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In fondo il buio

Di

Editore: Gargoyle (Extra)

3.6
(288)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8889541679 | Isbn-13: 9788889541678 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angelica Tintori , M. Tarallo

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Dirk è richiamato su Worlorn dall'amore per Gwen che pensava di aver perduto. Il pianeta, però, non è il mondo che Dirk immaginava e Gwen non è più la donna che aveva conosciuto, è infatti legata a un altro uomo e a un pianeta che sta morendo, in cui niente può sopravvivere perché sta precipitando in un buio eterno.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Decepcionante

    Ni fu ni fa.

    Cosas positivas:
    - El origen de los mitos de la sociedad kavalar, muy interesantes e imaginativos
    - Las relaciones entre los kavalares y sus motivos
    - La importancia de las palabras y el ...continua

    Ni fu ni fa.

    Cosas positivas:
    - El origen de los mitos de la sociedad kavalar, muy interesantes e imaginativos
    - Las relaciones entre los kavalares y sus motivos
    - La importancia de las palabras y el significado de cada nombre, que da valor y contenido a quien lo recibe
    - Las ciudades abandonadas y los ecos del Festival

    Cosas negativas:
    - El ambiente bucólico y melancólico, que se repite mucho
    - La extraordinaria historia de amor, ausente. Eso me pasa por leer la contraportada.
    - El que no haya profundizado en aspectos interesantes, como el de las palabras

    El último punto es mi mayor decepción con este libro. Me había entusiasmado que en la cultura kavalar los nombres definen un aspecto de la persona: así Dirk, cuando huye a Desafío, es nombrado cuasi-hombre, y se convierte a ojos de los kavalares en una persona indigna por haber faltado a su palabra. Sin embargo, es retado otra vez como si fuera hombre... Jaan deja de lado todos sus nombres para vengar una afrenta contra Gwen... los Braith dejan su casta para fundar una nueva... el tal Bretan se vuelve loco y mata sin ton ni son... pfff. Al final, la cultura kavalar es poco más que humo porque todos se la toman por el pito del sereno. Una pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è un mondo da Festival che muore, un mondo senza legge, per cui ognuno di noi deve aggrapparsi ai propri codici morali.

    "La luce morente" (Dying of the Light) è una delle prime opere di Martin, edito nel 1977. La Gargoyle l'ha pubblicato con il titolo "In fondo il buio", un'edizione piena zeppa di errori di stampa e c ...continua

    "La luce morente" (Dying of the Light) è una delle prime opere di Martin, edito nel 1977. La Gargoyle l'ha pubblicato con il titolo "In fondo il buio", un'edizione piena zeppa di errori di stampa e con un retrocopertina che pubblicizza "epica, sesso e nostalgia che si mescolano in un mix unico che rende questo romanzo un capolavoro." C'è solo la nostalgia in questo romanzo e purtroppo, almeno io non lo reputo un capolavoro. E' un Martin acerbo con idee ottime ma mal sviluppate come il pianeta fantascientifico che muore con tante città da Festival incredibili e così diverse tra loro. Purtroppo è pieno di difetti: un protagonista inietto, confuso e voltabandiera che si vuole riscattare, una co - protagonista lagnosa ed egoista che gioca a fare la dura e una serie di altri personaggi poco interessanti. Gli unici che mi sono piaciuti sono Garse e Bretan Breith che probabilmente è l'antenato del Mastino di "Le cronache del ghiaccio e del fuoco". Il romanzo risulta a tratti noiosissimo pieno di descrizioni pallose e a tratti adrenalinico. Alla fine non ha senso e non porta a niente, insomma ma come va a finire?

    - “Se questa è una tua pensata idiota per sembrare un eroe ai miei occhi non funzionerà.”
    - “A essere sinceri, Gwen, questa è una pensata idiota per sembrare un eroe ai miei occhi. I tuoi… ormai non hanno più importanza.”

    Una parziale verità è la più grande di tutte le bugie…

    Felicità ieri e domani, oggi mai… è finita, mio sognatore perduto amore, finita ed è questo il bello, perché è tutto ciò che rende tutto così perfetto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un Martin acerbo.. Tre stelline un po' regalate...

    Premetto che non mi è piaciuto molto, un Prologo meraviglioso pieno di aspettative, i primi capitoli pesanti, quelli intermedi sembravano in ripresa per poi crollare tragicamente nel finale.
    Il modo d ...continua

    Premetto che non mi è piaciuto molto, un Prologo meraviglioso pieno di aspettative, i primi capitoli pesanti, quelli intermedi sembravano in ripresa per poi crollare tragicamente nel finale.
    Il modo di scrivere è scorrevole (tranne per gli enormi errori della casa editrice...) ma i personaggi sono piatti e noiosi, vagano nella vita al buio nonostante tante possibilità, un po' come Worlorn che nonostante l'Occhio Infernale e i Soli Troiani si sta allontanando da loro per poi un giorno sprofondare nel buio dello spazio. Non ci sta un personaggio positivo in tutto il libro: Dirk è un "essere inutile", Gwen non sa che pesci prendere, Jaan e Garse in fondo sono due deboli "innamorati".
    Nota positiva di tutto questo libro è il mondo creato da Martin: tanti mondi, razze, miti e per far funzionare la storia crea un pianeta morente, Worlorn, dove anni prima c'era stato un Festival in cui ogni mondo aveva creato una sua città. Attraverso questo stratagemma conosciamo quasi tutti i mondi e secondo me questo è un vero colpo di genio.
    Il finale invece non esiste. Non sappiamo ne se Jaan saprà mai la verità e non sappiamo se Dirk uscirà vivo dal duello. E i finali così io non li tollero... XD
    Ahimé..Tre stelline sono un po' troppe!

    ha scritto il 

  • 5

    un bracciale è per sempre

    Martin ha la capacità di attirare il lettore all'interno del mondo che crea, che sia un fantasy medievale o la fantascienza di un pianeta lontano e morente. Le descrizioni sono belle e particolareggia ...continua

    Martin ha la capacità di attirare il lettore all'interno del mondo che crea, che sia un fantasy medievale o la fantascienza di un pianeta lontano e morente. Le descrizioni sono belle e particolareggiate senza annoiare e le culture mostrate sono fantastiche e approfondite. I protagonisti sono forse un po' anonimi e il finale un tantino debole, ma la lettura è stata molto scorrevole e piacevole. Quanti errori di stampa però!

    ha scritto il 

  • 5

    molto bello, una storia avvincente.
    si dimostra sempre un valido scrittore Martin sia coe stile narrativo che come idee sulle storie; mi è piaciuto in particolare la scena finale.
    Un libro da consigli ...continua

    molto bello, una storia avvincente.
    si dimostra sempre un valido scrittore Martin sia coe stile narrativo che come idee sulle storie; mi è piaciuto in particolare la scena finale.
    Un libro da consigliare

    ha scritto il 

  • 2

    Leer a GRRM es garantía de leer escenarios muy bien estructurados. GRRM se distingue por su habilidad para crear culturas y ciudades, así como por su detallada descripción de los platillos que sus per ...continua

    Leer a GRRM es garantía de leer escenarios muy bien estructurados. GRRM se distingue por su habilidad para crear culturas y ciudades, así como por su detallada descripción de los platillos que sus personajes comen. Y lo hace muy bien, debo decirlo. Se nota su conocimiento en estos campos, no sólo en este libro que es en el que me enfocaré, sino también en su saga "Canción de Hielo y Fuego", donde esa virtud para crear, que apenas y vemos esbozada aquí, le da un toque único a ese universo.

    Desgraciadamente, tanto la cultura como la comida son lo único bueno que tiene "Muerte de la luz", que es un libro demasiado corto para el gran detalle que pone Martin en su descripción del pasado, así como de una cultura diferente. Hay demasiadas explicaciones de la cultura Kavalar, de la historia del universo y de la mística de diversos planetas y poco queda para la historia en sí, que no resulta nada interesante ya que sus personajes, aparentemente enamorados, no son creíbles.

    No pude leer el amor en ellos, pero tampoco pude interesarme por sus conflictos entre sí y con los demás personajes. Su historia parecía relleno entre los largos discursos de historia Kavalar y por eso el libro se me hizo eterno, tratando de recordar nombres, quién era quién y demás. La verdad es que es muy mediocre, tanto en el género de ciencia ficción como en el de romance, no satisface lo que requiere ninguno de los dos y se queda como una historia aburrida, con personajes planos, contradictorios y que en última instancia o terminamos odiando o nos son indiferentes. Y creo que eso es lo peor que puede pasar cuando uno lee un libro, terminar indiferente.

    Una decepción, pero se notan las bases que sentarán la saga de Canción de Hielo y Fuego y me alegra que Martin haya mejorado en todo ello, personajes, historia y narración. Pero este libro es malo, ¿qué más puedo decir?

    ha scritto il 

  • 3

    Un pianeta morente popolato da fantasmi

    Un pianeta di nome Worlorn che sta per perdersi nei gelidi spazi interstellari.
    Una donna che attira gli uomini per poi bruciarli come la fiamma con le falene.
    Un uomo spezzato, che vive di ricordi, c ...continua

    Un pianeta di nome Worlorn che sta per perdersi nei gelidi spazi interstellari.
    Una donna che attira gli uomini per poi bruciarli come la fiamma con le falene.
    Un uomo spezzato, che vive di ricordi, che ritrova se stesso su Worlorn, anche se forse non era il risultato che si sarebbe aspettato.
    I seguaci di un antico codice morale ormai in disuso che si illudono di aver trovato su Worlorn un nuovo inizio.
    "In fondo il buio" (era comunque meglio il titolo della prima edizione pubblicata da Fanucci molti anni fa, ossia La Luce Morente) è il primo romanzo del grande Martin, si vede che la sua cifra stilistica è ancora acerba (anche se all'epoca aveva già scritto molti racconti, alcuni dei quali capolavori), ma questo romanzo è comunque tanta roba, pertanto lo consiglio.
    Sottolineo comunque il pessimo lavoro di Gargoyle in fase di traduzione, refusi, frasi senza senso, davvero la cosa peggiore che io abbia mai visto, vergogna.

    ha scritto il 

  • 3

    C'è un pianeta che vaga nei profondi abissi dell'universo: avvicinatosi al sistema solare Ruota di Fuoco, Worlorn è stato identificato, esplorato e parzialmente colonizzato. Ora che la sua orbita lo s ...continua

    C'è un pianeta che vaga nei profondi abissi dell'universo: avvicinatosi al sistema solare Ruota di Fuoco, Worlorn è stato identificato, esplorato e parzialmente colonizzato. Ora che la sua orbita lo sta conducendo nuovamente lontano dall'universo conosciuto, quelle città sono disabitate, il Festival del Margine è stato smantellato, e sulla sua superficie vagano poche centinaia di abitanti provenienti da diversi mondi. Quando Dirk t'Larien, avaloniano, riceve la pietra dell'anima appartenuta a Gwen, decide di trovarla e di raggiungerla su Worlorn, di cui la donna sta studiando l'ecosistema.
    Dirk è un inetto sveviano catapultato in un contesto fantascientifico. "Falso uomo", viene più volte definito - con diverso significato - da chi lo disprezza, e non a torto: in nome dell'amore riposto in una donna che non vede da anni, sfida le distanze per atterrare in un pianeta in declino su cui si aggirano uomini appartenenti a una cultura che non comprende e che pretende di giudicare e di sfidare. Gwen, la donna che ama, si è legata a un Kavalar in un vincolo simile al matrimonio, ma con regole tribali che lo rendono incomprensibile e ingiusto agli occhi di Dirk, il quale, dall'alto di una sua sedicente superiorità morale e culturale, si sente in diritto e in dovere di recidere quel legame per liberarla. Gwen, la classica donna che si proclama cosmopolita e vuole provare l'ebbrezza del far parte di una cultura diversa ma poi vuole sfidarne tutte le convenzioni e cambiarne le regole perché la giudica retrograda e maschilista, dal canto suo non sa proprio se preferire un ritorno nel mondo civilizzato con l'inabile ex compagno o restare con il virile e affezionato nuovo marito di cui però non riesce proprio ad accettare le usanze.
    Se il personaggio di Gwen non fosse a sua volta così inetto ci si chiederebbe perché dovrebbe preferire Dirk a Jaan: il primo, uomo moderno, è campione di parole non mantenute, codardia, ristrettezza mentale e insipidità; il secondo, pur essendo legato alla propria cultura tribale, è pronto a sfidarne quasi tutte le regole maschiliste e brutali in nome dell'amore per la propria compagna e di un senso di giustizia estraneo alla civiltà Kavalar. Laddove Jaan rischia la vita per preservare i suoi ospiti, garantire l'onore e il rispetto verso Gwen, proteggere i non-Kavalar residenti su Worlorn - considerati "falsi uomini" - dalle battute di caccia del clan Kavalar Braith, Dirk trama per portar via la donna da sotto il tetto dei suoi ospiti, rifiuta la loro protezione salvo poi mettersi nei guai e chiedere loro aiuto, accetta sfide mortali cui poi non si presenta per vigliaccheria, promette amicizia e complicità per poi fuggire al momento opportuno. Un perfetto esempio, questo In fondo il buio, di scontro tra culture con rovesciamento di ogni stereotipo possibile: il personaggio che dovrebbe rappresentare la (in)civiltà più retrograda, l'uomo che divide la donna con il compagno d'armi e che lo mette al di sopra del vincolo coniugale, l'appartenente a una comunità barbara che caccia come un animale chi è considerato inferiore, risulta aperto di mente, giusto, generoso, coraggioso, pronto a cambiare quegli aspetti della sua stessa comunità che reputa inaccettabili, molto più moderno in definitiva di Dirk, che dovrebbe rappresentare l'aperta mentalità occidentale.
    D'altronde Martin, nella sua più famosa e matura saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco, ha confermato la sua capacità di saper mostrare tutte le facce d'ogni medaglia, rivelando i lati umani dei nemici più efferati, la complessa bellezza delle più brutali etnie (i Kavalar, a tal proposito, sembrano essere una prima bozza di ciò che in seguito diventerà la civiltà dothraki) e l'inettitudine nascosta in molti dei personaggi più positivi. Tema molto più interessante e pregnante di una supposta storia d'amore talvolta sbandierata a (s)proposito di questo romanzo, la quale, se ci fosse stata - e non c'è: Gwen non ama più Dirk e Dirk è appigliato al ricordo di una Gwen che non è mai esistita -, sarebbe stata ben banale.
    La mano di Martin risulta acerba nella prosa, nella povertà di descrizioni, nel finale incerto che lascia insoddisfatto il lettore e nella mancanza di carattere e personalità di molti personaggi: Dirk e Gwen, tanto per dirne due, ma anche Ruark, il collega di Gwen su Worlorn. D'altro canto, altri come Jaan Vikary, il rivale di Dirk, e come Garse, suo teyn (termine che designa un compagno d'armi, un amante, un fratello acquisito cui si è legati nel corpo e nell'anima), spiccano originali e ben costruiti, e molti e interessanti sono i dettagli della loro cultura approfonditi da Martin, il quale (si apprezza lo sforzo: l'autore ha rivelato di detestare le lingue e di aver affidato allo staff della serie tv lo sviluppo di quelle da lui inventate per la serie cartacea) ha anche inserito a fine romanzo un glossario dei termini più ardui.
    Una buona opera d'esordio, se si considera che è stato anche candidato all'Hugo Award del '78, ma la distanza dalle opere successive è molta.

    Recensione pubblicata anche su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2013/02/la-luce-morente-george-r-r-martin.html

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto gran che. Martin scrive bene ed ha creato un mondo (triste, malinconico e violento) trasmettendone bene filosofia e pensiero, ma è proprio la storia che non va: salta, incespica, non ...continua

    Non mi è piaciuto gran che. Martin scrive bene ed ha creato un mondo (triste, malinconico e violento) trasmettendone bene filosofia e pensiero, ma è proprio la storia che non va: salta, incespica, non attira. Insomma non mi ha gasato, essendo l'opera prima di Martin ci sta, ma consiglio di orientarsi verso altri lidi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottima storia, peccato per l'editore...

    Martin è un maestro, la storia è bella e originale, fantascienza pura con un tocco di romance, unica pecca: l'edizione. Leggendo il romanzo ho avuto la sensazione che la casa editrice si fosse limitat ...continua

    Martin è un maestro, la storia è bella e originale, fantascienza pura con un tocco di romance, unica pecca: l'edizione. Leggendo il romanzo ho avuto la sensazione che la casa editrice si fosse limitata a pubblicare quello che gli stato passato dal traduttore senza fare un minimo di correzione bozze o editing. Peccato... davvero peccato...

    ha scritto il 

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