Il visconte dimezzato

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar junior)

4.0
(11110)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Polacco , Catalano

Isbn-10: 8804598905 | Isbn-13: 9788804598909 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Emanuele Luzzati

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Il visconte dimezzato?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
La bizzarra storia del visconte Medardo di Terralba che, colpito al petto da una cannonata turca, torna a casa diviso in due metà (una cattiva, malvagia, prepotente, ma dotata di inaspettate dosi di umorismo e realismo, l'altra gentile, altruista, buona, o meglio "buonista"). «Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti» disse Calvino in un'intervista «tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l'altra.»
Ordina per
  • 5

    Nelle persone esiste una dualità, una sintesi tra il bene e il male che crea una sorta di equilibrio, lo racconta bene Calvino in questa favola amara. Il visconte, ferito viene diviso in due metà una ...continua

    Nelle persone esiste una dualità, una sintesi tra il bene e il male che crea una sorta di equilibrio, lo racconta bene Calvino in questa favola amara. Il visconte, ferito viene diviso in due metà una profondamente cattiva ed una intensamente buona, nessuna delle due è ben voluta dai sudditi, entrambi i mezzi sono eccessivi nelle loro essenze. Anche la pura bontà se non mitigata ed equilibrata diventa un troppo intollerabile. La voce narrante è il nipote del visconte perspicace e furbo che riesce sempre a salvarsi dai tiri mancini del Gramo (la parte cattiva), ma la vera protagonista è Pamela la futura sposa di una delle due metà, scaltra e intelligente è l’unica che riesce a sbrogliare la matassa tra bene e male.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane"

    Un racconto fantastico che mette in luce le diverse facce che compongono ogni individuo, mai veramente un'unica entità. "Così si potesse dimezzare ogni cosa intera, (...) così ognuno potesse uscire da ...continua

    Un racconto fantastico che mette in luce le diverse facce che compongono ogni individuo, mai veramente un'unica entità. "Così si potesse dimezzare ogni cosa intera, (...) così ognuno potesse uscire dalla sua ottusa e ignorante interezza. Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l'aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso, (...)capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo, ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa."
    Il visconte, diventato due entità, o meglio due metà, distinte, rappresenta le contraddizioni che caratterizzano ogni essere umano; solo armonizzando le molteplici sfaccettature del nostro io si riesce a relazionarsi a pieno e con giustizia col mondo intero.
    "Questo è il bene dell'esser dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere."

    ha scritto il 

  • 4

    Lieve per dimensioni e tono, il romanzo si presta però a letture con diversi livelli di approfondimento in una sorta di millefoglie letteraria in cui sta uno dei suoi maggiori pregi. Ci si può limitar ...continua

    Lieve per dimensioni e tono, il romanzo si presta però a letture con diversi livelli di approfondimento in una sorta di millefoglie letteraria in cui sta uno dei suoi maggiori pregi. Ci si può limitare a godere della favola bella e sorridente che fa volare l’immaginazione in un Seicento d’invenzione diviso tra guerre stupide e tranquilla vita rurale nell’entroterra ligure e si snoda attraverso una serie di peripezie che conducono all’immancabile lieto fine. Oppure interrogarsi sui significati più profondi che l’autore ha dato a molti dei passaggi o caratterizzazioni e su cui è stato molto esplicito (pure troppo) nell’introduzione e in alcune interviste: ovviamente il tema del doppio, con Medardo tagliato a metà da una palla di cannone sia nel fisico sia nello spirito tra bene e male, ma anche le figure dell’ingegnoso falegname e del dottore (la scienza e la tecnica al servizio del potere) ovvero il gruppo dei lebbrosi in cui Calvino identifica gli intellettuali per finire con gli ugonotti in cui si riflettono le rigidità della borghesia produttiva. In entrambi i casi, l’efficacia di queste cento pagine scarse non è neppure da mettere in discussione: il tocco brioso dello scrittore trascina sin da subito il lettore in un mondo di fantasia popolato di personaggi magari disegnati con pochi tocchi eppure indimenticabili a partire dal ragazzino che narra in prima persona e con l’apice di Pamela e della sua famiglia da cartone animato. Insomma, se è dell’autore il fin il divertimento, come lo stesso ha indicato per questo lavoro, bisogna dire che la missione è pienamente compiuta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Il fantasy secondo Calvino. Uno stile di scrittura particolare che può anche non piacere, ma fa riflettere su come l'uomo sia fatto di bontà e cattiveria e che non sarebbe naturale pretendere di esser ...continua

    Il fantasy secondo Calvino. Uno stile di scrittura particolare che può anche non piacere, ma fa riflettere su come l'uomo sia fatto di bontà e cattiveria e che non sarebbe naturale pretendere di essere buoni al 100%. Mi rendo conto che il mio commento potrebbe essere da compito di scuola media, ma anche se la storia non mi ha entusiasmato mi è piaciuto trovare una frase, verso la fine del libro, come ulteriore chiave di lettura di tutto il racconto:(...) è chiaro che non basta un visconte completo perchè diventi completo tutto il mondo."

    ha scritto il 

  • 2

    Una buona idea finita male.

    Romanzo scritto bene e dalle ottime premesse, ma declassato a racconto breve con i soliti personaggi riciclati. La parte iniziale è tragica ed affascinante ma, superata la sorpresa del personaggio dim ...continua

    Romanzo scritto bene e dalle ottime premesse, ma declassato a racconto breve con i soliti personaggi riciclati. La parte iniziale è tragica ed affascinante ma, superata la sorpresa del personaggio dimezzato, diventa tutto una serie di eventi inutili, animaletti del bosco, frutta e verdure. Avrebbe potuto essere un capolavoro dalle mille sfumature, ma tutto è sommario, poco coinvolgente, strapieno di eventi abbandonati al vuoto. Si fatica ad amarne la parte buona e ad odiarne quella cattiva, leggendo passivamente una tematica interessante che viene giusto sfiorata ed accennata prima di un finale scontatissimo, paradossale e talmente banale da risultare noioso.
    Deludente, pur nella sua genialità. Ci sono romanzi che affrontano il tema molto meglio ed in maniera del tutto indiretta.

    ha scritto il 

  • 3

    Un piacevole racconto breve in cui Calvino affronta il tema del "doppio" con creatività ed ironia.
    L'autore non tratta solo la semplice dicotomia bene-male, ma rimanda ad una riflessione sulle compo ...continua

    Un piacevole racconto breve in cui Calvino affronta il tema del "doppio" con creatività ed ironia.
    L'autore non tratta solo la semplice dicotomia bene-male, ma rimanda ad una riflessione sulle componenti contrastanti, su quelle scisse della personalità e sulla necessaria ricerca di integrazione , di unita' e di equilibrio per arrivare alla piena cognizione di se stessi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un classico..

    Mi sono approcciata a questa lettura perché era da tempo che volevo leggere un classico ed una mia amica me l'ha prestato. Sarò sincera, inizialmente è stato "difficile" entrare in sintonia con la scr ...continua

    Mi sono approcciata a questa lettura perché era da tempo che volevo leggere un classico ed una mia amica me l'ha prestato. Sarò sincera, inizialmente è stato "difficile" entrare in sintonia con la scrittura e con quello che lo scrittore voleva trasmettere al lettore. Ma pian piano la lettura è diventata più semplice e volevo sapere cosa sarebbe successo.
    La storia viene narrata dal nipote di Medardo di Terralba, un visconte che si reca in guerra contro i Turchi e ne esce a metà. Ma realmente dimezzato. Una palla di cannone, infatti, gli porta via metà corpo. Tornato a casa, tutti i suoi sudditi si rendono conto che nel loro padrone c'è qualcosa che non va: è diventato cattivo. O sarebbe meglio dire, è tornata la metà cattiva. Ne combina di tutti i colori, tant'è che tutti hanno paura della figura a metà del visconte che si aggira di notte per le sue terre.
    Il significato alla base è profondo e ti fa riflettere sulla condizione dell'uomo: sempre diviso tra bene e male, e molto spesso ne è talmente sopraffatto che si annulla. Nessuna delle due parti prevale sull'altra.
    Un classico molto breve.. che tiene compagnia al lettore per qualche ora, lasciandogli anche qualche spunto di riflessione.

    Voto: 3.5 stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    “Questo è il bene dell’essere dimezzato:il capire d’ogni persona e cosa al mondo per la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza”

    Sembrerebbe alla prima impressione un racconto sull’eterno conflitto tra il bene e il male, le due metà una buona e una cattiva…
    Ma la nettezza della divisione del visconte, ottenuta con la palla di c ...continua

    Sembrerebbe alla prima impressione un racconto sull’eterno conflitto tra il bene e il male, le due metà una buona e una cattiva…
    Ma la nettezza della divisione del visconte, ottenuta con la palla di cannone, sembra alludere più ad una drastica scissione che a una blanda divisione.
    In primis il visconte stesso che sembra dare il meglio, o il peggio, di sé solo quando è diviso, tornando nuovamente anonimo quando è unito, a significare forse le troppe spinte interne alla nostra personalità che alla fine, invece di prevalere le une o le altre, si annullano a vicenda, costringendoci delle volte a rimanere nell’incertezza o nell’anonimato.
    C’è poi il tema della contrapposizione: quando le pulsioni sono libere una parte vuole sempre prevalere sull’altra con tutti i mezzi possibili, salvo poi rendersi conto che si tratta il più delle volte di due facce della stessa medaglia.
    Ci sarebbe da continuare parecchio, sono molti i messaggi che Calvino dissemina nei suoi scritti, ma ci vorrebbe pure uno più pratico per interpretarli!
    Nel mio piccolo posso sicuramente affermare che questo raccontino è godibilissimo anche senza scavare in profondità, le due parti del visconte risultano, nei loro eccessi, incredibilmente comiche, prestando la loro metà della faccia a stereotipi di persone che fanno spesso parte del nostro vissuto quotidiano.
    Un buon approccio con Calvino, almeno in questo miniromanzo, mi riservo di approfondire altri messaggi di questo racconto, soltanto per mia somma curiosità, cercando di non “dividermi” troppo con altre cose da fare…

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per