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Illusioni necessarie

Mass media e democrazia

Di

Editore: Eleuthera

3.8
(30)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Altri

Isbn-10: 8885861202 | Isbn-13: 9788885861206 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: R. Ambrosoli

Disponibile anche come: Paperback

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Descrizione del libro
Una riflessione critica di Chomsky sul ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali. Una accusa dura contro il mito dell'indipendenza dei media dal potere politico ed economico, che ha poi costituito la base dell'intervista video con l'autore (Manufacturing Consent).
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  • 2

    Serie di saggi in cui Chomsky si interroga sul ruolo della sua razza, gli intellettuali, in un sistema come quello moderno (occidentale ed americano soprattutto) in cui le popolazioni, non potendo essere sottomesse con la forza bruta devono essere sottomesse più subdolamente, mediante l'utilizzo ...continua

    Serie di saggi in cui Chomsky si interroga sul ruolo della sua razza, gli intellettuali, in un sistema come quello moderno (occidentale ed americano soprattutto) in cui le popolazioni, non potendo essere sottomesse con la forza bruta devono essere sottomesse più subdolamente, mediante l'utilizzo dei mezzi di distrAzione di massa (Sabina Guzzanti docet) che, almeno apparentemente, si ammantano del ruolo di sacri paladini dell'informazione e baluardi della verità.
    Eppure basta semplicemente stare un po' attenti per far sì che la maschera cali (o consultare le fonti giuste senza andare nemmeno troppo lontano - Chomsky fa l'esempio del Wall Street Journal come fonte attendibile di informazione perchè, come riportato in un altro saggio "la classe dirigente deve essere informata su quello che accade nel mondo"). Ma la cosa sembra più difficile di quanto sembri in una società in cui apparentemente si viene bombardati dall'informazione.

    A livello di comprensione questo risulta uno dei più ostici e francamente noiosetti che mi sia capitato di leggere di Chomsky, nonostante le tematiche che porta avanti siano più o meno le stesse di sempre. Si tutta un po' troppo nel teorico/filosofico e meno nel pratico come piace a me. Ma non si può non essere d'accordo con quello che dice, che non riguarda certo solo gli Americani...

    ha scritto il 

  • 2

    Meno emotività e più accademia, per pietà...

    Le Illusioni sono quelle create dai media per omologare il pianeta ai desideri di una oligarchia (Us ed alleati) colta/econ; tesi discutibile (ripresa da G.Chiesa, La guerra infinita). Di certo c’è molta verità in quanto narrato (Us e ctrl dir/indir milit/politico di risorse e influenza/ingerenza ...continua

    Le Illusioni sono quelle create dai media per omologare il pianeta ai desideri di una oligarchia (Us ed alleati) colta/econ; tesi discutibile (ripresa da G.Chiesa, La guerra infinita). Di certo c’è molta verità in quanto narrato (Us e ctrl dir/indir milit/politico di risorse e influenza/ingerenza estera), ma Chomsky presenta le sue tesi in modo troppo emotivo e di parte per pretendere di essere preso sul serio, ed in più ci sono troppi “si sa che”, capi d’accusa poco documenta-ti/bili verso media/politica (Us collusi con exSS dopo ww2 in GermEst, Fbi polizia politica, distruzione sedi giornali dissenzienti in SudAm, Isr affonda navi civili e spara sui naufraghi), nessun cfr con tesi contrarie o critica a mod non capitalistici, estremismo milit/ideol/politico solo da dx/Us, esempi minuziosamente dettagliati al posto di un’analisi di ampio respiro e totale assenza di tesi/sintesi dell’autore per alternative/soluz al probl denunciato. Le decine di pagine di eventi specifici, la ripetitività fino alla noia delle violazioni Us alle delibere Onu e di riferim a Nicarag/Timor/Panama/Isr, sanno di indottrinamento per sfinimento. Sulle storture del rapp media/politica, meglio Mazzoleni, La comunicazione Politica, il Mulino.

    Nell’ultimo Cap emergono evidenti le debolezze dello scritto: per la modif dei conc (Democr/Comunisti/Terrorismo) non ci sono riferimenti alla (nota) attività degli Spin Doctors nella politica moderna mentre nel definire il terrorismo non c’è cenno alla (nota e condivisa) definizione sociologica ed accademica.

    Cap 1-2. Stampa (collusa/occupata da elite econ/politica e/o spontaneam asservita) che: depotenzia le istituz; forma l’Op.Pubb (intellett/opinionleader, mid/up-class Us/internaz e poi la cl.povera/prolet segue per imitaz/invidia); opera una deriva a dx che epura movim popolari, controinformativi, Univ, forma non cittadini ma osservatori/consumatori.
    Cap.3: debole critica a mod totalitari (anche sx); equiparz per effetti ad ingerenza Us, diverse metodologie (accennate), analoga strategia (ctrl agenda Op.Pubb/intellett), ma i sist capitalisti/democratici hanno più responsabilità [perché?]; poi oltre 30pag sul Nicaragua.
    Cap.4: ancora la stampa che soggiace ai poteri econ/politici; riferim quasi tutti a SudAm, minuzioso elenco di qty di articoli per argomento, votazioni a Trib.Internaz e Onu, riporti sui media, i cm (!!) di colonne di articoli pro/contro [che palle!].
    Cap5: stampa/politica e modif concetti per orientare l’Op.Pubbl; modif strumentali dei conc di Democrazia/buoni (che in Us coincide con impresa capitalistica pvt), Comunisti/cattivi e Terroristi/altri; poi lungo e noioso parallelismo tra il ctrl della stampa in Nicaragua (da parte Us) ed di Isr su stampa di opposiz.

    ha scritto il 

  • 4

    Un buon libro per saperne di più sulla gestione e il controllo dell'informazione da parte delle elite politiche americane e sul ruolo determinante che la 'democrazia' americana svolge nel perpetuare regimi autoritari in larga parte del mondo. Il filo rosso che lega i vari capitoli è l'intenzione ...continua

    Un buon libro per saperne di più sulla gestione e il controllo dell'informazione da parte delle elite politiche americane e sul ruolo determinante che la 'democrazia' americana svolge nel perpetuare regimi autoritari in larga parte del mondo. Il filo rosso che lega i vari capitoli è l'intenzione dell'autore di mostrare come gli interventi militari degli americani, brutali e illegittimi, non sono altro che il risvolto esterno di una politica di dominio e controllo che sul piano interno avviene con mezzi più fini e sofisticati (fabbricazione del consenso).
    Davvero rivelativa la teoria dello "spettro di opinioni" cui è consentita l'espressione all'interno del dibattito pubblico.

    ha scritto il 

  • 0

    Elegante e concisa analisi degli strumenti di comunicazione di massa nelle cosiddette democrazie; una spinta, come c'è da aspettarsi da questo Autore, a leggere criticamente alcuni avvenimenti che consideriamo normali nella loro, ovvero nostra, quotidianità.

    ha scritto il