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In Asia

Di

Editore: Superpocket

4.2
(1898)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 434 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8846201493 | Isbn-13: 9788846201492 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: History , Political , Travel

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Descrizione del libro
Inviato davvero speciale, instancabile viaggiatore, in questo libro Terzani ci invita a conoscere da vicino e a fondo un continente che, al di là della leggenda e dei profumi ammalianti dell'esotismo, resta in gran parte ancora sconosciuto nella varietà dei suoi mille volti. Dall'India al Giappone, dalla Cina al Vietnam, l'occhio di Terzani fotografa uomini, paesaggi e scorci di vita in cui spettacolari grattacieli convivono con le capanne sull'acqua, in un racconto che unisce il reportage all'autobiografia, la cronaca alla Storia piccola e grande, l'aneddoto all'interpretazione.
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  • 4

    "E l'Asia par che dorma....." (Guccini - Asia)

    Raccolta di articoli apparsi su giornali italiani e tedeschi tra il 1970 e il 1997 - Libro del 1998, per certi aspetti "giornalistici" decisamente superato - visto come si sono evolute India e Cina nel frattempo, per altri ancora estremamente attuale. Lettura comunque Piacevole nel Complesso. L ...continua

    Raccolta di articoli apparsi su giornali italiani e tedeschi tra il 1970 e il 1997 - Libro del 1998, per certi aspetti "giornalistici" decisamente superato - visto come si sono evolute India e Cina nel frattempo, per altri ancora estremamente attuale. Lettura comunque Piacevole nel Complesso. Le note a margine di alcuni articoli riflettono le "delusioni" patite dall'autore negli anni, specialmente in merito all'Indocina ex francese

    ha scritto il 

  • 5

    « L'Occidente è la cultura intesa come scienza, cioè come conoscenza del mondo attorno all'io, mentre l'io è solo strumento e luogo di pensiero; ne derivano la scienza della natura e dell'osservazione. L'Oriente invece [...] vuol dire cultura in quanto ricerca dell'io pensante, il pensiero int ...continua

    « L'Occidente è la cultura intesa come scienza, cioè come conoscenza del mondo attorno all'io, mentre l'io è solo strumento e luogo di pensiero; ne derivano la scienza della natura e dell'osservazione. L'Oriente invece [...] vuol dire cultura in quanto ricerca dell'io pensante, il pensiero inteso come pensiero dell'io che pensa se stesso perché l'io non è parte del tutto, ma il tutto. Il distinguere è illusione; il tutto, l'assoluto, è verità. Cercare di distinguere è la via dell'errore. In queste due direzioni il mondo s'è mosso per secoli arrivando a questo pauroso abisso di oggi in cui da una parte c'è l'io che ha dimenticato se stesso nella conoscenza dell'attorno, anzi è diventato schiavo del conosciuto - la civiltà della macchina e la fine dell'umanesimo -; dall'altra parte c'è l'io che ha raggiunto profondità ricchissime e forme di cultura avanzate, ma che, avendo dimenticato la conoscenza dell'attorno, ora muore di fame e ancora di peste e lebbra... »

    Queste parole, stralcio di una conversazione tra Terzani e padre Sandro Bencivenni, possono essere condivisibili o meno; tuttavia credo che riassumano perfettamente l'Asia raccontata in questo libro. Ovviamente conoscevo Terzani già da tempo, ma nonostante da anni volessi leggere qualcosa di suo, ho rimediato soltanto adesso. Meglio tardi che mai, direi. Credo che l'Oriente abbia sempre esercitato (ed eserciterà sempre) un certo grado di curiosità negli occidentali. Leggere Terzani mi ha fatto veramente capire quanto affascinanti possano essere questi Paesi (per quanto mi riguarda mi sono particolarmente innamorato del Sud-Est asiatico, come Cambogia, Vietnam e Thailandia). Gli articoli contenuti in questo libro possono essere grossolanamente divisi in due categorie: quelli che descrivono un particolare evento/curiosità, e questi sono sicuramente apprezzabili (e istruttivi, ho letto un sacco di cose che ignoravo!). Tuttavia, io ho amato particolarmente gli articoli della seconda categoria: quelli che descrivono, a grandi linee, ma allo stesso tempo mettendo tutto il necessario, i Paesi dell'Asia visti da Terzani. Per citarne solo alcuni:

    Vietnam: provvisorio a vita Hiroshima: quando il sole sorse due volte Giappone: sull'orlo dell'abisso Corea del Nord: bandiera rossa, sangue blu Birmania: morti senza un fiore Mustang: paradiso perduto Kashmir: i cani sanno e Un tunnel senza luce Sri Lanka: l'isola folle

    Terzani è stato in grado di dare una descrizione bilanciata, disincantata di questi luoghi: condanna ciò che è da condannare, ed elogia ciò che deve essere elogiato. Forse la sola eccezione è il Giappone, in cui il suo criticismo è piuttosto malcelato. Ma anche qui, il lettore è assolutamente libero di farsi un'opinione sua, cosa che invece è sempre più difficile negli articoli che leggo al giorno d'oggi. Insomma, Tiziano Terzani è stato senza dubbio un grandissimo giornalista, ed è in grado di far aprire la mente a moltissime persone verso un continente pieno di contraddizioni, che può essere allo stesso tempo meraviglioso e terribile: l'Asia.

    Ah, dimenticavo. Tra gli articoli che consiglio aggiungo sicuramente tutti quelli legati alla Cambogia: mi hanno veramente aperto un mondo, dal momento che (cosa molto imbarazzante), sapevo veramente pochissimo su questo Paese e la sua storia. Ancora una volta, grazie mille Terzani, veramente grazie per ciò che hai scritto!

    ha scritto il 

  • 4

    "Dov'è la vita che abbiamo perso vivendo? Dov'è la saggezza che abbiam perso con la conoscenza? Dov'è la conoscenza che abbiam perso con l'informazione?"

    T.S.Eliot

    ha scritto il 

  • 4

    Il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare.

    Raccolta di articoli scritti dal 1965 al 1997 e che documentano i due grandi amori di Terzani: il giornalismo e l'Asia. Terzani è presente dovunque accada qualcosa: guerra o carestia, rivoluzione o repressione, eruzione vulcanica o epidemia. Sempre lucido, spesso preveggente (sebbene nel 1989 sba ...continua

    Raccolta di articoli scritti dal 1965 al 1997 e che documentano i due grandi amori di Terzani: il giornalismo e l'Asia. Terzani è presente dovunque accada qualcosa: guerra o carestia, rivoluzione o repressione, eruzione vulcanica o epidemia. Sempre lucido, spesso preveggente (sebbene nel 1989 sbagli le previsioni sulla tenuta del regime comunista cinese che giudica prossimo al collasso). Pur non condividendo la sua fascinazione per l'India e il suo malcelato disprezzo per il Giappone, ho spesso trovato il libro coinvolgente e commovente e lo consiglio caldamente a tutti gli interessati ad avvicinare le tematiche umane e politiche dell'Asia.

    "Ma come si vive in India?" insiste la gente. "Male, ma si impara a morire, e anche quella è un'arte da mettere da parte" [...] "Lei è malato?" "sì, come tutti: di mortalità."

    ha scritto il 

  • 5

    La raccolta di articoli di Terzani ci racconta da dove viene l'Asia di oggi e di come questo continente sia disomogeneo e ricchissimo in termine di culture, tradizioni, storie. Una lettura imprescindibile per il viaggiatore o lo stanziale in Asia. L'approccio e lo stile di Terzani poi sono un mot ...continua

    La raccolta di articoli di Terzani ci racconta da dove viene l'Asia di oggi e di come questo continente sia disomogeneo e ricchissimo in termine di culture, tradizioni, storie. Una lettura imprescindibile per il viaggiatore o lo stanziale in Asia. L'approccio e lo stile di Terzani poi sono un motivo in piu' per leggere questa raccolta: curiosita', stupore e profondita' della ricerca non si fermano mai alla facciata delle cose e degli eventi, ma ne danno una lettura critica da prospettive mai banali.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere Terzani è sempre magnifico: lui si approccia con estrema curiosità e umiltà alle situazioni dei Paesi che vive. Ci vorrebbe un "In Asia" 20 anni dopo, per farci raccontare da qualcuno, con spirito critico obiettivo, come tutto è andato a finire.

    ha scritto il 

  • 4

    ci sono parti di questo libro che sono veramente emozionanti. Amo di Terzani il fatto che quando racconta un posto, cerca di raccontare la sua visione, le sue impressioni di quel posto. Il suo non cercare mai di essere imparziale, di avere in tasca la verità, rende piacevole la lettura di un libr ...continua

    ci sono parti di questo libro che sono veramente emozionanti. Amo di Terzani il fatto che quando racconta un posto, cerca di raccontare la sua visione, le sue impressioni di quel posto. Il suo non cercare mai di essere imparziale, di avere in tasca la verità, rende piacevole la lettura di un libro come questo, fatto di moltissimi episodi frammentati; è così più facile leggere serenamente anche i passi con cui si è meno d'accordo, e intimamente gioire in pace di quelli che vanno a suonare delle corde a me care

    ha scritto il 

  • 4

    È un insieme di articoli scritti da Terzani, tutti con filo conduttore "Asia", ma di tipologie molto diverse tra loro. Molti trattano del Giappone, molti delle guerre del Sud Est asiatico.
    Io ne consiglio alcuni che mi sono piaciuti più di altri:
    - Corea del nord: bandiera rossa, sangue blu (sem ...continua

    È un insieme di articoli scritti da Terzani, tutti con filo conduttore "Asia", ma di tipologie molto diverse tra loro. Molti trattano del Giappone, molti delle guerre del Sud Est asiatico. Io ne consiglio alcuni che mi sono piaciuti più di altri: - Corea del nord: bandiera rossa, sangue blu (sembra di rileggere 1984, ma non è un romanzo!) - La cultura dei gabinetti, Giapponesi allo specchio e Yakuza, gli eredi dei Samurai (per capire qualcosa di più sul Giappone, che Terzani non amava...) - Bertolucci in Cina (perché sfata il mito di un film pluripremiato) - Curili: le isole alla fine del mondo (per scoprire un nuovo pezzo di mondo) - Sri Lanka: l'isola folle - Giovanni Alberto Agnelli e Madre Teresa (due interviste illuminanti) - Vivere in India - L'Orsigna: ultimo amore

    ha scritto il 

  • 5

    Dalla Cina alla Cambogia, dalla Corea alle Filippine, da Madre Teresa a Giovanni Alberto Agnelli: trentadue anni (dal 1965 al 1997) di articoli e di reportage scritti per giornali italiani, e non solo, che, per quanto ormai datati, costituiscono un piacevole cocktail di osservazioni e descrizioni ...continua

    Dalla Cina alla Cambogia, dalla Corea alle Filippine, da Madre Teresa a Giovanni Alberto Agnelli: trentadue anni (dal 1965 al 1997) di articoli e di reportage scritti per giornali italiani, e non solo, che, per quanto ormai datati, costituiscono un piacevole cocktail di osservazioni e descrizioni di avvenimenti politici, guerre, paesaggi, popoli e costumi. Uno splendido affresco di un continente tanto esteso quanto misterioso e affascinante, l'Asia, "dipinto" con uno stile asciutto ed efficace da un narratore attento ed arguto, curioso e disincantato. Bellissima la parte finale del libro, una vera e propria rivelazione per un ramingo impenitente come l'Autore: dopo aver girovagato per tutta la propria vita, quasi come un uomo senza patria, raccontando di un piccolo paese della Toscana a cui è rimasto legato da quando, bambino, il padre lo portava a sciare, inaspettatamente ma altrettanto significativamente, scrive: "il pensiero di quel posto mi è servito da bussola nei miei vagabondaggi nel mondo e quando ai miei figli, cresciuti sempre in Paesi d'altri, ho voluto dare radici e mettere nella memoria l'odore di una casa cui legare poi la nostalgia dell'infanzia, ho imposto loro, come regola di famiglia, di passare ogni anno due mesi" in quella località.

    ha scritto il 

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