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Il visconte dimezzato

Di

Editore: Einaudi

4.0
(10666)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 114 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Polacco , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Affrontare la propria identità ed essenza per diventare uno, intero, univoco è un tema che ha interessato per secoli la filosofia e che Calvino ricostruisce in meno di cento pagine attraverso il visco ...continua

    Affrontare la propria identità ed essenza per diventare uno, intero, univoco è un tema che ha interessato per secoli la filosofia e che Calvino ricostruisce in meno di cento pagine attraverso il visconte. La bellezza di questo romanzo sta tutto nel Visconte e Pamela (che a volte mi ha fatto pensare a Richardson) e nella loro relazione che coinvolge un po' tutti tranne che il nipotino del visconte Medardo, l'unico che pare non abbia più ritrovato la sua unicità da quando lo zio ha smesso di perseguitarlo e ucciderlo. Nel male c'è chi giunge l'integrità e la completezza di essere un bersaglio, esiste quindi l'individuo in quanto vittima. Ma quando il Visconte guarisce, per il nipotino smettono i giochi e anche il dottore, suo unico amico, smette di avere interesse per lui.
    Quando Pamela si sposerà con il Visconte ormai guarito, lei dirà: Finalmente avrò uno sposo con tutti gli attributi. Una frase che a me è suonata amara.

    ha scritto il 

  • 3

    Favoletta

    Avessi letto questo libro all'età di 15 anni forse ne sarei rimasto affascinato, invece leggerlo alla mia età rimane solo una buona scrittura ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 0

    Italo Calvino è il maestro della lingua italiana. Continua a vivere e ad insegnarci i profumi ed i sapori del nostro dialogare, si diverte ad adottare stili grammaticali antichi, attuali, futuri. E le ...continua

    Italo Calvino è il maestro della lingua italiana. Continua a vivere e ad insegnarci i profumi ed i sapori del nostro dialogare, si diverte ad adottare stili grammaticali antichi, attuali, futuri. E le sue storie visionarie nascondono una lucidità inequivocabile ed ineguagliata. Racconto terribile, geniale, leggero e divertente, arrivato a noi come una parlata di un vecchio mito. Libro splendido.

    ha scritto il 

  • 5

    Le due metà

    "A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane"

    Lotta tra un male che fa troppo male e un bene che risulta non essere poi la grande soluzione che tutti speravano che fosse. Un libro intenso e ...continua

    "A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane"

    Lotta tra un male che fa troppo male e un bene che risulta non essere poi la grande soluzione che tutti speravano che fosse. Un libro intenso e soprattutto universale, consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno più uno uguale uno

    Un giovane visconte torna dalla guerra gravemente mutilato: un colpo di cannone ha spazzato via un lato del suo corpo, e insieme alle carni anche tutto ciò che della sua personalità fosse buono, rende ...continua

    Un giovane visconte torna dalla guerra gravemente mutilato: un colpo di cannone ha spazzato via un lato del suo corpo, e insieme alle carni anche tutto ciò che della sua personalità fosse buono, rendendo la metà sopravvissuta del tutto malvagia. Le nefandezze del visconte si succedono una dopo l'altra, rendendo insostenibile la vita del borgo di Pratofungo, fino a quando un giorno iniziano a circolare nuove voci sul conto del visconte e le sue gesta di bontà. È la seconda metà, sopravvissuta anch'essa e tornata dalla guerra. Calvino, come già ne "Il sentiero dei nidi di ragno", affida la narrazione a un narratore interno molto particolare, un bambino, il che avvicina molto quest'opera alla letteratura per ragazzi e rafforza la leggerezza con cui le pagine scorrono tra le dita; tuttavia, la tematica presa in considerazione è molto adulta: la consapevolezza che non c'è integrità assoluta, e ogni giorno si dà e si toglie qualcosa a ciascuna delle parti che, prese insieme, ci rendono noi stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    IL GRAMO E… IL BUONO!

    Opera che strizza l’occhio allo Stevenson de “Il Dott. Jeckyll e Mr. Hyde”, “Il Visconte dimezzato” porta in scena un dramma che cerca di mostrare come l’essere umano non sia mai del tutto malvagio o ...continua

    Opera che strizza l’occhio allo Stevenson de “Il Dott. Jeckyll e Mr. Hyde”, “Il Visconte dimezzato” porta in scena un dramma che cerca di mostrare come l’essere umano non sia mai del tutto malvagio o del tutto buono e compassionevole; le scelte, da questo punto di vista, che il soggetto compie nel corso di una vita, sono sempre molto sfumate ed anche nell’essere più abbietto è possibile trovare, tutto sommato, un barlume di bontà, poiché, come sosteneva anche Pascal, “l’uomo non è né angelo né bestia […]” (Pensieri, n. 358).
    In questa categoria rientra, dunque, anche il personaggio principale dello scritto, ovvero il Visconte Medardo di Terralba, da cui prende il titolo l’opera che, ricordiamo, venne pubblicata nel 1952 ed andò a costituire, insieme al “Barone Rampante” (1957) ed al “Cavaliere inesistente” (1959), la trilogia araldica intitolata “I Nostri antenati” (1960).
    Calvino, a mio avviso, riesce molto bene a creare un contraltare tra malvagità e magnanimità e lo scritto risulta decisamente piacevole. Anche i personaggi che calcano le scene di quest’opera, e che sono, di volta in volta, le vittime sacrificali o gli oggetti della compassione del Visconte, risultano ben delineati: dalla vecchia balia Sebastiana al dottor Trelawney, dal vecchio ugonotto Ezechiele alla pastorella Pamela.
    Bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Con estrema ironia e semplicità Calvino "smezza" il male e il bene che è in noi formandone due persone ovviamente agli apposti!!Eppure nè troppo il bene quanto il troppo male vanno bene perciò solo al ...continua

    Con estrema ironia e semplicità Calvino "smezza" il male e il bene che è in noi formandone due persone ovviamente agli apposti!!Eppure nè troppo il bene quanto il troppo male vanno bene perciò solo alla fine riunendole si forma quello che di umano è il nostro essere emotivo che si muove nella realtà come uno di noi!Bello

    ha scritto il 

  • 3

    Un uomo tutto d'un pezzo?

    O forse no.
    Nello stile paradossale e fantastico del miglior Calvino, il visconte del titolo viene diviso in due metà, una delle quali è cattivissima e l'altra buonissima.
    La morale di Calvino è propr ...continua

    O forse no.
    Nello stile paradossale e fantastico del miglior Calvino, il visconte del titolo viene diviso in due metà, una delle quali è cattivissima e l'altra buonissima.
    La morale di Calvino è proprio questa, semplice e se si vuole banale ma non per questo meno vera: nessuno è completamente buono o completamente cattivo. In tutti noi convivono sentimenti nobili e sentimenti abietti. La cosa più importante, e più difficile, è appunto cercare di equilibrarli e di non lasciare che sia il male a prevalere sul bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Italo Calvino, Il visconte dimezzato

    Romanzo breve di Italo Calvino pubblicato nel 1952. Prima parte della trilogia I NOSTRI ANTENATI, racconta la storia di Medardo di Terralba, il visconte che, durante la sua prima battaglia contri i Tu ...continua

    Romanzo breve di Italo Calvino pubblicato nel 1952. Prima parte della trilogia I NOSTRI ANTENATI, racconta la storia di Medardo di Terralba, il visconte che, durante la sua prima battaglia contri i Turchi, viene ferito da una palla di cannone e diviso a metà. Al ritorno in patria, a Terralba, sarà "dimezzato". La trama prosegue in una metafora sulla incompletezza dell'uomo e sulla impossibilità di vivere in modo equilibrato in presenza di troppa cattiveria, ma anche di troppa bontà.
    Ma la completezza per l'uomo moderno è quasi una chimera. Come afferma lo stesso Calvino: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti siamo una parte di noi stessi e non l'altra.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Molto bello e scorrevole

    Il Visconte Medardo di Terralba si arruola nell'esercito cristiano per poter combattere contro i turchi, accompagnato da Curzio il suo scudiero. Siccome non era esperto di combattimenti sul campo di ...continua

    Il Visconte Medardo di Terralba si arruola nell'esercito cristiano per poter combattere contro i turchi, accompagnato da Curzio il suo scudiero. Siccome non era esperto di combattimenti sul campo di battaglia, dopo due giorni si mise davanti alla bocca di un cannone(pensando di poter intimorire i turchi) venne colpito in pieno e diviso in due.
    Sul carro dei feriti venne trasportata solo la parte destra del Visconte, che poi venne guarita e fatta tornare a casa. quella metà tornò a Terralba dove si instaurò un clima di terrore perché era la parte malvagia. Dopo due giorni il padre morì, quindi lui diventò il proprietario dei possedimenti e fu un periodo brutto, perché il visconte uccideva, tagliava o mutilava tutto ciò che incontrava nel cammino. Si fece costruire dal suo falegname Pietrochiodo macchine di tortura per la gente religiosa di Terralba. Durante il suo regno conobbe Pamela(una contadina) della quale si innamorò, però lei, terrorizzata dal visconte, fuggì.
    Un giorno il nipote del Visconte, stava trascorrendo la giornata vicino a un lago con un suo amico medico, Trelawney, e si ritrovò davanti suo zio. Non aveva catturato neanche un pesce; e lo zio decise di fargli un regalo. in quel momento il nipote si accorse di avere di fronte la parte sinistra dello zio, e non la destra. Così si scoprì in tutta Terralba la parte buona del visconte, talmente tanto buona che ne avevano abbastanza. Pamela decise di sposare la parte buona del visconte, ma il matrimonio venne interrotto dalla parte cattiva che decise di sfidare quella buona a duello.
    Nel duello tutt'e due le parti si ferirono e caddero a terra nella stessa posizione in cui erano state divise. A questo punto il Dottor Trelanwey intervenne e riuscì a riunire le due parti.
    Dopo alcuni giorni, il visconte guarì miracolosamente e si sposò con Pamela. Invece il Dottore tornò a bordo della nave del capitano Cook, con la quale aveva intrapreso un viaggio, lasciando in dono al nipote del visconte dei giocattoli.
    Per noi, il libro è scritto in modo scorrevole, molto appassionante nei suoi piccoli particolari ma acnhe nelle descrizioni. Calvino era un grande scrittore e per noi, questo libro è uno tra i migliori che ha scritto.

    ha scritto il 

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