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Il volto e l'anima della natura

Di

Editore: Mondadori

3.6
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880459358X | Isbn-13: 9788804593584 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction

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Descrizione del libro
L'arte figurativa coincide da sempre con lo spirito di una civiltà. È una finestra aperta sul visibile e sull'invisibile, accompagna da millenni le conquiste filosofico-scientifiche e spesso le anticipa. In Occidente la sua evoluzione si snoda lungo due grandi percorsi. Il primo è interiore, e nella sua ricerca introspettiva esplora il corpo, il volto e in definitiva l'anima dell'uomo. Il secondo è un viaggio in tutto ciò che è «esterno alla pupilla umana», e dunque soprattutto nella natura, principale referente di ogni creatura. La rappresentazione della natura diviene così lo specchio attraverso cui l'essere umano riflette le sue passioni, la sua visione del mondo e il senso stesso della sua esistenza. Al punto che in epoca romantica gli artisti conieranno l'espressione «paesaggio - stato d'animo» che riassume con inequivocabile chiarezza l'essenza di un itinerario dalle infinite diramazioni, che comincia a delinearsi già secoli prima e conoscerà in seguito svolte decisive e traumatiche. Flavio Caroli ci guida in questo ultimo percorso per mostrarci l'«altra faccia della luna», quella complementare alla raffigurazione umana nell'arte. Tratteggia quindi il volto della natura, ma insieme anche l'anima, giacché la meta è sempre il cuore dell'uomo occidentale che oscilla costantemente tra i poli di Ragione e Tragedia, pilastri fondanti della nostra civiltà. Il suo racconto muove dalla percezione razionale e pagana del visibile nella pittura romana; attraversa le grandiose allegorie di affreschi e codici miniati medioevali, in cui la natura è vista come una meravigliosa emanazione del divino; dà conto delle rivoluzioni della modernità, dalla scoperta della pittura a olio, capace di far risplendere la luce in ogni corpuscolo della composizione, e della prospettiva, fino alla «camera ottica» dei vedutisti veneziani; indugia sui grandi precursori di una visione moderna e drammatica del paesaggio come Leonardo, Giorgione, Lotto, Rubens, Rembrandt e Goya, nei quali irrompe già la luce «attimale» che sarà propria degli impressionisti. Da Monet in poi l'artista non vedrà più con gli stessi occhi: il punto di vista si farà molteplice, frammentato e l'anima dilaniata e perduta dell'uomo contemporaneo diventerà paesaggio incendiato dal colore puro di Van Gogh o dal gesto fulminante di Pollock. E, infine, l'autore non manca di evocare i capolavori di maestri del cinema come Michelangelo Antonioni, Stanley Kubrick, Ridley Scott che ci conducono verso la visione naturale del futuro. Futuro in cui, ancora una volta, la natura sarà lo scenario d'elezione dell'eterna lotta fra «la volontà inesausta degli esseri umani di padroneggiare il visibile e il dramma che è parte inevitabile del loro destino».
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  • 0

    Interessante, ma non per tutti

    L'ho abbandonato verso metà, dando poi solo un'occhiata alle immagini restanti. Si presenta bene ma -lo ammetto con un po' di dispiacere- mi risulta difficile seguire e "fare mio" tutto quel che ...continua

    L'ho abbandonato verso metà, dando poi solo un'occhiata alle immagini restanti. Si presenta bene ma -lo ammetto con un po' di dispiacere- mi risulta difficile seguire e "fare mio" tutto quel che dice. Capisco il testo, tranne qualche parola più impegnativa, ma spesso non "capisco" davvero quel che significa e non mi resta quasi nulla nanche sul momento... Anche in un altro suo libro, letto pochi anni fa, avevo avuto una difficoltà simile. Mi accontenterò di altri autori per me più divulgativi.

    ha scritto il 

  • 0

    Il tema è molto interessante, ma gli argomenti da trattare sono tanti e le pagine sono poche: inevitabile la sintesi, forse vengono saltati troppi passaggi, cosa che potrebbe creare confusione a chi ...continua

    Il tema è molto interessante, ma gli argomenti da trattare sono tanti e le pagine sono poche: inevitabile la sintesi, forse vengono saltati troppi passaggi, cosa che potrebbe creare confusione a chi non conosce a menadito la storia dell'arte...il libro ha 100 pagine, l'argomento ne richiederebbe almeno 1000.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante ma Caroli corre troppo, rifiutandosi di approfondire certi passaggi che potrebbero essere utili, e si lascia andare ad asserzioni opinabili (come l'identificazione tra Monet e ...continua

    Interessante ma Caroli corre troppo, rifiutandosi di approfondire certi passaggi che potrebbero essere utili, e si lascia andare ad asserzioni opinabili (come l'identificazione tra Monet e l'impressionismo). Tra le altre cose, siamo tutti d'accordo nel dire che i vocaboli aulici e ricercati sono cosa buona e giusta, ma "la folla transeunte"? Dai.

    ha scritto il 

  • 4

    Attraverso il visibile

    L'uso della ragione e il senso del tragico: queste le linee fondamentali che segnano la rappresentazione della natura secondo l'Occidente. Il saggio si apre con l'esame della pittura romana per ...continua

    L'uso della ragione e il senso del tragico: queste le linee fondamentali che segnano la rappresentazione della natura secondo l'Occidente. Il saggio si apre con l'esame della pittura romana per approdare alla fine ancora a Roma, la Roma del "Gladiatore" di Ridley Scott. Un percorso suggestivo che unisce il paesaggio "stenografato" di Ambrogio Lorenzetti alle leggi della prospettiva aerea dei Fiamminghi, quindi alle sperimentazioni di Leonardo fino alla luce "attimale" di Giorgione; e poi Tiziano, e via via fino a Corot e agli Impressionisti. Dal paesaggio barocco, dopo l'Illuminismo del Canaletto, si arriva al paesaggio romantico: inizia la pittura contemporanea, nelle due accezioni di "ragione" e "tragicità", la ragione di Cézanne e il tragico di Van Gogh. Ormai affermato il principio della natura come specchio dell'anima si arriva alla furibonda concatenazione di gesti di Pollock. Infine il cinema, Dreyer, Antonioni, Tarkovskij, Pasolini, Olmi, Kubrik, Ridley Scott. E il futuro? Dialogo tra Oriente e Occidente. Caroli parla di molti altri colossi della pittura, oltre quelli citati, ne spiega alcune opere: lo fa attraverso una scrittura piena di entusiasmo, che sa catturare, e con una modalità poetica, che non rinuncia alla precisione scientifica.

    ha scritto il 

  • 2

    Meno male che non ho comprato l'edizione rilegata, già i 9 euro dell'edizione tascabile (con sconto del 20%) mi sembrano troppi. Personalmente trovo che questo libro sia una carrellata molto ...continua

    Meno male che non ho comprato l'edizione rilegata, già i 9 euro dell'edizione tascabile (con sconto del 20%) mi sembrano troppi. Personalmente trovo che questo libro sia una carrellata molto superficiale sulla rappresentazione del paesaggio nella storia dell'arte, e per di più illustrata in maniera inutilmente ampollosa. Se si tolgono le teorie tagliate con l'accetta ("Renoir *è* l'impressionismo", "Van Gogh *sa* di essere affetto da psicosi maniaco-depressiva", "al generoso Nolde mancano le ali per spiccare il folle volo") e gli aggettivi tanto barocchi quanto improbabili, alla fin fine rimane solo un po' di aria fritta. Deludente.

    ha scritto il 

  • 3

    Il modo e non il significato

    Mi aspettavo una ricerca sul rapporto dell'uomo occidentale col paesaggio (natura) attraverso l'analisi delle opere d'arte. Invece questo libro è solo una elegante e accurata analisi del modo in cui ...continua

    Mi aspettavo una ricerca sul rapporto dell'uomo occidentale col paesaggio (natura) attraverso l'analisi delle opere d'arte. Invece questo libro è solo una elegante e accurata analisi del modo in cui il paesaggio e stato rappresentato nell'arte occidentale.

    ha scritto il 

  • 4

    Bravo a divulgare, bravo a scrivere. Flavio Caroli riesce a far immergere in questa passeggiata attraverso l'arte con una naturalezza impressionante. La natura non è oggettiva, non è sempre uguale, ...continua

    Bravo a divulgare, bravo a scrivere. Flavio Caroli riesce a far immergere in questa passeggiata attraverso l'arte con una naturalezza impressionante. La natura non è oggettiva, non è sempre uguale, cambia a seconda di chi la vede, di chi la dipinge, di chi la vive. Il tema è di per sè pieno di fascino, e trattato anche meglio.

    ha scritto il