In fuga

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.9
(1103)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Chi semplificata

Isbn-10: 8806171836 | Isbn-13: 9788806171834 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace In fuga?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Una serie di racconti brevi, collocati in quell'indefinito territorio che per alcuni altro non è che il "Paese di Alice Munro". La maggior parte delle storie si svolgono in piccole città della regione dell'Ontario; protagoniste sono per lo più donne: di tutte le età, anelanti passioni e bramose di libertà. Ma l'autrice racconta anche le ansie dell'adolescenza, i difficili rapporti fra genitori e figli, i diversi aspetti dell'amore, della malattia e della morte. Racconti che in poche pagine condensano un'intera vita. Una scrittrice che costruisce, utilizzando una prosa diretta e fintamente semplice, strutture narrative di grande profondità e complessità.
Ordina per
  • 4

    Premetto che non ho mai amato i racconti, non li ho mai trovati avvincenti quanto un romanzo.
    Non conoscevo la Munro e quando ho visto che sarebbe iniziato un gruppo di lettura proprio su un suo libro ...continua

    Premetto che non ho mai amato i racconti, non li ho mai trovati avvincenti quanto un romanzo.
    Non conoscevo la Munro e quando ho visto che sarebbe iniziato un gruppo di lettura proprio su un suo libro, e per di più di racconti, mi sono detta "Perché no? Buttiamoci!" e ho fatto benissimo!
    Questa scrittrice mi ha sorpreso soprattutto perché i suoi testi sono tutti da interpretare! Il lettore è come se fosse messo alla prova per cercare di capire il vero senso che sta dietro ad ogni avvenimento.
    Il titolo ha determinato il filo conduttore di tutte le sei storie presenti, la trama di ogni singolo racconto.
    Non si può dire semplicemente che sia un bel libro, non sarebbe abbastanza.
    Consigliato a chi non cerca una lettura leggera.

    ha scritto il 

  • 0

    ****

    Non mi piacciono i racconti ma la Munro mi ha sorpreso.Non si capisce mai dove andrà' a parare.I suoi racconti partono da esistenze normali e quasi banali per poi concludersi sempre con il botto.Riesc ...continua

    Non mi piacciono i racconti ma la Munro mi ha sorpreso.Non si capisce mai dove andrà' a parare.I suoi racconti partono da esistenze normali e quasi banali per poi concludersi sempre con il botto.Riesce a descrivere gli assurdi pensieri che la vita ci porta a fare sebbene nel chiuso delle nostre menti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Carla e Juliet, due giovani ricche di speranze e due ‘viaggi’ fuori e dentro di sé, come spesso accade a quelle che credono nell’amore e che dall’amore sono spesso deluse. In entrambi i racconti si no ...continua

    Carla e Juliet, due giovani ricche di speranze e due ‘viaggi’ fuori e dentro di sé, come spesso accade a quelle che credono nell’amore e che dall’amore sono spesso deluse. In entrambi i racconti si nota un loro ‘allontanamento’ sia fisico che psicologico, dettato dall’esigenza di scoprire e ‘scegliere’ una vita più autentica che le faccia sentire ‘vive’ in un mondo reale con un ‘ritorno’ presso quegli uomini che, scavando a fondo nelle loro anime, hanno reso la loro presenza indispensabile per la sopravvivenza stessa delle due donne.
    Juliet e Penelope, una madre sui generis per genitori convenzionali ed una ‘figlia dell’amore’ dalla personalità indefinibile. Juliet ritratta nella sua vita di ‘figlia’ che non sa condividere con i familiari le sue scelte e di ‘madre’ che non viene compresa da una figlia troppo critica nei suoi confronti. Il fulcro dei dissapori si individua nella ricerca, da parte dei genitori, prima, e della figlia, poi, di una realtà ‘altra’ considerata da Juliet una ‘menzogna’, anche se la strategia da lei scelta è il ‘tacere’, comportamento non condiviso, però, da Penelope che la porta al suo irreversibile processo di allontanamento.
    Grace e Lauren due ragazze di età diverse che mostrano di essere facilmente influenzabili, ma, se l’impegno tacitamente assunto da Grace risulta essere abbastanza gravoso, lo si ritiene necessario per una sua crescita personale, tanto che riesce prendere le distanze dal suo ex nel momento in cui lo sente estraneo alla sua vita. Di Lauren, invece, colpisce la sua ‘fragilità’ che non avrebbe modo di esistere considerando l’educazione ricevuta, ma il ‘dubbio’ che le viene inculcato da un’estranea le crea uno stato d’ansia mai provato prima e a cui lei stessa non riesce ad opporsi, in fin dei conti è una bambina che non può e non vuole accettare una diversa visione della sua condizione di figlia.
    Robin incarna l’essenza stessa dell’attesa, il suo fortuito incontro con uno straniero la rende più tenace negli obiettivi da seguire, ma non sicura delle proprie capacità, tanto che non sa riconoscere la realtà per un errore di valutazione dovuto ad uno strano inganno del destino. Tessa e Nancy, compagne di scuola molto diverse, seguono due percorsi di vita opposti, tra loro malattie che si susseguono e si ripetono, incertezze che combattono con la volontà di scoprire una verità difficile da gestire soprattutto quando il tempo sbiadisce i contorni di vicende fondamentali.

    “Succede pochissime volte nell’arco di una vita – o comunque ben poche, a una donna – di imbattersi nella propria persona senza esservi preparati.”.

    ha scritto il 

  • 5

    Letto in gdl

    La cosa che più mi piace della Munro è che con lei son si è mai lettori passivi: lei non confeziona una storia, pretende dal lettore la sua attenzione, il suo sforzo. E' come se dicesse: su, impegnati ...continua

    La cosa che più mi piace della Munro è che con lei son si è mai lettori passivi: lei non confeziona una storia, pretende dal lettore la sua attenzione, il suo sforzo. E' come se dicesse: su, impegnati. Impegnati nel cogliere il dettaglio, nel ricostruire la vicenda, per immaginare il non descritto, per udire il non detto.
    E' di un'espressività difficile da descrivere, e le donne dei suoi racconti sono quanto di più vero si possa trovare.
    Mi sono piaciuti tutti i racconti, dal primo all'ultimo: ma "Scherzi del destino" è di una bellezza quasi crudele.

    ha scritto il 

  • 4

    Premessa: un paio di anni fa ho deciso di leggere qualcosa di Alice Munro, allora fresca di Nobel per la Letteratura, e la scelta è caduta su un racconto singolo, pubblicato in ebook. Quel racconto er ...continua

    Premessa: un paio di anni fa ho deciso di leggere qualcosa di Alice Munro, allora fresca di Nobel per la Letteratura, e la scelta è caduta su un racconto singolo, pubblicato in ebook. Quel racconto era "Scherzi del destino", che mi è piaciuto molto e mi ha fatto promettere che avrei letto altro dell'autrice, a cominciare dalla raccolta a cui tale racconto apparteneva. Chiaramente tale raccolta è "In fuga".
    Poi, si sa, il tempo passa, i libri da leggere sono migliaia e non ho tenuto fede all'impegno.

    Seconda premessa: quest'anno è uscito "Julieta", un film di Almodóvar che mi ha attratto (per atmosfera, sensazioni, colori) dalla prima volta che ne ho visto il trailer. In realtà della trama sapevo poco e non mi sono voluta informare per non levarmi il piacere della sorpresa.
    L'ho poi visto qualche tempo fa, l'ho amato molto, e solo a quel punto ho cercato recensioni e approfondimenti.
    E cosa ho scoperto? Che è basato – pur con importanti modifiche, e non solo di location – su tre racconti di Alice Munro, peculiari perché hanno la stessa protagonista (Juliet) e formano quindi un nucleo unitario all'interno della raccolta in cui sono pubblicati.
    E quale mai poteva essere questa benedetta raccolta? Ma certo, ancora "In fuga".
    Sicché mi sono detta che non sarà stato un segno del Divino, ma di certo era una buona occasione per leggere finalmente quel libro per il quale avevo fatto un nodo al fazzoletto da troppo tempo.

    Ed eccomi quindi alle impressioni sul libro, che sono ovviamente positive, nonostante non tutti i racconti siano al livello di "Scherzi del destino" (che è veramente un capolavoro).
    Per quanto riguarda gli altri racconti ho apprezzato il primo, che dà il titolo alla raccolta, i tre del ciclo di Juliet (che identifico come un tutt'uno, credo per via dell'unità data film che si sovrappone alle tre storie separate sulla carta) e "Passione". Il meno bello invece è "Rimetti a noi i nostri debiti". Infine c'è il lungo racconto "Poteri", una storia ambiziosa e difficile da inquadrare, che m'è piaciuta molto fino al finale, che forse ho capito, forse no, ma in ogni caso m'ha lasciato un punto di domanda grosso così.
    Ma c'è una cosa che resta costante e ad altissimi livelli in tutte le trecento e rotte pagine: la capacità dell'autrice di dipingere scenari, di evocare atmosfere e stagioni, anni che sono passati in fretta portandosi via sogni e lasciando rimpianti o rimorsi, di farci vivere le emozioni delle sue protagoniste quando tirano le somme di una vita intera o di una parte di essa.
    Non saprei come altro dirlo, ma il Canada e i personaggi della Munro sono tanto veri quanto solo suoi.

    Spera, come la gente di buon senso può sperare in una felicità immeritata, un perdono spontaneo, roba cosí.

    Non poteva spiegare che cosa avesse voluto prima di giungere a non volerlo piú per niente.

    – Be’, – ribatté Nancy. – Complimenti per avermi riconosciuta. Sono appassita parecchio, dai vecchi tempi.
    – Sí, – disse Tessa. – Mi chiedevo se saresti venuta.
    – Potevo anche essere già morta, sai. Te la ricordi Ginny Ross? È morta.
    – Sí.

    ha scritto il 

  • 5

    .. quando leggi i suoi racconti non sei di certo più sola. Una miriade di personaggi ti girano per casa e ti insegnano la vita.
    Mai prevedibile, colpi di scena nel bene e nel male, ti chiedi quante vi ...continua

    .. quando leggi i suoi racconti non sei di certo più sola. Una miriade di personaggi ti girano per casa e ti insegnano la vita.
    Mai prevedibile, colpi di scena nel bene e nel male, ti chiedi quante vite abbia avuto la Munro o quante storie empaticamente abbia fatto sue. Perché niente di quello che scrive ha il sapore dell ' inventato.
    Un piacere puro leggerla.

    ha scritto il 

  • 4

    Non so quale sia la formula alchemica con la quale Alice Munro riesce sempre a creare un effetto così potente (e non trovo qui sui due piedi una definizione più precisa: potente è la prima parola che ...continua

    Non so quale sia la formula alchemica con la quale Alice Munro riesce sempre a creare un effetto così potente (e non trovo qui sui due piedi una definizione più precisa: potente è la prima parola che mi viene in mente) attraverso i la narrazione di avvenimenti apparentemente così comuni, talvolta anche di poco conto, che hanno per protagonisti personaggi (sempre femminili) altrettanto apparentemente scialbi, dalle vite che sembrano quasi sprecate.
    Eppure ogni volta che leggo suoi racconti ne rimango incantato. Pochi scrittori riescono a raggiungere una tale efficacia in così poche pagine, in ritratti che prendono vita (e vita vera) accumulando di pagina in pagina pochi tratti, ma fortemente significativi, seguendo un ritmo così nettamente scandito portandoci rapidamente alle conclusioni cui vuole arrivare. Che non sono necessariamente le conclusioni di una storia che spesso rimane sospesa, come una parentesi, chiusa la quale la storia potrà prendere mille direzioni. Comunque diverse da quelle iniziali, perché in quella parentesi sono racchiusi significati, motivazioni e prese di coscienza che potranno portare a cambiamenti, grandi o piccoli che siano.
    Qui anche i tre racconti (tre diversi episodi che condizionano la vita della stessa protagonista: Juliet) che Almodovar ha splendidamente fuso nel suo recente film “Julieta”, trasferendo le vicende in terra ispanica.
    Anche se forse non sono quelli che più mi hanno colpito in questa raccolta.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono tutte donne che fuggono, quelle della Munro, dalle madri, dalle figlie, dai mariti, dai fallimenti, ma le tristezze passate lasciano un presente senza rimpianti. Ho letto questi racconti dopo av ...continua

    Sono tutte donne che fuggono, quelle della Munro, dalle madri, dalle figlie, dai mariti, dai fallimenti, ma le tristezze passate lasciano un presente senza rimpianti. Ho letto questi racconti dopo aver visto Julieta di Almodovar, il quale secondo me ha rispettato i toni della Munro. Ma in questa raccolta, oltre i tre bei racconti che hanno ispirato il film ne ho trovato almeno un altro paio che sono dei veri gioielli, in particolare "Rimetti a noi i nostri debiti", e "Scherzi del destino", entrambi crudeli e tristissimi, ma incisivi senza essere mai sopra le righe.

    ha scritto il 

Ordina per