Immagini malgrado tutto

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A partire da quattro foto strappate all'inferno di Auschwitz, questo libro sviluppa un'originale riflessione sulla memoria, l'immagine e l'opera d'arte. La posta in gioco è la possibilità di accostarci a quella realtà per molti inimmaginabile che ...Continua
Ha scritto il 25/10/11
huberman riguardo quattro foto scattate all'interno di un campo di concentramento: "né l'invisibile per eccellenza (pigrizia dell'esteta), né l'icona dell'orrore (pigrizia del credente), né il semplice documento (pigrizia dello studioso)." ...Continua
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Ha scritto il 29/07/10
L'idea di partenza è buona, prendere quattro foto giudicate "non così importanti" ai fini della condanna dei nazisti e ripercorrere la loro ipoetica storia, da quando è stata concepita l'idea fino al loro arrivo nei tribunali e l'uso che ne è ...Continua
Ha scritto il 28/05/09
un libro assolutamente imprescindibile per quanti si vogliano interrogare sul potere etico ed estetico delle immagini dopo Aushchwitz.l'argomentazione di Didi-Huberman è estremamente rigorosa nei suoi fondamenti, anche se talvolta risulta poco ...Continua
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Ha scritto il 10/05/08
Bellissimo saggio che partendo da 4 fotografie salvate dall'inferno di Auschwitz costruisce un discorso attorno alla forza e significati dell'immagine e dello sguardo fotografico. Frequenti incursioni anche nel mondo del cinema, in un conflitto ...Continua
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Ha scritto il 26/03/08
[Consigliatomi dal prof per la tesi, lo comincerò all'istante, sono molto curioso di conoscere Didi-Huberman]Grande testo e preziose riflessioni sul concentrazionismo, l'esigenza di tentare di immaginarlo "malgrado tutto", malgrado la sua

Ha scritto il Jan 23, 2011, 18:35
«L’immagine-lacuna è un’immagine-traccia e un’immagine-sparizione al tempo stesso. Qualcosa resta, qualcosa che non è la cosa, ma un lembo del suo aspetto, della sua somiglianza. Qualcosa – pochissimo, una pellicola – resta del ...Continua
Pag. 206
Ha scritto il Jan 20, 2011, 05:32
«Non esiste un’immagine ‘una’, così come non esiste una parola, una frase, una pagina ‘unica’ che possa dire il tutto di un reale qualsiasi. Rammentiamo la parabola hassidica nella quale Menahem-Mendel de Kotzk scrive ogni sera la sua ...Continua
Pag. 156
Ha scritto il Jan 20, 2011, 05:30
«Non è un caso se i servizi cinematografici dell’esercito americano, nel 1945, si rivolsero a John Ford per chiedergli di riflettere sull’uso – vale a dire sul montaggio – delle sequenze filmate da George Stevens all’apertura dei campi; ...Continua
Pag. 172
Ha scritto il Jan 19, 2011, 14:48
«‘Ciò che non si può vedere, bisogna mostrarlo’: Gérard Wajcman pensa che solo un’eliminazione, una unificazione o una assolutizzazione dell’immagine – l’immagine nulla, l’immagine una o l’immagine tutta – potrebbero soddisfare ...Continua
Pag. 169

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