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Imperium

Di

Editore: Feltrinelli

4.3
(558)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Polacco

Isbn-10: 8807813262 | Isbn-13: 9788807813269 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: V. Verdiani

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
"Imperium" è la narrazione del viaggio di un "esploratore" molto speciale attraverso terre, realtà, storie per lo più ancora sconosciute. Nel momento incui il grande impero sovietico si dissolve in mille rivoli e staterelli, lacronaca personale di Kapuscinski scopre e racconta oscure e violente realtà,sommerse in una confusione di lingue e culture che rimandano al mondo dopo ilcrollo della Torre di Babele. Un viaggio nello spazio e nel tempo, un raccontodi ricordi in cui le esperienze passate si intrecciano a quelle presenti neldarci, come dice Salman Rushdie, "una veritiera immagine del mondo".
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  • 4

    Appunti di viaggio, impressioni, ricostruzioni della storia più recente. Un libro per cercare di capire qualcosa di più di quell’immenso territorio che possiamo identificare come ex URSS. Non solo sotto il profilo storico e geografico, ma anche per respirare sensazioni, stati d’animo, colori. E’ ...continua

    Appunti di viaggio, impressioni, ricostruzioni della storia più recente. Un libro per cercare di capire qualcosa di più di quell’immenso territorio che possiamo identificare come ex URSS. Non solo sotto il profilo storico e geografico, ma anche per respirare sensazioni, stati d’animo, colori. E’ il primo libro di Kapuściński che leggo, e devo ammettere di aver molto apprezzato la prosa fluida, colorata, appassionata e mai pesante. Il libro spazia, l’ordine delle narrazioni è cronologico, ma non è necessariamente determinante. In questo libro ci si può perdere, e a volte la sensazione è di essere seduti ad una tavola dopo cena ad ascoltare i racconti di viaggio di un amico viaggiatore. Colpisce l’umiltà con cui Kapuściński si pone, sia nei confronti delle persone che incontra sia soprattutto nei confronti del lettore: nulla da spiegare, nessuna tesi, nessuna presunzione di spiegare il mondo. Più semplicemente tanta voglia di raccontare, di “essere al servizio”, di mettere la penna a disposizione di chi abbia voglia di ascoltare e capire qualcosa di più del mondo che lo circonda. N.B. : da leggere possibilmente con un Atlante a disposizione, perché un viaggio non si può capire senza leggerlo sulla mappa.

    ha scritto il 

  • 3

    La caduta dell'impero comunista che ha dominato per quasi 80 anni metà Europa e gran parte dell'Asia,ha senza dubbio causato uno shock per gran parte delle persone che hanno visto nell'U.R.S.S,un sogno,un esperimento,rivelatosi fallace e caduto,poi; in modo alquanto impietoso.Kapuscinski descrive ...continua

    La caduta dell'impero comunista che ha dominato per quasi 80 anni metà Europa e gran parte dell'Asia,ha senza dubbio causato uno shock per gran parte delle persone che hanno visto nell'U.R.S.S,un sogno,un esperimento,rivelatosi fallace e caduto,poi; in modo alquanto impietoso.Kapuscinski descrive i suoi incontri con l'Impero avvenuti in diversi momenti della loro esistenza.Dal primo ricordo infantile,sulla invasione della Polonia da parte delle armate rosse durante il '39,sino all'epoca del post-comunismo dopo la presa di Yeltsin.Ogni parte affronta diversi periodi dell'impero e dipinge le impressionis raccolte dal giornalista polacco.La seconda parte incentrata sugli anni '60 si concentra sulla problematica dell'impero sud.Quella macro-regione formata da stati contaminati da diversi culture così distante dalla base centrale di Mosca.La terza parte è ambientata sul finire degli anni '80,dove l'impero ormai scarsamente unito sta cadendo in modo inesorabile.Breznev è ormai morto e a capo del partito c'è Gorbačëv.Kapuscinski affronta il periodo del declino,riportando alla mente gli anni delle purghe staliniste,il delirio dei Gulag siberiani,facendo dei paragoni sui giorni vissuti dall'autore che hanno visto un potere sempre più disgregato dalle sollevazioni culturali del Turkemistan,dell'Ucraina o dell'Azerbaijan.Inutile nascondere che è stata la parte più interessante del libro.Le notizie contenute in questa raccolta d'impressioni sono senza dubbio interessanti.Il problema è che è poco funzionale alla forma narrativa anche perché il tono è decisamente giornalistico.Naturalmente,questo libro è scritto da un giornalista ma il cuore pulsante del romanzo è troppo didascalico,troppo formale e a volte rischia d'annoiare o di non lasciare quel qualcosa al lettore.Determinate crudeltà perpetrate dal regime colpiscono,ma Kapuscinski non risulta pungente su determinate tematiche e le riflessioni dell'autore mi sono risultate troppo spurie confronto alla mole di dati storici.Per carità interessanti ma a volte (almeno per il sottoscritto)prediligo la soggettività del cronista a mere didascalie storiche,che fanno capire l'aria che si respirava,ma che lasciano alquanto indifferenti sul lato prettamente intellettuale.L'autore probabilmente non si esprime perché determinati fatti si commentano da soli.Lo smantellamento della Cattedrale di Cristo Salvatore o i dati dell'eliminazione dei contadini Ucraini non ha in effetti bisogno di nessun commento,però manca sempre quel qualcosa quando si sfogliano le pagine di "Imperium".L'impressione generale è che il giudizio finale sia che i bolscevichi erano una continuazione imperiale dell'epoca zarista,i Russi hanno nel sangue l'idea d'essere conquistatori coloniali di buona parte dell'Asia e dell'Europa dell'Est.I Comunisti erano una banda di criminali e i Russi culturalmente sono stati più propensi ad accettare le condizioni di dittatura confronto ad altri popoli.Posso essere d'accordo su certe conclusioni,altre le avrei volute eviscerate in maniera più approfondita.Probabilmente il fatto d'essere un romanzo-saggio (chiamatelo come volete) eccessivamente coinciso non mi aiuta ad apprezzarlo in modo completo così come quell'essere una via di mezzo fra romanzo e saggio che un pò mi infastidisce.Non male ma a mio avviso si poteva fare di meglio,anche perché ce ne sono di cose da dire sull'argomento.

    ha scritto il 

  • 5

    Dal primo incontro con i soldati dell'armata rossa che invadono la città natale di Pinsk (all'epoca della seconda guerra mondiale ancora polacca) fino alla dissoluzione dell'impero sovietico nel 1991,passando per i numerosi viaggi effettuati nel corso degli anni,Kapuściński ci lascia i ricordi ch ...continua

    Dal primo incontro con i soldati dell'armata rossa che invadono la città natale di Pinsk (all'epoca della seconda guerra mondiale ancora polacca) fino alla dissoluzione dell'impero sovietico nel 1991,passando per i numerosi viaggi effettuati nel corso degli anni,Kapuściński ci lascia i ricordi che maggiormente l'hanno colpito di questo sconfinato "continente".
    Una vera miniera di informazioni,getta uno sguardo anche a zone non così frequentate come le repubbliche asiatiche e si rivela profetico nel prefigurare il riemergere di nazionalismi,questione islamica,ecc..Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    emozionante prosa giornalistica che racconta 50 anni di agghiacciante regime sovietico. purtroppo in diversi punti il coinvolgimento emotivo è troppo marcato e l'obiettività giornalistica sembra eclissarsi.

    ha scritto il 

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