In fuga

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.9
(1038)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Chi semplificata

Isbn-10: 8806171836 | Isbn-13: 9788806171834 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Una serie di racconti brevi, collocati in quell'indefinito territorio che per alcuni altro non è che il "Paese di Alice Munro". La maggior parte delle storie si svolgono in piccole città della regione dell'Ontario; protagoniste sono per lo più donne: di tutte le età, anelanti passioni e bramose di libertà. Ma l'autrice racconta anche le ansie dell'adolescenza, i difficili rapporti fra genitori e figli, i diversi aspetti dell'amore, della malattia e della morte. Racconti che in poche pagine condensano un'intera vita. Una scrittrice che costruisce, utilizzando una prosa diretta e fintamente semplice, strutture narrative di grande profondità e complessità.
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  • 3

    Non mi entusiasma.

    I racconti non sono mai stati una forma letteraria a me gradita, nonostante non trovi niente di contestabile a questa raccolta anche in questo caso non mi hanno preso più di tanto.

    ha scritto il 

  • 5

    Ya hace tiempo que me considero un ferviente admirador del arte de esta señora.
    Los magistrales relatos de Alice Munro desvelan como nadie que la vida está hecha de momentos; de instantes únicos que n ...continua

    Ya hace tiempo que me considero un ferviente admirador del arte de esta señora.
    Los magistrales relatos de Alice Munro desvelan como nadie que la vida está hecha de momentos; de instantes únicos que no se suelen valorar; de bromas del destino por la espalda que nos vemos incapaces de evitar.
    Literatura de regusto preciosista que purifica la amargura, la soledad... que alivia la pérdida, la desgracia... y que nos hace grandes a pesar de los fracasos o las meteduras de pata a la hora de amar.
    Munro es una maestra que nos devuelve en pequeños frasquitos la esencia de la naturalidad.

    ha scritto il 

  • 4

    Tante belle donne - 27 set 15

    Sapete, l’ho sempre detto, che i racconti non sono il mio forte, che mi accosto ad essi spesso con timore, e spesso ne esco con delusione. Eccezione, che ribadisco e sostengo, sono i frammenti di vita ...continua

    Sapete, l’ho sempre detto, che i racconti non sono il mio forte, che mi accosto ad essi spesso con timore, e spesso ne esco con delusione. Eccezione, che ribadisco e sostengo, sono i frammenti di vita di Alice Munro. Che ho sempre sostenuto, ben prima che lo ottenesse, avesse una scrittura da Premio Nobel (come continuo a sostenere l’abbia un'altra mia grande passione, l’israeliano Amos Oz). Perché, in un certo senso, tutti i racconti della scrittrice canadese, l’insieme di tutte le sue raccolte, sembra andare a comporre un unico grande romanzo, fatto di frammenti che non sono altro che tutti i piccoli e grandi avvenimenti che costituiscono la nostra vita. Pieni di parole, è vero, ma non saturi. Perché sature sono le impressioni che quelle parole ci inviano. Ed anche perché, nei suoi racconti, spesso non c’è un finale, che ci può soddisfare, che ci lascia contenti od arrabbiati. Così come non esistono finali nella nostra vita soggettiva (saranno gli altri, forse, a darcelo quel finale). Ma la bellezza delle sue parole, sono nella capacità di descrivere il lasciarsi vivere dei suoi personaggi, quasi inconsapevoli del proprio essere, quasi inconsapevoli delle conseguenze delle azioni che compiono. Qui, come in tutti gli altri elementi di questa grande biblioteca che è la sua narrazione, risaltano poi, forse meglio che in altri punti, i motivi fondanti dei suoi scritti: il ruolo della donna nella società, i legami famigliari, il passaggio del testimone da madre in figlia, l’emancipazione dalle figure genitoriali, il modo di evolversi (e di esaurirsi) dei rapporti di coppia. Qui abbiamo otto racconti, con due particolarità uniche nei suoi scritti: tre racconti hanno la stessa protagonista, quasi a coglierne momenti diversi di una vita particolare, ed uno è diviso in cinque parti, quasi fossero racconti anche loro a sé stanti, ma legati, unificati dagli attori della narrazione. Non che gli altri non siano interessanti. Come quello del titolo “In fuga” (Runaway) descrizione di una donna intrappolata in un matrimonio poco felice. O “Passione” (Passion) dove una ragazza solitaria in una piccola città si fidanza con un ragazzo, per poi scappare nella notte con il di lui fratellastro (ci sono altri elementi in questa piccola gemma ma ve li lascio scoprire da soli, basta che non diventate troppo tristi). Complicata la situazione di “Rimetti a noi i nostri debiti” (Trespasses) con al centro una bimba che ha troppi genitori (veri o falsi) intorno a lei. Di una tristezza infinita trovo poi “Scherzi del destino” (Tricks) dove fraintendimenti e ritrosie fanno in modo che la solitaria Robin non riesca ad esternare il suo amore verso una persona per lei interessante. L’ultimo racconto “Poteri” (Power) è in qualche modo il più complesso, come detto diviso in cinque parti, che tracciano la parabola di vita di Nancy. Si inizia dai diari giovanili, dove Nancy descrive lo strano modo con cui si innamora di Wilf. Poi, si passa in terza persona, al matrimonio di Nancy, dove lei fa conoscere la sua amica Tessa ad Ollie il cugino di Wilf. Nella terza parte, molti anni dopo, Nancy visita un manicomio in America dove è ricoverata Tessa, ormai fuori di testa. Pochi anni dopo, dopo che Wilf muore per un ictus, Nancy incontra Ollie, che credeva morto e che gli narra la storia con Tessa dal suo punto di vista. Nella quinta, Nancy, attorniata dai figli anch’essi anziani, vive ormai in un suo mondo, in cui ritorna sempre alle storie di Tessa ed Ollie, sentendo che la vita sta lentamente scivolando via. E poi quello che mi ha maggiormente colpito, la trilogia di Juliet attraverso “Fatalità” (Chance), “Fra poco” (Soon) e “Silenzio” (Silence). Juliet, studentessa di lingue classiche, vive in una piccola città, con padre insegnante e madre bella e svagata, mentre sta decidendo come proseguire i suoi studi si innamora di Eric, un uomo sposato, che cambierà radicalmente la sua vita. Nel secondo brano è nata Penelope, figlia sua e di Eric. Anche qui c’è un viaggio in treno dove Juliet rivede tutti i suoi parametri. Che la madre non è svagata, ma malata ed accudita e protetta dal padre, che però si vergogna della nipote nata fuori dal matrimonio. Nell’ultimo, Juliet cambia di nuovo prospettiva. Si accorge che in fondo non ama veramente Eric. Che può e fa una bella carriera in televisione. E che da lei si allontanerà, senza motivi apparenti, la figlia Penelope. Con una chiusura memorabile: ”Continua a sperare di ricevere una parola da Penelope, ma senza perderci il sonno. Spera, come la gente di buon senso può sperare, in una felicità immeritata, un perdono spontaneo, roba così.” Certo, bisogna leggerla una roba così. Leggerla e rileggerla, ogni volta con occhi nuovi. Ogni volta con nuovi particolarità che saltano agli occhi. Sempre con quella sensazione che stiamo leggendo qualcosa che comunque ci riguarda. Imperdibile.

    ha scritto il 

  • 2

    Triste, cupo, deprimente.
    Dovrò verificare se le atmosfere create in questo libro dall'autrice ricorrono anche nelle altre opere. Scrittura impeccabile. Merita un'altra chance.

    ha scritto il 

  • 2

    letti 4 racconti su 8. il primo eponimo, gli altri 3 collegati dalla presenza della medesima protagonista, colta in tre momenti decisivi dell'esistenza.
    la munro è bravina, sa costruire situazioni, sc ...continua

    letti 4 racconti su 8. il primo eponimo, gli altri 3 collegati dalla presenza della medesima protagonista, colta in tre momenti decisivi dell'esistenza.
    la munro è bravina, sa costruire situazioni, scene, personaggi, dialoghi, sempre un po' freddi, sempre un po' filtrati da un distacco di testa che sfuma la tragedia e la raffredda (volutamente); riconosco il valore di una poetica lontana dai miei gusti, ma nessuno dei suoi racconti (avevo già preso, prima del nobel, nemico, amico, amante...) riesce a fissarsi nella mia memoria.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono fragili le donne della Munro e forse proprio per questo capaci di una forza che viene loro dalla lotta contro i propri fantasmi o i propri demoni. Sono madri, figlie, a volte entrambe le cose. In ...continua

    Sono fragili le donne della Munro e forse proprio per questo capaci di una forza che viene loro dalla lotta contro i propri fantasmi o i propri demoni. Sono madri, figlie, a volte entrambe le cose. Indiscutibilmente in fuga dal passato e qualche volta dal presente.

    Da tempo mi ero ripromessa di leggere i racconti di questa scrittrice canadese, in cui il femminile è declinato in molte maniere. Ho iniziato da un tema a me molto caro e particolarmente duro da affrontare, perché come spesso succede a chi sa cosa vuol dire ritrovarsi in un racconto di altri, il riconoscimento aiuta ad affrontare i nodi della propria storia personale. Con la Munro è facile lasciarsi prendere dalle parole, il suo linguaggio è semplice e preciso, mai banale. Il passato ha sempre un ruolo centrale così come i grandi spazi vuoti in cui i racconti fanno portentosi balzi in avanti, come se il tempo venisse infine a chiedere il conto e lo facesse alla maniera di un viaggio temporale: all’improvviso. In mezzo a questi spazi bianchi, infinite ore di vita che la Munro non traccia sulla carta ma che in qualche modo imprime in ogni parola. Tre racconti in particolare, legati alla stessa protagonista, rappresentano per me il nodo centrale del libro. Mi piace tuttavia pensare che le donne, le ragazze di questi racconti siano la rappresentazione delle tante sfaccettature di un animo femminile, in cui paura e dolore, gioia e stupore si mescolano e a volte si confondono. Peccato che questo intreccio a volte vada perdendosi in trame che sembrano girare su se stesse, arricchite da troppi elementi di cui si va cercando un significato, un posto in cui collocarli. Juliet resta per me la protagonista della raccolta, la sintesi della donna che cresce con il fardello della propria educazione e dei molti pregiudizi di una piccola comunità di appartenenza. Si può scappare dalle proprie madri ma mai dai propri figli, loro si può soltanto perderli. O ritrovarli.

    ha scritto il 

  • 5

    好可怕的翻譯、文法和標點,根本就是寫成方塊字的英文。

    好可怕的翻譯、文法和標點,根本就是寫成方塊字的英文。
    可是作者孟若的細膩、清晰、直言、多元,真讓人激賞。雖然故事的呈現是使用拼圖似的曲折方式,但整個拼圖的意涵卻是對於人性的底層與幽微的專注注視。

    ha scritto il 

  • 2

    Una scrittura inpeccabile che, grazie a sapienti e deliziose descrizioni, dipinge incantevoli paesaggi canadesi.
    Detto questo, la Munro proprio non mi piace.
    Noiosa e scontata, le sue storie non riesc ...continua

    Una scrittura inpeccabile che, grazie a sapienti e deliziose descrizioni, dipinge incantevoli paesaggi canadesi.
    Detto questo, la Munro proprio non mi piace.
    Noiosa e scontata, le sue storie non riescono ad appassionarmi.

    ha scritto il 

  • 5

    "Qualcosa in effetti sa, ma si sta sforzando di non sapere".

    Ho scoperto Alice Munro quest'estate, incuriosita dalla celebrità, dal Premio Nobel, dalla sua fama di "migliore autrice canadese contemporanea". Mi ricordo se non tutto, almeno una sfumatura, dei suo ...continua

    Ho scoperto Alice Munro quest'estate, incuriosita dalla celebrità, dal Premio Nobel, dalla sua fama di "migliore autrice canadese contemporanea". Mi ricordo se non tutto, almeno una sfumatura, dei suoi personaggi, descritti come se lei avesse potuto andarci dentro e dare un'occhiata e poi rendere con parole semplici tutto quello che aveva visto. Da allora, ogni volta, prendere un libro di Alice Munro è come tornare a casa, ascoltare un linguaggio familiare, sapere di riconoscere, e riconoscersi, in quegli stati d'animo, nei paesaggio dell'Ontario, nelle strade di Vancouver o lungo la costa desolata di villaggi sperduti del Canada più profondo, come se il paesaggio intorno facesse parte dell'orizzonte dell'anima e non potesse fare a meno di influenzarne i moti e i pensieri. Bellissimo.

    "L'idea strana e terrificante che le si andava chiarendo riguardo al suo mondo futuro, mentre cercava di immaginarlo, era che lei in quel mondo non sarebbe esistita. Vi si sarebbe soltanto mossa, avrebbe aperto la bocca e parlato, facendo ora questo ora quello. Ma non sarebbe stata davvero presente."

    "Il segreto della vita, aveva spiegato Harry a Lauren, era stare al mondo pieni di curiosità. Tenere gli occhi aperti e cogliere le occasioni, l'umanità, di tutte le persone che si incontravano. Stare all'erta".

    "Non poteva spiegare che cosa avesse voluto prima di giungere a non volerlo più per niente".

    "Per un mucchio di uomini la vita era solo un elenco di dove e di quando. Ma ce n'erano altri, più al passo coi tempi, che sciorinavano questi discorsi solo apparentemente spontanei, il cui succo era che la vita è in effetti una strada piena di buche, ma che le sventure sanno indicare la via verso esperienze migliori, che la lezione si impara, e che senza dubbio ogni giorno ha in sé una promessa di gioia".

    ha scritto il 

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