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In molti giorni lo ritroverai

Incontro con Erri De Luca

Di

Editore: Fraternità di Romena Onlus

4.1
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Altri

Isbn-10: 8889669233 | Isbn-13: 9788889669235 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Massimo Orlandi

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Descrizione del libro
Nel silenzio accogliente della pieve romanica di Romena, in Casentino, Erri de Luca si racconta. Racconta l'infanzia napoletana e gli anni di Lotta continua, la vita da operaio e quella di scrittore, l'amore per i libri e quello per la Bibbia, che frequenta ogni mattina in ebraico antico, pur dichiarandosi non credente. Ma l'incontro con il grande scrittore è anche un percorso lungo temi di fondo della vita di tutti: il rapporto con le proprie radici, e con quelle degli altri, la forza dell'odio che genera le guerre, e quella dell'amore, "La più grande energia pulita prodotta dal corpo e dalla creatura umana", che le può fermare. Erri De Luca è uno dei più grandi scrittori italiani contemporanei. Ha cominciato a pubblicare nel 1989 a quasi quarant'anni, dopo aver lavorato per quasi vent'anni come operaio. Vive nella campagna romana, accompagnando ogni risveglio con la compagnia della bibbia che frequenta da non credente. Tra i suoi libri in alto a sinistra, tu mio, Una nuvola come tappeto, Tre cavalli, In nome della madre, L'ospite incallito, Opera sull'acqua, il peso della farfalla, Il giorno prima della felicità. Massimo Orlandi, giornalista e scrittore, collabora con la fraternità sin dai suoi inizi. Per le edizioni Romena ha pubblicato Giovanni Vannucci custode della luce, Invisibile agli occhi (con Wolfgang Fasser), Le parole e il silenzio, volumi 1,2,3 e il libro-intervista La forza della leggerezza con Arturo Paoli.
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  • 4

    Erri De Luca sa essere affascinante quando parla come quando scrive, forse perché ti porta la sua vita (che tra l’altro è stata piuttosto interessante) in frammenti, aneddoti, incontri, racconti. Questo libro non fa eccezione: Orlandi racchiude due interviste facendone una serie di discorsi su sv ...continua

    Erri De Luca sa essere affascinante quando parla come quando scrive, forse perché ti porta la sua vita (che tra l’altro è stata piuttosto interessante) in frammenti, aneddoti, incontri, racconti. Questo libro non fa eccezione: Orlandi racchiude due interviste facendone una serie di discorsi su svariati argomenti, molti dei quali cari a Erri. Si parla di libri, si parla di persone, si parla di sentimenti, di guerra, di luoghi, di Dio… insomma, un po’ di tutto. Come leggiamo nell’incipit, dopo due ore di un pomeriggio afoso e scomodo, la gente che affollava la pieve non era ancora stanca di ascoltare Erri De Luca, ed infatti devo dire che se proprio devo trovare un difetto a questo libro è che è finito troppo presto.

    http://www.naufragio.it/iltempodileggere/17780

    ha scritto il 

  • 4

    A volte fraintendere cambia tutto. Una traduzione sbagliata, anche se in buona fede può dare inizio ad una catena infinita e pericolosa di convinzioni. "Manda il tuo pane sopra il volto delle acque, dopo molti giorni lo ritroverai" e uno si convince che si deve dare per ricevere.....; "Manda il ...continua

    A volte fraintendere cambia tutto. Una traduzione sbagliata, anche se in buona fede può dare inizio ad una catena infinita e pericolosa di convinzioni. "Manda il tuo pane sopra il volto delle acque, dopo molti giorni lo ritroverai" e uno si convince che si deve dare per ricevere.....; "Manda il tuo pane sul volto delle acque, in molti giorni lo ritroverai", ecco che tutto si trasforma, non è più un semplice baratto, ma per un sorriso che dai ti trovi a ricevere una cascata di gioia! Credo che questo valga per qualunque cosa noi facciamo. Questo piccolo libro mi ha regalato questa riflessione.

    ha scritto il 

  • 0

    "Io sono uno che guarda, osservo tutto quello che c'è intorno e credo di acciuffare le cose che vedo. Ma questo solo con i sensi, senza interrogare, senza fare questa mossa di attenzione nei confronti degli altri. E' come se rubassi guardando intorno. Poi pesco dentro le storie mie; non invent ...continua

    "Io sono uno che guarda, osservo tutto quello che c'è intorno e credo di acciuffare le cose che vedo. Ma questo solo con i sensi, senza interrogare, senza fare questa mossa di attenzione nei confronti degli altri. E' come se rubassi guardando intorno. Poi pesco dentro le storie mie; non invento personaggi, non me la sono sentita di aggiungere della vita posticcia a quella che già c'è: approfitto di quella che c'è e la riduco in polvere, specie liofilizzato, delle parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Intervista di Massimo Orlandi a Erri De Luca, presso la Pieve di Romena, anticamente faro sulla pista dei pellegrini che scendevano… verso Roma, oggi respiro per gli inquieti, porto di terra,…attracco di silenzio nel viaggio della vita.
    Erri racconta se stesso. Racconta la sua vita, ...continua

    Intervista di Massimo Orlandi a Erri De Luca, presso la Pieve di Romena, anticamente faro sulla pista dei pellegrini che scendevano… verso Roma, oggi respiro per gli inquieti, porto di terra,…attracco di silenzio nel viaggio della vita. Erri racconta se stesso. Racconta la sua vita, di bambino e di adulto, di operaio e di scrittore; racconta i suoi incontri, con gli uomini e coi libri; racconta le sue esperienze e le sue convinzioni, con la solita sincerità e con la spontaneità di un dialogo. E racconta la sua lettura della Bibbia, un libro per cuori in fiamme.

    Scrive Massimo Orlando, nella sua prefazione, a proposito della scrittura di EDL: Era, per me, un'esperienza nuova: quei libri non erano spinti dalla forza di una storia, ma dalla capacità di ogni pagina di rendersi viva, di bastare a se stessa. Mi piaceva molto anche la fisicità di quella scrittura asciutta, fatta di pensieri che erano passati per i nervi e per i sentimenti, prima di farsi restituire.

    ha scritto il 

  • 0

    "Chi scrive un libro fa la metà del lavoro. L'altra metà la fa chi prende quel libro e lo legge, lo butta, lo consuma, lo assorbe, ci litiga, ci va a dormire sopra, ci si addormenta. Insomma il lettore compie il libro, finisce il libro come se fosse un semilavorato e alla fine della lettura di og ...continua

    "Chi scrive un libro fa la metà del lavoro. L'altra metà la fa chi prende quel libro e lo legge, lo butta, lo consuma, lo assorbe, ci litiga, ci va a dormire sopra, ci si addormenta. Insomma il lettore compie il libro, finisce il libro come se fosse un semilavorato e alla fine della lettura di ogni ingolo lettore quel libro è un'opera compiuta, è un fatto compiuto, perché è avvenuto l'incontro, lo scontro, la rinuncia o la rissa tra le due parti". (pag. 50)

    ha scritto il 

  • 4

    Decisamente interessante questa "conversazione"!Esserci sarebbe stato veramente bello! Ci si trovano tutti i tratti salienti del rapporto tra De Luca ed il Divino.Ilsuo essere non-credente secondo me dà un valore aggiunto alle riflessioni e alla loro profondità; è come se le considerazioni veniss ...continua

    Decisamente interessante questa "conversazione"!Esserci sarebbe stato veramente bello! Ci si trovano tutti i tratti salienti del rapporto tra De Luca ed il Divino.Ilsuo essere non-credente secondo me dà un valore aggiunto alle riflessioni e alla loro profondità; è come se le considerazioni venissero fatte da un punto di osservazione distaccato e quindi lucido, anche se non meno coinvolto. Può essere spunto di riflessione per tutti,credenti e non.

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo libro per restituire tutto il fascino e l'intensità di un incontro con Erri De Luca. Assai più di un'intervista. Piuttosto una conversazione: con Massimo Orlandi, giornalista che più volte ha camminato insieme a Erri, e poi con tutti i presenti. Un dono di parole che lasciano il segno, ...continua

    Un piccolo libro per restituire tutto il fascino e l'intensità di un incontro con Erri De Luca. Assai più di un'intervista. Piuttosto una conversazione: con Massimo Orlandi, giornalista che più volte ha camminato insieme a Erri, e poi con tutti i presenti. Un dono di parole che lasciano il segno, offerto nel silenzio accogliente e disponibile della pieve di Romena, in Casentino. Semplicità e profondità, a braccetto. Raro e bello.

    ha scritto il 

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