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In The Miso Soup

By

Publisher: Bloomsbury Pub Ltd

3.3
(627)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Portuguese , French , German , Italian , Spanish , Dutch , Japanese

Isbn-10: 0747574057 | Isbn-13: 9780747574057 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
From postmodern Renaissance man Ryu Murakami, master of the psychothriller and director of Tokyo Decadence, comes this hair-raising roller-coaster ride through the nefarious neon-lit world of Tokyo’s sex industry. In the Miso Soup tells of Frank, an overweight American tourist who has hired Kenji to take him on a guided tour of Tokyo’s sleazy nightlife. But Frank’s behavior is so strange that Kenji begins to entertain a horrible suspicion—that his new client is in fact the serial killer currently terrorizing the city. It is not until later, however, that Kenji learns exactly how much he has to fear and how irrevocably his encounter with this great white whale of an American will change his life.
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  • 3

    Si può ammettere l'errore di una nota libreria on-line, che ha catalogato questo titolo sotto l'altro Murakami, quello più famoso, inducendo così all'acquisto il lettore completista?


    Appurato ciò, "Tokyo Soup" offre comunque una lettura piacevole, specie nella prima parte, quando il viaggi ...continue

    Si può ammettere l'errore di una nota libreria on-line, che ha catalogato questo titolo sotto l'altro Murakami, quello più famoso, inducendo così all'acquisto il lettore completista?

    Appurato ciò, "Tokyo Soup" offre comunque una lettura piacevole, specie nella prima parte, quando il viaggio di un turista americano nei quartieri del sesso giapponese sembra costruire un giallo di buona fattura.

    La seconda parte del libro delude invece le attese, indugiando in maniera eccessiva (e fondamentalmente inutile) su dettagli splatter e una certa ripetitività.

    Interessante comunque la parte dedicata ad un lato meno noto di Tokyo. Ma l'omonimo è, a livello di scrittura, di un altro pianeta.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    gioco di specchi

    "Voi ragazzi siete viziati!
    Come osate lamentarvi se non vi è mancato niente?
    La mia generazione è cresciuta a patate e si è spezzata la schiena per fare del nostro un paese ricco!"


    "E' esattamente come questo vecchio segaiolo che non vorreste mai diventare! Non viviamo come ci dite di far ...continue

    "Voi ragazzi siete viziati! Come osate lamentarvi se non vi è mancato niente? La mia generazione è cresciuta a patate e si è spezzata la schiena per fare del nostro un paese ricco!"

    "E' esattamente come questo vecchio segaiolo che non vorreste mai diventare! Non viviamo come ci dite di fare perché abbiamo paura di finire come voi e il solo pensiero ci riesce insopportabile. A voi sta bene perché comunque, tra poco, sarete morti, ma noi abbiamo ancora cinquanta o sessant'anni da passare in questo schifoso paese"

    E poi sangue! Puttane sgozzate, orecchie che volano, barboni che vanno in fiamme. Sullo sfondo solo la vita notturna di una livida Tokyo, illuminata a giorno, sfrenata, bulimica, compulsiva, mutante.

    Nonostante le pessime recensioni, questo libro mi è piaciuto perché fa riflettere. Oriente e Occidente si specchiano: nelle loro manie, perversioni, solitudini e drammi sociali. Ce n'è per tutti. E la pretesa splatter della trama e il mondo del soft porno ove è ambientata la storia si riducono a meri alibi dell'autore per vendere qualche copia in più. Ma, davvero, non ce n'era bisogno.

    said on 

  • 1

    Nessuna vera motivazione per continuare la lettura. Sembra essere un'inutile e sterile (per me) guida turistica ai luoghi del vizio di Tokyo.

    said on 

  • 3

    Sapevo da tempo di questo omonimo di Haruki e sapevo che scriveva storie splatter, pensavo non mi piacesse, invece me lo sono letto in un paio di giorni e mi è piaciuto abbastanza. Al di là degli effettoni in stile Tarantino è interessante la descrizione della dissoluzione emozionale che mi sembr ...continue

    Sapevo da tempo di questo omonimo di Haruki e sapevo che scriveva storie splatter, pensavo non mi piacesse, invece me lo sono letto in un paio di giorni e mi è piaciuto abbastanza. Al di là degli effettoni in stile Tarantino è interessante la descrizione della dissoluzione emozionale che mi sembra di aver trovato in fondo alle persone giapponesi che ho conosciuto.

    said on 

  • 3

    È un libro strano, oserei dire malato, difficile da giudicare. La prima metà racconta della follia collettiva di un paese, il Giappone, dove le liceali si prostituiscono per noia o per comprare una borsa nuova mentre la seconda metà parla della follia individuale di un gaijin, uno straniero, che ...continue

    È un libro strano, oserei dire malato, difficile da giudicare. La prima metà racconta della follia collettiva di un paese, il Giappone, dove le liceali si prostituiscono per noia o per comprare una borsa nuova mentre la seconda metà parla della follia individuale di un gaijin, uno straniero, che arriva in Giappone in cerca di una risposta. Il libro è ben scritto e scorre velocemente. Passa da una noiosa prima metà ad una spasmodica seconda metà da leggere tutto di un fiato. In definitiva un libro per passare alcune ore in compagnia ma che non entusiasma.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    A spasso col mostro

    Il libro, che gioca soprattutto sull'atmosfera da thriller, piena di sospetto, inquietudine ed omicidi a macchia d'olio, non ha neanche un po' di quell'hard che la copertina e la descrizione promettono. In compenso poco oltre la metà del romanzo seguiranno scene da ...continue

    Il libro, che gioca soprattutto sull'atmosfera da thriller, piena di sospetto, inquietudine ed omicidi a macchia d'olio, non ha neanche un po' di quell'hard che la copertina e la descrizione promettono. In compenso poco oltre la metà del romanzo seguiranno scene da vero splatter con tanto di teste mozzate, un omicida fuori di testa che beve sangue e altre "truculenze". La cosa che più scoccia invece sono le riflessioni più o meno velate o suggerite sui problemi del Giappone moderno, quasi che l'autore volesse riprendere i suoi lettori (giapponesi, naturalmente) con una certa saccenza. Inoltre il protagonista, nelle ultime battute finali, pare divenire sempre più estraneo alla sua stessa vicenda e se da un lato guadagniamo le sue riflessioni lucide sui sopracitati problemi sociali giapponesi, dall'altro diventa un vero alieno al lettore: come puoi sopravvivere ad un massacro e sentirti tranquillo, quasi sollevato delle morti brutali di quegli sconosciuti? Insomma Kenji non solo va a spasso tranquillo col mostro, ma finisce quasi per appoggiarlo ed identificarcisi!

    PS: la volete sapere la scena più dura da digerire? Quando Frank "lo stacca-teste" racconta della sua infanzia, parla di un episodio veramente rivoltante: al laghetto della sua città ha visto un cigno, l'ha accoltellato al collo e... ne ha bevuto il SANGUE!! Quasi quello stelo che aveva per collo fosse una cannuccia! Ha fatto stare male anche voi?

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  • 2

    Avete presente quella sensazione di fine serata e fine festa nella quale ficcate la mano nel sacchettone delle patatine, abbandonato sul tavolo, e, per quanto vi mettiate a ravanare sul fondo non trovate niente se non briciole, pezzetti inutili e scarti appiccicosi?
    Beh, a me questo libro ha susc ...continue

    Avete presente quella sensazione di fine serata e fine festa nella quale ficcate la mano nel sacchettone delle patatine, abbandonato sul tavolo, e, per quanto vi mettiate a ravanare sul fondo non trovate niente se non briciole, pezzetti inutili e scarti appiccicosi? Beh, a me questo libro ha suscitato un'impressione simile.

    said on 

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