In difesa delle cause perse

Materiali per la rivoluzione globale

Di

Editore: Ponte alle Grazie (Saggi)

3.8
(82)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 637 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8862200072 | Isbn-13: 9788862200073 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cinzia Arruzza

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Politica

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Descrizione del libro
La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un'età perduta o di un'epoca superata? Per paura dell'orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera terza via fatta di liberismo in economia e di pura amministrazione dell'esistente in politica? Slavoj Zizek mira all'ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo invece riappropriarci di numerose "cause perse" e cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Perché se è vero che i Terrori di Robespierre, di Mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l'intera storia: in ciascuno di essi è presente un'aspirazione di "redenzione", che va del tutto persa nelle società liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell'autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica soft, consensuale e decentralizzata. Le ricette? Zizek non lesina massimalismi e ripropone in declinazioni contemporanee ma senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale.
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  • 5

    Una lunga supercazzola ...

    Ben due anni credo per leggere tutte le infinite pagine scritte così serratamente da un filosofo atipico come Zizek. Capivo una parola ogni capitolo, quasi, ma devo dire che anche solo quella parola e ...continua

    Ben due anni credo per leggere tutte le infinite pagine scritte così serratamente da un filosofo atipico come Zizek. Capivo una parola ogni capitolo, quasi, ma devo dire che anche solo quella parola era veramente illuminante! (Non è vero capivo qualcosa più, in realtà, ma non tutto eh!) A modo suo una lettura molto gratificante, non capisco tutte le critiche ricevute, presumibilmente non si capacitavano di quanto poco potessero cogliere certi argomenti

    ha scritto il 

  • 3

    Un testo difficile, interessante ma complesso; non certo un saggio divulgativo. Per comprenderlo è opportuno avere una conoscenza, almeno basilare, di filosofia e psicoanalisi, gli autori ricorrenti s ...continua

    Un testo difficile, interessante ma complesso; non certo un saggio divulgativo. Per comprenderlo è opportuno avere una conoscenza, almeno basilare, di filosofia e psicoanalisi, gli autori ricorrenti sono Hegel, Marx, Freud e Lacan.
    Davvero troppi i refusi!

    ha scritto il 

  • 3

    tutto qui?

    Ovviamente ci sarebbe da discutere per giorni su questo saggio. Complessivamente però non mi convince fino in fondo. Non mi può convincere perchè non argomenta e, se lo fa, lo fa in maniera non rigoro ...continua

    Ovviamente ci sarebbe da discutere per giorni su questo saggio. Complessivamente però non mi convince fino in fondo. Non mi può convincere perchè non argomenta e, se lo fa, lo fa in maniera non rigorosa. Butta lì grandi proclami con il fare di chi spacca tutto, ma a me sembrano più colpi a salve. Alla fin fine resta astratto e velleitario, insomma, tante parole ma poca ciccia.

    ha scritto il 

  • 0

    Ogni tanto provo a riprenderlo, perché l'argomento sarebbe interessante, ma mi annoio irrimediabilmente dopo poche righe. Lo devo abbandonare e pensare a fare la rivoluzione in un altro modo.

    ha scritto il 

  • 2

    Giblidi uffa nel tavolo cielo
    Hegel s'azzuffa impavido ma fiero
    superidee e superfilm sotto il pelo
    compagni alterchi battaglian su un cero
    ragioni ardite che tosto ne telo
    attonito son caduto dal per ...continua

    Giblidi uffa nel tavolo cielo
    Hegel s'azzuffa impavido ma fiero
    superidee e superfilm sotto il pelo
    compagni alterchi battaglian su un cero
    ragioni ardite che tosto ne telo
    attonito son caduto dal pero.
    Non uso la dialettica hegeliana:
    superficialità, sii mia puttana!

    ha scritto il 

  • 2

    Interessante, ma estremamente pesante.
    Zizek si mette d'impegno per rendere contorti pensieri che altrove ha espresso in maniera molto più semplice (ma non per questo superficiale!)

    L'ho abbandonato p ...continua

    Interessante, ma estremamente pesante.
    Zizek si mette d'impegno per rendere contorti pensieri che altrove ha espresso in maniera molto più semplice (ma non per questo superficiale!)

    L'ho abbandonato perché mi scadeva il prestito in biblioteca, ma conto di rimetterci su le mani per finirlo..

    ha scritto il 

  • 4

    Prima le dolenti note. Se essere filosofi significa farsi capire con difficolta' o non farsi capire affatto, qui siamo in presenza di uno scritto filosofico. A volte irritantemente contorto, il discor ...continua

    Prima le dolenti note. Se essere filosofi significa farsi capire con difficolta' o non farsi capire affatto, qui siamo in presenza di uno scritto filosofico. A volte irritantemente contorto, il discorso di Zizek per lunghi tratti prende chine che non portano a nulla di molto significativo se non a paradossi che lasciano il tempo che trovano (o che servono a dar da pensare ai bacchettoni). Ma non tutto e' da buttare, anzi! Quando l'autore riesce a tenere a freno la voglia un po' infantile di stupire a tutti i costi il lettore, le idee originali emergono eccome. L'esame dello scenario socio-politico-intellettuale del secolo scorso e di quello del nuovo millennio e' per certi versi affascinante, cosi' come e' curioso l'utilizzo di strumenti interpretativi da altri disdegnati: televisione, cinema, musica, fumetti etc. Affascinante e inquietante come il binomio paura/terrore che sembra essere alla base di tutta la teorizzazione di Zizek (laddove e' il terrore che smuove sorprendentemente la situazione e sopprime la paura bloccante). Non si tratta di diversi gradi di intensita' dello stesso fenomeno, ma di sensazioni, atteggiamenti, azioni, ragionamenti totalmente differenti. Dal passato (Rivoluzione Francese, Soviet, Nazismo, Stalinismo) al presente/futuro (ecologismo, biogenetica, proprieta' intellettuale e/o dei mezzi di produzione) sembra essere il suddetto binomio a indirizzare gli eventi. La proposta (quasi) shock che sia un nuovo "terrore egualitario" a imporsi per governare al meglio le dinamiche sociali e' quindi naturale conseguenza del ragionamento e il cuore della brillante analisi.

    ha scritto il 

  • 1

    Già leggendo l'introduzione mi è sorta una domanda: Perché uno che non vuole a nessun costo farsi capire, deve scrivere un libro? E perché qualcuno glielo pubblica?
    (e non sto parlando della complessi ...continua

    Già leggendo l'introduzione mi è sorta una domanda: Perché uno che non vuole a nessun costo farsi capire, deve scrivere un libro? E perché qualcuno glielo pubblica?
    (e non sto parlando della complessità dell'argomento, ho letto libri sulla fisica quantistica dei quali non capivo nulla, ma che si potevano apprezzare per lo sforzo di chiarezza divulgativa).
    L'unica risposta che ho trovato è la sindrome dell'ignorante: chi legge Zizek non capisce nulla e ha paura di dichiararlo, per cui preferisce sostenere la tesi che l'autore sia un genio al di sopra della media delle masse.
    Io invece dico che affastellare frasi sconnesse, prive di qualsiasi coerenza logica consequenziale e prive di un contenuto riconoscibile possa forse essere una qualità artistica, ma non vale assolutamente per attribuire al loro autore la qualifica di filosofo, e tanto meno di scrittore.

    ha scritto il