Il volto di Gesù

Storia di un'immagine dall'antichità all'arte contemporanea

Di

Editore: Mondadori

3.7
(47)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804592206 | Isbn-13: 9788804592204 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Flavio Caroli si è interrogato sui vari modi di rappresentare Gesù, curiosità nata da ragazzo confrontando il Cristo con la barba del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini con quello imberbe dei mosaici ravennati di Sant'Apollinare Nuovo e del mausoleo di Galla Placidia. Sollecitato da tale contrasto, l'autore ripercorre la tradizione iconografica millenaria che vede il Figlio di Dio raffigurato ora simile a un giovane Apollo ora nei panni di un uomo maturo, con barba e capelli lunghi. Passando dai primi affreschi paleocristiani a Cimabue, da Piero della Francesca a Michelangelo, da Gauguin a Warhol, da Pasolini a Olmi, Il volto di Gesù ripercorre in modo appassionante quasi venti secoli di storia dell'arte raccontando come pittori, scultori e registi hanno risposto al mistero delle sembianze di Cristo. Una sfida alla nostra immaginazione, poiché "anche le immagini che produrrà su di lui la fantasia del futuro non saranno né oggettive né innocenti. Saranno le immagini del Gesù di cui avrà bisogno il mondo di domani".
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  • 4

    Un'immagine nel tempo!

    Un bel libro per chi ama l'arte,storia di una possibile immagine rappresentata dalla fantasia dei più grandi pittori,quasi tutti si sono voluti cimentare con il volto di Gesù,quasi come un dovere sent ...continua

    Un bel libro per chi ama l'arte,storia di una possibile immagine rappresentata dalla fantasia dei più grandi pittori,quasi tutti si sono voluti cimentare con il volto di Gesù,quasi come un dovere sentito dentro il cuore,l'autore descrive bene la storia partendo dalla prima possibile immagine trovata fino quasi ai giorni nostri,toccando anche il cinema sul finale.
    Un libro che merita leggere e che aumenta il bagaglio culturale...

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante compendio su come sia stata rappresentato Gesù nell'arte figurativa, dal primo crocifisso documentato ad Andy Wahrol. In chiusura c'è un accenno al cinema, con tre volti scelti da tre div ...continua

    Interessante compendio su come sia stata rappresentato Gesù nell'arte figurativa, dal primo crocifisso documentato ad Andy Wahrol. In chiusura c'è un accenno al cinema, con tre volti scelti da tre diversi registi: un media che, a parere dell'autore, molto deve e molto viene anticipato dalla pittura.
    Come molte opere di questo tipo, il libro soffre della laconicità del repertorio fotografico. Alcune opere citate non sono rappresentate e non sono neppure quelle di più facile riperimento su altri testi o su internet. Altre, come la Pietà del Lotto o "Il bacio di Giuda" di Ludovico Carracci, sono talmente ridotte da essere di difficile lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    Una bella carellata di commenti sull'evoluzione della rappresentazione di Gesù nell'arte.
    Il tutto è condotto secondo i criteri della storia dell'arte, sempre in termini assai rigorosi e mai superfici ...continua

    Una bella carellata di commenti sull'evoluzione della rappresentazione di Gesù nell'arte.
    Il tutto è condotto secondo i criteri della storia dell'arte, sempre in termini assai rigorosi e mai superficiali.
    In qualche punto, l'estrema sintesi con la quale la trattazione è stata necessariamente condotta rende la lettura molto intensa e, talvolta, non scorrevole. Al di là di questo e considerando l'oggettiva complessità di alcuni argomenti, occorre riconoscere che l'esposizione dei vari temi riesce ad essere comunque chiara e ben comunicativa.

    ha scritto il 

  • 4

    Come l'uomo si è immaginato Gesù nell'arte

    Certamente destinato a chi non possiede significative conoscenze in campo artistico, l'autore ci fa ripercorrere l'immaginario di Cristo dai primi secoli della cristianità fino alla filmografia dei gi ...continua

    Certamente destinato a chi non possiede significative conoscenze in campo artistico, l'autore ci fa ripercorrere l'immaginario di Cristo dai primi secoli della cristianità fino alla filmografia dei giorni nostri. Quasi tutto risulta comprensibile, e in alcuni passi la poetica descrizione dell'autore diventa quasi toccante. Scomode solo le immagini al centro del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante, ma nn oltre

    Un libro scritto bene, con passione.
    I primi due capitoli sono i più belli, poi scivola in un lirismo poetico abbastanza sciolto, ma che perde in qualità narrativa.
    Diciamo che vale come introduzione ...continua

    Un libro scritto bene, con passione.
    I primi due capitoli sono i più belli, poi scivola in un lirismo poetico abbastanza sciolto, ma che perde in qualità narrativa.
    Diciamo che vale come introduzione all'argomento.

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinante studio monografico sull'evoluzione della rappresentazione figurativa di Gesù che assunse nei secoli connotazioni differenti, in ossequio alle diverse correnti di pensiero, e alle vicende ...continua

    Affascinante studio monografico sull'evoluzione della rappresentazione figurativa di Gesù che assunse nei secoli connotazioni differenti, in ossequio alle diverse correnti di pensiero, e alle vicende storiche della Chiesa. Gli albori del cristianesimo, l'approccio bizantino, quello romano, la controriforma, l'illuminismo, ecc..

    ha scritto il 

  • 0

    Ma poi arriva l'"umanista" per eccellenza, Leonardo, che avvolge quasi tutte le sue riflessioni sul tema della fisiognomica proprio intorno alla realizzazione dell'Ultima Cena di Santa Maria delle Gra ...continua

    Ma poi arriva l'"umanista" per eccellenza, Leonardo, che avvolge quasi tutte le sue riflessioni sul tema della fisiognomica proprio intorno alla realizzazione dell'Ultima Cena di Santa Maria delle Grazie, cioè intorno alla rappresentazione delle ore drammatiche che precedono la Passione. (...) Nell'istantanea teatrale, gli apostoli si comportano così: c'è chi si alza, poichè non ha ben capito le parole di Gesù, chi inorridisce, chi si avvicina, chi si ritrae, come fa Giuda, che sa di essere stato scoperto prima ancora di aver commesso il tradimento. E al centro di tutto, c'è lui, Gesù, che può apparire spento, ma è solo atrocemente malinconico, anzi mortalmente triste, perchè l'avventura terrena è finita, ed è doloroso lasciare queste dopotutto amabili bestie di uomini, che sono così semplicemente perchè il Padre ha voluto che fossero così. (...)
    Leonardo matura con grande sofferenza la decisione di concentrare l'immagine in una visione istantanea: ci sono molte testimonianze al riguardo. Alla fine, decide che deve essere così, perchè questo è il momento che meglio di ogni altro può servirgli per dare dimostrazione alla sua teoria dei "moti dell'animo", che provocano reazioni e gesti differenti a seconda dell'impulso interiore che li determina. Tutta la sua vita e tutto il suo lavoro di pittore sono governati da un autoammonimento implacabile come un comandamento: "Farai le figure in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell'animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile".
    Nulla di simile si era mai visto, e pensato, in pittura. Con queste parole, Leonardo sconvolge non solo la rappresentazione, ma anche l'idea stessa delle potenzialità della rappresentazione, che d'ora in poi dovrà mostrare non solo il visibile (ciò che si vede), ma l'invisibile, ciò che c'è e forse non si vede (i "moti dell'animo"), e bisogna mostrare attraverso la pittura. (...)
    Se Leonardo procede con lentezza (e angoscia), è perchè ha intuito l'esistenza di immensi territori che cambieranno il destino della pittura, e ha capito che tutto deve partire da lì, dai "primari" dell'uomo occidentale, dal dramma archetipico di Gesù Cristo e del suo passaggio su questa terra.
    Le cose andranno così, infatti. Leonardo è il vertice di un cono di cultura che apre sommamente la via a un viaggio verso gli abissi del cuore dell'uomo, fino alla nostra periclitante contemporaneità.

    ha scritto il 

  • 4

    Semplice non semplicistico

    Libro interessante, percorre attraverso l'arte molta della storia del cristianesimo e della cultura cristiana. Un linguaggio non sempre smplice ma nel complesso capibile che fa di questo un libro divu ...continua

    Libro interessante, percorre attraverso l'arte molta della storia del cristianesimo e della cultura cristiana. Un linguaggio non sempre smplice ma nel complesso capibile che fa di questo un libro divulgativo ma non semplicistico o semplificato.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia dell'immagine di Gesù, dalle catacombe a Raz Degan (!) condensata in 96 pagine (!!). Belle foto, ma il testo è poco più di un bigino. L'autore crede di offrire una divulgazione di qualità pe ...continua

    La storia dell'immagine di Gesù, dalle catacombe a Raz Degan (!) condensata in 96 pagine (!!). Belle foto, ma il testo è poco più di un bigino. L'autore crede di offrire una divulgazione di qualità però nello stesso tempo dà per scontate troppe nozioni di storia dell'arte per essere davvero istruttivo, o utile, al pubblico di "inesperti" cui è diretto.
    Così si avvale di mezzucci quali l'utilizzazione superflua e ruffiana di parole come "modaiolo" oppure "spot" o superflui riferimenti al cinema, mescolati alle solite tirate "pseudo arganiane" da vulgata dei manuali di storia dell'arte, che sembrano senza nè capo nè coda ma che forse fanno tanto "cultura artistica"...

    Leggete un po' questo brano. "La Crocifissione (di Tintoretto, ndr) è l'antenato di tutti gli<effetto notte> (o <notte americana> come dicono i francesi) del cinema contemporaneo. La luce ambiente livida e olivastra appare perforata da almeno tre spot che devastano l'impianto luministico con bagliori insensati, e finiscono tuttavia per meticciarsi con la tonalità naturale sul palcoscenico più equivoco e spettrale della pittura prima di Caravaggio. Talchè dalla velocità sintetica dell'insieme, discendono i particolari: Re magi bagnati di un umore biaccoso che tesse la sua scia nello spazio come al seguito di lumache velocissime (??); fantasmi volanti con cappucci rossi che si reggono in piedi per puro dinamismo centripeto; nature morte buttate là con pennellate color vino o susina; e soprattutto lui, Gesù, con la testa sprofondata nell'ombra, un po' attore e un po' regista di questo dipinto che è l'antesignano di tutto il cinema "di massa" che verrà"

    Ma-Che-Cosa-Sta-Dicendo-Costui????

    Gombrich, ritorna!!!

    ha scritto il