Il voltapagine

di | Editore: Mondadori
Voto medio di 252
| 30 contributi totali di cui 26 recensioni , 4 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
A diciotto anni Paul Porterfield è un giovane pianista che sogna di potersuonare, un giorno, nelle grandi sale da concerto. Finora, però, ha potutosolo voltare le pagine dello spartito per il suo idolo, l'affascinante RichardKennington. ...Continua
Rita Carla...
Ha scritto il 07/09/14
Voltapagine di nome e di fatto
Una cosa che mi ha piacevolmente colpito di questo libro è l’estrema bellezza della prosa, che si trasferisce altrettanto bene nella traduzione italiana. Mi ci sono imbattuta per caso e sono rimasta folgorata dal meraviglioso suono che sembrava quasi...Continua
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Giancarlo Carta
Ha scritto il 01/01/14
E' un libro in perfetto stile dell'autore che al solito descrive perfettamente le dinamiche familiari. A mio parere è un libro incentrato sul rapporto tra una madre e un figlio, piuttosto che sul rapporto tra i due artisti. Una madre presente che ha...Continua
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Claire
Ha scritto il 12/03/13
E' da molto che non leggevo Leavitt, ma ne avevo un buon ricordo. Con questo libro, praticamente una iniziazione alla vita, ho riletto i suoi tormenti, anche se sono assai più velati e meno intensi di quelli di altri omosessuali (non è certo un Tonde...Continua
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peter quint
Ha scritto il 21/10/12
Uno dei peggiori libri che abbia mai letto. Praticamente Federico Moccia con protagonisti musicisti gay. Personaggi piatti e spesso contraddittori nei comportamenti e nei pensieri (si salva solo la violinista); situazioni irreali o ridicoli, o entram...Continua
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Mario Profili
Ha scritto il 10/05/12
ondivago
ha aspetti che vanno dalle stelle (la descrizione dell'adagio della sonata "hammerklavier") alle stalle (l'enfasi "gaya" a volte talmente manierata da risultare quasi irritante, e alcune metafore alate del tipo "la macchina della pasta sputava tortel...Continua
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~Deccha
Ha scritto il Apr 12, 2010, 11:55
È troppo facile fingere che si sta facendo qualcosa per salvare qualcun altro, quando in realtà la si fa solo per salvare se stessi.
Pag. 195
~Deccha
Ha scritto il Apr 11, 2010, 11:28
È un adagio difficile, e solo un grande pianista può evitare che si disgreghi, e nelle mani di quel pianista non andava in pezzi; era qualcosa di più di un insieme di cose rotte, anche se di cose rotte parlava. Paul sentì una voce che sembrava stanca...Continua
Pag. 158
~Deccha
Ha scritto il Apr 11, 2010, 11:08
“Gli argini della memoria” aveva detto Joseph. Che espressione misteriosa, come se la memoria fosse un fiume. Ed era così che Tushi vedeva Joseph adesso: in riva a un fiume, con i pantaloni arrotolati sopra le caviglie e le lunghe gambe che sguazzava...Continua
Pag. 107
~Deccha
Ha scritto il Apr 11, 2010, 11:03
D’improvviso non gli piaceva più guardare davanti a sé. Voleva solo essere già proiettato nel futuro, a ricordare l’infelicità, invece che nel presente, a ricordare di aver guardato con gioia al futuro.
Pag. 35

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