In Asia

Di

Editore: Fabbri Editori

4.1
(1976)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: A000009653 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Storia , Politica , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 5

    Non mi ero ancora approcciata a Terzani e, seguendo il consiglio dell'amico che mi ha prestato i suoi libri, sono partita da questa prima pubblicazione. Ho avuto immediatamente la percezione che, diet ...continua

    Non mi ero ancora approcciata a Terzani e, seguendo il consiglio dell'amico che mi ha prestato i suoi libri, sono partita da questa prima pubblicazione. Ho avuto immediatamente la percezione che, dietro il giornalista, vi fosse un uomo dalla levatura umana e introspettiva eccezionale, una di quelle persone che avresti voluto incrociare nella vita e condividerne affetti e interessi.
    Veniamo ora a questa poderosa raccolta di articoli sulla sua lunga esperienza giornalistica e di vita in vari paesi asiatici. Innanzitutto apprezzo il taglio con il quale Terzani osserva, analizza e descrive vizi e virtù dei paesi presi in considerazione. Terzani non è stato un banale turista o un giornalista dell'ultima ora che si avventura episodicamente in Asia; Terzani ha vissuto per tanti anni in quel continente, per di più da "nomade", girando con la famiglia al seguito, nei vari paesi dei quali scriveva. Questo è un presupposto importante poiché non si può avere una visione completa della situazione politica, sociale, abitudini, convenzioni culturali e caratteristiche identitarie di un paese, se non ci si vive a lungo. Mi hanno colpita molto le analisi storiche, politiche e di costume sul Giappone, che costituiscono un "capitolo" corposo all'interno di questa raccolta. Ma non solo...mi ha colpita il suo sguardo oltre ciò che rimane in superficie, scandagliando il non detto, il percepito e spesso il bisbigliato. In molti paesi asiatici non c'è assolutamente democrazia, anzi vigono o regimi totalitari o regimi apparentemente evoluti, ma in realtà limitanti e condizionanti, come il Giappone. Sono infiniti gli spunti di indagine ulteriore e ricerca che Terzani ci lascia. Personalmente, ad esempio, oggi sono andata a ripetere e rivedere le varie filosofie e religioni orientali, mettendole a confronto, cercando di coglierne sfumature e differenze, così come sono andata a ricercare l'esatta collocazione geografica di ogni luogo citato che non mi era noto (mea culpa). Lavori come questo di Terzani in fondo dovrebbero proprio suscitare interrogativi su più livelli e questa raccolta centra l'obiettivo.
    Ultima nota, ma che mi ha toccata profondamente, è il legame di Terzani con la moglie, che in questi articoli non compare come protagonista, ma che lo è stata, poiché ha seguito il marito in tutti gli spostamenti, come giornalista anche lei mi è sembrato di comprendere. Ecco...questo legame incredibilmente complice, con una vita familiare fuori dagli schemi per noi occidentali, mi ha intenerita, coinvolta, nel loro spazio di libertà condiviso, libertà di scelta, libertà di non servire padroni, libertà di ritrovarsi più forti di prima dopo lunghe separazioni e viaggi in zone politicamente rischiose e calde. È così che io concepisco il legame tra un uomo e una donna che si amano e stimano, aldilà di qualunque convenzione. E queste libertà si possono ricavare anche in terre di mezzo, nei sogni volendo, con chi percorrerà il nostro stesso sentiero, magari molto a lungo.
    Lo consiglio

    ha scritto il 

  • 0

    Inevitabilmente dispersivo

    Apprezzo molto Terzani, questo lo premetto per chiarezza.
    Questo libro però l'ho trovato meno riuscito di altri suoi lavori, e il "difetto" che ha sta nella sua natura stessa. Una monumentale raccolta ...continua

    Apprezzo molto Terzani, questo lo premetto per chiarezza.
    Questo libro però l'ho trovato meno riuscito di altri suoi lavori, e il "difetto" che ha sta nella sua natura stessa. Una monumentale raccolta di articoli che abbraccia decenni di reportage in Asia , che raccoglie decine di argomenti, non può essere troppo coerente. E' proprio impossibile. Questo tipo di caratteristica fa sì che , se letto da capo a fondo, il libro risulti troppo carico di temi, senza approfondirne veramente nessuno (a parte il Giappone, direi ).
    Probabilmente la voglia dell'autore di fare un bilancio di 30 anni di lavoro è stata più forte della voglia di dare un taglio compatto e coeso al testo.
    Il libro è in sostanza un formidabile zibaldone di articoli e reportage, che in certi casi sono poco più che qualche pagina, cui l'autore premette brevi"commenti di presentazione" impaginandoli uno dietro l'altro cronologicamente.
    Pur con la qualità di scrittura di Terzani, alla fine il tutto risulta frammentato, eccessivamente frammentato.
    L'approfondimento che avevo amato ne"La porta proibita" qui manca, ma, ripeto, è inevitabile perché la vastità del soggetto non lo consente. E anche se è encomiabile il "vol d'uccello" che Terzani ci fa fare su un continente di cui tanti ( me compreso) conoscono ancora poco, devo dire che come puro piacere di lettura "In Asia" è stato un poco sotto le mie aspettative. Che erano ovviamente alte, trattandosi di Terzani.

    ha scritto il 

  • 5

    ad essere sincera, le prime pagine, a mio parere, partono un pò in sordina tanto da farmi sorgere per un attimo l'idea di abbandonare il tutto. Poi però, vuoi perchè trattasi di Terzani, vuoi perchè n ...continua

    ad essere sincera, le prime pagine, a mio parere, partono un pò in sordina tanto da farmi sorgere per un attimo l'idea di abbandonare il tutto. Poi però, vuoi perchè trattasi di Terzani, vuoi perchè non mi piace cominciare libri e mollarli alla prima difficoltà, ho voluto continuare con la lettura e, mai scelta fu più saggia. Terzani oltre a darci da un resoconto sommario, non esaustivo, ma abbastanza preciso, di ciò che fu il sud est asiatico fra anni 70-80-90 fra politica, economia, dittature e tentativi di sviluppo, ci racconta una società molto spessa non capita, o troppo in fretta giudicata, da noi occidentali. Come ho letto in qualche commento, sarebbe interessante avere il seguito "in asia 20 anni dopo" per vedere come si è evoluto, o involuto a seconda dei casi, il grande continente asiatico negli ultimi decenni. Ho fiducia che prima poi il mondo ci regalerà un altro scrittore all'altezza di Terzani, che sappia portare avanti il lavoro che lui ha cominciato, raccontare un mondo lontano, ma in fondo neanche poi così tanto, con occhio critico e distaccato da ciò che le grandi testate giornalistiche spesso impongono.

    ha scritto il 

  • 4

    Impressioni contrastanti. Da un lato ci sono il mio interesse personale per un continente che Terzani riesce a farti toccare con mano anche solo con brevi articoli, l'abilità di uno scrittore che sa d ...continua

    Impressioni contrastanti. Da un lato ci sono il mio interesse personale per un continente che Terzani riesce a farti toccare con mano anche solo con brevi articoli, l'abilità di uno scrittore che sa dare dignità letteraria ad argomenti che in mano ad altri sarebbero mera cronaca giornalistica. Dall'altro c'è il fatto che rimangono pur sempre articoli e tutto il libro soffre della tendenza a passare troppo in fretta da un argomento a un altro che la scelta di organizzarli in ordine cronologico gli impone (a parte magari quando sono raggruppati insieme più articoli sullo stesso argomento, ad esempio quelli sul Giappone o su Hong Kong, che infatti sono quelli che ho apprezzato di più). Terzani fa miracoli nel rendere al lettore un ottimo quadro d'insieme in poche pagine, com'è giusto che sia, ma l'impressione sfavorevole in merito rimane. Altre piccolezze che mi hanno fatto un po' storcere il naso sono il frequente rimando ad altri suoi libri (io sono troppo diffidente e mi suonava un po' da auto-promozione) e, questo però negli ultimi articoli, la maggiore presenza delle opinioni stesse dell'autore in merito a certi argomenti, che mi lasciava l'impressione di stare leggendo un resoconto di una verità distorta dal suo modo di vederla. A parte questo è stata però una lettura molto piacevole ma che soprattutto sento ha arricchito quella che era una conoscenza infima dell'Asia, continente così contraddittorio che mi ha sempre affascinato. Mi sono ripromessa di leggere altro di Terzani.
    Voto: 8 e c'è un mezzo voto in più tutto per la passione che quest'autore nutre e sa trasmettere per tali luoghi

    ha scritto il 

  • 5

    E adesso chi mi porta in viaggio per il mondo?!
    Parole così forti e sentite che mi hanno permesso di visitare e conoscere la storia di regioni e posti lontani a me, per ora, ancora sconosciuti.
    Il tag ...continua

    E adesso chi mi porta in viaggio per il mondo?!
    Parole così forti e sentite che mi hanno permesso di visitare e conoscere la storia di regioni e posti lontani a me, per ora, ancora sconosciuti.
    Il taglio dato da Tiziano Terzani, non è il solito e convenzionale di un giornalista internazionale, ma è quello di una persona che si mette in gioco e vive in prima persona le esperienze di cui poi racconta!

    ha scritto il 

  • 4

    "E l'Asia par che dorma....." (Guccini - Asia)

    Raccolta di articoli apparsi su giornali italiani e tedeschi tra il 1970 e il 1997 - Libro del 1998, per certi aspetti "giornalistici" decisamente superato - visto come si sono evolute India e Cina ...continua

    Raccolta di articoli apparsi su giornali italiani e tedeschi tra il 1970 e il 1997 - Libro del 1998, per certi aspetti "giornalistici" decisamente superato - visto come si sono evolute India e Cina nel frattempo, per altri ancora estremamente attuale. Lettura comunque Piacevole nel Complesso. Le note a margine di alcuni articoli riflettono le "delusioni" patite dall'autore negli anni, specialmente in merito all'Indocina ex francese

    ha scritto il 

  • 5

    « L'Occidente è la cultura intesa come scienza, cioè come conoscenza del mondo attorno all'io, mentre l'io è solo strumento e luogo di pensiero; ne derivano la scienza della natura e dell'osservazione ...continua

    « L'Occidente è la cultura intesa come scienza, cioè come conoscenza del mondo attorno all'io, mentre l'io è solo strumento e luogo di pensiero; ne derivano la scienza della natura e dell'osservazione. L'Oriente invece [...] vuol dire cultura in quanto ricerca dell'io pensante, il pensiero inteso come pensiero dell'io che pensa se stesso perché l'io non è parte del tutto, ma il tutto. Il distinguere è illusione; il tutto, l'assoluto, è verità. Cercare di distinguere è la via dell'errore. In queste due direzioni il mondo s'è mosso per secoli arrivando a questo pauroso abisso di oggi in cui da una parte c'è l'io che ha dimenticato se stesso nella conoscenza dell'attorno, anzi è diventato schiavo del conosciuto - la civiltà della macchina e la fine dell'umanesimo -; dall'altra parte c'è l'io che ha raggiunto profondità ricchissime e forme di cultura avanzate, ma che, avendo dimenticato la conoscenza dell'attorno, ora muore di fame e ancora di peste e lebbra... »

    Queste parole, stralcio di una conversazione tra Terzani e padre Sandro Bencivenni, possono essere condivisibili o meno; tuttavia credo che riassumano perfettamente l'Asia raccontata in questo libro. Ovviamente conoscevo Terzani già da tempo, ma nonostante da anni volessi leggere qualcosa di suo, ho rimediato soltanto adesso. Meglio tardi che mai, direi.
    Credo che l'Oriente abbia sempre esercitato (ed eserciterà sempre) un certo grado di curiosità negli occidentali. Leggere Terzani mi ha fatto veramente capire quanto affascinanti possano essere questi Paesi (per quanto mi riguarda mi sono particolarmente innamorato del Sud-Est asiatico, come Cambogia, Vietnam e Thailandia).
    Gli articoli contenuti in questo libro possono essere grossolanamente divisi in due categorie: quelli che descrivono un particolare evento/curiosità, e questi sono sicuramente apprezzabili (e istruttivi, ho letto un sacco di cose che ignoravo!). Tuttavia, io ho amato particolarmente gli articoli della seconda categoria: quelli che descrivono, a grandi linee, ma allo stesso tempo mettendo tutto il necessario, i Paesi dell'Asia visti da Terzani. Per citarne solo alcuni:

    Vietnam: provvisorio a vita
    Hiroshima: quando il sole sorse due volte
    Giappone: sull'orlo dell'abisso
    Corea del Nord: bandiera rossa, sangue blu
    Birmania: morti senza un fiore
    Mustang: paradiso perduto
    Kashmir: i cani sanno
    e Un tunnel senza luce
    Sri Lanka: l'isola folle

    Terzani è stato in grado di dare una descrizione bilanciata, disincantata di questi luoghi: condanna ciò che è da condannare, ed elogia ciò che deve essere elogiato. Forse la sola eccezione è il Giappone, in cui il suo criticismo è piuttosto malcelato. Ma anche qui, il lettore è assolutamente libero di farsi un'opinione sua, cosa che invece è sempre più difficile negli articoli che leggo al giorno d'oggi.
    Insomma, Tiziano Terzani è stato senza dubbio un grandissimo giornalista, ed è in grado di far aprire la mente a moltissime persone verso un continente pieno di contraddizioni, che può essere allo stesso tempo meraviglioso e terribile: l'Asia.

    Ah, dimenticavo. Tra gli articoli che consiglio aggiungo sicuramente tutti quelli legati alla Cambogia: mi hanno veramente aperto un mondo, dal momento che (cosa molto imbarazzante), sapevo veramente pochissimo su questo Paese e la sua storia.
    Ancora una volta, grazie mille Terzani, veramente grazie per ciò che hai scritto!

    ha scritto il 

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