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I'm Not Scared

By Niccolo Ammaniti

(5)

| Paperback | 9781400075638

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Book Description

“Stop all this talk about monsters, Michele. Monsters don’t exist. It’s men you should be afraid of, not monsters.”

A sweltering heat wave hits a tiny village in Southern Italy, sending the adults to seek shelter Continue

“Stop all this talk about monsters, Michele. Monsters don’t exist. It’s men you should be afraid of, not monsters.”

A sweltering heat wave hits a tiny village in Southern Italy, sending the adults to seek shelter, while their children bicycle freely throughout the countryside, playing games and getting into trouble. On a dare, nine-year-old Michele Amitrano enters an old, abandoned farmhouse, where he stumbles upon a secret so terrible that he can’t tell anybody. As the truth emerges, Michele learns that the horror in the creepy old house is closer to home than he ever imagined.

A widely acclaimed international bestseller, I’m Not Scared is a spine-tingling novel that combines a coming of age narrative with a satisfying, enthralling story of suspense.

913 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Essenziale, cattivo e realistico quanto basta. Affronta un tema importante in modo non moralistico o didascalico. Uno dei migliori romanzi italiani degli ultimi vent'anni.

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    Prettysilvia said on Sep 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Si fa leggere, fila via veloce, scritto in modo fluido (anche se i congiuntivi volutamente sbagliati messi in bocca a Michele, il protagonista, a un certo punto danno fastidio) eppure tutto sembra rimanere troppo in superficie. E' un romanzo discreto ...(continue)

    Si fa leggere, fila via veloce, scritto in modo fluido (anche se i congiuntivi volutamente sbagliati messi in bocca a Michele, il protagonista, a un certo punto danno fastidio) eppure tutto sembra rimanere troppo in superficie. E' un romanzo discreto, una buona lettura estiva, comunque niente che giustifichi il successo che ha avuto.

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    james_bond said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    brutto ma bello!

    Un tema penoso, difficile, affrontato con tutta la leggerezza di cui Ammaniti è maestro. La storia seppur raccapricciante assume tutta un'altra connotazione se raccontata dal punto di vista di un ragazzino, coetaneo della vittima, vissuto sempre in p ...(continue)

    Un tema penoso, difficile, affrontato con tutta la leggerezza di cui Ammaniti è maestro. La storia seppur raccapricciante assume tutta un'altra connotazione se raccontata dal punto di vista di un ragazzino, coetaneo della vittima, vissuto sempre in povertà nell'estrema periferia a sud dell'Italia, ma coraggioso e intrepido come un eroe dei fumetti.
    Come altri libri di questo autore, i sentimenti più contrapposti si sono scatenati durante la lettura che, nonostante l'amarezza, è scivolata via veloce, verso un finale estremamente drammatico ma che lascia uno spiraglio di luce appena accennato.

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    Silvia said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    mah. roba così triste e che ti mette una tale angoscia l'ho letta raramente. non m'è piaciuto per nulla :(

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    magnus said on Aug 26, 2014 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Per quanto riguarda me, questo è uno di quei rari casi di "ho preferito il film". Sarà per la stupenda colonna sonora, sarà per la bella fotografia, sarà per il finale meno "monco", ma il film mi dà una sensazione di maggiore compiutezza.
    (Tra parent ...(continue)

    Per quanto riguarda me, questo è uno di quei rari casi di "ho preferito il film". Sarà per la stupenda colonna sonora, sarà per la bella fotografia, sarà per il finale meno "monco", ma il film mi dà una sensazione di maggiore compiutezza.
    (Tra parentesi, niente di personale contro Ammaniti ma sono anche convinta che questo libro, se lui non avesse il padre che ha, avrebbe giaciuto in un cassetto per molto più tempo.)
    Venendo a noi, la vicenda è semplice: in un paesello del meridione, quattro case in mezzo ai campi di grano, un gruppo di adulti ha l'idea di arricchirsi nel modo peggiore possibile. Ossia, rapendo un bambino di famiglia benestante e chiedendo un riscatto. Michele, un bimbo del paese, durante un gioco troverà per sbaglio il nascondiglio del bambino e verrà, pian piano, a conoscenza di tutto il piano. Deciderà dunque di aiutare il bambino sequestrato.
    La vicenda è narrata in prima persona, dallo stesso Michele ormai cresciuto (lo si capisce dal fatto che, a un certo punto, parla di una vacanza che ha fatto dieci anni dopo l'estate in cui la vicenda si svolge). Appurato questo, si può perdonare tranquillamente il fatto che alcuni dei pensieri del protagonista non sembrino proprio plausibili in testa a un bambino di nove anni. Un po' meno perdonabili i mancati congiuntivi, che ci sarebbero stati se l'io narrante fosse stato appunto quello del bambino di nove anni; dato che così non è, a un certo punto iniziano a pesare un po' dando allo stile un senso troppo palese di "artefatto". A parte ciò, il romanzo scorre benissimo e si legge davvero in poco tempo. Lo stile si rifà, ho trovato, parecchio alla letteratura americana da Hemingway in su. (Non credo sia casuale la citazione da "On the road" a inizio libro.) Non ha magari lo stesso vigore, ma l'esperimento è interessante e funzionale all'ambientazione in cui la storia si svolge. Ambientazione resa, tra parentesi, in modo ottimo e grande punto di forza del romanzo. Altro punto di forza è la costruzione del rapporto fra i due bambini, Michele e Filippo. Da un lato Michele è un ragazzo semplice e generoso, cresciuto nelle campagne, di carnagione scura e capelli scuri; dall'altro, Filippo è un bimbo di buona famiglia, delicato e biondo, figlio di un imprenditore. Il rapporto fra i due si sviluppa in modo straordinariamente naturale, sia pure nelle strane circostanze in cui entrano in contatto, perché l'immaginazione dei bambini ha il potere di contrastare qualunque ostacolo. Il gruppo di adulti, coi loro litigi e col lato oscuro del mondo, rimane sullo sfondo. Anche il possibile vero motivo del rapimento proprio di Filippo, buttato lì a mezza bocca dal vecchio Sergio insieme al volto di una madre disperata al telegiornale, rimane lì, non confermato né disconfermato ma semplice pulce nell'orecchio del lettore.
    Proprio nel nome dell'affetto di quella madre, però, Michele decide di aiutare Filippo. Si porta nel cuore tutta la delusione e la disillusione nello scoprire che un padre per lui eroe e modello è in realtà implicato nel sequestro, è "l'uomo nero che porta via i bambini". E così tutti gli adulti della piccola comunità di Acqua Traverse. E in questo senso è un libro che "sa" davvero di infanzia, ma di quell'infanzia in bilico, che è sul punto di diventare adolescenza, che già inizia ad accorgersi che nel mondo ci sono cose che non vanno ma che ancora non riesce a spiegarsele. Ottima dunque la caratterizzazione del gruppo di bambini, in contrapposizione col mondo "dei grandi" che appena sono in grado di intravedere.
    "Cresci e vattene da qui" è quello che Michele si sente dire. E il desiderio di diventare adulti, col conseguente tentativo di "fare i grandi", si ritrova spesso all'interno del romanzo. Acqua Traverse è, come già detto, una frazioncina di quattro case in mezzo alle campagne. Agli occhi dei bambini perfino il vicino paese di Lucignano è distante al punto da sembrare quasi irraggiungibile. Il loro mondo è tutto fra i campi di grano, le stesse nuvole temporalesche sembrano quasi un fenomeno dimenticato, proveniente da un altro universo; così come gli elicotteri dei Carabinieri, che hanno ai loro sguardi l'effetto che avrebbero animali preistorici, viventi e mai visti. L'alta collina in cui è prigioniero Filippo sembra addirittura una montagna mai scalata, solo arrivandoci ci si accorge che al di là la campagna continua come prima. Il "Nord" è solo il nome di un luogo sconosciuto, neppure geografico ma quasi sognato, che forse neppure esiste. Dopo le nubi temporalesche, però, l'aria si fa limpida. Il protagonista riesce per la prima volta a vedere il mare.
    E così, dopo quella vicenda, in qualche modo crescerà: imparerà che gli adulti non sono eroi senza macchia, che i mostri non esistono ma che il mostro peggiore è quello che risiede dentro ognuno di noi.
    Quali che siano le vicende di Michele dopo la brutta, bruttissima avventura, non ci è dato saperlo a causa di quel finale un po' troppo "monco".
    Nel complesso comunque un buon romanzo, forse un po' sopravvalutato. Anche se, ripeto, per quanto mi riguarda il film è meglio.

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    Vitani Days said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante, ottime le descrizioni dei luoghi e particolare il modo di descrivere, e di conseguenza far "sentire" al lettore, il tempo meteorologico.
    Interessante anche il modo in cui viene vista e vissuta la vicenda prettamente dal punto di vista d ...(continue)

    Interessante, ottime le descrizioni dei luoghi e particolare il modo di descrivere, e di conseguenza far "sentire" al lettore, il tempo meteorologico.
    Interessante anche il modo in cui viene vista e vissuta la vicenda prettamente dal punto di vista del bambino, cosa non facile per un adulto esprimersi come un bambino.
    Nell'insieme però il libro credo sia sopravalutato, a tratti è lento e non ti fa venir voglia di dire: E dopo!?!?!
    Comunque sono tutti pensieri soggettivi, ognuno è libero di pensare quello che vuole.

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    Federica Tabori said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

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