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Iliade

Di

Editore: Newton & Compton (Grandi tascabili economici, 244)

4.4
(3102)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 512 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Chi tradizionale , Sloveno , Polacco

Isbn-10: 8879832603 | Isbn-13: 9788879832601 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vincenzo Monti ; Curatore: Marta Savini ; Prefazione: Ferruccio Ulivi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Tascabile economico , Non rilegato , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Da consultazione

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Descrizione del libro
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  • 4

    Brillano le corazze e gli occhi azzurri

    Nere sono le navi, sempre belli i sandali, e lunghi i capelli degli Argivi tagliati solo per onorare Patroclo, come le gole di 12 giovani principi di Ilio immolati da Achille sulla pira, inter alia. ...continua

    Nere sono le navi, sempre belli i sandali, e lunghi i capelli degli Argivi tagliati solo per onorare Patroclo, come le gole di 12 giovani principi di Ilio immolati da Achille sulla pira, inter alia. Menelao è un re secondario, suo fratello Agamennone rimprovera quasi tutti, anche Odisseo. Gli Achei sono carnivori e giusta è la porzione nei pasti. Era governa Zeus che non governa niente, se non l’applicazione dei destini che gli tocca di volere. Achille scappa da un fiume, Ettore da lui. Si uccide con la lancia acuta da 11 piedi, di preferenza in testa o al collo o al basso ventre; la spada al più conclude, rapsodici i dardi. Anche i sassi sono ammessi tra gli eroi che, prima di tutto, spogliano delle armi il nemico. Tanto bronzo in battaglia e un po’ d’oro, a fregio sugli scudi e sui carri. Achille è gigantesco, elementare e disperato. Paride pavido, Elena una cagna che Ettore non disdegna. Per 50 giorni non piove, ma di notte i re Danai sono coperti da pelli. Gli animali dei sacrifici sono perfetti, mai domati. Un tripode vale dieci schiave, un vaso quattro. Se gli dei non fermavano la forza di Ettore, le concave navi sarebbero andate bruciate. Nessuna notizia qui del cavallo di legno e dell’astuzia: prevale lyssa su taxis tra l’Ellesponto e le porte Scee, e nella nebbia combatte Enea, senza pietà ancora.

    ha scritto il 

  • 0

    Che dire: non votabile. E' una delle storie con la S maiuscola, non ha età non ha tempo non ha pietre di paragone.
    Epica.
    Certo che gli Dei sono spesso ridicoli e visto che sono loro che decidono le s ...continua

    Che dire: non votabile. E' una delle storie con la S maiuscola, non ha età non ha tempo non ha pietre di paragone.
    Epica.
    Certo che gli Dei sono spesso ridicoli e visto che sono loro che decidono le sorti degli uomini, porelli noi, non siamo in buone mani...!

    Avevo sempre creduto fosse illeggibile per chi come me non avesse fatto studi classici, invece è abbordabile. Certo mi sfugge tantissimo della mitologia greca e delle sfumature ma la storia la si segue benissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    A più di quarant'anni colmo una grande lacuna personale leggendo uno dei pilastri della cultura occidentale.
    La storia,tra scuola e altro ancora,mi si deve essere sedimentata dentro quasi inconsapevol ...continua

    A più di quarant'anni colmo una grande lacuna personale leggendo uno dei pilastri della cultura occidentale.
    La storia,tra scuola e altro ancora,mi si deve essere sedimentata dentro quasi inconsapevolmente perchè non sono stato sorpreso dagli eventi narrati che - come detto - mi erano noti,così come credo alla maggioranza dei lettori medi.
    Il piacere che dà la lettura è per lunghi tratti eccelso;mi rimarranno per sempre impressi gli epiteti omerici,le descrizioni crude delle battaglie,la morte di Ettore e tanto altro ancora.
    Ma nonostante questa grandezza,l'Iliade non mi ha toccato in profondità:nella visione del mondo che mette in scena gli uomini,per quanto valenti,mi sembra che non contino proprio nulla e che il destino sia sempre deciso "sulle ginocchia degli dei"( ϑεῶν ἐν γούνασι κεῖται).
    Più di due millenni di storia da quando è stata scritta hanno contribuito a farmi pensare diversamente..

    ha scritto il 

  • 5

    Hasta la victoria

    Omero o chi per lui sfata il pregiudizio che i geni stiano sempre a sinistra. È chiaro che sono le parole a non essere neutre e a volte, ma solo a volte, giocano brutti scherzi e ciò che additano al l ...continua

    Omero o chi per lui sfata il pregiudizio che i geni stiano sempre a sinistra. È chiaro che sono le parole a non essere neutre e a volte, ma solo a volte, giocano brutti scherzi e ciò che additano al ludibrio si ritorcono contro l’autore.
    O siamo noi a dare significati comodi, stralciandole dal complesso, costruito come un’epopea d’eroi, che tali non sarebbero se non fossero circondati da prone masse anonime tra cui, però, si possono aggirare dei disfattisti, ottimi elementi per plasmare il “prototipo” del lercio figuro?

    Eppure Tersite non era un plebeo! Anche lui figlio di re e cugino del prode Diomede, se ricordo bene la complicata genealogia; resa più complicata dal tramandarsi come verità di minchiate scritte da un anonimo, in tempi cui si è attribuita purezza di pensiero e sincerità di lingua, se mai il pensiero è stato puro e la lingua sincera.

    E chi pensa che leggere o rileggere l’Iliade sia affare per pochi nostalgici vecchietti o studiosi di nicchia del microcosmo delle parole, si sbaglia. Eccome.
    Intanto, oltre alla bellezza dell’impianto, l’Iliade fissa definitivamente i canoni dell’eroe e dell’antieroe, quotidianamente protagonisti di almeno sette testate giornalistiche “nazionali”.

    La letteratura più o meno alta di tutti i tempi li ha riprodotti come una serigrafia di Warhol: da “gli eroi son tutti giovani e belli" a "con quella bocca [possono] dire ciò che [vogliono]”, versus il Riccardo III di Sciachespeare con “il braccio avvizzito, l'andatura zoppicante, la schiena ricurva “ .

    Achille,” piede rapido, glorioso, divino, perfetto, cuor di leone, eversore di rocche, animo ardente, magnanimo, fortissimo , gagliardo, inclito, nobile, gigante, selvaggio, splendido, luminoso, dalla chioma bionda”, può apostrofare impunemente Agamennone, a sua volta “signore di eroi, signore di uomini, dall’ampio potere, re che tiene lo scettro, il potente, dalla lancia gloriosa”.
    Gli può dire, da pari a pari, di essere :-
    “ubriacone, occhi di cane, cuore di cervo, re mangiatore del popolo perché a buoni a niente comanda, che vuol comandare su tutti, signoreggiare su tutti, dare a tutti ordini, a cui qualcuno non obbedirà”.
    Senza che succeda nulla.
    Tutto rubricato sotto una lite tra due capibranco per il possesso di una femmina chè, allora, la donna era solo” bella senz’anima”. O come un normale battibecco tra maggioranza e opposizione istituzionale, che più grosse se le sparano, più “appassionato” sarà l’abbraccio nella rinnovata fiamma della grande coalizione.

    Ma Tersite non è un capo branco. È l’uomo del W-day, ohibò:
    ” vociava smodato, che molte parole sapeva in cuore, ma a caso, vane, non ordinate, per sparare dei re; era l’uomo più brutto, era camuso e zoppo d’un piede, le spalle eran torte, curve e rientranti sul petto, il cranio aguzzo in cima, e rado il pelo fioriva. Era odiosissimo, soprattutto ad Achille e a Odisseo, chè d’essi sparlava sempre; ma allora contro il glorioso Agamennone, diceva ingiurie, vociando stridulo, certo con lui gli Achei l’avevano terribilmente, l’odiavano ma dentro il cuore; [...]:-
    Atride di che ti lamenti? Che brami ancora? Piene di bronzo hai le tende, e molte donne sono nelle tue tende, scelte, [...] e hai ancora sete d’oro [...] ma non è giusto che un capo immerga nei mali i figli degli Achei. Ah poltroni, brutti vigliacchi, Achee, non Achei , a casa, sì, sulle navi torniamo, lasciamo costui qui, a Troia, a digerirsi i suoi onori, che veda se tutti noi lo aiutiamo o no. “
    Niente in confronto alle ingiurie di Achille e, obiettivamente, nulla che non possiamo condividere. Ma allora come oggi, in difesa del potente, corre in aiuto un potente.
    Infatti, il masaniello aveva appeno chiuso la bocca che interviene il prode, il glorioso, il questore Dambruoso, Ulisse:-
    “lingua confusa, per quanto arguto oratore, smetti e non osare, tu di offendere i re! Io dico che un altro uomo più vile di te non esiste[...] perciò tu non parlare avendo i re sulla bocca; non vomitare ingiurie, non ti curar del ritorno[...] perché molti doni gli danno, tu[...] concioni ingiurando[...] se ancora a far l’idiota ti colgo, [...] ti acciuffo, ti spoglio delle tue vesti, mantello e tunica, che le vergogne ti coprono, e ti rimando piangente alle rapide navi, fuori dall’assemblea. “

    E giù colpi , ma non a mani nude: il prode aveva uno scettro mentre il questore del nostro parlamento non solo ne era sprovvisto, ma gli era venuto a mancare anche il sobrio loden per cui deve contentarsi di un colpo di karatè.

    Cmq, è notevole la reazione della massa, che quando sente profumo di potere perde la testa e la memoria. Se prima non osava palesare l’odio verso i potenti, ora che un potente ha bastonato ben bene uno di loro, - che se l’avesse avuta vinta avrebbe seguito entusiasta-, ecco che ritrova la lingua per dargli addosso: -
    “ questa è la cosa più bella che [Odisseo] ha fatto...ha troncato il vociare di quel villano arrogante.”
    E se Dambruoso era un illustre sconosciuto, ora il Corriere lo pregia pure di un'intervista. E' assurto agli onori delle cronache, che di onori ogni epoca ha i suoi!

    Come sia finita la storia è risaputo. I prodi, dopo aver distrutto una città dai fiorenti commerci che poco se ne fregava della Troica greca, morirono chi sul campo, chi in viaggio, chi appena giunto a casa e chi vi giunse dopo un lunghissimo esilio.
    Se le cose si ripetono sempre allo stesso modo – hanno un bel dire che la storia non si ripete confondendo gli strumenti con il processo mentale che la guida – come fa l’uomo a non capire e scegliere le cose buone e giuste?
    Dicono che la grandezza dell’essere umano e allo stesso tempo la sua disgrazia è quella di non essere un animale specializzato. Certo che alle formiche, specializzatissime, non sarebbe mai successo e mai succederebbe di non imparare dalle disgrazie!
    Dite che non vorreste essere delle formiche? Beh non è che essere gregge ci elevi più di tanto!

    ha scritto il 

  • 0

    Vuoi mettere il piacere di leggere l'Iliade in un italiano corrente, dopo aver sofferto sui banchi di scuola per l'esegesi della traduzione di Monti? Ma perchè far odiare un testo così bello con un'in ...continua

    Vuoi mettere il piacere di leggere l'Iliade in un italiano corrente, dopo aver sofferto sui banchi di scuola per l'esegesi della traduzione di Monti? Ma perchè far odiare un testo così bello con un'interpretazione in rima del Settecento? (parlo della scuola italiana nell'anno 1969-70). Mah!

    ha scritto il 

  • 5

    perchè mi è così (ri)piaciuto? tento un elenco casuale dei motivi: le descrizioni: si sente la polvere che si leva dai campi, il rumore delle armi, il sangue, gli odori di uomini, cavalli dell mare. è ...continua

    perchè mi è così (ri)piaciuto? tento un elenco casuale dei motivi: le descrizioni: si sente la polvere che si leva dai campi, il rumore delle armi, il sangue, gli odori di uomini, cavalli dell mare. è tutto così reale. no, la guerra e la violenza non le posso vedere. E dunque vorri che subito Patroclo morisse, così poi muore anche Ettore e la facciamo finita. ho dei figli giovani, ragazzi: sono bellissimi, hanno bella pelle, bei capelli, bei muscoli, sono così gli eroi graci che muoiono, che muoiono da 3000 anni. Eppure non riesco a smettere di leggere. Poi c'è il fato, il destino, si sa già come va a finire, ma lo stesso ci si imbarca e si accetta il disegno senza senso.
    E comunque è poesia pura.

    ha scritto il