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In het hol van de leeuw

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Uitgever: Van Gennep

3.3
(83)

Language:Nederlands | Number of Pages: 122 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German

Isbn-10: 9461640188 | Isbn-13: 9789461640185 | Publish date: 

Translator: Nadia Ramer

Category: Crime , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    "Alcune persone dicono che sono avanti. Lo dicono soprattutto perché pensano che io sia piccolo per sapere parole difficili. Alcune delle parole difficili che so sono: sordido, nefasto, lindo, patetico e fulminante"

    gezegd op 

  • 4

    quando sono i bambini a raccontare le faccende degli adulti...

    "i cappelli, se sono bei cappelli, servono anche per distinguersi. Ovvero, i cappelli sono come le corone dei re. Se non sei un re puoi mettere un cappello per distinguerti. E se non sei un re e non porti il cappello finisci per essere un signor nessuno".


    Lui è un bambino che colleziona p ...doorgaan

    "i cappelli, se sono bei cappelli, servono anche per distinguersi. Ovvero, i cappelli sono come le corone dei re. Se non sei un re puoi mettere un cappello per distinguerti. E se non sei un re e non porti il cappello finisci per essere un signor nessuno".

    Lui è un bambino che colleziona parole e cappelli, cappelli che gli hanno detto che servono a distinguersi, non a coprire il capo. Non per nascondere qualcosa. Lui vive da solo, nel suo mondo, quello che ha costruito sul mondo marcio in cui il padre ludicamente lo ha coinvolto. Un piccolo racconto davvero emozionante alla fine.

    gezegd op 

  • 0

    Cosa accade quando un autore decide di adottare il punto di vista di un bambino? Gli esempi sono tanti – da Günter Grass a Safran Foer, passando ad esempio per il fortunato caso di Mark Haddon – con esiti molteplici, ancor più sfaccettati. Tuttavia, sono tutti accomunati dalla difficoltà di ricos ...doorgaan

    Cosa accade quando un autore decide di adottare il punto di vista di un bambino? Gli esempi sono tanti – da Günter Grass a Safran Foer, passando ad esempio per il fortunato caso di Mark Haddon – con esiti molteplici, ancor più sfaccettati. Tuttavia, sono tutti accomunati dalla difficoltà di ricostruire una vicenda da un punto di vista altro, a tratti opposto a quello reale e a suo modo straniante, lontano tanto dall’autore quanto, solitamente, da noi lettori. Come suggerisce il titolo del suo romanzo d’esordio (Il bambino che collezionava parole, Einaudi, 2012), per Juan Pablo Villalobos la chiave è proprio il linguaggio, le parole: cinque aggettivi, per la precisione.

    Continua su: http://www.flaneri.com/index.php/flaneri/leggi/il_bambino_che_collezionava_parole/

    gezegd op 

  • 4

    Un mondo aggressivo,feroce,ingiusto raccontato dalle parole pure e ironiche di un bambino! Potrebbe sembrare un po' monotomo,perchè non c'è nessun cambiamento (a parte un viaggio per catturare un ippopotamo nano della Liberia :) ), ma anche in questo sta la particolarità. Bello!

    gezegd op 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il racconto è effettuato da un bambino che vive solo con il padre in un grande e ricco palazzo in Honduras.
    Si scopre tutto man mano che si va avanti con la lettura.
    Il piccolo non ha la madre.
    Il padre è un narcotrafficante.
    Donne di servizio e guardie del padre si avvicendano nel tentativo di e ...doorgaan

    Il racconto è effettuato da un bambino che vive solo con il padre in un grande e ricco palazzo in Honduras. Si scopre tutto man mano che si va avanti con la lettura. Il piccolo non ha la madre. Il padre è un narcotrafficante. Donne di servizio e guardie del padre si avvicendano nel tentativo di educarlo. Ma lui è un tipo molto sui generis. Intelligentissimo, cinico. Descrive le situazioni e i suoi sentimenti repressi. Si lascia guidare da quello che sa sui samurai. Molto bello.

    gezegd op 

  • 4

    Si legge senza soluzione di continuità la storia di questo bambino che si nutre di pane e solitudine e che non può piangere perchè gli hanno insegnato che: se un uomo piange è un finocchio.

    gezegd op 

  • 2

    L’idea di raccontare le vite malavitose con gli occhi di un bambino era buona ed era un ottimo spunto per un libro che poteva essere geniale. Ma ciò non è stato. Dopo le prime pagine ti accorgi che gira e rigira non c’è nulla di nuovo, tutto diventa monotono. Il libro fortunatamente è piccolo e q ...doorgaan

    L’idea di raccontare le vite malavitose con gli occhi di un bambino era buona ed era un ottimo spunto per un libro che poteva essere geniale. Ma ciò non è stato. Dopo le prime pagine ti accorgi che gira e rigira non c’è nulla di nuovo, tutto diventa monotono. Il libro fortunatamente è piccolo e quindi si riesce a leggere fino alla fine.

    gezegd op 

  • 3

    ni

    Originale, duro e senza fronzoli. Può essere un romanzo bellissimo o non prendere per niente. Dipende da come ti trova, probabilmente. A me ha trovato in mezzo.

    gezegd op 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Gli ippopotami nani della Liberia

    Toghtli è un bambino messicano orfano di madre che vive in un grande palazzo,
    con lui ci sono il padre Yolcaut che gli insegna a comportarsi da uomo e non da finocchio:patetico, e Masatzin il suo maestro personale che gli insegna a leggere e scrivere, la storia e la geografia: nefasto.
    Toghtli è ...doorgaan

    Toghtli è un bambino messicano orfano di madre che vive in un grande palazzo, con lui ci sono il padre Yolcaut che gli insegna a comportarsi da uomo e non da finocchio:patetico, e Masatzin il suo maestro personale che gli insegna a leggere e scrivere, la storia e la geografia: nefasto. Toghtli è solo nel grande palazzo dove nessuno può entrare perchè due energumeni al soldo di Yolcaut, Mitzli e Chichikuali praticano degli orifizi dolorosi con le loro colt a chiunque non sia il benvenuto:nefasto. Toghtli non può conversare con nessuno tranne che con suo padre e il suo maestro Mazatzin. giacchè il resto dei dipendenti del palazzo o è muto, o preferisce farsi passare per muto o è un cadavere e questi ultimi non parlano:patetici. La sera prima di addormentarsi legge il dizionario, è affascinato dalle parole:patetico. Toghtli ama guradare i film giapponesi sui samurai,un giorno anche lui sarà un samurai e si chiamerà Usagi:patetico.Colleziona cappelli, di tutti i tipi e di tutte le fogge, l'unico paese che ha visitato è stato la Francia e dei Francesi ha grande stima (nefasto,questo lo dico io) giacchè hanno imparato a tagliare la testa ai sovrani,con efficienza ed efficacia: non rovinano le corone, non sporcano e raccolgo nei cesti le teste mozzate, sono senza dubbio più civili dei Messicani che con i macete ci mettono assai più tempo a tagliare una testa:nefasto. Nel palazzo il resto delle stanze è occupato da: un leone,due tigri, vari pappagalli, una Beretta ,una Browning,una colt,una Smith & Wesson, un bazooka, un AK-47,un M-16 e alcuni Uzi israeliani:nefasto. Un giorno a Toghtli viene un irrinunciabile desiderio e chiede a Yolcaut come regalo due ippopotami nani della Liberia.Il padre che è abituato a soddisfare tutti i desideri del suo unico figlio, vista anche la brutta aria che tira per il Cartello, decide di partire per la Liberia alla ricerca degli ippopotami:patetico. "Il bambino che collezionava parole" è un romanzo originale e toccante; un bambino abbandonato a se stesso, fuori dal mondo, al quale nessuno ha insegnato cos'è bene e cos'è male, perchè a nessuno degli adulti che lo circondano alla fine importa, scopre grazie a degli ippopotami nani della Liberia, che piangere,ma soprattutto scoprire i sentimenti è la cosa migliore che la vita ti possa donare: patetico. Patetico?

    gezegd op