Immagini malgrado tutto

Di

Editore: Cortina Raffaello

4.0
(45)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Altri

Isbn-10: 8870789543 | Isbn-13: 9788870789546 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: D. Tarizzo

Genere: Scienze Sociali

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Descrizione del libro
A partire da quattro foto strappate all'inferno di Auschwitz, questo libro sviluppa un'originale riflessione sulla memoria, l'immagine e l'opera d'arte. La posta in gioco è la possibilità di accostarci a quella realtà per molti inimmaginabile che furono i campi di sterminio nazisti. Ma non si tratta solo di questo. Si tratta anche di capire quali siano i limiti e le potenzialità specifiche dell'immagine in quanto tale, artistica, fotografica, cinematografica.
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  • 5

    huberman riguardo quattro foto scattate all'interno di un campo di concentramento: "né l'invisibile per eccellenza (pigrizia dell'esteta), né l'icona dell'orrore (pigrizia del credente), né il semplic ...continua

    huberman riguardo quattro foto scattate all'interno di un campo di concentramento: "né l'invisibile per eccellenza (pigrizia dell'esteta), né l'icona dell'orrore (pigrizia del credente), né il semplice documento (pigrizia dello studioso)." sostiene la necessità di non nascondersi dietro ciò che si definisce come inimmaginabile" o "ineffabile" : "non possiamo imparare nulla da uno sguardo paralizzato e pietrificato."

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea di partenza è buona, prendere quattro foto giudicate "non così importanti" ai fini della condanna dei nazisti e ripercorrere la loro ipoetica storia, da quando è stata concepita l'idea fino al ...continua

    L'idea di partenza è buona, prendere quattro foto giudicate "non così importanti" ai fini della condanna dei nazisti e ripercorrere la loro ipoetica storia, da quando è stata concepita l'idea fino al loro arrivo nei tribunali e l'uso che ne è stato fatto.

    Il problema nasce una volta conclusa la narrazione, quando il resto del libro è destinato prevalentemente a convincere il lettore che le persone che hanno criticato questo libro sono delle teste di cavolo atte a perseguitarlo. E questo per più di metà del libro, dove mescolati a vari fatti ci sono continue frecciatine. In sua difesa posso dire che alcune delle critiche che gli sono state mosse sono effettivamente eccessive ma altre, come l'accusa di morbosità o l'eccessiva ridondanza di alcuni fatti totalmente ipotizzati ma decisamente troppo "caricati" di sentimentalismo trito esistono, li avevo notati anche io.

    Se cercare quindi di vedere l'importanza e la forza in foto che troppo frettolosamente vengono catalogate come inutili in ambito giuridico e di conseguenza mondiale è sintomo di maturità e apertura mentale, il modo in cui poi viene trattato l'argomento è assolutamente infantile. Un vero peccato, mi aspettavo molto di più da questo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro assolutamente imprescindibile per quanti si vogliano interrogare sul potere etico ed estetico delle immagini dopo Aushchwitz.
    l'argomentazione di Didi-Huberman è estremamente rigorosa nei suoi ...continua

    un libro assolutamente imprescindibile per quanti si vogliano interrogare sul potere etico ed estetico delle immagini dopo Aushchwitz.
    l'argomentazione di Didi-Huberman è estremamente rigorosa nei suoi fondamenti, anche se talvolta risulta poco fedele a se stessa in alcuni suoi sviluppi. non viene comunque intaccato l'assunto di base, ovvero la necessità civile ed estetica di indagare quanto può dirci un'immagine della Shoah, nonostante la sua impossibilità di mettere il Male per immagini.
    La seconda parte del libro è dedicata alla contrapposizione tra le tesi di Didi-Huberman e quelle di Claude Lanzmann (il regista di Shoah), innestando un polemico ma stimolante confronto.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo saggio che partendo da 4 fotografie salvate dall'inferno di Auschwitz costruisce un discorso attorno alla forza e significati dell'immagine e dello sguardo fotografico. Frequenti incursioni ...continua

    Bellissimo saggio che partendo da 4 fotografie salvate dall'inferno di Auschwitz costruisce un discorso attorno alla forza e significati dell'immagine e dello sguardo fotografico. Frequenti incursioni anche nel mondo del cinema, in un conflitto teorico e visivo su immagine fissa e immagine in movimento.

    ha scritto il 

  • 5

    [Consigliatomi dal prof per la tesi, lo comincerò all'istante, sono molto curioso di conoscere Didi-Huberman]

    Grande testo e preziose riflessioni sul concentrazionismo, l'esigenza di tentare di immagi ...continua

    [Consigliatomi dal prof per la tesi, lo comincerò all'istante, sono molto curioso di conoscere Didi-Huberman]

    Grande testo e preziose riflessioni sul concentrazionismo, l'esigenza di tentare di immaginarlo "malgrado tutto", malgrado la sua intenzione inimmaginabile.

    ha scritto il 

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