In fondo alla palude !! SCHEDA INCOMPLETA !!

Di

Editore: fanucci

4.1
(2124)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: A000075942 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Dopo tre libri deludenti questo almeno è carino. La scrittura è scorrevole e la trama altrettanto. Mi è piaciuta l'atmosfera che riesce a trasmettere facendo rivivere gli anni '30 con i problemi di co ...continua

    Dopo tre libri deludenti questo almeno è carino. La scrittura è scorrevole e la trama altrettanto. Mi è piaciuta l'atmosfera che riesce a trasmettere facendo rivivere gli anni '30 con i problemi di convivenza nel profondo sud americano. Bella la frase che dice il vecchio narratore quando si trova nella casa di riposo, " la vita adesso è inghiottire aria e fare la cacca".
    Sono grato a Matela che , come sempre, mi ha tirato fuori da un'empasse di letture vicino al pessimo con questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    I primi capitoli secondo me sono i più belli; siamo nel Texas degli anni trenta e due bambini (fratello e sorella) entrano nel bosco per sparare al loro cane ferito per poi sotterrarlo (possedere ar ...continua

    I primi capitoli secondo me sono i più belli; siamo nel Texas degli anni trenta e due bambini (fratello e sorella) entrano nel bosco per sparare al loro cane ferito per poi sotterrarlo (possedere armi e consegnarle ai figli, anche se ancora bambini, allora e lì era più che normale). Arrivano le ombre della sera, i fratellini perdono la strada e ora devono fare i conti con la paurosa leggenda dell'Uomo Capra. Lungo il cammino si imbattono nel cadavere mutilato di una donna, forse la leggenda non è tale? E sembra di vederli correre a gambe levate attraverso il bosco con la carriola con dentro il cane che seppur dolorante sta in guardia e guaisce ad ogni sobbalzo e alle ombre. Questo passaggio è una delle più belle scene di paura che abbia mai letto, ma poi ci si addentra nella storia che non è eccezionale e, forse perché le varie recensioni avvisano che il libro è molto simile al buio oltre la siepe, già dal primo incontro ho identificato subito il killer. Lo scrittore poi ci tiene molto al tema razziale e secondo me si concentra troppo su questo, sembra quasi di essere a scuola quando la maestra spiegava che per uomo nero non si intende il colore della pelle. Il tema è sempre attuale, ovvio, ma in questo caso il thriller ci rimette e perde un po' troppo tono e ritmo. Comunque anche se non eccezionale l' ho letto volentieri. Ho trovato interessante la prosa che si adegua perfettamente al bambino che ha vissuto la storia ma non al vecchio che la racconta. Devo leggere un altro Lansdale per capire, consigli?

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio primo Lansdale

    Forse il mio giudizio è inficiato dal fatto che è stato il primo libro di questo straordinario autore che io leggessi. Devo però dire che è impeccabile. Personaggi interessanti, atmosfere perfettament ...continua

    Forse il mio giudizio è inficiato dal fatto che è stato il primo libro di questo straordinario autore che io leggessi. Devo però dire che è impeccabile. Personaggi interessanti, atmosfere perfettamente disegnate e storia che, appunto per un non conoscitore del maestro texano, appare tutt'altro che prevedibile.
    Grazie Joe!

    ha scritto il 

  • 3

    Il buio oltre la siepe riscritto con protagonista il fratello di scout. Naturalmente senza la parte essenziale del libro della Lee e cioè le grandi esperienze sociali del sud degli stati uniti sullo s ...continua

    Il buio oltre la siepe riscritto con protagonista il fratello di scout. Naturalmente senza la parte essenziale del libro della Lee e cioè le grandi esperienze sociali del sud degli stati uniti sullo sfondo dell'estate di una bambina. Lansdale (come omaggio) ne prende pedissequamente la struttura, ma non lo spirito; allarga e sviluppa atticus finch facendomi ringraziare la Lee per averlo sempre tenuto sullo sfondo (il padre di questo romanzo è insopportabile).
    Tuttavia come giallo famigliare nel sud degli usa funziona. Tiene attiva l'attenzione; Lansdale si dimostra un grande affabulatore e il libro si finisce velocemente

    ha scritto il 

  • 5

    Gran bel libro. La storia vista dagli occhi di un bambino (per la verità piuttosto maturo) della famiglia che affronta la Depressione degli anni 30 nel Texas orientale ancora in piena discriminazione ...continua

    Gran bel libro. La storia vista dagli occhi di un bambino (per la verità piuttosto maturo) della famiglia che affronta la Depressione degli anni 30 nel Texas orientale ancora in piena discriminazione razziale.
    Ho apprezzato molto le capacità descrittive, specialmente della povertà, descritta con molto realismo e senza inutili (facili) pietismi. La trama si incentra su una sorta di giallo, ma secondo me è solo un pretesto per raccontare le persone.

    ha scritto il 

  • 5

    Profondo sud americano, un momento nel tempo sospeso tra un passato la cui distanza è difficile da misurare e il presente. Due ragazzini, fratello e sorella, crescono spensierati e quasi selvaggi, ign ...continua

    Profondo sud americano, un momento nel tempo sospeso tra un passato la cui distanza è difficile da misurare e il presente. Due ragazzini, fratello e sorella, crescono spensierati e quasi selvaggi, ignari che il mondo è un posto malvagio e che le creature spaventose delle quali favoleggiano le vecchie donne di colore possono essere fin troppo reali, fino al giorno in cui, durante una delle loro scorribande, scoprono un cadavere di donna, torturato in modo orrendo. La ricerca del colpevole di questa, e di altre morti orrende, li condurrà a scavare in tutte le miserie dell'animo umano, dal razzismo fino all'incapacità del loro padre di sostenere il senso di colpa e a scoprire che il male assoluto può avere il viso amabile di qualcuno che conosciamo da sempre.
    Come sempre Lansdale ci offre un magnifico romanzo di formazione, capace di far sentire al lettore le voci dei protagonisti, soprattutto di quelli a cui la comunità la voce la toglie, o cerca di toglierla.
    Da leggere senza far troppo caso ai congiuntivi.

    ha scritto il 

  • 0

    Il buio oltre la palude e altre novelle

    Non mi va troppo di girare intorno a un concetto fondamentale, quindi lo spiattello subito: Lansdale è un grandissimo, scrive come iddio comanda, ti trascina dentro le sue storie ed è pure divertente; ...continua

    Non mi va troppo di girare intorno a un concetto fondamentale, quindi lo spiattello subito: Lansdale è un grandissimo, scrive come iddio comanda, ti trascina dentro le sue storie ed è pure divertente; la sua letteratura ha in sé l'intrattenimento, la prosa affilata e americanissima come dev'essere e un insegnamento di fondo, un messaggio che si può definire politico, che di solito non manca mai in una narrazione di genere che si rispetti (che si tratti di libro, film o fumetto poco importa). Insomma, un simpaticone texano a cui non si può non volere un sacco di bene; anche se scrive troppo ed è impossibile stargli dietro: e magari non tutte le sue ciambelle sono uscite col buco, ecco. Ma per ora a me è sempre andata di lusso, e anche con "In fondo alla palude" è successo lo stesso.

    Allora. Un vecchio con un piede nella fossa, da un ospizio, ci racconta di quando era bambino, della sua avventura nell'America razzista dei primi anni Trenta. In breve: in Texas ci sono degli efferati omicidi a sfondo sessuale: dei femminicidi, diremmo oggi. Il piccolo protagonista, che poi sarebbe il vecchio di cui sopra, è coinvolto nelle indagini: un po' perché è uno ganzo e si fa un sacco di domande; un po' perché il padre si occupa dell'ordine locale, oltre a coltivare la terra e a fare il barbiere.
    Insomma, tutti hanno un tizio da accusare, ed è ovvio che la comunità tenda ad accusare i neri. Per fortuna, il padre del giovine Harry, benché poco istruito, è uomo di larghe vedute: per lui neri e bianchi sono sullo stesso piano. Cosa non da poco, nel Texas di quegli anni. Ma anche nel Texas di oggi, mi sa.
    E dunque: chi è l'artefice di tutto questo casino? chi è il pervertito trucida-donne? Lo scopriremo solo leggendo.

    Con una trama un po' così, con personaggi un po' così, che espressione possiamo fare, noi che abbiamo letto Harper Lee? Nessuna espressione: semplicemente constatare l'omaggio di del buon Joe R. al "Buio oltre la siepe", influenza innegabile per questo bel romanzo, condito pure da certi passaggi kinghiani (Stand by me? boh) e - OVVIO! - lansdaliani.

    Quello che penso di Lansdale e del suo lavoro l'ho già scritto lì sopra. E si applica alla perfezione anche a "In fondo alla palude", che ho letto nella traduzione di Francesco Salvi, cosa che ha destato la mia ilarità quando ho scoperto che trattasi di QUEL Francesco Salvi, che anni fa ho avuto modo di incontrare e conoscere. Una delle persone più fuori di testa che mi sia mai capitato d'incontrare. E allora me lo sono immaginato al computer, con i vocabolari, col testo inglese di Lansdale, mentre traduceva: ad ogni frase difficile, una faccia di culo diversa del Salvi. Che poi, io non me ne intendo, ma ha anche fatto un lavoro dignitoso, per me.
    Scusate, adesso vado che c'ho da spostare una macchina.

    ha scritto il 

  • 5

    PER FORTUNA CHE LANSDALE C’É

    LETTO IN EBOOK --- Che sollievo leggere un romanzo di Joe R. Lansdale! Dopo aver letto libri tra loro piuttosto diversi come “Nessun luogo. Da nessuna parte” di Christa Wolf, “Le ore” di Michael Cunni ...continua

    LETTO IN EBOOK --- Che sollievo leggere un romanzo di Joe R. Lansdale! Dopo aver letto libri tra loro piuttosto diversi come “Nessun luogo. Da nessuna parte” di Christa Wolf, “Le ore” di Michael Cunningham, “Volgi lo sguardo al vento” di Iain M. Banks, faticando a tenere la dovuta attenzione (leggo con il Text-To-Speech, che certo non facilita le cose), temevo di essere diventato improvvisamente distratto, ma è bastato leggere il racconto di Lansdale “Deadman’s road” per riacquistare la dovuta fiducia nelle mie capacità di concentrazione. Mi sono quindi rivolto a un’opera di Lansdale più corposa, come “In fondo alla palude” e per fortuna ho ritrovato totalmente sia la mia attenzione, che il mio amore per la lettura.
    Lansdale è decisamente uno che sa scrivere!
    Se nei primi due romanzi citati la maggior debolezza era la fragilità (o assenza) della trama, Lansdale, invece, ne costruisce una solida e concreta che tiene il lettore avvinto alle pagine. La concretezza è anzi il massimo pregio di questo romanzo, anche se dietro ai delitti di un serial killer che ammazza le donne, le lega e le getta nel fiume, si aggira lo spettro di un presunto Uomo Capra. Un tocco di magia non guasta. Il punto di vista è quello di un bambino, cosa che ne fa un grande romanzo di crescita e iniziazione e da spazio alle paure, avvicinandolo ai migliori lavori di Stephen King. La concretezza la ritroviamo anche nell’ambientazione, sempre vivida ed efficace. Il mistero è fitto, ma non c’è il classico difetto di “lontananza” dei romanzi gialli: l’investigatore è fortemente coinvolto, il figlio dell’agente (l’io narrante) lo è ancora di più e si rivela il vero detective della storia nonostante i suoi dodici anni. Il contesto è un ambiente ristretto in cui tutti conoscono tutti. Si intrecciano amicizie vive e morte, amori antichi e nuovi. Oltre al grande cattivo misterioso, Uomo Capra o serial killer che sia, non mancano tanti piccoli uomini deboli o malvagi o entrambi. Insomma, ci sono molti degli ingredienti che ho più volte indicato come fondamentali per fare un buon romanzo.

    Joe R. Lansdale si era già guadagnato le primissime posizioni tra i miei autori preferiti con la lettura di “Acqua buia”. I suoi primi romanzi da me letti sono stati quelli della trilogia “La notte del Drive-in” (1988, 1989), che mi avevano incuriosito, anche se erano forse troppo esagerati nella loro assurdità pulp.
    “Cielo di sabbia” (2011), letto in seguito, mi è parso un bel romanzo, capace di reggere il ritmo, con una storia ben costruita e affascinante. Incuriosito, ho letto, quasi subito dopo aver finito il precedente, “Acqua buia” (2012), che si è rivelato persino più intenso e coinvolgente. Sebbene privo degli elementi fantastici che caratterizzano la scrittura di Stephen King, questa storia mi è parsa molto vicina ai registri narrativi del Re del thriller, con una trama intensa se non intensissima (grande pregio), priva, direi del tutto, di cali di tensione narrativa, senza neanche una pagina inutile (dote rarissima), con personaggi che si fanno ricordare (anche qui come in molte opere di King, molto giovani), e un’ambientazione interessante.
    Che cosa rende gradevole la lettura di un romanzo di Joe Richard Harold Lansdale? Leggendo “La foresta” mi era parso potesse essere la capacità di creare personaggi al limite del plausibile, metafore al limite dell’esagerato e situazioni oltre il comune. In “La foresta” non siamo ai toni assurdi del pulp “Notte al Drive-In” ma piuttosto dalle parti di altri romanzi di Lansdale come “Acqua buia” e “Cielo di sabbia”. In tutti si descrive un’America di provincia che sopravvive a fatica, cattiva e violenta, quasi come in un romanzo del suo conterraneo McCarthy. Insomma, Lansdale riesce a spaziare dal realismo fantastico al pulp surreale, mantenendo la medesima concretezza narrativa e forza descrittiva. Riesce a condire con un po’ di magia storie crude e vere.
    In molti suoi romanzi siamo negli anni dell’avvento dell’automobile, eppure l’aria che respiriamo è ancora quella del vecchio selvaggio west.
    Leggendo “In fondo alla palude”, ambientato negli anni Trenta del Ventesimo secolo, scopro ancora qualcosa di nuovo di questo autore: la sua capacità di denuncia sociale che si unisce alla sua abilità nel descrivere una provincia americana violenta e razzista, che già avevo intuito in altri romanzi. Pare di leggere “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee. Solo che il romanzo di Lee era del 1960 e questo di Lansdale del 2000. Questo di Lansdale è molto più appassionante, fantasioso e meglio scritto, anche se denunciare il razzismo nel 2000 è cosa ben diversa che farlo nel 1960. Diciamo che “In fondo alla palude” probabilmente è in debito con “Il buio oltre la siepe”, ma questo debito l’ha reso con gli interessi.

    ha scritto il 

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