica e, soprattutto, degli strumenti ad arco, ho trovato questo libro un po' insipido, per la brevità esagerata del racconto e per alcune questioni lasciate in sospeso che, invece, a parer mio, andavano spiegate al lettore. Non ho colto emozioni vere e propri ...continua

    Pur essendo una grande amante della musica e, soprattutto, degli strumenti ad arco, ho trovato questo libro un po' insipido, per la brevità esagerata del racconto e per alcune questioni lasciate in sospeso che, invece, a parer mio, andavano spiegate al lettore. Non ho colto emozioni vere e proprie, ma solo un'atmosfera alquanto sovrannaturale, (che, tra l'altro, non sembra neanche stupire i personaggi). Avrei preferito aver le idee più chiare.

    ha scritto il 

  • 5

    Eccezionale Fermine

    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e mi riferisco all'amore vero, al grande amore - fai di tutto per dimenticartene. Non c'è niente di peggio che esser stati felici una volta nella vita
    ...continua

    "Voi l'avete mai suonato?"
    "Solo una volta. Tanto tempo fa. Da allora non l'ho più toccato. E' come l'amore. Quando hai amato una volta - e mi riferisco all'amore vero, al grande amore - fai di tutto per dimenticartene. Non c'è niente di peggio che esser stati felici una volta nella vita. Da quel momento in poi tutto il resto ti rende infelice, anche le cose più insignificanti."

    Questa pagina per me è stata la chiave di tutto il libro. Da qui in poi ho aperto la mia mente e assaporato parola per parola, sentendola vera. Questa storia potrei iniziare a raccontarla con: "Si dice che un tempo..." perché la sento mia, e la può sentire sua qualsiasi persona che abbia amato davvero e la può fare propria. Non è una storia solo di amore, è una storia anche dove domina la saggezza.
    Lo consiglio, è scorrevole, semplice e profondo. Maxence Fermine, dopo aver letto "Neve", non mi ha deluso neppure con "Il violino nero".

    ha scritto il 

  • 3

    “Quel giorno, avevo appena vent’anni, scoprii Venezia per la prima volta. E scoprendola mi sentii in possesso di due cose pure e belle: un violino e un cuore. Non sapevo che stavo per fare a pezzi l’uno e l’altro. Per sempre”.

    Parigi, 1770.
    Johannes è un bimbo di appena sette anni che incanta le platee di tutta Europa con il dolcissimo suono del suo violino.
    Questo suo talento però gli porta più dolori che gioie dato che, fin dalla tenera età, dovrà far fronte alla solitudine e alla tristezza di non aver ne ...continua

    Parigi, 1770.
    Johannes è un bimbo di appena sette anni che incanta le platee di tutta Europa con il dolcissimo suono del suo violino.
    Questo suo talento però gli porta più dolori che gioie dato che, fin dalla tenera età, dovrà far fronte alla solitudine e alla tristezza di non aver nessuno al suo fianco con cui poter condividere la sua vita.
    Cresciuto e divenuto adulto in completa solitudine, a trentuno anni viene convocato per la campagna napoleonica in Italia, dove viene gravemente ferito.
    Il ragazzo riesce comunque a ristabilirsi al più presto e a trasferirsi a Venezia nella casa di un famoso liutaio di nome Erasmus.
    In questa casa, Johannes trova un misterioso e bellissimo violino nero che, secondo un’antica leggenda, è in grado di donare ogni felicità, salvo poi toglierla improvvisamente.
    Un giorno Johannes fa la conoscenza della giovane e graziosa Carla, una cantante lirica dalla voce celestiale della quale s’innamora perdutamente.
    Nel disperato tentativo di conquistare il suo cuore, Johannes si serve del misterioso violino, scatenando così la sua terribile maledizione…
    Non avevo mai letto nulla di Maxence Fermine(a dire il vero non lo conoscevo per niente…) e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente colpita, mi è piaciuto questo suo breve ma intenso racconto, un racconto che mi ha ricordato molto i racconti oscuri e fiabeschi di Edgar Allan Poe, un racconto intriso di tutto, di dolore, di dannazione, di amori impossibili, di rimpianti, di morte.
    Un racconto dal forte sapore gotico, poetico, dolce come una fiaba oscura, che riesce a coinvolgere il lettore già fin dalle prime pagine.
    Sullo sfondo la bellissima e romantica città di Venezia, piena di misteri, di fascino, una città di giorno solare e vivace, di notte oscura e misteriosa.
    Bellissima la figura di Carla, donna eterea, per sempre chiusa nelle sue stanze e nel suo destino d’amore per lei irraggiungibile.
    Una lettura che consiglio, soprattutto agli amanti del genere fiabesco, horror e soprannaturale.

    ha scritto il 

  • 4

    Eleganza musicale

    Verso la fine del XVIII secolo un violinista, genio nel suo campo, è costretto ad arruolarsi al fianco di Napoleone e a combattere in Italia. Giunto a Venezia conosce Erasmus,un liutaio che possiede un misterioso violino nero...
    Un libro melanconico scritto con eleganza, certamente profondo ...continua

    Verso la fine del XVIII secolo un violinista, genio nel suo campo, è costretto ad arruolarsi al fianco di Napoleone e a combattere in Italia. Giunto a Venezia conosce Erasmus,un liutaio che possiede un misterioso violino nero...
    Un libro melanconico scritto con eleganza, certamente profondo, che meritava un maggiore respiro rispetto alla gracilità del testo (e del formato). Finisce senza finire.

    ha scritto il 

  • 4

    Pillole...

    “Il tempo non c’entra. Qualche minuto o qualche secolo non fa differenza. L’attesa finisce sempre per essere ripagata”


    Aprire un libro e cominciare a leggere è l’inizio della vita delle parole e rigo dopo rigo, pagina dopo pagina si concretizza il significato del messaggio e bisogna ...continua

    “Il tempo non c’entra. Qualche minuto o qualche secolo non fa differenza. L’attesa finisce sempre per essere ripagata”

    Aprire un libro e cominciare a leggere è l’inizio della vita delle parole e rigo dopo rigo, pagina dopo pagina si concretizza il significato del messaggio e bisogna leggerne tante una dietro l’altra per capire, per dare un equilibrio alla narrazione e per giudicare a nostro piacimento la gradevolezza e lo stupore o meno di quello che abbiamo letto e affibbiargli il peso del contenuto di quanto appreso e quanto percepito.

    Maxime è il Caronte della situazione quando si tratta di contenuti e di parole, riesce a far traghettare con lentezza e precisione il lettore nelle acque più turbolente e non lo molla mai in balia delle onde, lo tiene per mano e non lo fa affondare. Maxime si trasforma in un insolito pifferaio magico, ti ammalia e ti tiene col fiato sospeso nell’arco di tempo di una lettura veloce ed efficace.
    Non è la quantità delle pagine che conta.

    Il violino nero si insinua lentamente con la sua voce, inizialmente con una nota bassa, poi due note e poi in completa armonia ti trascina in un turbine di suoni e colori che a “lettura-musica” finita ti rimane dentro a lungo, con morbidezza ti fa “ascoltare” e ti fa “sentire” assieme. Una volta chiuso il libro non si producono suoni, ma dentro l’anima continua ad orchestrare un pentagramma infinito di note, continua a vivere, continua a suonare il violino con la voce di una donna e col corpo di una donna. Johannes ha la musica dentro, ha fatto la guerra, ha fatto il musicista e il compositore, ha l’ardore della passione che brucia e lo tiene in vita fino a quando non concretizza l’essenza della sua esistenza, come in passato lo era stato per il maestro liutaio Erasmus,che come lui non smise mai di sognare.

    “La cosa bella dei sogni è che non hanno limiti: ti danno ogni sorta di potere.”

    ha scritto il 

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