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In ogni caso nessun rimorso

By Pino Cacucci

(1377)

| Paperback | 9788807816383

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Book Description

Pino Cacucci racconta la singolare storia di Jules Bonnot operaio, soldato,autista nientemeno che di sir Arthur Conan Doyle, il creatore di SherlockHolmes. E il suo sogno di una felicità rabbiosa che lo trasforma inrapinatore (il primo rapinat Continue

Pino Cacucci racconta la singolare storia di Jules Bonnot operaio, soldato,autista nientemeno che di sir Arthur Conan Doyle, il creatore di SherlockHolmes. E il suo sogno di una felicità rabbiosa che lo trasforma inrapinatore (il primo rapinatore che usa l'automobile) e anarchicosanguinario, convinto di dover colpire la società borghese senza mezzemisure, creando il caos, facendo parlare i giornali. Cacucci glioppone il commissario Jouin, vicecapo della Sureté, a cui è statoaffidato il compito di fermare con ogni mezzo la banda Bonnot.

112 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Blackbird

    Di solito non scrivo recensioni così ma, per una volta, non posso fare altrimenti. In nessun modo riuscirei a scrivere qualcosa di anche solo lontanamente paragonabile alla bellezza dello scrivere "Cacucciano".

    Non chiedevo granché. Camminavo co ...(continue)

    Di solito non scrivo recensioni così ma, per una volta, non posso fare altrimenti. In nessun modo riuscirei a scrivere qualcosa di anche solo lontanamente paragonabile alla bellezza dello scrivere "Cacucciano".

    Non chiedevo granché. Camminavo con lei al chiaro di luna nel cimitero di Lione, illudendomi che non vi fosse bisogno d'altro per vivere. Era la felicità che avevo inseguito per tutta la vita, senza esser capace neppure di sognarla...Avevo il diritto di viverla, quella felicità. Non me lo avete concesso. E allora, è stato peggio per me, peggio per voi, peggio per tutti. Dovrei rimpiangere ciò che ho fatto? Forse. Ma non ho rimorsi. Rimpianti sì, ma in ogni caso nessun rimorso...

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    Laura8009 said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto bello! Un libro fatto di ideali, sofferenze, cattiva sorte, violenza, questioni morali ed emozioni tradite. La voglia di cambiare le cose, di combattere contro le ingiustizie della vita e l'inevitabile epilogo.
    L'inseguimento dei propri ideali ...(continue)

    Molto bello! Un libro fatto di ideali, sofferenze, cattiva sorte, violenza, questioni morali ed emozioni tradite. La voglia di cambiare le cose, di combattere contro le ingiustizie della vita e l'inevitabile epilogo.
    L'inseguimento dei propri ideali fa a pugni con la necessità di uniformarsi alle regole perchè tanto si finisce per soccombere. Tutto questo è “In ogni caso nessun rimorso”, e sinceramente non è poco, per nulla.

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    Lore said on Apr 23, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Jules Bonnot a 15 anni inizia a lavorare in fonderia. Malpagato e maltrattato, per lui che detesta le ingiustizie inizia il dramma che lo porterà alla tragica fine.
    Jules fa aprte degli ultimi, quelli che nascono con il marchio indelebile della pover ...(continue)

    Jules Bonnot a 15 anni inizia a lavorare in fonderia. Malpagato e maltrattato, per lui che detesta le ingiustizie inizia il dramma che lo porterà alla tragica fine.
    Jules fa aprte degli ultimi, quelli che nascono con il marchio indelebile della povertà. Operaio come suo padre e come tutti i Bonnot.
    Jules è anarchico, sogna un mondo diverso. Legge e riflette. Incontra compagni. Nascono e crescono idee e sogni. Con i compagni organizza e partecipa a scioperi e lotte. Vuole un mondo equo e giusto, una vita dignitosa per tutti. È forse troppo?
    Ma il potere non può permettere che dei miserabili abbiano certe pretese. E soprattutto che diffondano come il peggiore dei virus certe idee, per esempio di libertà.
    Figurarsi! Da combattere come mostri coloro che azzardano attentare il potere. E se l'opinione pubblica decide che sei un mostro pericoloso, da quel momento tu lo sei e devi essere emarginato prima, sconfitto poi. Con qualunque mezzo.

    "Era la felicità che avevo inseguito per tutta la vita, senza esser capace neppure di sognarla. L'avevo trovata, e scoperto che cosa fosse. La felicità che mi era stata sempre negata..."

    "Avevo il diritto di viverla, quella felicità. Non me lo avete concesso. E allora, è stato peggio per me, peggio per voi, peggio per tutti... Dovrei rimpiangere ciò che ho fatto? Forse. Ma non ho rimorsi. Rimpianti sì, ma in ogni caso nessun rimorso..."

    La felicità l’aveva intravista, così come aveva intravisto il mondo che si apriva là, oltre il vicolo che odorava di fango e di miseria.
    Quando la disperazione presenta il conto ai disperati bisogna riuscire ad andare oltre. Oltre le parole e oltre i fatti. Si lascia il mondo, si penetra il vicolo maleodorante camminando nel fango, respirando miseria e soprusi. La rabbia brucia come un fuoco che si alimenta senza tregua. Si respira a fatica sotto il peso dell’oppressione. Il dolore è lancinante, quel dolore che “ha un confine”, oltre il quale “ci sono solo due strade: il rifugio nella follia o la gelida indifferenza". Superato quel confine ci si sente come Jules.

    Questo libro è una porta che si apre direttamente sul dolore. Issiamo la bandiera della dignità, combattiamo i soprusi. Altrimenti sarà davvero peggio per tutti.

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    Cat said on Nov 24, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    dal crimine fine a se stesso alla ribellione consapevole

    Bel testo, che ripercorre in maniera avvincente, eppure storicamente fedele, la maturazione politica di un gruppo di uomini i quali, spinti dalla miseria e dalla disperazione verso il crimine, approdano infine ad una ribellione cosciente, ancorché se ...(continue)

    Bel testo, che ripercorre in maniera avvincente, eppure storicamente fedele, la maturazione politica di un gruppo di uomini i quali, spinti dalla miseria e dalla disperazione verso il crimine, approdano infine ad una ribellione cosciente, ancorché senza prospettive, contro il sistema capitalistico, conferendo alle loro azioni criminose un preciso movente politico. L'esito di questo scontro disperato con il sistema non potrà che essere tragico, data la forza soverchiante del secondo.

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    IlRosso said on Oct 1, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una grande amarezza in bocca

    un uomo solo contro plotoni di benpensanti travestiti da pagliacci.

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    aliena07 said on Aug 24, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Sulla base di quale principio?

    È un grande romanzo, “In ogni caso nessun rimorso”, di Pino Cacucci.

    Da un punto di vista storico è una preziosa ricostruzione della brutale reazione dello Stato francese, ai primi del Novecento, di fronte alle molteplici forme di rivolta implicite ...(continue)

    È un grande romanzo, “In ogni caso nessun rimorso”, di Pino Cacucci.

    Da un punto di vista storico è una preziosa ricostruzione della brutale reazione dello Stato francese, ai primi del Novecento, di fronte alle molteplici forme di rivolta implicite nel rapido diffondersi delle idee anarchiche. Basti dire, per inquadrare il contesto sociale in cui le vicende si svolgono, che è un’epoca in cui è usuale che la polizia apra il fuoco contro gli operai in sciopero.

    Da un punto di vista filosofico è una coraggiosa sfilza di provocazioni che ruotano fondamentalmente attorno ad una scomodissima domanda: uno Stato che ricorre abitualmente a varie forme di violenza pur di garantire la conservazione di uno status quo che implica enormi privilegi per pochissimi e enormi sofferenze per tutti gli altri, che diritto ha di condannare un individuo che esasperato dalla sistematica distruzione della sua dignità arriva a reagire in modi violenti?

    A chi rispondesse con l’argomento che la violenza di Stato è codificata, legale, mentre la violenza dell’individuo è illegale, si può replicare che ciò che è legale è legittimo solo se si fonda su un principio etico largamente condiviso. E che nel caso della violenza di Stato non è affatto chiaro quale sia questo principio.

    A chi replicasse che il principio che rende legittima la violenza di Stato è la necessità di difendere il bene di tutti i cittadini, si può rispondere con una domanda: quali garanzie ci sono che la violenza di Stato sia esercitata solo e soltanto nei modi necessari al fine di tutelare il bene di tutti i cittadini?

    Mi viene in mente un aforisma…

    Uccidi un uomo e sei un assassino. Uccidine milioni e sei un conquistatore. Uccidili tutti e sei Dio.
    (Jean Rostand)

    source: http://bit.ly/12ZA1aV

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    Andrea Velluto said on Jul 19, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1377)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Paperback 308 Pages
  • ISBN-10: 8807816385
  • ISBN-13: 9788807816383
  • Publisher: Feltrinelli (Universale Economica Feltrinelli; 1638)
  • Publish date: 2001-01-01
  • Also available as: Others
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