In Patagonia

(Penguin Classics)

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Publisher: Penguin Classics

3.8
(2136)

Language: English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Italian , French , German , Dutch , Portuguese , Japanese

Isbn-10: 0142437190 | Isbn-13: 9780142437193 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
In Patagonia is Bruce Chatwin's exquisite account of his journey through "the uttermost part of the earth," that stretch of land at the southern tip of South America, where bandits were once made welcome and Charles Darwin formed part of his "survival of the fittest" theory. Chatwin's evocative descriptions, notes on the odd history of the region, and enchanting anecdotes make In Patagonia an exhilarating look at a place that still retains the exotic mystery of a far-off, unseen land. An instant classic upon publication in 1977, In Patagonia remains a masterwork of literature.
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  • 3

    In Patagonia davvero

    Ho letto questo diario mentre ero proprio in Patagonia io stessa e l'ho usato come guida. Non mi è dispiaciuto, belle alcune immagini e descrizioni. Alcuni aneddoti invece, come il pro zio, sono un p ...continue

    Ho letto questo diario mentre ero proprio in Patagonia io stessa e l'ho usato come guida. Non mi è dispiaciuto, belle alcune immagini e descrizioni. Alcuni aneddoti invece, come il pro zio, sono un po' inutili per l'economia della storia

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  • 0

    Un classico di questo tipo di letteratura. Si dice che un viaggio è la realizzazione di un sogno. Chatwin inizia il viaggio spinto dalla ricerca di una pelle di un dinosauro, che desiderava fortemente ...continue

    Un classico di questo tipo di letteratura. Si dice che un viaggio è la realizzazione di un sogno. Chatwin inizia il viaggio spinto dalla ricerca di una pelle di un dinosauro, che desiderava fortemente quando era bambino. La nonna infatti teneva un frammento di pelle, ricevuto da un parente dalla Patagonia, e Chatwin crebbe con quel mito.
    Ma il viaggio in Patagonia non è solo questo, perché un viaggiatore che si rispetti si documenta. Ed ecco apparire i ricordi di Butch Cassidy e altri fuorilegge americani, anarchici e riviluzionari, colonizzatori.
    Non dimentica inoltre gli indios della Terra del Fuoco  che saranno  sterminati. Quello che colpisce di più sono i discendenti dei coloni Inglesi, Gallesi e Tedeschi, che sono un po' come i detriti abbandonati su una spiaggia dopo la tempesta. Vivono nei  ricordi dei loro antenati in una tremenda solitudine, privi di prospettive.
    "Il deserto della Patagonia non è un deserto di sabbia o di ghia, ma una distesa di bassi rovi dalle foglie grige, che quando sono schiacciate emanano un odore amaro.
    ......Negli anni 1860 Hudson venne sul Rio Negro ... e conclude affermando che chi percorre il deserto scopre in sé stesso una calma primitiva, che è forse la stessa cosa della Pace di Dio"

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  • 2

    Avevo grandi aspettative da questo libro, un po' per il genere utilizzato e un po' per averlo letto al termine di un viaggio in Sud America. Al termine della lettura mi rimane ben poco; una cronaca st ...continue

    Avevo grandi aspettative da questo libro, un po' per il genere utilizzato e un po' per averlo letto al termine di un viaggio in Sud America. Al termine della lettura mi rimane ben poco; una cronaca sterile di paesaggi e personaggi (talvolta anche confusionaria) che non è riuscita a trasmettermi le atmosfere e le emozioni che fanno di un viaggio un'esperienza unica. Dopo aver letto "In Patagonia" e "Sulla strada" sono giunto alla conclusione che i viaggi vanno vissuti e non raccontati.

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  • 5

    Barra a dritta!

    Ho ripreso in mano questo bel libro di viaggio in questi ultimi giorni di agosto del 2015, dopo averlo letto e assaporato negli ultimi giorni di aprile del 2007, quindi otto anni fa. Stava nella mia l ...continue

    Ho ripreso in mano questo bel libro di viaggio in questi ultimi giorni di agosto del 2015, dopo averlo letto e assaporato negli ultimi giorni di aprile del 2007, quindi otto anni fa. Stava nella mia libreria e ogni tanto, in questi anni, gli davo un'affettuosa occhiata. Forse annoiato da questa nuova sessione di esami, forse desideroso di viaggiare, l'ho riletto e sto per terminarlo per la seconda volta. Che potrei aggiungere? Mi fa svagare dall'ordinarietà della vita, riesce col suo stile inimitabile (spesso ironico) a farmi immaginare la Patagonia, questa terra desolata di allevatori di pecore, di indios, di ritrovamenti preistorici, di viaggi in mare. Chatwin ci descrive non solo la sua avventura in Patagonia, iniziata nel dicembre del 1974, ma anche le storie delle persone (che lui trasforma in personaggi degni del miglior film di avventura) soprattutto nella prima parte le storie di alcuni banditi che subito ti fanno venire in mente i film western come Butch Cassidy o Wilson e Evans. Ma l'autore ci descrive brevemente anche i fondatori di alcune città o villaggi della Patagonia, con riferimenti politici (seppur accennati) o alcune avventure di scopritori e studiosi come Darwin e Cook. Ripeto, per elencare tutti i personaggi che Bruce cita o ci presenta le gesta sarebbe davvero lunga, vi basti sapere che se amate viaggiare, soprattutto in posti solitari e poco conosciuti, allora questo è certamente il libro che dovete assolutamente leggere al più presto. Di Chatwin leggerò anche "Che ci faccio qui?" che ho già acquistato. Ho scoperto che ha anche scritto Ritorno in Patagonia (o un titolo simile) che devo recuperare assolutamente.

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  • 2

    "il libro-simbolo di tutti i viaggi" non mi ha preso per niente, ormai lo leggo per inerzia. Mi aspettavo un romanzo invece ho trovato una cronaca troppo distaccata, almeno per i miei gusti.

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  • 4

    Inaspettato e magico

    Primo approccio con l'autore. L'ho trovato un libro veramente meraviglioso. E' suddiviso in capitoli molto brevi e ciascuno ha la funzione di fare l'istantanea di un momento, di una persona, di una st ...continue

    Primo approccio con l'autore. L'ho trovato un libro veramente meraviglioso. E' suddiviso in capitoli molto brevi e ciascuno ha la funzione di fare l'istantanea di un momento, di una persona, di una storia. Come se aprissimo un album di ricordi pieno zeppo di polaroid, vecchie ma ancora vivide, che con il loro filtro sbiadito ci immergono in questo territorio "fuori dal mondo" che è al patagonia. Chatwin mescola tra loro eventi storici, leggende, fantasia facendo risultare il tutto molto credibile. Dietro l'espediente della fantomatica pelle di Milodonte, il narratore si imbatte letteralmente in un mondo: la Patagonia è teatro di qualsivoglia nazione; è un paesaggio scarno, arido ma ricco e imbevuto di cultura. In questo romanzo c'è tutto: ci sono i viaggi, i racconti, gli incontri, le scoperte, i ritrovamenti. Venendo alla parte più tecnica della scrittura, che dire?, questo autore mi ha davvero conquistata: amo il modo in cui si esprime. Usa una scrittura fluida, evocativa e tesse la tua tela inserendo nel racconto altri racconti. Ci sono moltissimi livelli intertestuali: ecco che nel bel mezzo del viaggio di Magellano spuntano anche Shakespeare, Coleridge, Dante oltre all'ovvio Darwin. Questo intrecciarsi di storia, leggenda, fantastico, autori, romanzi mi ha fatto sentire viva, mi ha portata alla meraviglia... e non è cosa da poco!

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  • 2

    Credo che In Patagonia sia uno dei libri più brutti di Chatwin, autore che peraltro non stimo molto (analogamente a Kerouac, altro mostro sacro ampiamente sopravvalutato).
    Nel libro credo che della Pa ...continue

    Credo che In Patagonia sia uno dei libri più brutti di Chatwin, autore che peraltro non stimo molto (analogamente a Kerouac, altro mostro sacro ampiamente sopravvalutato).
    Nel libro credo che della Patagonia ci sia proprio pochino. E’ questa una terra di paesaggi, e il paesaggio nel libro è praticamente omesso. La descrizione, quando arriva, è ossuta e andante (non so quanto giochi la traduzione).
    Dopo il grazioso episodio iniziale del ricordo d’infanzia, uno si aspetta una degna ripresa del tema giurassico-apocalittico dei dinosauri, che viene invece quasi dimenticato: imparagonabili le potenze evocative sullo stesso tema di un Olaf Stapledon (L’ultimo e il primo uomo), o dello stesso Charles Darwin (Viaggio di un naturalista intorno al mondo).
    Le (innumerevoli, trite, pedanti) storie raccontate sono molto più piatte e molto meno epiche di quelle di un qualsiasi Tombstone Epitaph, divertente quotidiano del far west ottocentesco. Banali i dialoghi: sembrano fatti su una panchina in piazzetta, in un paesello di provincia. Le osservazioni d’autore sono riarse come la Terra del fuoco, e impersonali come un tema sulla rivoluzione d’ottobre fatto da un teen ager della smartphone generation. Insomma, due stelle solo perchè ormai siamo abituati a ben di peggio.

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  • 4

    Romanzo di viaggio atipico. Una specie di alone mitologico con qualche comparsata di Chatwin ad impersonare il presente. Se si cercano descrizioni dettagliate dei paesaggi della Patagonia... la strada ...continue

    Romanzo di viaggio atipico. Una specie di alone mitologico con qualche comparsata di Chatwin ad impersonare il presente. Se si cercano descrizioni dettagliate dei paesaggi della Patagonia... la strada è decisamente sbagliata.

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