In fondo il buio

Di

Editore: Gargoyle (Extra)

3.6
(315)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8889541679 | Isbn-13: 9788889541678 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angelica Tintori , M. Tarallo

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Dirk è richiamato su Worlorn dall'amore per Gwen che pensava di aver perduto. Il pianeta, però, non è il mondo che Dirk immaginava e Gwen non è più la donna che aveva conosciuto, è infatti legata a un altro uomo e a un pianeta che sta morendo, in cui niente può sopravvivere perché sta precipitando in un buio eterno.
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  • 1

    Eccoci qua finalmente giunti al termine di uno fra i peggiori libri mai letti negli ultimi anni! Non faccio spoiler e mi limito ad alcuni aggettivi: Inutile, lento, prolisso, complicato, scadente sia ...continua

    Eccoci qua finalmente giunti al termine di uno fra i peggiori libri mai letti negli ultimi anni! Non faccio spoiler e mi limito ad alcuni aggettivi: Inutile, lento, prolisso, complicato, scadente sia per la caratterizzazione dei personaggi (divertitevi coi nomi.. si fa per dire!), che per l’editing (molti errori verso la fine .. ma poverini li capisco.. fossi stato il traduttore, avrei inserito di proposito degli strafalcioni)!
    In genere evito di massacrare un libro e cerco sempre di trovare dov’è l’errore che, a volte risiede nel mio approccio sbagliato.. ma questa volta non ci riesco proprio... Propongo "Zero" stelle nel giudizio.
    Se qualcuno lo vuole, regalo il libro!

    ha scritto il 

  • 4

    7.5/10

    Difficile da giudicare per una "fan" di Martin. Difficile sapere se l'avrei gradito di più o di meno se non fosse stato suo. Difficile capire se si è più o meno oggettivi nel valutarlo, ma ci proverò. ...continua

    Difficile da giudicare per una "fan" di Martin. Difficile sapere se l'avrei gradito di più o di meno se non fosse stato suo. Difficile capire se si è più o meno oggettivi nel valutarlo, ma ci proverò.
    Lo stile mi piace anche se, probabilmente perchè scaturente da un Martin ancora acerbo, non è certamente paragonabile a quello del Martin che i più conoscono.
    La trama in sè ha parti molto interessanti, alcune un po' troppo confuse, alcune un po' troppo banali e altre proprio belle.
    Le buone intenzioni ci sono e si vedono ma non mi sento di dire che sia venuto fuori dalla penna di Martin il meglio che poteva fare, un po' di introspezioni dei personaggi me l'avrebbero fatto piacere decisamente di più.
    Non parlo del finale per non cadere nello spoiler (attenzione, ho letto recensioni che contengono spoiler non dichiarati su questo libro) ma mi limito a dire che non mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Voto 8 - All'inizio non mi è piaciuto per nulla, delusissima dal primo Martin che leggevo: i protagonisti erano sciatti e odiosi, e la scrittura mi sembrava accademica. Concesso il beneficio del dubbi ...continua

    Voto 8 - All'inizio non mi è piaciuto per nulla, delusissima dal primo Martin che leggevo: i protagonisti erano sciatti e odiosi, e la scrittura mi sembrava accademica. Concesso il beneficio del dubbio, visto che si tratta di un'opera giovanile, ho proseguito ed effettivamente poi la storia, se pur semplice, viene davvero ben sviluppata e la descrizione dei confini dell'universo, l'invenzione del festival sul pianeta errante e la caratterizzazione dei Kavalar sono eccellenti. I protagonisti continuano a essere sciatti e odiosi, anche se Dirk alla fine si riscatta abbastanza. E anche se i finali aperti non mi piacciono molto, l'epilogo, pur prevedibile per certi versi, in questa forma mi è piaciuto. Tra l'altro mi sembra che sarebbe ottimo per la sceneggiatura di un film.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Decepcionante

    Ni fu ni fa.

    Cosas positivas:
    - El origen de los mitos de la sociedad kavalar, muy interesantes e imaginativos
    - Las relaciones entre los kavalares y sus motivos
    - La importancia de las palabras y el ...continua

    Ni fu ni fa.

    Cosas positivas:
    - El origen de los mitos de la sociedad kavalar, muy interesantes e imaginativos
    - Las relaciones entre los kavalares y sus motivos
    - La importancia de las palabras y el significado de cada nombre, que da valor y contenido a quien lo recibe
    - Las ciudades abandonadas y los ecos del Festival

    Cosas negativas:
    - El ambiente bucólico y melancólico, que se repite mucho
    - La extraordinaria historia de amor, ausente. Eso me pasa por leer la contraportada.
    - El que no haya profundizado en aspectos interesantes, como el de las palabras

    El último punto es mi mayor decepción con este libro. Me había entusiasmado que en la cultura kavalar los nombres definen un aspecto de la persona: así Dirk, cuando huye a Desafío, es nombrado cuasi-hombre, y se convierte a ojos de los kavalares en una persona indigna por haber faltado a su palabra. Sin embargo, es retado otra vez como si fuera hombre... Jaan deja de lado todos sus nombres para vengar una afrenta contra Gwen... los Braith dejan su casta para fundar una nueva... el tal Bretan se vuelve loco y mata sin ton ni son... pfff. Al final, la cultura kavalar es poco más que humo porque todos se la toman por el pito del sereno. Una pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è un mondo da Festival che muore, un mondo senza legge, per cui ognuno di noi deve aggrapparsi ai propri codici morali.

    "La luce morente" (Dying of the Light) è una delle prime opere di Martin, edito nel 1977. La Gargoyle l'ha pubblicato con il titolo "In fondo il buio", un'edizione piena zeppa di errori di stampa e c ...continua

    "La luce morente" (Dying of the Light) è una delle prime opere di Martin, edito nel 1977. La Gargoyle l'ha pubblicato con il titolo "In fondo il buio", un'edizione piena zeppa di errori di stampa e con un retrocopertina che pubblicizza "epica, sesso e nostalgia che si mescolano in un mix unico che rende questo romanzo un capolavoro." C'è solo la nostalgia in questo romanzo e purtroppo, almeno io non lo reputo un capolavoro. E' un Martin acerbo con idee ottime ma mal sviluppate come il pianeta fantascientifico che muore con tante città da Festival incredibili e così diverse tra loro. Purtroppo è pieno di difetti: un protagonista inietto, confuso e voltabandiera che si vuole riscattare, una co - protagonista lagnosa ed egoista che gioca a fare la dura e una serie di altri personaggi poco interessanti. Gli unici che mi sono piaciuti sono Garse e Bretan Breith che probabilmente è l'antenato del Mastino di "Le cronache del ghiaccio e del fuoco". Il romanzo risulta a tratti noiosissimo pieno di descrizioni pallose e a tratti adrenalinico. Alla fine non ha senso e non porta a niente, insomma ma come va a finire?

    - “Se questa è una tua pensata idiota per sembrare un eroe ai miei occhi non funzionerà.”
    - “A essere sinceri, Gwen, questa è una pensata idiota per sembrare un eroe ai miei occhi. I tuoi… ormai non hanno più importanza.”

    Una parziale verità è la più grande di tutte le bugie…

    Felicità ieri e domani, oggi mai… è finita, mio sognatore perduto amore, finita ed è questo il bello, perché è tutto ciò che rende tutto così perfetto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un Martin acerbo.. Tre stelline un po' regalate...

    Premetto che non mi è piaciuto molto, un Prologo meraviglioso pieno di aspettative, i primi capitoli pesanti, quelli intermedi sembravano in ripresa per poi crollare tragicamente nel finale.
    Il modo d ...continua

    Premetto che non mi è piaciuto molto, un Prologo meraviglioso pieno di aspettative, i primi capitoli pesanti, quelli intermedi sembravano in ripresa per poi crollare tragicamente nel finale.
    Il modo di scrivere è scorrevole (tranne per gli enormi errori della casa editrice...) ma i personaggi sono piatti e noiosi, vagano nella vita al buio nonostante tante possibilità, un po' come Worlorn che nonostante l'Occhio Infernale e i Soli Troiani si sta allontanando da loro per poi un giorno sprofondare nel buio dello spazio. Non ci sta un personaggio positivo in tutto il libro: Dirk è un "essere inutile", Gwen non sa che pesci prendere, Jaan e Garse in fondo sono due deboli "innamorati".
    Nota positiva di tutto questo libro è il mondo creato da Martin: tanti mondi, razze, miti e per far funzionare la storia crea un pianeta morente, Worlorn, dove anni prima c'era stato un Festival in cui ogni mondo aveva creato una sua città. Attraverso questo stratagemma conosciamo quasi tutti i mondi e secondo me questo è un vero colpo di genio.
    Il finale invece non esiste. Non sappiamo ne se Jaan saprà mai la verità e non sappiamo se Dirk uscirà vivo dal duello. E i finali così io non li tollero... XD
    Ahimé..Tre stelline sono un po' troppe!

    ha scritto il 

  • 5

    un bracciale è per sempre

    Martin ha la capacità di attirare il lettore all'interno del mondo che crea, che sia un fantasy medievale o la fantascienza di un pianeta lontano e morente. Le descrizioni sono belle e particolareggia ...continua

    Martin ha la capacità di attirare il lettore all'interno del mondo che crea, che sia un fantasy medievale o la fantascienza di un pianeta lontano e morente. Le descrizioni sono belle e particolareggiate senza annoiare e le culture mostrate sono fantastiche e approfondite. I protagonisti sono forse un po' anonimi e il finale un tantino debole, ma la lettura è stata molto scorrevole e piacevole. Quanti errori di stampa però!

    ha scritto il 

  • 5

    molto bello, una storia avvincente.
    si dimostra sempre un valido scrittore Martin sia coe stile narrativo che come idee sulle storie; mi è piaciuto in particolare la scena finale.
    Un libro da consigli ...continua

    molto bello, una storia avvincente.
    si dimostra sempre un valido scrittore Martin sia coe stile narrativo che come idee sulle storie; mi è piaciuto in particolare la scena finale.
    Un libro da consigliare

    ha scritto il 

  • 2

    Leer a GRRM es garantía de leer escenarios muy bien estructurados. GRRM se distingue por su habilidad para crear culturas y ciudades, así como por su detallada descripción de los platillos que sus per ...continua

    Leer a GRRM es garantía de leer escenarios muy bien estructurados. GRRM se distingue por su habilidad para crear culturas y ciudades, así como por su detallada descripción de los platillos que sus personajes comen. Y lo hace muy bien, debo decirlo. Se nota su conocimiento en estos campos, no sólo en este libro que es en el que me enfocaré, sino también en su saga "Canción de Hielo y Fuego", donde esa virtud para crear, que apenas y vemos esbozada aquí, le da un toque único a ese universo.

    Desgraciadamente, tanto la cultura como la comida son lo único bueno que tiene "Muerte de la luz", que es un libro demasiado corto para el gran detalle que pone Martin en su descripción del pasado, así como de una cultura diferente. Hay demasiadas explicaciones de la cultura Kavalar, de la historia del universo y de la mística de diversos planetas y poco queda para la historia en sí, que no resulta nada interesante ya que sus personajes, aparentemente enamorados, no son creíbles.

    No pude leer el amor en ellos, pero tampoco pude interesarme por sus conflictos entre sí y con los demás personajes. Su historia parecía relleno entre los largos discursos de historia Kavalar y por eso el libro se me hizo eterno, tratando de recordar nombres, quién era quién y demás. La verdad es que es muy mediocre, tanto en el género de ciencia ficción como en el de romance, no satisface lo que requiere ninguno de los dos y se queda como una historia aburrida, con personajes planos, contradictorios y que en última instancia o terminamos odiando o nos son indiferentes. Y creo que eso es lo peor que puede pasar cuando uno lee un libro, terminar indiferente.

    Una decepción, pero se notan las bases que sentarán la saga de Canción de Hielo y Fuego y me alegra que Martin haya mejorado en todo ello, personajes, historia y narración. Pero este libro es malo, ¿qué más puedo decir?

    ha scritto il 

  • 3

    Un pianeta morente popolato da fantasmi

    Un pianeta di nome Worlorn che sta per perdersi nei gelidi spazi interstellari.
    Una donna che attira gli uomini per poi bruciarli come la fiamma con le falene.
    Un uomo spezzato, che vive di ricordi, c ...continua

    Un pianeta di nome Worlorn che sta per perdersi nei gelidi spazi interstellari.
    Una donna che attira gli uomini per poi bruciarli come la fiamma con le falene.
    Un uomo spezzato, che vive di ricordi, che ritrova se stesso su Worlorn, anche se forse non era il risultato che si sarebbe aspettato.
    I seguaci di un antico codice morale ormai in disuso che si illudono di aver trovato su Worlorn un nuovo inizio.
    "In fondo il buio" (era comunque meglio il titolo della prima edizione pubblicata da Fanucci molti anni fa, ossia La Luce Morente) è il primo romanzo del grande Martin, si vede che la sua cifra stilistica è ancora acerba (anche se all'epoca aveva già scritto molti racconti, alcuni dei quali capolavori), ma questo romanzo è comunque tanta roba, pertanto lo consiglio.
    Sottolineo comunque il pessimo lavoro di Gargoyle in fase di traduzione, refusi, frasi senza senso, davvero la cosa peggiore che io abbia mai visto, vergogna.

    ha scritto il 

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